PEACE IS WAR

bigbrother

ONtro

Sarà che sono nato con Pong.
Sarà che come ogni dannata pallina di pixel se vado a segno qualcuno esulta e qualcuno insorge.
Sarà che essendo bidimensionale, analogico e in bianco e nero come videogioco sono troppo vintage.

Oggi avrei tanto voluto scrivere di Italia-Serbia 3-0. Avrei voluto concentrarmi sul saluto da ultranazionalisti cetnici (quello con le tre dita che sta a significare il motto “Santo Sava Salva i Serbi”) sugli applausi che i giocatori Serbi hanno rivolto ieri ai propri hooligan. Volevo scrivere di come oggi i Media abbiano coperto un episodio decisamente sgradevole di politica internazionale sotto la più tenera coltre di disinformazione (ah le lacrime di Stankovic!) e di come ieri sera addirittura lo spacciassero per un gesto di sconfitta sul tre a zero…

Passo.

Passo poiché vedo il mio nome tirato in ballo a sproposito nel web. Mi sembra giusto, anzi doveroso, chiarire il mio insignificante ruolo nell’affaire Internet for Peace.

Perché ebbene sì sono proprio io l'infame innescatore del flame, che si è scatenato sul topic #I4P dopo lo "Scoop" di @ninjamarketing. Sparatemi. Sono il sabotatore del topic #I4P. Vaporizzatemi.

Necessaria premessa: trovo assolutamente irritante e fuori luogo sentire chi ha fatto una professione del suo stare su internet (mi riferisco alle turbe di Tromboni Topblogger) che in queste ore stanno "posizionando" chi ha contestato Internet 4 Peace alla voce: calunniatore, diffamatore, violento, sovversivo fino ad arrivare a mafioso, pidduista, faccendiere, segaiolo. Non lo accetto e non lo accetterò mai.

Se questa è la Pace che hanno in mente per Internet: un gruppo di "Caporali" che nel nome della Pace, del Garbo e del Bon Ton manganella verbalmente chi osa toccare il "Grande Capo" e la sua "Pravda", SE LA TENESSERO LA LORO PACE.

Tutti gli utenti della Rete delle Reti sono uguali, ma quelli col tesserino da giornalista sono più uguali degli altri e gli Influencers sono i più uguali di tutti.

Bel concetto di libertà d'espressione. I Tromboni e i loro seguaci si sono impegnati in questi giorni a dimostrare come Internet sia uno strumento verticistico di comunicazione Leader/Massa, sono stati la confutazione di se stessi. Sono più "Lunatici" di Luna, che invece è stato equilibrato e pacato in ogni risposta.

Complimenti ai moderni adepti del Socing 2.0 questa è la vostra Pace ora e per sempre:

  • Ignoranza è Forza.
  • Libertà è Schiavitù.
  • Pace è Guerra.

Io faccio la mia arte, faccio la mia satira, faccio il mio DADA. Non invoco leggi, profeti, protettori, punizioni, psicolpolizziotti. Invoco soltanto la mia "fede assoluta irrefutabile in ogni Dio che sia il prodotto immediato della spontaneità".

1) Che cos’è il Progetto #Gilda35

Come detto e ripetuto mille volte (per i più disattenti invito a leggere questa intervista "Twitter: #Lovvotica e #Gilda35 quando il gioco si fa realtà" fatta dall’amico Matteo Bianconi e il nostro Manifesto) #Gilda35 non è altro che una performance di teatro situazionista pesantemente influenzato dal DADAismo. Per i meno addentro alle vicende artistiche delle avanguardie del secolo scorso il DADAismo era un movimento artistico che si proponeva di fare violenza all’arte con l’arte, al fine di andare oltre le logiche consolidate e scatenare le potenzialità creative dell’individuo.

Stilisticamente il DADAismo utilizza a piene mani i temi della satira, del nonsense, dell’atto artistico violento e dissacratore, del refrain (le ripetizioni che tanto vi tediano sono una cifra stilistica). E’ un piccolo progetto autogestito da comuni utenti di Twitter, che alle spalle non hanno multinazionali, giornali, o altro e che nella vita fanno tutto fuorché i giornalisti, o gli Influencers. Nella “vita civile” sono un comune giurista d’impresa e non mi occupo neanche lontanamente di attività connesse al mondo del marketing o della comunicazione.

Questo è in effetti un Discount Blog, come brillantemente espresso da penne più fini della mia, che animo nel tempo libero per divertirmi con i miei amici. Non ha sponsorizzazioni, non ha socialads, è la miseria allo stato brado. E’ legato a una paginetta su Facebook alimentata poco e male (per mancanza di tempo e anche perché chi segue #Gilda35 è soprattutto gente di Twitter). E’ solo una piccola cosa estemporanea che però sta dando risultati interessanti, in poco più di un mese:

  • fonte Google: circa 12.000 risultati per #Gilda35;
  • fonte Tweetreach: #Gilda35 può arrivare a contattare tra le 3.500 a 30.000 persone con 50 tweet;
  • fonte Twirus: #Gilda35 è saldamente nella toptwenty dei “trend topic” italiani;
  • il Progetto conta ormai 175 Ricercatori (simpatizzanti), di cui circa 70 Sabotatori (attivi nelle operazioni di Retwittaggio).

Il nostro scopo era ieri, è oggi e sarà domani solo fare satira su Internet e i suoi protagonisti. Perché in Italia si fa satira su tutto tranne che sul Web e i suoi Influencers.

In Italia nel web si può dare del mafioso, pidduista, faccendiere, puttaniere, segaiolo, a qualunque personalità politica. Si può dare della puttana, della zoccola, della escort a qualunque donna calchi la scena politica. Si può auspicare per gli avversari politici o calcistici la morte tra le più atroci sofferenze. Si può invocare la castrazione per i pedofili e i maniaci sessuali. Si può fare apologia di reato inneggiando a qualunque crimine, pure quelli mafiosi. Si può gioire della morte di un avversario politico evocando attività scatologiche sulla sua tomba.

Nel web in Italia ho letto di tutto, ma mai neppure una pernacchia contro i suoi protagonisti. Mi sono semplicemente riservato un piccolo spazio autogestito per fare un po’ di satira al professionismo di internet in Italia. Ha avuto una felice risonanza tra le menti aperte al lucido sberleffo. Ha infastidito altri, che hanno più o meno serenamente smesso di seguirmi.
E’ uno psicocrimine? Non credo proprio.
 

2) Cosa pensavo prima dello Scoop di Ninjamarketing di Internet For Peace

#I4P non mi convinceva pienamente perché mi sembrava un’iniziativa troppo intrisa di marketing furbetto. Molti dei miei followers di Twitter mi hanno chiesto di iscrivermi, ma ho sempre declinato, perché mi sembrava di fornire i miei dati personali a una banca dati troppo vicina ai grossi nomi delle multinazionali del Life Style e della telecomunicazione globale: Condè Nast Publication (il mega editore di Wired, Vogue e millemila altre superpubblicazioni patinatissime) su tutti.

Diffido per principio di tutte le sottoscrizioni che trovo su internet e da giurista ritengo che l’uso che si è fatto e che si fa in Italia dell’autorizzazione al trattamento dei dati personali sia vessatorio e sperequato ai danni del consumatore. Se si vuole accedere a un servizio o a un’iniziativa ormai grazie al D.L 196/2003 è necessario autorizzare espressamente l’erogatore del servizio, o l’ispiratore dell’iniziativa a farne l’uso che riterrà più opportuno. Lo ritengo un escamotage vessatorio nei confronti di quella parte debole del rapporto che siamo noi comuni utenti/consumatori/sostenitori.

Per questo non ho mai sottoscritto, non sottoscrivo e non sottoscriverò mai una raccolta di firme via Internet, men che meno se a propormela sono le Multinazionali dell’Editoria Globale. Perché con quella manciata di dati contenuta nella nostra sottoscrizione forniamo una quantità preziosa di informazioni atte a profilarci:

  • dati identificativi (nome e cognome e di conseguenza genere sessuale);
  • geolocalizzazione (città, nazione di appartenenza);
  • età (data di nascita);
  • mail, da quest’ultimo dato, per un’agenzia di marketing mediamente dotata, discendono una pluralità di informazioni:

    • professione (se si è usata la mail lavorativa);
    • provider internet utilizzato (se si è usata la mail fornita dal provider);
    • segmentazione del mercato (a seconda delle scelte orientate verso servizi puri, o ibridi di posta elettronica es. Gmail)

Immaginate con un'etica "raccolta firme", che raggiunge decine di migliaia di persone, che bella banca dati autoalimentata può avere a disposizione un Editore. Paranoico? No obiettivo. Per le ragioni sopra esposte poiché non voglio fare il topolino da laboratorio delle banche dati delle multinazionali non compilerò mai alcun form. E’ la mia personalissima posizione, liberi gli altri di farsi fare la biopsia, per una causa che reputano nobile.

Quello che mi ha veramente urtato nella campagna di Internet 4 Peace è stato l’atteggiamento dei comuni utenti di Twitter. Quando ho scritto il mio piccolo nonPOST su Xiaobo sono stato bombardato di amici che mi biasimavano perché levavo visibilità a Internet 4 Peace. Perché col mio nonPOST letto da 300 persone avevo disperso energie sane, che andavano incanalate nella causa buona e giusta di Internet 4 Peace.

Questo la dice lunghissima sull’obiettività degli utenti della Rete delle Reti e sul mancato ruolo etico dei maggiori Influencers. Gli utenti di Twitter venivano da uno dei quattro micragnosi blogger dilettanti che avevano parlato della vicenda di Xiaobo nel più assordante silenzio di tutti i media nazionali e lo criticavano perché oscurava un’iniziativa targata Condé Nast Publication e Oglivy (uno dei leader assoluti della pubblicità più fighetta). 

Ci sarebbe da ridere, invece lo trovo assolutamente allarmante. La dice lunghissima sul Pensabenismo Orwelliano imperante nel Web. La meraviglia è stata che il giorno dopo la vittoria di Xiaobo in ogni blog c’era un post dedicato al dramma dei dissidenti cinesi.

Pareva quella meravigliosa pagina di 1984 in cui l’oratore del Partito Interno, mentre inveisce contro l’Estasia a favore dell’alleato Eurasiano, apprende che le alleanze si sono invertite e prosegue serenamente il discorso contro l’Eurasia a favore dell’alleato Estasiano. Fatemi il favore.

Nello specifico Internet 4 Peace è una banalizzazione ed estremizzazione del pensiero di Herbert Marshall McLuhan secondo cui “il media è il messaggio”. La versione da bignami del pensiero di questo grande della sociologia è che esistono media intrinsecamente malvagi “la cattiva maestra televisione”, perché banalizza il pensiero, e media intrinsecamente buoni come i libri e i giornali, perché stimolano la riflessione e l'immaginazione.

Chiunque abbia studiato un briciolo di storia saprebbe che i media in ogni tempo e in ogni luogo sono stati strumenti neutri, utilizzati da chi detiene il potere in modo più o meno spinto per veicolare modelli di condotta (Life Style) ordinati e conformi all’etica della classe dirigente. Come gli stessi media sono stati utilizzati dagli oppositori dei governanti per abbattere quegli stessi regimi.

La Radio che veicolava nelle case dei cittadini italiani il Verbo del Duce, era la stessa che passava i messaggi di Radio Londra. I samizdat clandestini dell'URSS che spacciavano scampoli di libertà erano fatti con la stessa carta del Mein Kampf di Hitler.

Pensare che esistano media intrinsecamente etici è da ignoranti della Storia, o da persone in assoluta malafede. Internet in Cina è uno strumento di oppressione e repressione del pensiero dissidente. Provate ad aprire un blog in Cina. Provate soltanto a cercare parole come libertà e democrazia in un motore di ricerca localizzato per Cinesi. Vi prego di animare un blog sull'omossesualità in Iran.

I Media sono strumenti assolutamente neutri, condizionati dai contenuti che veicolano e ancor di più dalle finalità di chi li controlla.

Per quanto sopra pensavo e ritengo tuttora che personalità del calibro di Riccardo Luna, riviste di punta come Wired, colossi dell’informazione mondiale come la Condè Nast avrebbero fatto cosa molto più meritoria a sostenere la causa di Xiaobo, impegnando in modo molto più alto e etico le proprie immense risorse comunicative.

Questo sì che avrebbe posizionato in modo forte la rivista. Invece fino all'altro ieri sono stati un altro mattone nell'omertoso muro dei media italiani sulla questione cinese.

E’ la mia personalissima opinione e vale per quello che è.

E’ uno psicocrimine? Non credo proprio.
 

3) Perché ho scatenato la zergata contro il topic #I4P.

Molti mi hanno insultato, in 40 mi hanno defollowato (che tragedia!), in parecchi citato a sproposito nei propri blog. Ho ricevuto ogni insulto possibile. Subito tentativi di pressione e censura del mio pensiero.

Perché?

Perché ho fatto con #I4P e Riccardo Luna quello che ho fatto centinaia di volte con modi anche più pesanti con gli account e i tread di Toptweet, Jonas Brothers, Bieber, Robstein, Hanna Montana, Disney, Twitter Italia, FOX, Nichi Vendola, Pierluigi Bersani, Silvio Berlusconi, Beppe Grillo, Gianfranco Fini, Gianni Riotta, Dania, Dietnam, ecc…  I pochi di loro che hanno reagito hanno risposto in modo puntuale ed è finita lì. Più spesso non hanno risposto. Tuttavia nessuno dei loro seguaci è insorto a censurarmi.

Il popolo liberal ed ecogreen di Wired, invece è insorto a inculcarmi la sua Pace.

Con Internet 4 Peace, Riccardo Luna e Condé Nast Publication ho peccato di lesa maestà, suscitando reazioni astiose e risentite di alcuni utenti per un atto di satira DADAista. Provocatorio, dissacratore, privo di logica e di senso ma pur sempre un atto di satira DADAista.

La dice lunghissima sulla presunta apertura mentale di chi sostiene Internet come strumento di Pace. Sono stato accusato di ogni nefandezza possibile persino che mi facevo pubblicità con il post di Sara Scazzi (forse la cosa più sofferta e sentita che ho scritto, quella che volevo tenere per me).

Pubblicità a cosa?

Ho il sito più spartano che mente umana potrebbe immaginare. Se produco contributi per riviste l’ho sempre fatto a titolo gratuito. Chiedete pure a Matteo Bianconi e Alessandra Colucci. Su questa pagina non c’è un socialad, né un widget di paypal. Non lavoro per nessuna testata.

A cosa sto facendo pubblicità? A un mio hobby? Vi rendete conto della più assoluta deficienza che è insita in questa affermazione. Prima di dare fuoco alle polveri, pensate.

Mi sono scagliato su #I4P semplicemente perché il post segnalato da @ninjamarketing sul quel topic era talmente provocatorio, spocchioso e genuinamente violento, che non accettavo passasse nel mero retwit generale. Tipo “hey guarda un po’!”

Perché chi si è speso onestamente per Internet 4 Peace merita comunque rispetto.

Se uno la spara grossa, deve aspettarsi che almeno un pazzoide tra migliaia di cervelli all’ammasso una pernacchia la lancia. E magari pure più d’una.

Lo “Scoop” di @ninjamarketing infatti era postato proprio sotto al banner pubblicitario del loro nuovo Corso di Specializzazione in "Non-Conventional & Viral Marketing". Sono professionisti seri, pertanto ascrivo la cosa ad uno dei più gravi errori di comunicazione effettuato in buona fede che mente umana ricordi.

Ma il significato che riceveva chiunque mastichi un poco di queste faccende aprendo quella pagina era: “Hey esperto del settore, hai visto? Abbiamo montato su una campagna di posizionamento di Wired basata sul fatto che la maggior parte degli utenti sono dei sempliciotti e delle anime belle. Insieme possiamo orientare i loro gusti e passare pure per dei benefattori dell’umanità. Puoi fare i soldi col tuo prodotto, montando dal nulla una campagna che fa leva su valori condivisi. Duplice vantaggio: attenzione mediatica e posizionamento nella parte alta dell’immaginario collettivo. Che te ne pare? Vuoi saperne di più vieni al nostro Corso di Specializzazione!” 

Magari è stato involontario, ma l'effetto era INACCETTABILE.

Il DADA sabotaggio mio e degli amici di #Gilda35 è stato dettato dall’urgenza morale di ricevere una smentita ufficiale da Riccardo Luna e da Wired, per rispetto a coloro i quali in buona fede hanno fornito i propri dati personali per la campagna di Internet 4 Peace.

Non c’era cosa più orribile che lasciare che l’errore di comunicazione di @ninjamarketing filtrasse con un mero retwit ossessivo tipo "leggi qua". Se non si zergava il tread di #I4P probabilmente la cosa si sarebbe chiusa lì e non era giusto per chi in buona fede, e sono stati tanti, ha speso le proprie energie morali in questa vicenda.

Abbiamo usato gli strumenti della satira e della dissacrazione per impedire che anche solo involontariamente passasse il messaggio: "il consumatore è un cretino approfittane".

Come avete potuto vedere ho richiesto più volte un autorevole intervento chiarificatore di Luna e non appena è arrivato ho interrotto le "ostilità". Certe volte basterebbe un twit fatto come si deve per spegnere ogni polemica.

Purtroppo gli Influencers di Twitter in Italia SEMPRE rispondono dai loro Tazebao, alla faccia del Web 2.0 solidale e dialogante. Guai a rompere il rapporto Leader/Massa seppure per un secondo.

Mi sarei aspettato da Luna che non si affidasse al solito comunicato stampa da Tazebao, ma semplicemente rispondesse con un twit: "Hey scemo dacci un taglio" (come fece @Dietnam a suo tempo cui va tutto il mio rispetto). Mi sarei fermato immediatamente.

Volevo vedere quanto era orizzontale la Rete per Luna. Risposta zero. A mio avviso ha confermato che la Rete è verticale: lui è Leader e noi Massa.

Ho usato gli strumenti della satira e della dissacrazione è uno psicocrimine? Direi proprio di no.
 

4) Cosa penso della replica di Riccardo Luna.

Riccardo Luna ha risposto nel merito con l'articolo "Internet for Peace non è stato una campagna di Marketing".

Non condivido una sola virgola della sua risposta, ma gli faccio i miei complimenti perché si è speso personalmente mettendoci la faccia e mettendo in gioco tutta la propria credibilità. Ha giocato il tutto per tutto e merita rispetto perché a mio avviso laddove saltasse fuori che qualcuna delle otto allocuzioni che ha postato su Wired si rivelasse falsa verrebbe cancellato dalla scena del giornalismo nazionale.

Ha mostrato coraggio e merita rispetto.

A mio avviso continuare a fare l’analisi logica e grammaticale del suo post non ha alcun senso. Se un professionista del suo livello si spende così continuare la polemica è sterile e pure un po' cattivo.

Faccio solo due piccoli e modesti appunti, sorvolando su tutto il resto:

  • Mi sarebbe bastato un twit di @riccardowired: "#I4P non è stato marketing. Io ci ho creduto". Questo sì sarebbe stato un gesto di Pace veramente social e Web 2.0. 
  • A mio avviso manca un nono punto all'articolo di Luna. Dovrebbe dichiarare esplicitamente che i dati personali contenuti nel database di Internet 4 Peace saranno immediatamente distrutti e mai e poi mai utilizzati per fini commerciali.

Non condivido le risposte di Luna, però lo rispetto è uno psicocrimine? Direi proprio di no.

Se Internet vuole davvero essere strumento di Pace deve consentire a ciascuno di esprimere liberamente il proprio pensiero nelle forme e nei modi che ritiene più opportuni.

E fatevi una risata, che siete tristi!

Hasta la Vida Loca!

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Considerazioni sparse come conchiglie nella battigia del cyberspazio

matrix (3)Questo non-post risponderà in modo succinto e rigoroso ad alcune domande che ronzacchiano i questi giorni nel nostro trendtopic preferito (per quelle sull'incursione del fake @Gilda35 arriverà a breve un nuovo post chiarificatore, comunque anticipo che non sono io, oppure no).

Come avete espugnato di nuovo i Toptweets?
Innanzitutto un chiarimento su come abbiamo vinto "La Battaglia della notte di San Michele", costringendo i Signori dell'Algoritmo di @toptweets_it a spianarci la strada verso il Top di ogni Tweet. Abbiamo utilizzato l'arma segreta di ogni guerra contro le Macchine Markettare che si rispetti: il TESTIMONIAL. Come avrete visto abbiamo strombazzato in lungo e largo che avrebbe partecipato al sabotaggio un testimonial d'eccezione: la coccolosa e strepitosa Laura Antonini. Laura è una famosa DJ, che non ha bisogno di presentazioni ed è una sostenitrice della prima ora del vostro Progetto DaDaista preferito. Un testimonial di un media potente come la Radio, mette soggezione a chiunque, Tecnonucleo incluso. Un grazie sentito da parte dei Ricercatori di Bunker Bravo.

Nuovo Takeover?
Come attestato dallo stato catatonico della homepage ebbene sì abbiamo di nuovo steso l'Algoritmo dei Toptweet. Carini, coccolosi e efficienti come sempre! La Battagli di San Michele gli aveva dato una botta e la Kermesse Sabotifera ha inferto il colpo di grazia. Si ritorna ai coccolosi tempi del TAKEOVER permanente! Ah che squisitezza! Qui a Buker Bravo c'è già chi spara le micciette!

Ma ce l'avete con Twitter?
Al di la dei polveroni connessi all'affaire @BauValpi, mai del tutto chiariti, qui a Bunker Bravo abbiamo apprezzato il fatto che Twitter abbia mantenuto costantemente un basso profilo di fronte alle nostre provocazioni DaDaiste. Il nostro vero nemico è il Tecnonucleo, quell'odioso e incestuoso connubio di informatici e pubblicitari che se potessero infilerebbero la pubblicità pure nell'aria che respiriamo, spacciandola per informazione. Ho notato dall'inizio del Progetto che i maggiori detrattori (che sono paradossalmente quelli che lo prendono più seriamente) sono tutti appartenenti a quell'elite di informatici che sono i SEO e gli Admin. Inizio a sospettare che certe boiate markettare salissero in toptweet semplicemente perché informatici scafati avevano trovato in Toptweets  le nostre stesse "falle" e le avessero utilizzate a vantaggio dei Signori del Tecnonucleo. Ma si sa che il Tecnonucleo è bravo a cancellare le proprie traccie.

Dove volevate arrivare con Yoani Sanchez e la Kermesse Sabotifera?
Personalmente da nessuna parte. Come ho detto altre volte chi decide il messaggio di sabotaggio è il Proponente (v. Regolamento), mi limito a organizzare il sabotaggio. Ciò non implica che ne approvi al 100% il contenuto o che leggendo il testo di tutti i sabotaggi possiate trovare descritto un programma, o un disegno politico di qualche tipo. Il vero messaggio, per quanto mi riguarda, è fornito dalle nostre performance non dal contenuto delle stesse, che è in massima parte incidentale. Posso dire che l'unico sabotaggio che ha rispecchiato al 100% un mio sentire è stato quello su Xiaobo. Stimo molto Yoani Sanchez e leggo con piacere il suo Generation Y (tradotto egregiamente in italiano da La Stampa). Però… Credo nella sua assoluta buona fede e non la ritengo un "agente a contratto della CIA". Però… Condivido totalmente la sua azione contro la repressione del libero pensiero che viene perpetrata dal becero regime castrista. Però… Apprezzo persino il suo stile di scrittura… Però… Però mi dispiace che i media occidentali siano pronti a dare ospitalità solo a blogger dissidenti di "Paesi Canaglia", come Cuba, che nella mappa della globalizzazione sono solo una miserabile meta di turismo sessuale low cost. Apprezzo il fato che coraggiosa Yoani ogni giorno sfidi il proprio Governo per trasmettere  gli aggiornamenti del proprio blog al mondo tramite un complicato meccanismo di carte prepagate, internet caffe, server spagnoli, mail, giornalisti di testate estere traduttori. Tuttavia, lo sapete sono un barbagianni, mi spiace che non si dia il medesimo risalto a ciò che avviene in altri regimi, anche più autoritari, ma saldamente inseriti nella globalizzazione come la Cina. Il mio sogno è che ogni giornale online adotti un blogger dissidente. Ma io sono solo un pazzo visionario.

Qual'è lo scopo ultimo del Progetto #Gilda35?
Divertirsi insieme e riflettere, dando sfogo a quanta più creatività possibile. Non ci interessano i giornali, le interviste, i soldi, il successo, vogliamo gettare un po' di colore nel grigiore del web del Tecnonucleo. Gli obiettivi di Gilda35 sono stati riassunti quasi 100 anni fa da Tzara, io ho davvero poco da aggiungere al nostro Manifesto.

HASTA LA VIDA LOCA SIEMPRE!

Il Nobel della Pace a Liu Xiaobo e il Crack di Twitter, ovvero le mirabolanti coincidenze della vita

VOA_CHINESE_liuxiaoboPremetto questo post sarà tosto.
Premetto se volete dichiaratemi paranoico e mettetemi la camicia di forza.
Premetto quello che sto per scrivere (purtroppo) penso sia realmente accaduto.
Ultima premessa è in corso un guerra vera di cui il mondo è all'oscuro tra piccoli gruppi come #Gilda35 e un "Tecnonucleo" di designers, hackers, BOT, ghostwriter, al servizio di Multinazionali e Regimi totalitari, che vogliono rendere internet uno strumento di alienazione e psicopolizia.


Le Pile dell'Economia Mondiale
Avrete ormai capito che il tema dei bimbiminkia serviva a sollevare il polverone. Ma il vero nocciolo della questione siamo noi Pile dell'Economia Mondiale.
Siamo noi Pile col nostro stile di vita alienato ai lavori forzati 5 giorni a settimana, che spendiamo 12 ore al giorno (minimo) al lavoro o negli spostamenti per il lavoro. Siamo noi Pile segregate vita natural durante ad un lavoro che non amiamo, per garantire solvibilità ai mutui bancari. Siamo noi Pile, che come ci stacchiamo dal monitor del nostro PC lavorativo, ci gettiamo sul monitor del nostro PC casalingo. Siamo noi Pile che scarichiamo nel weekend con shopping compulsivo di beni e servizi la carica di denaro accumulata nei 5 giorni di lavori forzati, perché dobbiamo tappare il vuoto che sentiamo dentro. Siamo noi Pile ad alimentare l'Economia Mondiale con un ciclo, in cui cambiamo ruolo da produttore a consumatore, con la naturalità con cui il giorno segue la notte.
Senza noi Pile non ci sarebbe economia globalizzata.
Se noi Pile avessimo un'altro stile di vita la globalizzazione crollerebbe.
Noi Pile siamo il pilastro su cui si fonda il Nuovo Ordine Mondiale.
E chi ha le redini dell'Economia ci conosce bene, ha tonnellate di studi su di noi. Grazie ai social network ha a disposizione un campione di oltre mezzo miliardo di individui. Chi tiene le redini sa che noi Pile cerchiamo una cosa sola: l'illusione della libertà. Non la libertà vera perché ormai abbiamo talmente interiorizzato la schiavitù che non sapremmo gestirla. Noi Pile abbiamo bisogno della sensazione di essere libere.
Internet nell'ultimo decennio è diventato proprio questo: uno spazio falsamente libero, come il prato verde di "1984", in cui si è spiati, o nel migliore dei casi "monitorati".
Uno dei principi fondamentali del c.d. opticalismo è che se si ha la consapevolezza di essere osservati si cambia comportamento. Fornire uno spazio al alto tasso di "illusione di libertà" consente alle Multinazionali di monitorare in modo corretto i nostri gusti più profondi, per disegnare prodotti sempre nuovi che soddisfino le pulsioni più radicate del nostro essere. Ma ai Regimi Totalitari offre una splendida possibilità di prendere in castagna gli "psicocriminali", cioè chi propugna un pensiero contrario ai dogmi del regime.
In Cina i motori di ricerca non possono restituire risultati per "parole proibite" come libertà e democrazia. Come diceva Orwell un Regime totalitario deve agire sul linguaggio, creare una "Neolingua", perché determinati concetti "sovversivi" (libertà, uguaglianza, democrazia, diritti umani) siano "impensabili" per assenza di parole che li descrivono. Anzi i motori di ricerca occidentali hanno implementato funzionalità che consentono a Pechino di rintracciare chi cerca contenuti sovversivi. Sorvolo sull'utilizzo che si può fare in un regime totalitario delle mail personali. La Cina è la più grande potenza economica del mondo, perché è riuscita a unire il peggior capitalismo, con il peggior comunismo. Noi occidentali beneficiamo dei bassi costi della manodopera schiavile cinese e siamo disposti a chiudere un occhio (e spesso tutti e due) di fronte alle violazioni dei diritti umani di Pechino. Tanto l'importante è che Pechino sia saldamente all'interno del Grande Ciclo Produttivo Globale.
Ma anche il declinante Occidente non se la passa meglio. Vi invito a leggere questo articolo del Corriere della Sera "Internet, gli Usa verso il controllo totale", sulle iniziative intraprese dall'amministrazione Obama sulla gestione della sicurezza in rete. In sostanza la FBI può avviare controlli su qualunque cosa passi per internet senza mandato di un giudice. Però assicurano che controlleranno solo i "terroristi". Evidentemente a me sfugge qualcosa, ma magari i terroristi utilizzano mail con scritto nell'oggetto "questa è la mail di un terrorista". Quindi la privacy di tutti noi è al sicuro.

Il Sabotaggio del Nobel a Liu Xiaobo
Tranquilli la faccio breve e vado al punto.
Il 20/09/2010 abbiamo sferrato l'ennesimo Sabotaggio. Avranno capito pure i sassi che il nostro obiettivo non è più @toptweets_it, che ormai giace comatoso per almeno 3 giorni dopo ogni coccoloso sabotaggio. #Gilda35 sta alzando il tiro e ormai lo strumento del Sabotaggio Dadaista si è evoluto in un grimaldello con cui penetrare nelle timeline di migliaia di utenti, per destarli dal proprio uso alienato di internet. Penetrare nelle timeline per sabotare la sensazione di libertà illusoria e risvegliare i loro pensieri con un carino e coccoloso sabotaggio dadaista.
Questo è stato il testo del nostro ultimo sabotaggio, che ovviamente non è salito in @toptweets_it causa stato comatoso dello stesso per via del sabotaggio annunciato in "Nuovo Algoritmo, Nuovo Twitter e Nuovo Sabotaggio!!!":

  • @ezekiel "Liu Xiaobo è uno scrittore cinese in galera perchè contro il regime. RT per aiutare la sua causa con il Premio Nobel per la Pace 2010" 6:00 PM Sep 20th via web Ritwittato da te e da 74 altri

Per la quasi totalità degli utenti di Twitter Liu Xiaobo è un illustre sconosciuto. In Italia i nostri media liberi e indipendenti che ci fracassano le palle con Berlusconi mattina e sera, quasi che da lui dipendessero le sorti dell'umane genti, non ci hanno minimamente resi edotti della storia di Liu Xiaobo. D'altro canto l'antiberlusconismo è un tema molto più importante di ciò che sta accadendo in Cina. Tanto il capitalismo autoritario cinese, che dosa così bene maoismo, confucianesimo e anarcocapitalismo è tanto lontano da noi. Il capitalismo autoritario cinese non è la nuova Civilizzazione che ingoierà tutte le altre, è solo un piccolo fenomeno locale. Meglio parlare di Noemi, la D'Addario e Berlusconi. L'antiberlusconismo è intrattenimento. Le cose importanti sono altre e non se ne deve parlare. Questi sono i media italiani.
Vi giro due rare fonti in italiano per aiutarvi a capire chi è Liu Xiaobo e l'importanza della sua campagna per il Nobel:

Sebbene il nostro messaggio per il Nobel a Liu Xiaobo non fosse salito in toptweet, aveva comunque raggiunto oltre 7.000 utenti di Twitter, come attestato dal report di Tweetreach delle 21:30 del 20/09/2010.
Infatti dal 20/09/2010 #Gilda35 non è più soltato uno dei trendtopic italici più importanti, ma è noto a livello internazionale come attestato da @tecnoetica:

  • @Tecnoetica “Tweets about #gilda35 have reached 5,985 people tweetreach.com/reach?q=%23gil… via @tweetreachapp” Mon Sep 20 2010 18:57:15 (ora legale Europa occidentale) via Tweet Button2 Retweet 
  • @Tecnoetica “Trend for #gilda35 on Twitter http://trendistic.com/gilda35 Mon Sep 20 2010 18:56:40 (ora legale Europa occidentale) via web
  • @Jovanz74 “Il nostro messaggio di oggi su Xiaobao è stato letto da 7.069 persone fonte tweetreach http://bit.ly/aR7rkl altro che i toptweets #Gilda35” Mon Sep 20 2010 21:47:10 (ora legale Europa occidentale) via TweetDeck

A questo punto mi aspettavo una cosa sola: che Twitter subisse il più classico hackeraggio alla cantonese, che, devo dire, non si è lasciato attendere.
Una delle abitudini più odiose di Pechino è di svolgere una cyberwar senza esclusioni di colpi contro qualsiasi fonte di informazione straniera osi alzare il capo contro le proprie malefatte. Vi cito solo alcuni casi significativi di come la cyberwar cinese si estrinseca nel mondo, solo per farvi capire come operano, ma ne sono accaduti a centinaia:

Poteva Twitter rimanere indenne da un attacco dopo che oltre 7.000 persone erano giunte a conoscenza di "affare interno" della Cina su cui nessuno doveva mettere il becco?
Ovviamente no.
Il pomeriggio del 21/09/2010 a meno di 24 ore dal sabotaggio pro-Xiaobo Twitter ha subito un violento attacco da parte di hacker che hanno crackato il sistema tramite una falla nella sicurezza. Ieri, se si accedeva dal web a Twitter, molti tweet erano coperti da bande nere e, se ci si passava sopra col mouse, apparivano messaggi di errore nella protezione.
A latere vi segnalo che la censura dei Regimi totalitari quando deve cancellare un passaggio scomodo di un testo (documento, bozza di articolo di giornale, ecc…) utilizza una barra nera esattamente come quella che ieri copriva i nostri tweet.
Vi invito a leggere questo breve articolo che spiega l'accaduto sotto il profilo tecnico:

Quando si dicono le pazzesche coincidenze della vita!
Anche un somaro a questo punto comprenderebbe l'origine dell'attacco.
Ebbene sì adorati Ricercatori ed esimi Sabotatori (siamo ormai oltre 100), nonché cari seguaci (oltre 7.000) di #Gilda35 questa volta l'abbiamo combinata davvero grossa.

Ma magari mi sto segnando tutto: internet è libero e il crack di ieri è stato opera di qualche simpatico bontempone.
Continuiamo a protestare contro Berlusconi e la Gelmini.
Tranquilli la Cina è lontana.
Tranquilli la Cina è carina e coccolosa.
Tranquilli la Cina non esporterà mai in Occidente il suo modello culturale.
Tranquilli la Cina non è il padrone degli USA, dei quali è l'azionista di maggioranza del debito pubblico.
Tranquilli la Cina non è la nuova Civilizzazione vincente.
Tranquilli la Cina non vi metterà il suo bavaglio giallo, sarete sempre liberi.

Siete liberi, liberi di non rompere i coglioni.