Come ho salvato il Soldato Jovanz74 dallo Splinder Takeover

Il mio vecchio gioviale avatar...

Esimi Ricercatori, sono davvero orgoglioso di comunicarvi che attraverso un processo, che definire cialtronesco e assurdo è poco, sono riuscito a importare tutti i post del vecchio nonBLOG http://jovanz74.splinder.com da Splinder a WordPress…

Impresa facile, diranno i soliti drittoni, basta utilizzare l’apposito plug-in… e invece no!

Perché questo nonBLOG non gira su WordPress.org, ma sul legnosissimo WordPress.com.

Questa differenza di suffisso, che ai Ricercatori meno scafati non dirà nulla, nasconde un abisso di difficoltà: bloggare su WordPress.org è come andare su una Harley, Wordpres.com è il triciclo con le ruote sgonfie e la catena…

Erano giorni e giorni che cercavo il modo di importare il vecchio instant blog prima che Splinder chiudesse come previsto il 31/01/2012 (il perché è raccontato in questa esaustiva intervista de il POST all’AD di DADA Claudio Corbetta Grazie Banzai, ma Splinder chiude).

Le opzioni di importazione di WordPress.com erano limitate a oscuri file di esportazione urofinnici.

Allora ho pensato di importare Splinder su Blogger, per poi importare Blogger su WordPress.com.

Ma Blogger non mastica bene i file XML di Splinder, così ho dovuto escogitare un nuovo piano…

Ho aperto un blog farlocco su http://it.altervista.org/, che consente l’apertura di blog gratuiti tipo WordPress.org… ho popolato il blog di test coi post e i commenti del vecchio blog Splinder… dopodiché ho importato il file del blog di test su Gilda35…

Magie dello smanettamento cialtronesco e finalmente questo sito è correttamente popolato con tutti i suoi nonPOST a partire dall’agosto 2010!

Rileggere i vecchi post finalmente accomunati alla successiva stagione del Progetto, mi ha un po’ commosso…

In effetti scrivo questo nonPOST più per me che per Voi, e a parte lo sharing che le Macchine faranno in automatico non penso che lo sventolerò in lungo e largo come al solito…

E’ stato bello rileggere i tempi degli esordi, rivedere le imprese surreali inventate insieme a molti di Voi…

Ho persino recuperato degli outtakes (bozze di post), che ho inserito nell’apposita categoria monchi e grezzi come li ho trovati… Mi ero dimenticato perfino di averli scritti… Li ho trovati orrendi e bellissimi.

A questo punto vi rivelerò un piccolo segreto…

Sapete perché scelsi di aprire un blog sullo sciatto e brutto Splinder, invece che su piattaforme preformanti tipo Blogger e WordPress?

Perché Splinder era edito da DADA!

Hasta la vida loca siempre!

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PEACE IS WAR

bigbrother

ONtro

Sarà che sono nato con Pong.
Sarà che come ogni dannata pallina di pixel se vado a segno qualcuno esulta e qualcuno insorge.
Sarà che essendo bidimensionale, analogico e in bianco e nero come videogioco sono troppo vintage.

Oggi avrei tanto voluto scrivere di Italia-Serbia 3-0. Avrei voluto concentrarmi sul saluto da ultranazionalisti cetnici (quello con le tre dita che sta a significare il motto “Santo Sava Salva i Serbi”) sugli applausi che i giocatori Serbi hanno rivolto ieri ai propri hooligan. Volevo scrivere di come oggi i Media abbiano coperto un episodio decisamente sgradevole di politica internazionale sotto la più tenera coltre di disinformazione (ah le lacrime di Stankovic!) e di come ieri sera addirittura lo spacciassero per un gesto di sconfitta sul tre a zero…

Passo.

Passo poiché vedo il mio nome tirato in ballo a sproposito nel web. Mi sembra giusto, anzi doveroso, chiarire il mio insignificante ruolo nell’affaire Internet for Peace.

Perché ebbene sì sono proprio io l'infame innescatore del flame, che si è scatenato sul topic #I4P dopo lo "Scoop" di @ninjamarketing. Sparatemi. Sono il sabotatore del topic #I4P. Vaporizzatemi.

Necessaria premessa: trovo assolutamente irritante e fuori luogo sentire chi ha fatto una professione del suo stare su internet (mi riferisco alle turbe di Tromboni Topblogger) che in queste ore stanno "posizionando" chi ha contestato Internet 4 Peace alla voce: calunniatore, diffamatore, violento, sovversivo fino ad arrivare a mafioso, pidduista, faccendiere, segaiolo. Non lo accetto e non lo accetterò mai.

Se questa è la Pace che hanno in mente per Internet: un gruppo di "Caporali" che nel nome della Pace, del Garbo e del Bon Ton manganella verbalmente chi osa toccare il "Grande Capo" e la sua "Pravda", SE LA TENESSERO LA LORO PACE.

Tutti gli utenti della Rete delle Reti sono uguali, ma quelli col tesserino da giornalista sono più uguali degli altri e gli Influencers sono i più uguali di tutti.

Bel concetto di libertà d'espressione. I Tromboni e i loro seguaci si sono impegnati in questi giorni a dimostrare come Internet sia uno strumento verticistico di comunicazione Leader/Massa, sono stati la confutazione di se stessi. Sono più "Lunatici" di Luna, che invece è stato equilibrato e pacato in ogni risposta.

Complimenti ai moderni adepti del Socing 2.0 questa è la vostra Pace ora e per sempre:

  • Ignoranza è Forza.
  • Libertà è Schiavitù.
  • Pace è Guerra.

Io faccio la mia arte, faccio la mia satira, faccio il mio DADA. Non invoco leggi, profeti, protettori, punizioni, psicolpolizziotti. Invoco soltanto la mia "fede assoluta irrefutabile in ogni Dio che sia il prodotto immediato della spontaneità".

1) Che cos’è il Progetto #Gilda35

Come detto e ripetuto mille volte (per i più disattenti invito a leggere questa intervista "Twitter: #Lovvotica e #Gilda35 quando il gioco si fa realtà" fatta dall’amico Matteo Bianconi e il nostro Manifesto) #Gilda35 non è altro che una performance di teatro situazionista pesantemente influenzato dal DADAismo. Per i meno addentro alle vicende artistiche delle avanguardie del secolo scorso il DADAismo era un movimento artistico che si proponeva di fare violenza all’arte con l’arte, al fine di andare oltre le logiche consolidate e scatenare le potenzialità creative dell’individuo.

Stilisticamente il DADAismo utilizza a piene mani i temi della satira, del nonsense, dell’atto artistico violento e dissacratore, del refrain (le ripetizioni che tanto vi tediano sono una cifra stilistica). E’ un piccolo progetto autogestito da comuni utenti di Twitter, che alle spalle non hanno multinazionali, giornali, o altro e che nella vita fanno tutto fuorché i giornalisti, o gli Influencers. Nella “vita civile” sono un comune giurista d’impresa e non mi occupo neanche lontanamente di attività connesse al mondo del marketing o della comunicazione.

Questo è in effetti un Discount Blog, come brillantemente espresso da penne più fini della mia, che animo nel tempo libero per divertirmi con i miei amici. Non ha sponsorizzazioni, non ha socialads, è la miseria allo stato brado. E’ legato a una paginetta su Facebook alimentata poco e male (per mancanza di tempo e anche perché chi segue #Gilda35 è soprattutto gente di Twitter). E’ solo una piccola cosa estemporanea che però sta dando risultati interessanti, in poco più di un mese:

  • fonte Google: circa 12.000 risultati per #Gilda35;
  • fonte Tweetreach: #Gilda35 può arrivare a contattare tra le 3.500 a 30.000 persone con 50 tweet;
  • fonte Twirus: #Gilda35 è saldamente nella toptwenty dei “trend topic” italiani;
  • il Progetto conta ormai 175 Ricercatori (simpatizzanti), di cui circa 70 Sabotatori (attivi nelle operazioni di Retwittaggio).

Il nostro scopo era ieri, è oggi e sarà domani solo fare satira su Internet e i suoi protagonisti. Perché in Italia si fa satira su tutto tranne che sul Web e i suoi Influencers.

In Italia nel web si può dare del mafioso, pidduista, faccendiere, puttaniere, segaiolo, a qualunque personalità politica. Si può dare della puttana, della zoccola, della escort a qualunque donna calchi la scena politica. Si può auspicare per gli avversari politici o calcistici la morte tra le più atroci sofferenze. Si può invocare la castrazione per i pedofili e i maniaci sessuali. Si può fare apologia di reato inneggiando a qualunque crimine, pure quelli mafiosi. Si può gioire della morte di un avversario politico evocando attività scatologiche sulla sua tomba.

Nel web in Italia ho letto di tutto, ma mai neppure una pernacchia contro i suoi protagonisti. Mi sono semplicemente riservato un piccolo spazio autogestito per fare un po’ di satira al professionismo di internet in Italia. Ha avuto una felice risonanza tra le menti aperte al lucido sberleffo. Ha infastidito altri, che hanno più o meno serenamente smesso di seguirmi.
E’ uno psicocrimine? Non credo proprio.
 

2) Cosa pensavo prima dello Scoop di Ninjamarketing di Internet For Peace

#I4P non mi convinceva pienamente perché mi sembrava un’iniziativa troppo intrisa di marketing furbetto. Molti dei miei followers di Twitter mi hanno chiesto di iscrivermi, ma ho sempre declinato, perché mi sembrava di fornire i miei dati personali a una banca dati troppo vicina ai grossi nomi delle multinazionali del Life Style e della telecomunicazione globale: Condè Nast Publication (il mega editore di Wired, Vogue e millemila altre superpubblicazioni patinatissime) su tutti.

Diffido per principio di tutte le sottoscrizioni che trovo su internet e da giurista ritengo che l’uso che si è fatto e che si fa in Italia dell’autorizzazione al trattamento dei dati personali sia vessatorio e sperequato ai danni del consumatore. Se si vuole accedere a un servizio o a un’iniziativa ormai grazie al D.L 196/2003 è necessario autorizzare espressamente l’erogatore del servizio, o l’ispiratore dell’iniziativa a farne l’uso che riterrà più opportuno. Lo ritengo un escamotage vessatorio nei confronti di quella parte debole del rapporto che siamo noi comuni utenti/consumatori/sostenitori.

Per questo non ho mai sottoscritto, non sottoscrivo e non sottoscriverò mai una raccolta di firme via Internet, men che meno se a propormela sono le Multinazionali dell’Editoria Globale. Perché con quella manciata di dati contenuta nella nostra sottoscrizione forniamo una quantità preziosa di informazioni atte a profilarci:

  • dati identificativi (nome e cognome e di conseguenza genere sessuale);
  • geolocalizzazione (città, nazione di appartenenza);
  • età (data di nascita);
  • mail, da quest’ultimo dato, per un’agenzia di marketing mediamente dotata, discendono una pluralità di informazioni:

    • professione (se si è usata la mail lavorativa);
    • provider internet utilizzato (se si è usata la mail fornita dal provider);
    • segmentazione del mercato (a seconda delle scelte orientate verso servizi puri, o ibridi di posta elettronica es. Gmail)

Immaginate con un'etica "raccolta firme", che raggiunge decine di migliaia di persone, che bella banca dati autoalimentata può avere a disposizione un Editore. Paranoico? No obiettivo. Per le ragioni sopra esposte poiché non voglio fare il topolino da laboratorio delle banche dati delle multinazionali non compilerò mai alcun form. E’ la mia personalissima posizione, liberi gli altri di farsi fare la biopsia, per una causa che reputano nobile.

Quello che mi ha veramente urtato nella campagna di Internet 4 Peace è stato l’atteggiamento dei comuni utenti di Twitter. Quando ho scritto il mio piccolo nonPOST su Xiaobo sono stato bombardato di amici che mi biasimavano perché levavo visibilità a Internet 4 Peace. Perché col mio nonPOST letto da 300 persone avevo disperso energie sane, che andavano incanalate nella causa buona e giusta di Internet 4 Peace.

Questo la dice lunghissima sull’obiettività degli utenti della Rete delle Reti e sul mancato ruolo etico dei maggiori Influencers. Gli utenti di Twitter venivano da uno dei quattro micragnosi blogger dilettanti che avevano parlato della vicenda di Xiaobo nel più assordante silenzio di tutti i media nazionali e lo criticavano perché oscurava un’iniziativa targata Condé Nast Publication e Oglivy (uno dei leader assoluti della pubblicità più fighetta). 

Ci sarebbe da ridere, invece lo trovo assolutamente allarmante. La dice lunghissima sul Pensabenismo Orwelliano imperante nel Web. La meraviglia è stata che il giorno dopo la vittoria di Xiaobo in ogni blog c’era un post dedicato al dramma dei dissidenti cinesi.

Pareva quella meravigliosa pagina di 1984 in cui l’oratore del Partito Interno, mentre inveisce contro l’Estasia a favore dell’alleato Eurasiano, apprende che le alleanze si sono invertite e prosegue serenamente il discorso contro l’Eurasia a favore dell’alleato Estasiano. Fatemi il favore.

Nello specifico Internet 4 Peace è una banalizzazione ed estremizzazione del pensiero di Herbert Marshall McLuhan secondo cui “il media è il messaggio”. La versione da bignami del pensiero di questo grande della sociologia è che esistono media intrinsecamente malvagi “la cattiva maestra televisione”, perché banalizza il pensiero, e media intrinsecamente buoni come i libri e i giornali, perché stimolano la riflessione e l'immaginazione.

Chiunque abbia studiato un briciolo di storia saprebbe che i media in ogni tempo e in ogni luogo sono stati strumenti neutri, utilizzati da chi detiene il potere in modo più o meno spinto per veicolare modelli di condotta (Life Style) ordinati e conformi all’etica della classe dirigente. Come gli stessi media sono stati utilizzati dagli oppositori dei governanti per abbattere quegli stessi regimi.

La Radio che veicolava nelle case dei cittadini italiani il Verbo del Duce, era la stessa che passava i messaggi di Radio Londra. I samizdat clandestini dell'URSS che spacciavano scampoli di libertà erano fatti con la stessa carta del Mein Kampf di Hitler.

Pensare che esistano media intrinsecamente etici è da ignoranti della Storia, o da persone in assoluta malafede. Internet in Cina è uno strumento di oppressione e repressione del pensiero dissidente. Provate ad aprire un blog in Cina. Provate soltanto a cercare parole come libertà e democrazia in un motore di ricerca localizzato per Cinesi. Vi prego di animare un blog sull'omossesualità in Iran.

I Media sono strumenti assolutamente neutri, condizionati dai contenuti che veicolano e ancor di più dalle finalità di chi li controlla.

Per quanto sopra pensavo e ritengo tuttora che personalità del calibro di Riccardo Luna, riviste di punta come Wired, colossi dell’informazione mondiale come la Condè Nast avrebbero fatto cosa molto più meritoria a sostenere la causa di Xiaobo, impegnando in modo molto più alto e etico le proprie immense risorse comunicative.

Questo sì che avrebbe posizionato in modo forte la rivista. Invece fino all'altro ieri sono stati un altro mattone nell'omertoso muro dei media italiani sulla questione cinese.

E’ la mia personalissima opinione e vale per quello che è.

E’ uno psicocrimine? Non credo proprio.
 

3) Perché ho scatenato la zergata contro il topic #I4P.

Molti mi hanno insultato, in 40 mi hanno defollowato (che tragedia!), in parecchi citato a sproposito nei propri blog. Ho ricevuto ogni insulto possibile. Subito tentativi di pressione e censura del mio pensiero.

Perché?

Perché ho fatto con #I4P e Riccardo Luna quello che ho fatto centinaia di volte con modi anche più pesanti con gli account e i tread di Toptweet, Jonas Brothers, Bieber, Robstein, Hanna Montana, Disney, Twitter Italia, FOX, Nichi Vendola, Pierluigi Bersani, Silvio Berlusconi, Beppe Grillo, Gianfranco Fini, Gianni Riotta, Dania, Dietnam, ecc…  I pochi di loro che hanno reagito hanno risposto in modo puntuale ed è finita lì. Più spesso non hanno risposto. Tuttavia nessuno dei loro seguaci è insorto a censurarmi.

Il popolo liberal ed ecogreen di Wired, invece è insorto a inculcarmi la sua Pace.

Con Internet 4 Peace, Riccardo Luna e Condé Nast Publication ho peccato di lesa maestà, suscitando reazioni astiose e risentite di alcuni utenti per un atto di satira DADAista. Provocatorio, dissacratore, privo di logica e di senso ma pur sempre un atto di satira DADAista.

La dice lunghissima sulla presunta apertura mentale di chi sostiene Internet come strumento di Pace. Sono stato accusato di ogni nefandezza possibile persino che mi facevo pubblicità con il post di Sara Scazzi (forse la cosa più sofferta e sentita che ho scritto, quella che volevo tenere per me).

Pubblicità a cosa?

Ho il sito più spartano che mente umana potrebbe immaginare. Se produco contributi per riviste l’ho sempre fatto a titolo gratuito. Chiedete pure a Matteo Bianconi e Alessandra Colucci. Su questa pagina non c’è un socialad, né un widget di paypal. Non lavoro per nessuna testata.

A cosa sto facendo pubblicità? A un mio hobby? Vi rendete conto della più assoluta deficienza che è insita in questa affermazione. Prima di dare fuoco alle polveri, pensate.

Mi sono scagliato su #I4P semplicemente perché il post segnalato da @ninjamarketing sul quel topic era talmente provocatorio, spocchioso e genuinamente violento, che non accettavo passasse nel mero retwit generale. Tipo “hey guarda un po’!”

Perché chi si è speso onestamente per Internet 4 Peace merita comunque rispetto.

Se uno la spara grossa, deve aspettarsi che almeno un pazzoide tra migliaia di cervelli all’ammasso una pernacchia la lancia. E magari pure più d’una.

Lo “Scoop” di @ninjamarketing infatti era postato proprio sotto al banner pubblicitario del loro nuovo Corso di Specializzazione in "Non-Conventional & Viral Marketing". Sono professionisti seri, pertanto ascrivo la cosa ad uno dei più gravi errori di comunicazione effettuato in buona fede che mente umana ricordi.

Ma il significato che riceveva chiunque mastichi un poco di queste faccende aprendo quella pagina era: “Hey esperto del settore, hai visto? Abbiamo montato su una campagna di posizionamento di Wired basata sul fatto che la maggior parte degli utenti sono dei sempliciotti e delle anime belle. Insieme possiamo orientare i loro gusti e passare pure per dei benefattori dell’umanità. Puoi fare i soldi col tuo prodotto, montando dal nulla una campagna che fa leva su valori condivisi. Duplice vantaggio: attenzione mediatica e posizionamento nella parte alta dell’immaginario collettivo. Che te ne pare? Vuoi saperne di più vieni al nostro Corso di Specializzazione!” 

Magari è stato involontario, ma l'effetto era INACCETTABILE.

Il DADA sabotaggio mio e degli amici di #Gilda35 è stato dettato dall’urgenza morale di ricevere una smentita ufficiale da Riccardo Luna e da Wired, per rispetto a coloro i quali in buona fede hanno fornito i propri dati personali per la campagna di Internet 4 Peace.

Non c’era cosa più orribile che lasciare che l’errore di comunicazione di @ninjamarketing filtrasse con un mero retwit ossessivo tipo "leggi qua". Se non si zergava il tread di #I4P probabilmente la cosa si sarebbe chiusa lì e non era giusto per chi in buona fede, e sono stati tanti, ha speso le proprie energie morali in questa vicenda.

Abbiamo usato gli strumenti della satira e della dissacrazione per impedire che anche solo involontariamente passasse il messaggio: "il consumatore è un cretino approfittane".

Come avete potuto vedere ho richiesto più volte un autorevole intervento chiarificatore di Luna e non appena è arrivato ho interrotto le "ostilità". Certe volte basterebbe un twit fatto come si deve per spegnere ogni polemica.

Purtroppo gli Influencers di Twitter in Italia SEMPRE rispondono dai loro Tazebao, alla faccia del Web 2.0 solidale e dialogante. Guai a rompere il rapporto Leader/Massa seppure per un secondo.

Mi sarei aspettato da Luna che non si affidasse al solito comunicato stampa da Tazebao, ma semplicemente rispondesse con un twit: "Hey scemo dacci un taglio" (come fece @Dietnam a suo tempo cui va tutto il mio rispetto). Mi sarei fermato immediatamente.

Volevo vedere quanto era orizzontale la Rete per Luna. Risposta zero. A mio avviso ha confermato che la Rete è verticale: lui è Leader e noi Massa.

Ho usato gli strumenti della satira e della dissacrazione è uno psicocrimine? Direi proprio di no.
 

4) Cosa penso della replica di Riccardo Luna.

Riccardo Luna ha risposto nel merito con l'articolo "Internet for Peace non è stato una campagna di Marketing".

Non condivido una sola virgola della sua risposta, ma gli faccio i miei complimenti perché si è speso personalmente mettendoci la faccia e mettendo in gioco tutta la propria credibilità. Ha giocato il tutto per tutto e merita rispetto perché a mio avviso laddove saltasse fuori che qualcuna delle otto allocuzioni che ha postato su Wired si rivelasse falsa verrebbe cancellato dalla scena del giornalismo nazionale.

Ha mostrato coraggio e merita rispetto.

A mio avviso continuare a fare l’analisi logica e grammaticale del suo post non ha alcun senso. Se un professionista del suo livello si spende così continuare la polemica è sterile e pure un po' cattivo.

Faccio solo due piccoli e modesti appunti, sorvolando su tutto il resto:

  • Mi sarebbe bastato un twit di @riccardowired: "#I4P non è stato marketing. Io ci ho creduto". Questo sì sarebbe stato un gesto di Pace veramente social e Web 2.0. 
  • A mio avviso manca un nono punto all'articolo di Luna. Dovrebbe dichiarare esplicitamente che i dati personali contenuti nel database di Internet 4 Peace saranno immediatamente distrutti e mai e poi mai utilizzati per fini commerciali.

Non condivido le risposte di Luna, però lo rispetto è uno psicocrimine? Direi proprio di no.

Se Internet vuole davvero essere strumento di Pace deve consentire a ciascuno di esprimere liberamente il proprio pensiero nelle forme e nei modi che ritiene più opportuni.

E fatevi una risata, che siete tristi!

Hasta la Vida Loca!

Il Sabotaggio in Solitaria di @Claz702

brokenRobotPrologo
Capisco che le nostre zergate alla coreana (attacchi ripetuti fino allo sfinimento psicologico dell'avversario) stenderebbero qualunque Macchina Ribelle, per quanto agguerrita, ma vedere un Algoritmo così malconcio mi stringe il cuore.
Qui a bunker bravo qualche anima bella sta preparando generi di conforto per il povero Algoritmo: coperte, caffè, valium, grappa, prozac, caramelle. Il ragazzo è sotto shock e dobbiamo aiutarlo. Un po' è pure colpa nostra. Forse hanno ragione i SEO del Tecnonucleo è crudele infierire su una Macchina ormai così malconcia.

Libera uscita
Oggi pomeriggio ero in libera uscita da Bunker Bravo e accompagnavo la famigliola in una delle poche aree verdi risparmiate dalla Guerra alle Macchine. Bimbi festanti, nipotini, mamme ciarliere e io… Io che gironzolavo con quell'aria disadattata del reduce, che dopo aver assistito a tante atrocità non sa capacitarsi del riso dei bambini.
Mi chiedevo: "La Battaglia della Notte di S. Mikele e la Kermesse Sabotifera hanno di nuovo sprofondato nel Takeover l'Algoritmo. Quanto tempo rimarrà spento? Quanto durerà la tregua? E' possibile per me tornare di nuovo alla vita civile?" Quando sul mio fido smartphone da Bunker Bravo arrivano una serie di inquietanti allarmi da parte del pool di Ricercatori che monitora notte e giorno @toptweets_it: "Algoritmo si è svegliato e spara più minkiate che mai!"
Controllo ed in effetti ecco in bella mostra un finto messaggio denigratorio che fa lo spot occulto a Lady Gaga e ai Video Music Awards:

  • @heyimeriin "ho fatto un sogno strano" "cosa hai sognato?" "che una mucca andava ai VMA con addosso la pelle di lady gaga" STO MORENDO AHAHAHHAHAHAHA circa 7 ore fa via web Ritwittato da toptweets_it e da 90 altri

Ma cribbio, dopo che i Tromboni Topblogger e i Parrucconi Geek avevano fallito, si ritorna alle solito adolescente retwittato da orde di BOT, perché ha inserito la parola chiave, che fa scattare il retwit (GaGa, Jonas, Demi, ecc…). Mi sono trovato a voler calmare gli animi di chi invece di dedicare la domenica al riposo, voleva gettarsi in un sabotaggio lampo! Ho indossato i panni del moderato, consigliato la calma: bisogna studiare, non saltiamo alle conclusioni, forse sono adolescenti onesti, non gridiamo al bimbominkia, non gridiamo al fake… Insomma ho cercato di difendere come ho potuto la mia piccola tregua. Apprezzate la buona volontà.

L'inaspettato
Torno a casa mi sollazzo guardando "2012", che penso sia il più grande film comico degli ultimi dieci anni, quando arriva un enigmatico messaggio di @FrFiorello, un guerrigliero Indipendente:

  • @FrFiorello "@Jovanz74 #Gilda35 Mai partecipato ai vostri sabotaggi, ma è in TP una frase smentita 5 minuti dopo dal suo stesso autore. Brutta storia!" circa 2 ore fa via Tweetie for Mac in risposta a Jovanz74

Trasecolo e chiedo chiarimenti, così scopro questo enigmatico TopTweet, reso ancor più surreale dalla visione del polpettone americano sul Calendario Maya della Fine del Mondo:

  • @Claz702 "Questo mese ha 5 venerdì, 5 sabati e 5 domeniche. Accade solo ogni 823 anni." circa 2 ore fa via web Ritwittato da te, toptweets_it e da 80 altri

L'autore del messaggio @Claz702, un giovanotto di belle speranze attenzionato dal Progetto, dopo pochi minuti si era dissociato dal suo successo, a seguito di severe redarguizioni subite da numerologi, astrologi e epigoni vari dei Maya:

  • @Claz702 "Ok, ritiro tutto. Il fatto dei 5 giorni e degli 823 anni è una STRONZATA." circa 1 ora fa via web

Però inizio lo stesso a saltellare tutto felice come un novello Noè che vede la colomba giungere sull'Arca con il proverbiale ramoscello d'ulivo! Il primo toptweet che non pubblicizza niente, e non è neppure un sabotaggio! Felice come un pupo lo retwitto pure io.

La sconcertante verità
Ma passata la sbornia vado a scorrere la timeline del mitico @Claz702 e scopro una meravigliosa, ardimentosa azione di DaDaSabotaggio in solitaria. Roba che Tzara sarebbe rimasto folgorato sul posto.
il mitico @Claz702 prima di postare il messaggio salito in @TopTweets_it aveva fatto retweet a quest'altro messaggio, salito nella versione anglofona di  TopTweets:

  • @bryanthatcher "This month has 5 Fridays, 5 Saturdays and 5 Sundays. It happens only once in 823 years." 9:07 PM Oct 2nd via Twitter for iPhone da Flatiron District, New York Ritwittato da Claz702 e da 100+ altri

In pratica l'amico @Claz702 aveva tradotto in italiano un toptweet USA a beneficio dei propri followers poco pratici con l'idioma della Perfida Albione. Il contenuto era talmente interessante che era salito in toptweet pure in Italia. Siamo di fronte a uno dei picchi del DaDa più furibondo:

  • @Cla702 legge una cacchiata salita in toptweet USA,
  • @Cla702 retwitta la cacchiata,
  • gli amici di @Cla702 chiedono lumi,
  • @Cla702 traduce la cacchiata ai suoi amichetti,
  • la cacchiata sale in toptweet pure in Italia alla velocità della luce (d'altronde in un paese matto per il Superenalotto è credibile),
  • gli epigoni dei Maya insorgono e minacciano vendetta (non è vero accade ogni 432 noviluni atzechi!)
  • @Cla702 autodenuncia il suo nonTopTweet come una STRONZATA,
  • gli epigoni dei Maya danzano soddisfatti in attesa che il 21/12/2012 finisca il mondo. 

Insomma il povero Algoritmo non fa in tempo a riprendersi che un piccolo eroe solitario piazza in top un cortocircuito narrativo di prim'ordine. Oggi si è scritta una pagina di sublime assurdità.

Piccolo Poscritto
Il Progetto #Gilda35 non è un'eterogenea accozzaglia di terzomondisti, luddisti, antindustrialisti, anzi.
Noi siamo le avanguardie del Web 2.0.
L'utilizzo degli attuali socialads (strumenti di marketing per Social Network) nell'era del Web 2.0 può essere paragonato alla trasmissione di Carosello su un televisore 3D. Utilizzare strumenti di pubblicità occulta, veicolata come informazione, pratica frequentissima in Facebook, ma fortunatamente confinata e coibentata su Twitter (anche grazie ai nostri sforzi), oltre a essere scorretto su un piano deontologico è controproducente. Ci si appiattisce su strumenti beceri che vanno a raccattare un minimo comun denominatore di umanità, che non rappresenta che una parte di un mercato segmentato. Andare a cercare ottusamente solo i bimbiminkia in un mercato, che contiene in sé una quantità spaventosa di "famiglie di prosumer", nel lungo periodo porta ad una sola cosa: il fallimento. Il futuro del marketing nel Web 2.0 è nella creazione di una rete dialogante tra consumatore e produttore. L'era del messaggio a senso unico basata sulla distrazione è finita da un pezzo. Il web è uno strumento dell'attenzione. E Gilda35 coi suoi coccolosi sovvertimenti della logica sarà sempre qui a ricordarvelo.

Considerazioni sparse come conchiglie nella battigia del cyberspazio

matrix (3)Questo non-post risponderà in modo succinto e rigoroso ad alcune domande che ronzacchiano i questi giorni nel nostro trendtopic preferito (per quelle sull'incursione del fake @Gilda35 arriverà a breve un nuovo post chiarificatore, comunque anticipo che non sono io, oppure no).

Come avete espugnato di nuovo i Toptweets?
Innanzitutto un chiarimento su come abbiamo vinto "La Battaglia della notte di San Michele", costringendo i Signori dell'Algoritmo di @toptweets_it a spianarci la strada verso il Top di ogni Tweet. Abbiamo utilizzato l'arma segreta di ogni guerra contro le Macchine Markettare che si rispetti: il TESTIMONIAL. Come avrete visto abbiamo strombazzato in lungo e largo che avrebbe partecipato al sabotaggio un testimonial d'eccezione: la coccolosa e strepitosa Laura Antonini. Laura è una famosa DJ, che non ha bisogno di presentazioni ed è una sostenitrice della prima ora del vostro Progetto DaDaista preferito. Un testimonial di un media potente come la Radio, mette soggezione a chiunque, Tecnonucleo incluso. Un grazie sentito da parte dei Ricercatori di Bunker Bravo.

Nuovo Takeover?
Come attestato dallo stato catatonico della homepage ebbene sì abbiamo di nuovo steso l'Algoritmo dei Toptweet. Carini, coccolosi e efficienti come sempre! La Battagli di San Michele gli aveva dato una botta e la Kermesse Sabotifera ha inferto il colpo di grazia. Si ritorna ai coccolosi tempi del TAKEOVER permanente! Ah che squisitezza! Qui a Buker Bravo c'è già chi spara le micciette!

Ma ce l'avete con Twitter?
Al di la dei polveroni connessi all'affaire @BauValpi, mai del tutto chiariti, qui a Bunker Bravo abbiamo apprezzato il fatto che Twitter abbia mantenuto costantemente un basso profilo di fronte alle nostre provocazioni DaDaiste. Il nostro vero nemico è il Tecnonucleo, quell'odioso e incestuoso connubio di informatici e pubblicitari che se potessero infilerebbero la pubblicità pure nell'aria che respiriamo, spacciandola per informazione. Ho notato dall'inizio del Progetto che i maggiori detrattori (che sono paradossalmente quelli che lo prendono più seriamente) sono tutti appartenenti a quell'elite di informatici che sono i SEO e gli Admin. Inizio a sospettare che certe boiate markettare salissero in toptweet semplicemente perché informatici scafati avevano trovato in Toptweets  le nostre stesse "falle" e le avessero utilizzate a vantaggio dei Signori del Tecnonucleo. Ma si sa che il Tecnonucleo è bravo a cancellare le proprie traccie.

Dove volevate arrivare con Yoani Sanchez e la Kermesse Sabotifera?
Personalmente da nessuna parte. Come ho detto altre volte chi decide il messaggio di sabotaggio è il Proponente (v. Regolamento), mi limito a organizzare il sabotaggio. Ciò non implica che ne approvi al 100% il contenuto o che leggendo il testo di tutti i sabotaggi possiate trovare descritto un programma, o un disegno politico di qualche tipo. Il vero messaggio, per quanto mi riguarda, è fornito dalle nostre performance non dal contenuto delle stesse, che è in massima parte incidentale. Posso dire che l'unico sabotaggio che ha rispecchiato al 100% un mio sentire è stato quello su Xiaobo. Stimo molto Yoani Sanchez e leggo con piacere il suo Generation Y (tradotto egregiamente in italiano da La Stampa). Però… Credo nella sua assoluta buona fede e non la ritengo un "agente a contratto della CIA". Però… Condivido totalmente la sua azione contro la repressione del libero pensiero che viene perpetrata dal becero regime castrista. Però… Apprezzo persino il suo stile di scrittura… Però… Però mi dispiace che i media occidentali siano pronti a dare ospitalità solo a blogger dissidenti di "Paesi Canaglia", come Cuba, che nella mappa della globalizzazione sono solo una miserabile meta di turismo sessuale low cost. Apprezzo il fato che coraggiosa Yoani ogni giorno sfidi il proprio Governo per trasmettere  gli aggiornamenti del proprio blog al mondo tramite un complicato meccanismo di carte prepagate, internet caffe, server spagnoli, mail, giornalisti di testate estere traduttori. Tuttavia, lo sapete sono un barbagianni, mi spiace che non si dia il medesimo risalto a ciò che avviene in altri regimi, anche più autoritari, ma saldamente inseriti nella globalizzazione come la Cina. Il mio sogno è che ogni giornale online adotti un blogger dissidente. Ma io sono solo un pazzo visionario.

Qual'è lo scopo ultimo del Progetto #Gilda35?
Divertirsi insieme e riflettere, dando sfogo a quanta più creatività possibile. Non ci interessano i giornali, le interviste, i soldi, il successo, vogliamo gettare un po' di colore nel grigiore del web del Tecnonucleo. Gli obiettivi di Gilda35 sono stati riassunti quasi 100 anni fa da Tzara, io ho davvero poco da aggiungere al nostro Manifesto.

HASTA LA VIDA LOCA SIEMPRE!

La Battaglia della notte di San Michele

FAWKESSarò conciso, chiaro, logico e rigorosamente razionale come mio solito.
Insomma questa notte, 29 settembre 2010 A.D. abbiamo avuto il nostro vendicatore mascherato da Guy Fawkes che ha fatto saltare il Big Ben sotto il culo del Tecnonucelo! Sto qui nel Bunker Bravo completamente sbronzo di gassosa a canticchiare "Still Alive" insieme al caro BOT assassino GlaDOS! #Gilda35 ha purgato ancora il Tecnonucleo,  finendo addirittura in TopTweet! E tutto per un'operazione suicida nata quasi per caso!

Come sapete cari Ricercatori erano settimane che venivamo intercettati dalle Macchine Ribelli, che ci impedivano l'accesso a quella meravigliosa vetrina del Tecnonucleo che sono i TopTweet! Avevamo subito hackeraggi cantonesi, rapimenti di piccoli tweet indifesi, ogni genere possibile di intimidazione. Il dubbio e l'inquietudine serpeggiavano tra le fila di noi coccolosi DaDaisti: cedere alla profferta di @The_N0ise e scatenare contro il Tecnonucleo quella micidiale Arma Finale che è #esercitodigitale. Pur di vincere la guerra, ci chiedevamo angosciati, sarebbe giusto scatenare un #esercitodigitale di millemila BOT in grado di radere al suolo il Tecnonucleo. Facendo ciò non saremmo venuti contro al nostro credo DaDaista? Oppure no. 
Inoltre la fazione Pacifista di #Gilda35 faceva notare che #Algoritmo 4.0 ultimamente sfornava contenuti doc: in coincidenza della Blog Fest era tutto un fiorire di tweet di Severgnini, di Spinoza di Viva la Satira. E poi erano iniziati anche a fiorire contenuti geek scritti da SEO seri (organizzatori di pagine web, per consentire che vengano più facilmente censite dagli Algoritmi dei Motori di Ricerca). Insomma si iniziava a dire vabbé saranno Parrucconi geek, saranno Tromboni Topblogger, ma di Bimbiminkia, BOT e Fake non c'è più traccia. Su fermiamo le ostilità. Quando la Yubris del Tecnonucleo esplode con un toptweet:

  • @3Italia "#twitter scavalca #mySpace e diventa il terzo social network in assoluto, con 96 milioni di utenti, un aumento del… http://ff.im/rhTrc" circa 13 ore fa via FriendFeed Ritwittato da toptweets_it e da 35 altri

"E che accidenti! Corbezzoli! Manigoldi! Turlupinatori da strapazzo!" Urliamo all'unisono nel Bunker Bravo doppia reclame occulta a 3Italia e Twitter.
Scatta l'allarme DEFCON1: ATTACCO IN CORSO GUERRA TOTALE!
Così accetto la proposta di un giovane Sabotatore ardimentoso, per sferrare un contrattacco in anticipo rispetto alla strombazzata Kermesse Sabotifera ProDissidente di domani giovedì 30 settembre.
Esatto mentre coi Colonnelli pianificavamo l'azione dell'indomani, arriva questo giovane scapestrato @Stefa93 che implora per un'immediata azione suicida contro Parrucconi, Tromboni e Pubblicitari. Restiamo attoniti.
Ci veniva proposto di scatenare la giovinezza contro la vecchiaia, l'incoscienza contro i vecchi volponi, la carne contro i bit, un singolo fragile giovane contro la potenza del Tecnonucleo.
Ovviamente abbiamo accettato 😀

Alle 22.00 la rabbia dei Ricercatori aveva raggiunto un'hype devastante. Le Timeline di Twitter Italia erano in fiamme. Per l'occasione qui a Bunker Bravo ci eravamo dati un tono ed avevamo organizzato pure una pagina per sponsorizzare l'evento "Sabotaggio di Riscaldamento". Della serie "ci credevamo molto"…
Invece il granderrimo @Stefa93 lancia la sua bomba di tachioni contro le gengive del Tecnonucleo:
  • @stefa93 "Gli utenti non dovrebbero aver paura dei propri Social Network, sono i Social Network che dovrebbero aver paura degli utenti." circa 2 ore fa via Echofon Ritwittato da te, toptweets_it e da 69 altri
Si poteva non salire in TopTweet con un messaggio così?
No, infatti, @stefa93 è salito in TopTweet a velocità ultrasoniche sbattendo il suo severo monito sul grugno del Tecnonucleo al gran completo. Vi postiamo con piacere questa foto scattata tramite il satellite di @La_Splendida presso la Roccaforte Digitale di Tecnonucleo. Il nostro eroe è quello bello, simpatico e intelligente in bianco e nero, gli altri sono solo inutili fake.

 

stefan93_bis

I festeggiamenti ancora riecheggiano nella Timeline, i Parrucconi piangono sui propri algoritmi, i Tromboni spezzano i pennini con cui scrivono i tweet, i Pubblicitari corrono via pudibondi sventolando foglie di fico.
I Ricercatori qui a Bunker Bravo sono ubriachi, ridono, scherzano, cantano e soprattutto ballano, perché una rivoluzione senza un ballo è una rivoluzione che non vale la pena di fare!

Ricorda per sempre il 29 settembre, il giorno della congiura di #Gilda35 contro il Tecnonucleo.

Manifesto del Dadaismo reloaded by #Gilda35

CyberDADACi sembra doveroso a questo punto fornire ai numerosi estimatori del Progetto #Gilda35 il Manifesto sulla base del quale è stata strutturata, elaborata, articolata e sviluppata questa rigorosa esperienza tecnico/scientifica. Riporto pertanto con estremo piacere un estratto del "Manifesto del Dadaismo", scritto nel 1918 da Tristan Tzara, che illustra mirabilmente motivazioni, tecniche, principi, pratica e finalità del Progetto #Gilda35. Per una migliore comprensione ermeneutica del testo abbiamo sostituito alla parola DADA la parola #Gilda35. Tzara avrebbe approvato. Oppure no. Ma non ce ne importa un fico secco (e questo Tzara l'avrebbe approvato!).

Tutto vi apparirà sotto un'altra luce.

Dr. Jovanz74

Dal "Manifesto del Dadaismo" del 1918, di Tristan Tzara RELOADED by #Gilda35:

Per lanciare un manifesto bisogna volere: A, B, C, scagliare invettive contro 1, 2, 3, eccitarsi e aguzzare le ali per conquistare e diffonder grandi e piccole a, b, c, firmare, gridare, bestemmiare, imprimere alla propria prosa l'accento dell'ovvietà assoluta, irrifiutabile, dimostrare il proprio non-plus-ultra e sostenere che la novità somiglia alla vita tanto quanto l'ultima apparizione di una cocotte dimostri l'essenza di Dio.

Scrivo un manifesto e non voglio niente, eppure certe cose le dico, e sono per principio contro i manifesti, come del resto sono contro i principi (misurini per il valore morale di qualunque frase). Scrivo questo manifesto per provare che si possono fare contemporaneamente azioni contradittorie, in un unico refrigerante respiro; sono contro l'azione, per la contraddizione continua e anche per l'affermazione, non sono nè favorevole nè contrario e non dò spiegazioni perchè detesto il buon senso.

#Gilda35 non significa nulla.

Se lo si giustifica futile e non si vuol perdere tempo per una parola che non significa nulla. Il primo pensiero che ronza in questi cervelli è di ordine batteriologico: trovare l'origine etimologica, storica, o per lo meno psicologica. Si viene a sapere dai giornali che i negri Kru chiamano la coda di una vacca sacra #Gilda35. Il cubo e la madre di non so quale regione italiana: #Gilda35. Il cavallo a dondolo, la balia, doppia conferma russa e romena:#Gilda35 . Alcuni giornalisti eruditi ci vedono un arte per i neonati, per altri santoni, versione attuale di Gesùcheparlaaifanciulli, è il ritorno ad un primitivismo arido e chiassoso, chiassoso e monotono. Non si può costruire tutta la sensibilità su una parola, ogni costruzione converge nella perfezione che annoia, idea stagnante di una palude dorata, prodotto umano relativo.

L'opera d'arte non deve rappresentare la bellezza che è morta. Un'opera d'arte non è mai bella per decreto legge, obiettivamente, all'unanimità. La critica è inutile, non può esistere che soggettivamente, ciascuno la sua, e senza alcun carattere di universalità. Si crede forse di aver trovato una base psichica comune a tutta l'umanità? Come si può far ordine nel caos di questa informa entità infinitamente variabile: l'uomo? Parlo sempre di me perchè non voglio convincere nessuno, non ho il diritto di trascinare gli altri nella mia corrente, non costringo nessuno a seguirmi e ciascuno si fa l'arte che gli pare.

Così nacque #Gilda35 da un bisogno d'indipendenza. Quelli che dipendono da noi restano liberi. Noi non ci basiamo su nessuna teoria. Ne abbiamo abbastanza delle accademie cubiste e futuriste: laboratori di idee formali: Forse che l'arte si fa per soldi e per lisciare il pelo dei nostri cari borghesi? Le rime hanno il suono delle monete. Il ritmo segue e il ritmo della pancia vista di profilo.

Tutti i gruppi di artisti sono finiti in banca, cavalcando differenti comete. Una porta aperta ha la possibilità di crogiolarsi nel caldo dei cuscini e nel cibo. Il pittore nuovo crea un mondo i cui elementi sono i suoi stessi mezzi, un'opera sobria e precisa, senza oggetto. L'artista nuovo si ribella: non dipinge più (riproduzione simbolica e illusionistica) ma crea direttamente con la pietra, il legno, il ferro, lo stagno, macigni, organismi, locomotive che si possono voltare da tutte le parti, secondo il vento limpido della sensazione del momento.

Qualunque opera pittorica o plastica è inutile; che almeno sia un mostro capace di spaventare gli spiriti servili, e non la decorazione sdolcinata dei refettori degli animali travestiti da uomini, illustrazioni della squallida favola dell'umanità .Un quadro è l'arte di fare incontrare due linee, parallele per constatazione geometrica, su una tela, davanti ai nostri occhi, secondo la realtà di un mondo basato su altre condizioni e possibilità. Questo mondo non è specificato, nè definito nell'opera, appartiene alle sue innumerevoli variazioni allo spettatore.

La spontaneità dadaista di #Gilda35.

L'arte è una cosa privata. L'artista lo fa per se stesso. L'artista, il poeta, apprezza il veleno della massa che si condensa nel caporeparto di questa industria. E' felice quando si sente ingiuriato: una prova della sua incoerenza. Abbiamo bisogno di opere forti, dirette e imcomprese, una volta per tutte. La logica è una complicazione. La logica è sempre falsa. Tutti gli uomini gridano: c'è un gran lavoro distruttivo, negativo da compiere: spazzare, pulire. Senza scopo nè progetto alcuno, senza organizzazione: la follia indomabile, la decomposizione. Qualsiasi prodotto del disgusto suscettibile di trasformarsi in negazione della famiglia è #Gilda35; protesta a suon di pugni di tutto il proprio essere teso nell'azione distruttiva: #Gilda35; presa di coscienza di tutti i mezzi repressi fin'ora dal senso pudibondo del comodo compromesso e della buona educazione: #Gilda35 ; abolizione della logica; belletto degli impotenti della creazione: #Gilda35 ; di ogni gerarchia ed equazione sociale di valori stabiliti dai servi che bazzicano tra noi: #Gilda35 ; ogni oggetto, tutti gli oggetti, i sentimenti e il buoi, le apparizioni e lo scontro inequivocabile delle linee parallele sono armi per la lotta: #Gilda35 ; abolizione della memoria: #Gilda35 ; abolizione dell'archeologia: #Gilda35 ; abolizione dei profeti: #Gilda35 ; abolizione del futuro: #Gilda35 ; fede assoluta irrefutabile in ogni Dio che sia il prodotto immediato della spontaneità: #Gilda35 .