Mi spiace, ma qui non è Mr Robot

“Sulla prima pagina è scritto: Nell’affresco sono una delle figure di sfondo.”

(“Q”, Luther Blisset)

Qualche giorno fa il buon Vittorio Zambardino ha proposto un’alta riflessione sullo stato della cybercultura contemporanea, che invito caldamente a leggere prima di proseguire nella lettura di questa riflessione (“Lasciare Facebook per un po’, per fuggire (invano) dalla Regina Rossa“).

Chiunque conosca il curriculum di Vittorio Zambardino non può certo ascriverlo a un esegeta del luddismo di ritorno, di cui Umberto Eco è il più alto esponente, che vede nel digitale la causa prima di ogni mortificazione del dibattito pubblico. Anzi il buon Zambardino ha rappresentato per parecchi anni il maggior responsabile del processo di digitalizzazione del Gruppo Editoriale l’Espresso, pertanto, quando esprime disaffezione per lo stato dell’informazione digitale, merita una lettura più che attenta (dopotutto è uno dei padri della Colonna Destra di Repubblica e gli sarò eternamente grato per questo… scherzo!).

La lettura di Zambardino mi ha fatto riepilogare mentalmente la mia attività online nel quadriennio 2010-2013, quando ho giocato alla Regina Rossa con discreto successo.

Ecco quello che segue magari può essere visto come il classico monologo del cattivo da fumetto, che quando ormai tutto è perduto svela il Diabolico Piano… Oppure più semplicemente è la “confessione di un artista di merda”…

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L’impossibilità di essere giapponese

Non fa ridere. Questa non è satira, è bullismo. Assistiamo ad un linciaggio mediatico con hate speech a destra.  Uno c’è morto così.

(Mantra dell’Affliggente)

Ormai nell’ecosistema dei social network si è affermata una nuova specie di predatore seriale: l’Affliggente. Questo particolare individuo quando vede qualcosa di divertente e leggero circolare su internet sente il dovere morale di appesantire il prossimo e di riportarlo al rispetto di quella particolare pietas digitale, che trova nell’Ufficio Digitale dei Defunti e nell’Ostensione Digitale dei Santi Innocenti la propria massima espressione di vitalità.

Di seguito esporrò due esempi recenti, ma già classici, del capovolgimento logico, che tanto piace all’Affliggente medio dei social. Ho Scelto il Giapponese Onesto e Miss 1942 solo per ragioni di attualità, ma ogni qual volta qualcosa fa un po’ ridere all’Affliggente scatta il “riflesso del biasimo digitale”.

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La mia giornata al Festival Internazionale del Giornalismo 2015

Se siete lettori assidui di questo blog saprete già che venerdì 17.04.2015 ho partecipato al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia con un evento chiamato “Bufale Senza Latte” insieme a Francesco Lanza e il collettivo di Gilda35.

Per me che faccio il giurista d’impresa è stata una esperienza bizzarra e molto divertente, pertanto mi perdonerete se in questa rapsodica esposizione mischierò note di colore e riflessioni un po’ più strutturate.

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Bufale Senza Latte – #IJF15 Perugia 17.04.2015

Venerdì 17 aprile, ore 19:30 presso la Sala del Dottorato, parteciperò al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia insieme agli amici di Gilda35 (la crew al gran completo Aldo Pinga, Pierluigi Canino, Domenico Polimeno e Renato Gabriele) e al “Giullare Digitale” Francesco Lanza, per l’evento “BUFALE SENZA LATTE – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la politica digitale”.

Arianna Ciccone, deus ex machina del Festival, ci ha invitato, non senza una mia certa dose di sorpresa, ad articolare un intervento durante questa importante manifestazione, che convoglia volontari dalla bellezza di 22 Paesi.

Considerata quantità di burle, che abbiamo accumulato negli anni ai danni di poveri ignari giornalisti, è un po’ come mandare Lady Gaga a fare una catechesi in Vaticano.

Ovviamente abbiamo accettato tutti con piacere.

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Promenade Dadaista

Nella cornice multiculturale di Piazza Vittorio, sospesa tra magia e modernità, Giovanni Scrofani e Giorgio Fontana passeggiano riordinando montagne di collage digitali. Un lungo dialogo che conclude due anni di studi della nostra Comunità Creativa e getta le basi per i futuri sviluppi del progetto.

ONtro

Esimi Ricercatori è con malcelato orgoglio che Vi presento la mia intervista definitiva ad opera dell’amico Giorgio Fontana, vero e proprio pilastro della Comunità Creativa.

Nel corso delle libagioni dell’ultimo GIlda35 Event dedicato alPresidentissimo Beppe Fiorello, l’amico Giorgio mi ha proposto di registrare il giorno successivo un’intervista in un luogo a me caro di Roma.

Dovendo scegliere un luogo in linea con la politica editoriale di Gilda35 ovviamente la mia scelta è ricaduta in quello splendido spazio ibrido che è Piazza Vittorio, uno spazio urbano integralmente ridisegnato dalla confluenza di nuove culture.

Di seguito lo splendido articolo di Giorgio…

Ringraziamenti e chiarimenti sparsi

Prima di lasciarvi alla video intervista in tre parti (ebbene sì è il mio colossal) desidero fare qualche ringraziamento e fornire qualche piccolo chiarimento.

In primo luogo ringrazio Giorgio Fontana perché l’intervista si è svolta in un luogo cui sono molto affezionato e in un clima molto stimolante. Penso in tutta sincerità che dei “meme dell’intervista a Jovanz” sia l’espressione più matura e compiuta. Qualunque intervista successiva a questa non sarà che un suo remix o repost.

E’ molto bello quando ritieni di aver detto praticamente tutto il possibile su un tema su cui di riffa e di raffa ti applichi da quasi un ventennio.

Seconda, ma non per ordine di importanza, viene la mia musa Paola, che poi è anche mia moglie. Buona parte di quello che leggete su Gilda e che spiego nell’intervista è frutto di lunghe chiacchierate sociologico-antropologiche e di avide letture sui suoi scritti universitari, che saccheggio e rielaboro a piene mani nei nonPOST… In Gilda, c’è tanto di me, è vero, ma c’è tantissimo di Paola…

Rigrazio poi tutta la Comunità Creativa del caro vecchio Baretto, le cui conversazioni hanno animato e irrobustito i miei studi. Senza quelle che viste dall’esterno apparivano come pure smargiassate non avrei elaborato tante delle mie teorie e messo alla prova tanti dei miei valori.

Veniamo ai chiarimenti…

Chiedo preventivamente venia se uso nell’intervista gli avverbi in lugo della punteggiatura. In particolare prendete l’utilizzo reiterato di “fondamentalmente” come una sorta di virgola espressiva. Gli avverbi sin da piccolo mi servono a ordinare i pensieri.

Giorgio mi definisce “Piccolo Padre” in onore di un vecchio motteggio del Baretto… Il mio soprannome nel caro vecchio Gruppo della Rivoluzione era Piccolo Padre in onore a Stalin… in sostanza era una burla per ironizzare sulla mia cronica incapacità di leadership e di controllo, che alla fine ne portò al funerale vichingo…

Ma bando alle ciance, sedetevi comodi con una bella bibita fresca e godetevi la Corazzata Potiemkin del cyberdadaismo.

Conclusioni

Come concludere esimi Ricercatori?

Penso che questa intervista sia una pietra miliare di Gilda35, che chiude degnamente un ciclo importante della nostra Comunità Creativa, ordinando tante suggestione che ho sparso come coriandoli nel digitale.

Mi piace pensare che rappresenti un momento di passaggio, rinnovamento e trasformazione…

Dopotutto è stata svolta nei pressi della Porta Alchemica…

 

Nasce Cinguettii la rubrica dei Temi di Tendenza

Esimi Ricercatori è con piacere che vi presento una mia nuova creatura: Cinguettii, una rubrica sui Temi di Tendenza di Twitter che curerò per Data Manager Online.

E’ un progetto che mi ronzava per la testa da tempo: una rubrica settimanale dedicata ai Temi di Tendenza che più mi colpiscono. Pertanto ho accolto con molto favore l’opportunità offertami da Loris Bellé e Antonio Savarese, a seguito della mia doppia intervista su Twitstar e Cyberdadaismo, di avviare questa nuova iniziativa.

Questo il lancio:

Data Manager Online lancia #Cinguettii

Il portale dell’ICT professionale lancia una nuova rubrica dedicata ai maggiori temi e trends che
monopolizzano la comunicazione “Social” con un occhio di riguardo a Twitter. Giovanni Scrofani,
fondatore del movimento dadaista Gilda35, sarà il mattatore di questa iniziativa

Milano, 3 Maggio 2012. Inaugurata oggi su Data Manager Online “Cinguettii” lo spazio settimanale
dedicato ai trend topics della Rete. Giovanni Scrofani, giurista d’impresa, appassionato di nuove
tecnologie e fondatore della Comunità Online di performers dadaisti “Gilda35”, scandaglierà i temi
caldi trattati dalle comunità online con il taglio ironico e dissacratorio tipico dei suoi interventi.

Di seguito un assaggio del primo contributo di “Cinguettii” alla comprensione delle cause che
stanno dietro fenomeni come il meme, le twitstar, i trend topics che invadono la Rete.

Il secondo articolo, pubblicato nei prossimi giorni, tratterà di come il 1° Maggio è stato vissuto
dalle comunità sociali su Internet.

Scrofani si presenta così al pubblico di Manager e IT Professionals di Data Manager Online, il
portale dell’ICT Professionale:

“In questo nuovo spazio, “Cinguettii”, mi dedicherò soprattutto ad una sorta di piccola rassegna
stampa dei temi di tendenza di Twitter che più mi colpiscono.

I Temi di Tendenza sono una interessante funzionalità di Twitter che nella sezione “#SCOPRI”
del proprio sito restituisce i termini maggiormente rilevanti per una data area geografica.
Sono pertanto un ottimo strumento per conoscere gli umori del momento e le Comunità
Online maggiomente attive. In sostanza costituiscono la parte di Twitter più orientata al news
networking, enfatizzando la possibilità per gli utenti di dare visibilità dal basso alle notizie (intese
nell’accezione più ampia possibile) di proprio interesse.

Con la mia comunità online d’elezione, Gilda35, ci abbiamo giocato parecchie volte scoprendone
con una serie di esperimenti di reverse engineering alcuni aspetti molto interessanti da tenere a
mente. L’algoritmo dei Temi di Tendenza (il programma che seleziona gli argomenti più rilevanti)
infatti è influenzato da una pluralità di fattori che concorrono tra loro, che spesso inducono in
errore anche gli osservatori più attenti: Fattore Linguistico, Fattore Temporale, Fattore Locale,
Fattore Gerarchico, Fattore Politico, Fattore Disturbo, Fattore Contestuale

Come avete potuto vedere da questo rapido escursus leggere le notizie attraverso i temi di tendenza
è un esercizio tutt’altro che semplice eppure utile se si vuole conoscere l’informazione non secondo
il classico modello delle Comunità Creative che la calano dall’altro, ma come il nuovo modello
partecipativo in cui la notizia sale dal basso attraverso l’interazione dei membri delle Comunità
Online. “

Non perdetevi il prossimo articolo: Lo sconcertone del #concertone su datamanager.it/cinguettii

Data Manager Online, www.datamanager.it nasce come estensione su Internet della storica testata
Data Manager, edita dal 1976.
Dal 1998 il portale informa manager, professionisti del mondo ICT ma anche appassionati di
informatica su quanto di importante accade nel cangiante panorama delle tecnologie

E’ già online il primo articolo di presentazione: Cinguettii e Temi di Tendenza.

Non resta che augurarvi buon divertimento.

Intervista per Techvideo TV – “Cyberdadaismo Digitale”

Esimi Ricercatori è online la seconda parte dell’intervista rilasciata dal sottoscritto all’ottimo Antonio Savarese per Techvideo.tv, sul “Cyberdadaismo Digitale” di cui di seguito potete trovare il link:

[ http://www.techvideo.tv/content/cyberdadaismo-digitale ]

Questo il lancio:

“Anni fa ci interrogavamo su come fare cultura con Internet?” afferma Giovanni Scrofani il fondatore di Gilda35. In quegli anni si parlava molto del dadaismo un movimento culturale nato a Zurigo, nella Svizzera neutrale della Prima guerra mondiale, e sviluppatosi tra il 1916 e il 1920. Il movimento ha interessato soprattutto le arti visive, la letteratura (poesia, manifesti artistici), il teatro e la grafica, che concentrava la sua politica anti bellica attraverso un rifiuto degli standard artistici attraverso opere culturali che erano contro l’arte stessa. Internet ha reso possibile (basti pensare alla tecnica del collage delle immagini) applicare questi concetti ai giorni d’oggi; prendo un elemento culturale lo estrapolo dal contesto e lo arricchisco con una mia considerazione e lo rendo eversivo e antitetico rispetto a quell’immagine. Quest’approccio ha enfatizzato la stravaganza, la derisione e l’umorismo. Gli artisti dada erano volutamente irrispettosi, stravaganti, provavano disgusto nei confronti delle usanze del passato; ricercavano la libertà di creatività per la quale utilizzavano tutti i materiali e le forme disponibili pertanto anche nella sua applicazione digitale è forte la componente dello scherzo che d’altronde era molto presente nella cultura hacker degli anni 90. Fenomeni importanti sono il fake con cui si ricerca di andare aldilà dell’identità individuale.

Questo fenomeno ha dato vita  a manifestazioni importanti come ad esempio #Occupywallstreet che nasce come idea di Adbusters che la lanciano ufficialmente il 13 luglio 2011 con un blogpost e una newsletter e che poi diviene un fenomeno mondiale o anche a  Anonymous che nasce su un sito come 4chan dove si pubblicano i meme  e dove ci sono immagini artefatte. Da lì esplode per diventare un fenomeno globale.

[Tratto da “Cyberdadaismo Digitale” di Techvideo.tv]

Mentre nella prima parte dell’intervista analizzavo il rapporto con le amate/odiate Twitstar televisive, in questa mi sono concentrato sulle Comunità Creative che dopo la nascita di internet iniziarono a fare cultura con questo nuovo strumento/habitat.

Ho ripreso i temi trattati nell’ormai celebre talk di Natale per Indigeni Digitali circa il Cyberdadaismo, conditi da considerazioni in ordine sparso dedicate al dadaismo delle origini, alla grammatica dei meme, al rapporto tra 4chan e Anonymous, nonché a quei due colossali e immortali scherzoni che sono Occupywallstreet e il Rickrolling.

Concludo ringraziando ancora Antonio Savarese, perché guardando questa seconda parte dell’intervista mi sono ricordato quanto è stata piacevole e spontanea la nostra chiacchierata.

Non resta che augurarvi buon divertimento, miei esimi!

Marchel Ducham: first meme creator/troller

Natale con i Dadaisti

Il 22 dicembre scorso ho partecipato alla “Indigeni Digitali Christmas Dinner“, momento in cui ho colto l’occasione per scambiare gli auguri di persona ad alcuni di voi Ricercatori, iscrivermi all’Associazione degli Indigeni nonché per effettuare un talk sul “Cyber Dadaism”, che ha riscosso un discreto successo di pubblico…

Colgo così l’occasione per fare un piccolo presente agli Indigeni e ai Ricercatori, che hanno presenziato, mettendo a fattor comune la presentazione che ho usato come base per il talk.

Non è molto comprensibile senza il talk correlato, ma confido di fornirvene a breve una copia video prodotta ad hoc…

Concludo per fare gli auguri di buon Natale a tutti i membri vecchi e nuovi di questa Comunità e di Indigeni Digitali, nonché a tutti gli amici con cui quotidianamente interagisco in Rete. Il 2011 sotto tanti aspetti è stato un anno molto duro e difficile della mia vita,  vi ringrazio per tutta l’energia, l’allegria e l’umanità che mi avete trasmesso sempre!

Ancora Buon Natale… e non passate troppo tempo sui Social Network, ma dedicatevi alle persone care che hanno bisogno di voi 😉

Dieci buone ragioni per scrivere a un BOT

Orinatoio (Fontana) ready - made on marble, Altezza 62,5 Marcel Duchamp - 1917-1964 Collezione privata - private collection

ONtro

Esimi Ricercatori, come sapete ieri ho lanciato nella Rete un’accorata missiva rivolta al BOT @Supporto di Twitter, per perorare la causa del povero @FattelaNaRisata proditoriamente sospeso…

Ebbene ritengo opportuno, anzi direi quasi doveroso, sottoporre alla Vostra attenzione la soluzione tecnica dell’arcano, nonché fornire alcune delucidazioni a chi di Voi è stato turbato dal mio comunicare con le Macchine Ribelli.

La soluzione dell’arcano…

Grazie a un po’ di attività di ricerca congiunta e di anamnesi diagnostica siamo venuti a capo della vicenda:

  • il povero @FattelaNaRisata stava scrivendo una tesi di laurea sulla presenza dei politici nei Social Network;
  • così ha iniziato ad utilizzare in modo compulsivo il motore di ricerca interno di Twitter per cercare i propri oggetti di studio;
  • purtroppo questo comportamento è assai simile a quello di un particolare tipo di BOT (lo spider, o web crawler) assai diffuso nella Rete;
  • il BOT di “sorveglianza” di Twitter ha interpretato evidentemente questo comportamento come quello di una Macchina maligna;
  • ergo il povero @Fattelanarisata è stato sospeso perché considerato alla stregua di malware, che stava minacciosamente monitorando a tappeto la presenza online dei politici su Twitter…
  • peraltro il nick @FattelaNaRisata conteneva una serie di anagrammi computazionali un po’ borderline (Fatte-ANAL-Risata, Fattela-IRAN-Sata, “Alienata Sfratta”, ecc…) …

Caso chiuso e pertanto rinnoviamo la nostra richiesta all’esimio BOT @Supporto di Twitter nel senso di una piena riabilitazione del nostro Ricercatore, che comunque invitiamo in futuro a evitare comportamenti ripetitivi che potrebbero essere male interpretati…

Ma perché scrivere a un BOT?

Veniamo invece all’altro grande tema che ha turbato alcuni Ricercatori, tra tutti uno in particolare mi scrive:

Allora… parlare con un BOT (abbreviazione di roBOT) da soddisfazione; altri vedono geniale tali operazioni, non contesto ma non ci vedo nulla di utile se non del testo e della condivisione auto promozionale e fine a se stessa. Non è una critica, è una richiesta per capire a cosa serve, veramente non capisco.

Mi sembra opportuno fornire un’articolata (seppur concisa) spiegazione al mio insano gesto, che potrebbe essere paragonato a quello di alcuni poveretti che davanti al televisore durante le partite di calcio urlano rivolti al monitor “Tira! Passala quella palla! Sei un imbecille! In panchina! Ma che dici non era fuorigioco!” Mentre il monitor li osserva imperturbabile senza reagire…

Ma andiamo con ordine:

  1. Questo è un sito di satira dadaisa: pertanto l’azione ha il medesimo significato giocoso e nonsense di piazzare un orinatoio in una galleria d’arte e intitolarlo “Fontana”.
  2. Lo facciamo tutti i giorni senza rendercene conto: se dovessimo “pesare” i soggetti che leggono i nostri testi in giro per la Rete scopriremmo che in un rapporto tipo 999.999 a 1 sono Macchine. La totalità di quello che scriviamo viene letto, vivisezionato, analizzato, catalogato, sottoposto a ogni genere di trattamento semantico e linguistico da milioni (forse miliardi) di BOT sparsi per la Rete. Rivolgendomi a un BOT volevo semplicemente che si riflettesse su questa circostanza e chiedervi se siete sicuri di scrivere per occhi umani.
  3. Ho una fede assoluta nell’efficienza del Panopticon Marketing: come già verificato in passato il Panopticon Marketing è uno strumento molto efficiente di comunicazione tra noi Clienti e le Aziende. Se una rimostranza viene pubblicata su una pagina web di una certa rilevanza normalmente l’Azienda interviene… Di recente ho fatto un piccolo esperimento con Fastweb: con il call center stavo girando a vuoto da una settimana, ho scritto un piccolo post sul mio “Blog Taccuino degli Appunti” (Un Altro Orizzonte) e in meno di un giorno il guasto irrisolvibile era risolto… Le Macchine Ribelli sono mostruosamente efficienti.
  4. Elemento provocatorio: se la mia presenza o meno su un Social Network è determinata in modo meccanico da una Macchina che stabilisce se sono degno o meno di continuare la mia attività, che senso ha cercare un colloquio con un “Umano”, che candidamente mi risponderà “E’ stata la Macchina a farlo”? tanto vale parlare senza inutili intermediari coi diretti responsabili…
  5. Puntigliosa applicazione delle regole: la biografia di @Supporto riporta testualmente “Supporto Utenti @supporto San Francisco, CA Questo è l’account ufficiale del Team di Supporto di Twitter. Seguici e mandaci un DM se ti serve assistenza tecnica.” http://help.twitter.com Mi sono limitato ad un’estremizzazione del concetto surreale di dover dialogare con una Macchina per problemi generati da un’altra Macchina…
  6. Autoironia: onde evitare le insidie dell’italico vizio del “prendersi troppo sul serio” e trasformare (come vorrebbero alcuni) questo umile nonBLOG in una sorta di Tempio dei Tecnonguru Militanti… sento l’assoluto bisogno di gettarmi in azioni clownesche come quella di parlare a un BOT, a un televisore, a un ferro da stiro… laddove necessario per tornare con la testa tra le nuvole.
  7. Estetica del Nemico: chi avrebbe dovuto essere il destinatario della missiva? L’inarrivabile CEO di Twitter, Dick Costolo? Un fantomatico Ufficio Assistenza Clienti di quelli che spesso mi trasmettono il feedback emotivo di un phon? Il BOT nella sua umiltà mi è più caro e più vicino. E’ come un vecchio nemico di cui non puoi fare a meno… Peraltro la cosa mi ricorda moltissimo molti racconti di Philip K. Dick in cui gli Umani perdono empatia a vantaggio delle Macchine…
  8. Reiki: ho letto in un libro di Tiziano Terzani (mi pare che fosse “Un altro giro di giostra”) che i cultori di una pratica di medicina alternativa giapponese detta “Reiki” si sforzano di entrare in una sorta di “contatto energetico” con le Macchine al fine di migliorarne il grado di empatia e farle funzionare meglio.
  9. Abolizione della distinzione tra soggetti e oggetti: Inoltre mi ha affascinato moltissimo quella parte dello “Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” in cui Robert Pirsig illustra brillantemente come la distinzione dialettica tra soggetti e oggetti sia una sorta di induzione autoipnotica, che ci viene inculcata durante l’infanzia. Muoversi verso la Qualità significa anche abbattere queste odiose barriere.
  10. DADA

Conclusioni

Concludendo esimi Ricercatori vi rivolgo il più affettuoso dei saluti invitandovi  a rileggere la totalità dei nonPOST precedenti alla luce di questa piccola guida al jovanz-pensiero… Normalmente un testo ha una o due chiavi di lettura… i nostri ne hanno almeno dieci, o addirittura nessuna…

Hasta la Vida Loca Siempre!

Berlusconi: "Difficile governare coi Sabotatori" OppureNO!

L'espressione di garbato disappunto del Dr. Jovanz

Esimi nonché egregi Ricercatori e Sabotatori, non facciamo in tempo a realizzare la meravigliosa performance di sabotaggio del Follow Friday e del misuratore di Klout, che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi scende in campo contro questa Online Community di Eroi della Libertà di Sberleffo.

Capisco l’invidia di comprendere che Ovosapiens, col suo Klout di 44 punti, ormai riscuote nell’opinione pubblica più successo di lui, che è  in caduta libera nei sondaggi…

Capisco che quando ha visto Lady GaGa spodestata dal podio dei Follow Friday, qualcosa deve essergli andata storta…

Capisco che da quando non ha più i toptweet demenziali delle bimbeminkia non viene più su Twitter a fare il lurker (Presidente le garantisco che non è una brutta parola)…

Capisco che quando abbiamo pompato #Vascomerda si è chiuso in camera sua ad ascoltare “Albachiara” per 48 ore di fila…

Capisco che può non aver preso benissimo, per ovvie ragioni, il nostro dadaistico omaggio alla Musa dello Strategismo Sentimentale Manuela Arcuri…

Capisco che anche a Palazzo Grazioli, Arcore e Villa Certosa, per colpa nostra è pieno di gente che tenta di compiere assurdi  241543903 nei freezer delle varie magioni…

Lo ammetto ci siamo resi responsabili di queste nefandezze e di molte altre, ma questo attacco ad alzo zero da parte della Presidenza del Consiglio proprio non me l’aspettavo.

Insomma a seguito del successo delle nostre performance cosa accade, miei egregi?

In ossequio alle solite “Coincidenze di Tecnonucleo” il Presidente Silvio Berlusconi ritira fuori l’odioso “Decreto Bavaglio”… minacciando multe e diffide per ogni alzata di sopracciglio digitale… Ne convengo che la Rete è piena di giornalisti iscritti all’albo che si fingono blogger e di testate giornalistiche online che si fingono blog… ma è di tutta evidenza che la norma per la sua conformazione non è volta minimamente a disciplinare questo ossimoro tutto italiano…

Rispolverare il Decreto Bavaglio è davvero un contro-Sabotaggio di proporzioni epiche…

Quando il Governo è impantanato in questioni assurde che trasformano i lavori parlamentari in una comica di Benny Hill… quando il Premier è coinvolto in vicende talmente iperboliche che persino il dadaistico Cabaret Voltaire avrebbe censurato… quando le indagini sulle questioni più sconcertanti si assommano a destra e manca… quando persino l’Opposizione gli chiede aiuto, perché non sia mai che gli tocchi di governare…

Cosa succede?

Il buon Silvio mette in campo il famigerato “Decreto Bavaglio”.

Perché vi chiederete voi?

Perché così i veri Blogger, quelli che non fanno i giornalisti, quelli non professionisti, quelli che non ci guadagnano nulla, quelli che animano con passione uno spazio digitale solo per condividere le proprie idee con gli altri, quelli che pensano con la propria testa, quelli che non rispondono a nessuno… vengono colti dalla Sindrome del Missionario 2.0!

Così i veri Blogger, miei esimi Ricercatori, perderanno altri mesi ed energie ad appiccicarsi inutili triangolini gialli sull’avatar… a postare ossessivamente tweet con scritto #noalbavaglio… a pubblicare post sui propri blog che commentano minuziosamente i contenuti del “Decreto Bavaglio”… a postare millemila commenti,  foto e sottoscrizioni nei server dei veri grandi oppositori: il Gruppo Editoriale L’Espresso e la Casaleggio Associati (v. i commenti al Banngate 2010)… con ovvio beneficio della loro raccolta pubblicitaria…

I Blogger italiani così sprecheranno come al solito tutte le loro energie per l’ennesimo controscherzo di Silvio!

Perché Silvio Berlusconi conosce bene le dinamiche di una Mente Alveare, dopotutto è uno dei Padri di Tecnonucleo…

Silvio Berlusconi sa che il “Decreto Bavaglio” è un’Arma di Distrazione di Massa.

Il Premier riesumando il “Decreto Bavaglio” ha compiuto un controsabotaggio davvero eccezzionale… Adesso la totalità della Blogosfera italica girerà come un disco rotto sulla parola “Bavaglio”… mentre intanto fuori da internet succederà di tutto… e il commento verrà lasciato proprio ai giornalisti/blogger…

E tutto per colpa nostra, miei esimi Sabotatori.

Vi direte: dopo un colpo così basso, il Premier si sarà calmato, miei esimi Ricercatori e Sabotatori…

Giammai! Oltre il danno, anche la beffa!

Oltre il controscherzo, pure il controsberleffo!

Silvio Berlusconi, poche ore dopo la riesumazione del Decreto Bavaglio dalle cripte, dichiara: “Difficile governare coi Sabotatori” (fonte Repubblica v.  Berlusconi scrive a don Gelmini “Difficile governare tra i sabotatori”)

Esimio Presidente e mo’ ci vuole dire che è pure colpa nostra?!

Siamo solo un gruppo di ilari performers dadaisti, suvvia!

Come può addossare il fallimento di un’intera stagione politica sulle fragili spalle di un’Online Community di Burloni Dadaisti?

Con che faccia può rinfacciarci gli errori di valutazione dell’intera Seconda Repubblica…

Con che cuore additarci al pubblico ludibrio…

Un Sabotatore è un poeta digitale, è un fantasista dell’azione e della contraddizione continua, è un funambolo semantico, è un seppellitore di inutili ritualismi, è un anacoreta in perenne connessione col mondo, è un salvatore di anime perse in un mondo di persone incapaci di salvare perfino i propri files, è un sensibilizzatore di cuori induriti, è un sobillatore di rivoluzionari narcolettici, è un etnografo di tribù post-umane, è un baluardo contro le Macchine Ribelli, è un fustigatore di Tecnonucleo, è un liberatore di utonti ottusi che si credono liberi tra le sbarre dei codici informatici, è un ricercatore di verità dolorose, è un liberatore di prigionieri, è carne, sangue, vita.

I Sabotatori sono l’igiene del mondo.