Gilda35 buca il pallone della politica digitale

Nei progetti collettivi legati all’underground di internet è buona norma partecipare finché si ha un contributo positivo da dare. Spesso uscire consente di aprire nuovi sbocchi e maturazioni inaspettate.

Così ho sempre ritenuto che la mia garbata uscita di scena dai mirabolanti scherzoni cyberdadaisti di Gilda35, potesse solo dare nuova vita al Progetto.

Ci ho visto dannatamente giusto.

Continua a leggere…

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La sezione Storie di Twitter: Esperimento #TwitterMonument


Le bugie sono come i bambini, impegnative, ma ne vale la pena: il futuro è nelle loro mani.

(Gregory House, La bugia è una cosa meravigliosa)

ONtro

Esimi Ricercatori, come ben saprete il giorno primo aprile ultimo scorso mi sono  abbondantemente speso sul caso del c.d. #TwitterMonument:

Il primo monumento al mondo dedicato a Twitter, raffigurante un uovo alto circa 4 metri e realizzato in pregiato marmo bianco di Carrara, è stato inaugurato oggi in un suggestivo angolo delle colline toscane, a non più di 20km dalla famosa Torre Pendente di Pisa… [omissis]

“L’uovo di Twitter”, opera dello scultore Filippo Mariano, ha trovato collocazione in località Scapigliato, nel comune di Rosignano Marittimo (LI)…

[Tratto dal Comunicato Stampa di Pisaconnection]

I più smaliziati tra di voi avranno pensato: “Ecco il solito elaborato Pesce d’Aprile di quel burlone di Jovanz…”

Vergogna, miei esimi Sobillatori, vi pare che il Sottoscritto può spendersi per un misero Pesce d’Aprile?

In realtà il Twitter Monument è stato un glorioso esperimento, condotto quasi in solitaria, per testare un aspetto interessante e poco noto degli algoritmi di Twitter: la capacità di misurazione del contesto in cui nasce la notizia.

Ricapitolando le puntate precedenti possiamo infatti asserire che sull’Algoritmo dei temi di tendenza influiscono più fattori:

  • Fattore Linguistico: quello prettamente attinente la Linguistica Computazionale, ossia la leggibilità e comprensibilità dei testi da parte degli Algoritmi.
  • Fattore Temporale: orario del giorno in cui vengono emessi i testi e andamento nel tempo della loro incidenza intesa come ampiezza e frequenza.
  • Fattore Locale: lingua e area geografica di riferimento.
  • Fattore Gerarchico: atto a misurare l’autorevolezza della fonte che ha emesso i testi, attraverso l’analisi del rapporto following/followers.
  • Fattore Politico: compatibilità dei testi con le Policy di Twitter in materia di rispetto della normativa locale in cui viene emesso.
  • Fattore Disturbo: capacità del tema di tendenza di svegliare gli SpamBOT e altri software, che per frequenza di ripetizione dei messagi possono incidere sull’andamento del tema di tendenza.

Tuttavia gli esperimenti di “reverse engineering” summenzionati non ci avevano aiutato a comprendere la neonata Sezione Storie di Twitter, che invece pare nutrirsi di un Fattore Contestuale, ossia l’ambiente in cui nasce la “notizia”…

Le solite mirabolanti coincidenze di Tecnonucleo, generate dalle Correnti del Caos di Gilda35, ci sono venute incontro fornendoci alcuni interessanti spunti.

Lo strano caso di #IDconf

Andamento #IDconf (fonte Topsy)

Qualche giorno addietro con alcuni di Voi ho partecipato all’evento “CIO vs Startupper” organizzato dagli Indigeni Digitali… come è possibile leggere nel lezioso Storify della vicenda da me prodotto, l’hashtag utilizzato per la “diretta twitter” dell’evento fu #IDconf.

L’hashtag sorprese me e gli altri Ricercatori presenti per la rapidità con cui salì tra i Temi di Tendenza di Twitter. Incredibilmente, dopo pochi tweet che non avevano visto né la presenza massiva di influencers, né una frequenza esageratamente insista o prolungata #IDconf balzò dritto in terza posizione.

La cosa sul momento ci stupì alquanto, così mentre producevo lo storify dell’evento, iniziai a concentrarmi più sugli elementi di contorno a #IDconf, che sui tweet, desumendo alcune peculiarità:

  • evento anticipato da Blog ben posizionati;
  • presenza di una pluralità di collegamenti multimediali a siti/servizi esterni (Instagram, Pinterest, streaming video, geolocalizzazione, ecc…);
  • copertura Twitter da parte di soggetti qualificati come Agenzie di Stampa.
Insomma #IDconf appariva in tutto e per tutto come una “notizia”, come la copertura mediatica di un evento strutturato e forse era questo che l’aveva lanciato così rapidamente nell’Olimpo dei Temi di Tendenza.

Interazione tra Algoritmi

Mi permetto a questo punto una piccola digressione tecnica…

Un Algoritmo è un sofisticato software che attraverso un procedimento complesso caratterizzato da atomicità, non ambiguità, finitezza, terminazione, effettività e determinismo risolve un dato problema (es. selezionare tra i miliardi di tweet in circolazione un toptweet, un tema di tendenza, una storia, ecc…).

Un aspetto verso il quale non c’è molta attenzione in Italia, è rappresentato dal risultato dell’interazione tra Algoritmi. Spesso tra gli addetti ai lavori si ripete a sproposito la roboante frase “Questo non è previsto dall’Algoritmo!

Cosa magari vera nella programmazione originaria del singolo algoritmo.

Il problema è che gli Algoritmi si sono fatti sempre più complessi e non operano in uno spazio ideale privo di influenze, ma interagiscono allegramente tra di loro, generando risultati imprevedibili.

Pertanto per comprendere appieno il funzionamento di un Algoritmo spesso gli esperimenti di Reverse Engineering, tipo i nostri coccolosi sabotaggi dadaisti, si rivelano particolarmente utili e illuminanti…

Per farvi un simpatico esempio vi riporto questo celebre video in cui l’immenso Kevin Slavin illustra come l’imprevista interazione tra gli Algoritmi di Wall Street abbia vaporizzato il 9% della ricchezza mondiale dando l’avvio all’attuale congiuntura economica…

La Burla degli Informatici Toscani

Avviene quindi che mentre la mia mente si arrovellava sui temi summenzionati mi arriva una mail di Antonio Ficai, Ricercatore Toscano particolarmente avvezzo ad ogni genere di performance dadaista…

L’amico Antonio mi invita a partecipare ad un gustoso ed ipertrofico Pesce d’Aprile organizzato da alcuni studenti ed esperti di digitale toscani sotto l’alto patrocinio dell’agenzia Pisa Connection.

I Toscani avevano organizzato le cose in grande stile:

  • Identificato un monumento nelle campagne attorno a Livorno fatto proprio a forma d’uovo.
  • Elaborato un credibilissimo comunicato stampa.
  • Creato una location su foursquare per la geolocalizzazione (sfruttando il noto bug del Komunistparty).
  • Realizzato una serie di fotografie da utilizzare durante la diretta dell’evento.
  • Preparato una serie di post di commento su svariati blog.
  • Suddivisione dei partecipanti per ruolo: reporter, partecipanti, commentatori favorevoli, detrattori (ovviamente io).

Insomma il Fattore Contestuale era attentamente preparato, così aderisco con entusiasmo all’iniziativa.

Tuttavia decido di non rendere nota l’iniziativa a voi Ricercatori, in quanto volevo concentrarmi proprio sulla rilevanza del Fattore Contestuale.

Ormai voi bricconi dadaisti siete diventati influencers e guerriglieri mediatici professionisti e neppure riesco più a tenere dietro alla quantità di burle che generate quotidianamente.

Fornisco un piccolo chiarimento agli Estimatori di questo prestigioso Progetto, che osservano dall’esterno le nostre mirabolanti avventure: se negli ultimi mesi assistete a temi di tendenza impazziti, resurrezioni improvvise di Twitstar, apparizioni, sparizioni… nel 90% dei casi c’è la solita banda della Cabina di Regia che inganna il tempo scompigliando le carte in tavola…

Così decido di agire segretamente, quasi in solitaria, per mantenere una sorta di purezza del risultato del sabotaggio…

Svolgimento

Andamento #TwitterMonument(fonte Topsy)

Arriviamo quindi al tanto agognato 01 Aprile 2012 A.D. secondo una scaletta cronologica assolutamente spassosa:

  • Comunicato Stampa: fondamentalmente si è proceduto a fare sharing sulle più varie piattaforme di una versione abbastanza credibile di un comunicato stampa, che spiegava le alte motivazioni artistiche dell’evento.
  • In viaggio via Twitter e Facebook: quindi i partecipanti alla burla hanno iniziato verso le 11.00 a fingere di muoversi verso la location designata.
  • Geolocalizzazione su Foursquare: alle 12.00 i partecipanti si sono geolocalizzati nell’apposita location “L’Uovo – Monumento a Twitter – LOC. Scapigliato (S.R. 206) – Giardino con sculture”.
  • Copertura via Twitter: si è quindi proceduto a pompare l’hashtag “#Twittermonument” su Twitter, ma in modo garbato e poco insistito (solo 1000 mentions nell’arco della giornata). Sia i finti detrattori (come il Sottoscritto) sia i finti sostenitori (come Antonio Ficai) procedevano a inserire parecchi collegamenti ipertestuali a foto, e siti esterni. Ovviamente arrivavano parecchi utenti che iniziavano ad urlare al “Pesce d’Aprile” e che per avvalorare la propria tesi riportavano ulteriori link rivelatori.
  • Copertura via Facebook: Pisa Connection in contemporanea pubblicava un post di lancio dell’iniziativa, “Inaugurato oggi in loclaità Scapigliato il Mounumento a Twitter. Il sogno di @PisaConnection e ResPublica Pisana è realtà” spiegando per filo e per segno l’iniziativa. Parallelamente Antonio Ficai procedeva a pubblicare su Facebook una bacheca fotografica riportante autorità, prelati, artisti e sostenitori “1 aprile 2012 . inaugurazione del #TwitterMonument“.
  • Copertura via Instagram e Pinterest: neppure il noto social network di foto vintage rimaneva indenne dall’epidemia di fonti sul Twittermonument e personalmente procedevo a creare un’apposita bacheca su Pinterest per raccogliere i vari materiali fotografici: “#TwitterMonument“.
  • #TwitterMonument Tema di Tendenza: nonostante avesse racimolato a quel punto poche centinaia di menzioni, senza la pesante partecipazione di Influencers, #TwitterMonument balza all’onore dei Temi di Tendenza, conferendo una certa attendibilità alle elucubrazioni sul Fattore Contestuale… ma il bello doveva ancora venire.
  • Copertura News: come riportato in questo piccolo Storify durante il divenire dell’evento una serie di testate online iniziano a dedicarsi alla “notizia” del Twitter Monument: Ninja Marketing, Il Tirreno, Fanpage e altri… Poco importa se alcuni articoli adombravano il Pesce d’Aprile, dopotutto per un Algoritmo, anche una burla è a tutti gli effetti una notizia seria…
  • Twittermonument esplode in Storie: A quel punto il contesto di sviluppo della notizia si è pienamente strutturato e… magia! Il #TwitterMonument in tutto il suo splendore ovoidale campeggia (per poco) nella sezione Storie dell’area #SCOPRI di Twitter.
 Un piccolo scherzo per l’Umanità, un grande passo nella lotta alle Macchine Ribelli.

Conclusioni

Esimi Ricercatori, come concludere?

Pare che con questo Sabotaggio ad orologeria, nascosto in un gioco di scatole cinesi all’interno di un Pesce d’Aprile siamo riusciti a scoprire un interessante fattore di selezione delle “notizie interessanti” utilizzato da Twitter…

In poche parole applicando un minimo di cura al contesto in cui si sviluppa un evento è possibile farlo salire rapidamente non solo tra i Temi di Tendenza ma addirittura nella sezione Storie…

E il lato più gustoso della vicenda è rappresentato dal fatto che se qualche testata online cerca di fare le pulci alla vostra “comunicazione”, contribuisce paradossalmente al vostro successo.

Meglio dell’Aikido.

Er Webbe se fa! Viral, Meme e superamento della produzione seriale

Cos’è virale nel web 2.0?

Quante volte avrete letto la frase: “questo video è virale”, per trovarvi a guardare una banale pubblicità che avevate visto migliaia di volte in televisione?

Quante volte il guru 2.0 di turno ha iniziato un post infilando a sproposito la frase: “è un fenomeno virale”, per descrivere un’emerita corbelleria?

Quante volte vi siete imbattuti in agenzie di “Viral Marketing”, corsi in “Viral Marketing”, manuali di “Viral Marketing”, esperti in “Viral Marketing”, guru di “Viral Marketing”, ma che dico… santoni di “Viral Marketing”?

Ebbene il web 2.0 è endemicamente flagellato da questa manzoniana epidemia del “virale” che oltre ad avere i suoi untori e i suoi monatti 2.0, ha anche i suoi poveri appestati che veicolano più o meno consapevoli il contagio…

Perché, come magnificamente espresso dal nome, è “virale” un contenuto digitale in grado di propagarsi venendo a contatto con gli utenti/consumatori. Il contenuto virale nel momento stesso in cui soddisfa i bisogni culturali del proprio consumatore, lo trasforma magicamente in veicolo della propria propagazione attraverso il web.

Però al di là di tutte le dotte teorie sul virale, è abbastanza sfuggente il perché un contenuto si propaghi a macchia d’olio per la Rete… Nonostante tanti sforzi, anche economici e organizzativi, alcuni contenuti non riescono a spiccare il grande salto della viralità, mentre misteriosamente altri contenuti nati dal basso (es. Gilda35) diventano di botto un evento virale.

Poiché il web 2.0 è ogni giorno più simile a un fenomeno naturale insuscettibile di catalogazione razionale, tipo la materia oscura …ci stiamo, infatti, spostando ogni giorno di più da un web kantiano, con categorie nette definite e significanti, ad un web nicciano, in cui ogni punto di riferimento si diluisce… non posso che provare a fornirvi qualche soggettiva risposta nata, come al solito da alcuni esperimenti fatti sul campo con la Comunità Creativa di Gilda35…

Brand e Comunità Creative

Innanzitutto mi sembra opportuno inquadrare il duopolio, in cui si innestano le dinamiche virali: serialità e improvvisazione.

Il 14 aprile scorso ho partecipato all’inaugurazione del “Master in Brand Management” preso l’Istituto Europeo di Design di Roma. L’evento inaugurale, “Brand e comunità creative – Creare e comunicare valori di marca. In Team” vedeva la partecipazione tra gli altri del sociologo Sergio Brancato, che ha illustrato il concetto di serialità nella produzione dei contenuti intellettuali e del regista Claudio Biondi, che ci ha deliziato con alcuni aneddoti sul campo della vita delle comunità creative.

Nel presentare il suo libro “Post Serialità” Sergio Brancato si è interrogato su come superare il “sistema fabbrica” nella produzione di contenuti intellettuali. Com’è noto l’autore “solitario” è morto e sepolto da tempo immemore e la quasi totalità della produzione culturale contemporanea è frutto di comunità creative organizzate secondo un processo produttivo di stampo fordista. Brancato ha posto una quantità di domande interessanti su come superare questo modello produttivo, cui ha fatto da contraltare Claudio Biondi, che invece con uno splendido story telling ha raccontato dell’importanza dell’improvvisazione nei processi creativi. In particolare mi ha molto colpito un aneddoto su come è stato introdotto nel mondo del cinema quando era ancora un ragazzo. Faceva il bagnino, quando incontrò un mestierante di Cinecittà, che lo invitò a fare Cinema. Di fronte alla naturale ritrosia di Biondi, che non sapeva nulla di Cinema, il mestierante rispose: “Non ti preoccupare: er Cinema se fa!”

Questa frase mi ha profondamente impressionato, perché a mio avviso è assolutamente calzante col mondo del web 2.0.

Perché in ultima analisi “er Webbe 2.0 se fa!”

Per quanto nella produzione di contenuti intellettuali si possano seguire manuali, regole, codicilli, meccanismi fordisti, specie su internet il successo o il fallimento di un’iniziativa è dettato da dinamiche che sfuggono ad ogni possibile inquadramento.

Spesso nei siti del Maoismo Digitale duro e puro leggo ridicoli articoli “How to”, che spiegano come pompare il proprio account di Twitter, come rendere virale un video su Youtube, come rianimare un blog agonizzante… Nella totalità dei casi seguire questi consigli porterà al fallimento di qualunque iniziativa, per una semplice ragione: “er Webbe 2.0 se fa’!”

Come ho potuto verificare coi miei piccoli esperimenti richiede flessibilità, creatività e tempismo.

Nonché una sana dose di cialtroneria.

Esperimento n. 1: “I Sabotaggi Coccolosi”, ovvero uso e abuso della condivisione.

In Brand Care Magazine n. 7 ho illustrato i coccolosi sabotaggi dadaisti che sferrammo all’Algoritmo dei Toptweets di Twitter. Con cadenza settimanale per alcuni mesi organizzavamo degli assalti all’arma bianca alla home page di Twitter attraverso lo strumento del retweet. Nei giorni precedenti il sabotaggio preparavo il campo diffondendo in rete una sorta di buffonesca chiamata alle armi contro le Macchine Ribelli, poi nel giorno e nell’orario stabilito si procedeva a retwittare nel più breve tempo possibile un messaggio senza senso, che in tal modo veniva postato in homepage dall’Algoritmo dei Toptweet (ho diffusamente descritto questa esperienza nelle pagine http://gilda35.com/project/ del non BLOG).

Tirando le somme questa esperienza mi ha fatto comprendere alcune dinamiche abbastanza particolari:

  • Istinto gregario: si manifesta sotto un doppio profilo, da un lato come bisogno di appartenenza a una online community chiaramente identificata (qualificare chi veicola/produce contenuti virali come Ricercatore/Sabotatore fu una delle chiavi di successo dell’iniziativa), dall’altro con il riconoscimento del rapporto Leader/Massa (ogni mattina facevo il pieno di centinaia di “buongiorno Capo” che considerato il mio carattere schivo trovavo alquanto inquietanti).
  • Temporaneità: una iniziativa virale deve avere un inizio e una sua fine, raggiunto l’obiettivo della campagna (nel nostro caso sabotare l’utilizzo scorretto dei Toptweets da parte delle agenzie di viral marketing) è necessario chiudere. Non c’è cosa più esteticamente brutta di un contenuto virale che si trascina trito, quando ormai è fuori tempo.
  • Desiderio di Visibilità: poiché i messaggi selezionati dall’Algoritmo come toptweet finivano sulla homepage di Twitter e poiché con l’instant blog http://jovanz74.splinder.com/ facevo la radiocronaca dei nostri sabotaggi, le persone erano molto stimolate a partecipare. Fondamentalmente il desiderio di visibilità è una pulsione molto forte nei fenomeni virali, ciò spiega anche perché le agenzie di Marketing Virale tendono a produrre post in cui danno visibilità ai migliori “untori” dei loro contenuti.
  • Creati per diffondere l’epidemia: i Social Network con le loro funzionalità di condivisione (like, retweet, post di link, suggerimenti, ecc…) sono intrinsecamente strutturati per rendere virali i prodotti culturali. Sono simpatiche macchine di marketing, pertanto bisogna tenere ben presente le particolartità di ogni Social Network (se qualcosa “funziona” su Twitter, assai probabilmente sarà un flop su Facebook e viceversa).
  • Mai chiudersi al virale genuino: la successiva scelta di Twitter di calibrare l’Algoritmo dei Toptweet in modo da dissuadere fenomeni organizzati come Gilda35, ha comportato che sostanzialmente sono saliti in home page solo i messaggi delle Celebrità e dei Topblogger. La più triste implicazione di questa scelta scellerata è che è stato rimosso dal meccanismo dei toptweet quell’elemento di ludica imprevedibilità che ne garantiva il successo. Hanno negato agli utenti l’emozione di emettere un messaggio e chiedersi e “metti che finisco in homepage?”. Questa negazione ha reso alla fine il meccanismo dei Toptweet irrilevante, tant’é che alla fine Twitter li ha rimossi dalla propria homepage.

Esperimento n. 2: “Io non sono Paola”, ovvero il meme e la creatività ordinata.

Il mese di novembre 2010, sarà ricordato per l’abnorme diffusione di meme di contenuto politico, ai quali ho partecipato come osservatore.

Tutto è partito con l’hastag di Twitter #IamSpartacus, che venne usato in modo massivo dagli utenti inglesi in difesa di un certo Paul Chambers, reo di procurato allarme a causa di un messaggio del tipo: “Se non aprite l’aeroporto ci piazzo una bomba” (http://gilda35.com/2010/11/14/bombe-alla-crema/). Come nel film di Kubrick gli utenti inglesi di Twitter crearono un grandioso meme in cui tutti personalizzarono il messaggio “Se crocifiggete lui, crocifiggeteci tutti”. Osservai poi il caso dello sciopero della fame della giornalista Paola Caruso, per alcune divergenze in merito al proprio rinnovo contrattuale col Corriere della Sera (http://gilda35.com/2010/11/15/io-non-sono-paola/) e il celebre caso Wikileaks (http://gilda35.com/2010/12/15/perche-wikileaks-non-puo-essere-trend-topic/)… Da cui tirai nuove dadaistiche conclusioni:

  • Potenza meme: il meme è una particolare tipologia di contenuto virale in cui l’utente arricchisce il contenuto originario facendolo proprio. Ad esempio all’etichetta #IoSonoPaola, che si diffuse a sostegno dello sciopero della fame di Paola Caruso gli utenti aggiungevano le proprie considerazioni “#IoSonoPaola perché sono precario e oppresso”, #IoSonoPaola perché le sono vicino” e ogni altra declinazione possibile… altro esempio i c.d. “Meme della Caduta” ossia i sottotitoli aggiunti a uno spezzone del film “La Caduta”, grazie ai quali l’Hitler interpretato da Bruno Ganz da in escandescenze ora per la pessima versione PC di Grand Theft Auto, ora per la nuova pagina di Facebook, ora per i fail whale di Twitter… In ogni caso il meme è uno strumento che ha dimostrato enormi potenzialità, che hanno enormemente arricchito il contenuto originario. La cosa che mi turbò durante le mie ricerche fu scoprire che la pratica serissima dello sciopero della fame, su Youtube era diventato un meme per rinegoziare contratti di lavoro (http://gilda35.com/2010/11/18/digiuno-2-0/)
  • I Missionari della Verità: ho poi fatto la conoscenza di queste ieratiche figure di monaci guerrieri (http://gilda35.com/2011/04/04/la-sindrome-del-missionario-2-0/). In pratica una vasta parte di persone che operano nei social network sostengono in modo ossessivo un causa (per lo più di carattere politico) e si comportano come dei socialBOT (dei software che si fingono utenti umani per potenziare la campagne di marketing virale) condividendo in modo compulsivo qualsiasi contenuto a favore della propria causa. I Missionari 2.0 sono molto utilizzati dalle Agenzie di Marketing Politico alle quali forniscono un supporto essenziale. Ma esistono anche Missionari di cantanti, telefilm, videogame… non sono semplici fan ma veri e propri propagatori del Verbo.
  • Infuencers, Topblogger e Twitstar: gli influencers (gli utenti più seguiti di un Social Network) hanno un ruolo fondamentale nei fenomeni virali. Non si limitano a partecipare alle iniziative: le informano, le conducono, le coordinano… Ad un occhio attento anche il fenomeno virale più bizzarro e caotico ha la regia di un Influencer, di un Topblogger o di una Twitstar… Creatività si, ma creatività ordinata…

Esperimento n. 3: “I tormentoni televisivi”, ovvero il web come cassa di risonanza televisiva.

Seguirono poi il fenomeno delle “Facce da Cartoon” quando milioni di utenti di Facebook “a sostegno dei diritti dell’infanzia” cambiarono l’immagine del proprio profilo con quella di un personaggio dei cartoon anni 80 (http://gilda35.com/2010/11/25/facce-da-cartoon/), i miei studi sull’origine di #sapevatelo, l’etichetta regina di Twitter (http://gilda35.com/2010/11/27/la-vera-storia-di-sapevatelo/) e sugli hastag dei programmi televisivi, su tutti il mitico Voyager di Giacobbo (http://gilda35.com/2011/02/08/voyager-giacobbo-e-i-tempi-supplementari-dellapocalisse/).

Le somme che tirai in questo caso sono presto dette: buona parte dei fenomeni virali che circolano nel web 2.0 sono originati da programmi televisivi. Sembrano la conferma di un certo computazionalismo spinto che vede la mente umana come un processore in cui i pensieri si articolano come una tag cloud: la televisione è l’input, quello che viene fatto nei Social Network l’output. Ancorare un contenuto virale a un programma televisivo è garanzia di una immediata propagazione dell’epidemia.

Esperimento n. 4: “Autoproduzione del meme”

Essendo nel frattempo diventato io stesso un influencer di Twitter in ossequio al nicciano proverbio secondo cui “chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro”, decisi di divertirmi con altri influencers a giocare con meme e viral. Creammo un vero e proprio culto sull’ormai celebre spot di Manuela Arcuri sul libro “Il Labirinto Femminile” (http://gilda35.com/2010/12/22/manuela-arcuri-e-il-nonspot/), che generò una quantità di meme meravigliosi… mi dedicai alla pratica del 241543903, ossia del riprendersi con la testa nel freezer (http://gilda35.com/2011/01/18/241543903%ef%bb%bf/)… mi dilettai nello stucchevole mondo dell’empatia 2.0 a diffondere un po’ di analogico odio (http://gilda35.com/2011/03/28/100hatersof100factsaboutme/)… per puro gioco insieme ad altri untori digitali creai temi di tendenza (http://gilda35.com/2011/04/06/gerardity-twitolidifilm-come-nasce-un-meme-leggendario/)… Le conclusioni, oltre a riconfermare i risultati degli esperimenti precedenti, aggiunsero qualcosina:

  • Estetica del brutto: non è detto che qualcosa divenga virale perché è bello o intelligente. Spesso nella grande platea dei Social Network ha più presa qualcosa di osceno, brutto, idiota… forse per l’innato bisogno delle persone di sentirsi più intelligenti del proprio prossimo.

Conclusioni

Concludendo questa carrellata di dadaistici esperimenti mi sono fatto l’idea che il fenomeno della produzione di contenuti virali nel web 2.0 rappresenta un nuovo tipo di produzione seriale, svincolata dal modello della “Fabbrica Fordista”. Grazie a quel potente strumento che sono i Social Network emerge un nuovo modello di Comunità Creativa: la Comunità Online. Un vasto soggetto produttore e consumatore di contenuti digitali, in cui i ruoli dei vari contributori sono fluidi, intercambiabili, ma determinanti. Senza produttori di contenuti, influencers che coordinano l’azione, missionari/untori che veicolano il messaggio, non esiste fenomeno virale. Il web 2.0 è un caos molto ordinato.

A mio avviso un campo poco esplorato di superamento della produzione seriale è proprio quello del meme. Nell’approccio virale duro e puro il consumatore del contenuto si limita a ridondarlo meccanicamente tramite i like, retweet, la condivisione, il repost, ecc… La maggior parte del web 2.0 è organizzato proprio per incentivare queste meccaniche.

A mio avviso sono l’equivalente digitale dell’Auditel.

Nel ridondare un contenuto il consumatore/propagatore ha un livello di partecipazione minima, si limita meccanicamente a diffondere il messaggio con un aggiornamento e un potenziamento in chiave digitale del caro vecchio “passaparola”.

Il meme è invece tutta un’altra cosa.

Nel meme è il consumatore che si appropria del contenuto e lo rielabora, lo ibrida, lo adultera con la propria creatività. Il meme rappresenta il vero potenziamento del concetto di Comunità Creativa, non più legata ad un rigido ciclo produttivo fordista, ma distribuita tra i vari utenti.

A mio avviso la vera sfida della produzione di contenuti creativi nell’era del web 2.0 sta proprio nell’incentivare la produzione di meme da parte dei consumatori, includendoli nel processo creativo.

Ho assistito a ovvie forme di “resistenza” da parte dei produttori di contenuti culturali rispetto al meme (penso alle rimozioni dei meme del film la “Caduta”), ma aprirsi alla creatività distribuita è il futuro, pena continuare a muoversi su un binario precostituito che mostra sempre più segni di affaticamento.

GILDA FOR YOU

GildaNeedsYou

Parte oggi una nuova coccolosa iniziativa. Si apre una nuova frontiera nella Guerra alle Macchine Ribelli. Appropriamoci della Roccaforte di Tecnonucleo: Facebook. Oggi inizia l'esproprio DaDaista di Tecnonucleo: iniziamo a utilizzare l'inutile Facebook in modo Social, aperto e soprattutto creativo.

Basta con le Pagine Ufficiali simili a Tazebao del Tecnonucleo: "Questi è il mio advertising spacciato per contenuto godi". Da oggi potete inviare i vostri contenuti (note, foto, video) a gildatrentacinque@gmail.com e li pubblicheremo nella nostra Pagina di Facebook per il nostro comune godimento.

Questo web ci sta stretto? Impariamo ad USARLO per esprimere le nostre personalità. Scriviamo, fotografiamo, riprendiamo, montiamo, elaboriamo, riassembliamo, poetiamo, cazzeggiamo, recensiamo, concioniamo, critichiamo. Non hai un blog tutto tuo? sei semplicemente discontinuo? Vuoi tenere certe cose sul tuo blog personale e esprimere altri aspetti della tua personalità in altri lidi? Vuoi ibridare la tua arte con nuovi fermenti?

Abbiamo la risposta ai tuoi problemi. Impariamo ad utilizzare quello strumento becero di condivisione di minkiate che è Facebook per esprimere le nostre idee. Creiamo un'inedita triangolazione tra i nostri blog personali, l'amato Twitter e l'utile idiota Facebook.

La pars denstruens è conclusa: possiamo zergare in ogni tempo e in ogni luogo qualunque cosa. Toptweet è arrivato al punto estremo che in due settimane ha pubblicato una pubblicità progresso sul tumore al seno e si è autocensurato il toptweet sul topic #I4P (Internet for Peace). Disney, Twitter e Condè al solo sentire il nome di #Gilda35 vengono presi dalle convulsioni. Hanna Montana e i Jonas Brothers hanno cancellato tutte le date del tour in Italia.

E' ora di passare all'azione creatrice. La creazione continua e dialogante è l'unica possibile risposta al desiderio delle Macchine di mercificare ogni nostro valore spirituale. Se non vogliamo farci strappare via gli ultimi 5 grammi di anima rimasta dobbiamo CREARE. Ricercatori dimostrate di cosa siete capaci: la vita non è un retwit.


Inviate i vostri contenuti a gildatrentacinque@gmail.com 

Si precisa che i contributi forniti su base volontaria dai Ricercatori saranno utilizzati senza scopo di lucro nel pieno rispetto dei seguenti termini: http://www.facebook.com/terms.php, al solo fine del comune godimento del parto delle nostre creatività 😉

HASTA LA VIDA LOCA SIEMPRE!

Il Sabotaggio in Solitaria di @Claz702

brokenRobotPrologo
Capisco che le nostre zergate alla coreana (attacchi ripetuti fino allo sfinimento psicologico dell'avversario) stenderebbero qualunque Macchina Ribelle, per quanto agguerrita, ma vedere un Algoritmo così malconcio mi stringe il cuore.
Qui a bunker bravo qualche anima bella sta preparando generi di conforto per il povero Algoritmo: coperte, caffè, valium, grappa, prozac, caramelle. Il ragazzo è sotto shock e dobbiamo aiutarlo. Un po' è pure colpa nostra. Forse hanno ragione i SEO del Tecnonucleo è crudele infierire su una Macchina ormai così malconcia.

Libera uscita
Oggi pomeriggio ero in libera uscita da Bunker Bravo e accompagnavo la famigliola in una delle poche aree verdi risparmiate dalla Guerra alle Macchine. Bimbi festanti, nipotini, mamme ciarliere e io… Io che gironzolavo con quell'aria disadattata del reduce, che dopo aver assistito a tante atrocità non sa capacitarsi del riso dei bambini.
Mi chiedevo: "La Battaglia della Notte di S. Mikele e la Kermesse Sabotifera hanno di nuovo sprofondato nel Takeover l'Algoritmo. Quanto tempo rimarrà spento? Quanto durerà la tregua? E' possibile per me tornare di nuovo alla vita civile?" Quando sul mio fido smartphone da Bunker Bravo arrivano una serie di inquietanti allarmi da parte del pool di Ricercatori che monitora notte e giorno @toptweets_it: "Algoritmo si è svegliato e spara più minkiate che mai!"
Controllo ed in effetti ecco in bella mostra un finto messaggio denigratorio che fa lo spot occulto a Lady Gaga e ai Video Music Awards:

  • @heyimeriin "ho fatto un sogno strano" "cosa hai sognato?" "che una mucca andava ai VMA con addosso la pelle di lady gaga" STO MORENDO AHAHAHHAHAHAHA circa 7 ore fa via web Ritwittato da toptweets_it e da 90 altri

Ma cribbio, dopo che i Tromboni Topblogger e i Parrucconi Geek avevano fallito, si ritorna alle solito adolescente retwittato da orde di BOT, perché ha inserito la parola chiave, che fa scattare il retwit (GaGa, Jonas, Demi, ecc…). Mi sono trovato a voler calmare gli animi di chi invece di dedicare la domenica al riposo, voleva gettarsi in un sabotaggio lampo! Ho indossato i panni del moderato, consigliato la calma: bisogna studiare, non saltiamo alle conclusioni, forse sono adolescenti onesti, non gridiamo al bimbominkia, non gridiamo al fake… Insomma ho cercato di difendere come ho potuto la mia piccola tregua. Apprezzate la buona volontà.

L'inaspettato
Torno a casa mi sollazzo guardando "2012", che penso sia il più grande film comico degli ultimi dieci anni, quando arriva un enigmatico messaggio di @FrFiorello, un guerrigliero Indipendente:

  • @FrFiorello "@Jovanz74 #Gilda35 Mai partecipato ai vostri sabotaggi, ma è in TP una frase smentita 5 minuti dopo dal suo stesso autore. Brutta storia!" circa 2 ore fa via Tweetie for Mac in risposta a Jovanz74

Trasecolo e chiedo chiarimenti, così scopro questo enigmatico TopTweet, reso ancor più surreale dalla visione del polpettone americano sul Calendario Maya della Fine del Mondo:

  • @Claz702 "Questo mese ha 5 venerdì, 5 sabati e 5 domeniche. Accade solo ogni 823 anni." circa 2 ore fa via web Ritwittato da te, toptweets_it e da 80 altri

L'autore del messaggio @Claz702, un giovanotto di belle speranze attenzionato dal Progetto, dopo pochi minuti si era dissociato dal suo successo, a seguito di severe redarguizioni subite da numerologi, astrologi e epigoni vari dei Maya:

  • @Claz702 "Ok, ritiro tutto. Il fatto dei 5 giorni e degli 823 anni è una STRONZATA." circa 1 ora fa via web

Però inizio lo stesso a saltellare tutto felice come un novello Noè che vede la colomba giungere sull'Arca con il proverbiale ramoscello d'ulivo! Il primo toptweet che non pubblicizza niente, e non è neppure un sabotaggio! Felice come un pupo lo retwitto pure io.

La sconcertante verità
Ma passata la sbornia vado a scorrere la timeline del mitico @Claz702 e scopro una meravigliosa, ardimentosa azione di DaDaSabotaggio in solitaria. Roba che Tzara sarebbe rimasto folgorato sul posto.
il mitico @Claz702 prima di postare il messaggio salito in @TopTweets_it aveva fatto retweet a quest'altro messaggio, salito nella versione anglofona di  TopTweets:

  • @bryanthatcher "This month has 5 Fridays, 5 Saturdays and 5 Sundays. It happens only once in 823 years." 9:07 PM Oct 2nd via Twitter for iPhone da Flatiron District, New York Ritwittato da Claz702 e da 100+ altri

In pratica l'amico @Claz702 aveva tradotto in italiano un toptweet USA a beneficio dei propri followers poco pratici con l'idioma della Perfida Albione. Il contenuto era talmente interessante che era salito in toptweet pure in Italia. Siamo di fronte a uno dei picchi del DaDa più furibondo:

  • @Cla702 legge una cacchiata salita in toptweet USA,
  • @Cla702 retwitta la cacchiata,
  • gli amici di @Cla702 chiedono lumi,
  • @Cla702 traduce la cacchiata ai suoi amichetti,
  • la cacchiata sale in toptweet pure in Italia alla velocità della luce (d'altronde in un paese matto per il Superenalotto è credibile),
  • gli epigoni dei Maya insorgono e minacciano vendetta (non è vero accade ogni 432 noviluni atzechi!)
  • @Cla702 autodenuncia il suo nonTopTweet come una STRONZATA,
  • gli epigoni dei Maya danzano soddisfatti in attesa che il 21/12/2012 finisca il mondo. 

Insomma il povero Algoritmo non fa in tempo a riprendersi che un piccolo eroe solitario piazza in top un cortocircuito narrativo di prim'ordine. Oggi si è scritta una pagina di sublime assurdità.

Piccolo Poscritto
Il Progetto #Gilda35 non è un'eterogenea accozzaglia di terzomondisti, luddisti, antindustrialisti, anzi.
Noi siamo le avanguardie del Web 2.0.
L'utilizzo degli attuali socialads (strumenti di marketing per Social Network) nell'era del Web 2.0 può essere paragonato alla trasmissione di Carosello su un televisore 3D. Utilizzare strumenti di pubblicità occulta, veicolata come informazione, pratica frequentissima in Facebook, ma fortunatamente confinata e coibentata su Twitter (anche grazie ai nostri sforzi), oltre a essere scorretto su un piano deontologico è controproducente. Ci si appiattisce su strumenti beceri che vanno a raccattare un minimo comun denominatore di umanità, che non rappresenta che una parte di un mercato segmentato. Andare a cercare ottusamente solo i bimbiminkia in un mercato, che contiene in sé una quantità spaventosa di "famiglie di prosumer", nel lungo periodo porta ad una sola cosa: il fallimento. Il futuro del marketing nel Web 2.0 è nella creazione di una rete dialogante tra consumatore e produttore. L'era del messaggio a senso unico basata sulla distrazione è finita da un pezzo. Il web è uno strumento dell'attenzione. E Gilda35 coi suoi coccolosi sovvertimenti della logica sarà sempre qui a ricordarvelo.

Considerazioni sparse come conchiglie nella battigia del cyberspazio

matrix (3)Questo non-post risponderà in modo succinto e rigoroso ad alcune domande che ronzacchiano i questi giorni nel nostro trendtopic preferito (per quelle sull'incursione del fake @Gilda35 arriverà a breve un nuovo post chiarificatore, comunque anticipo che non sono io, oppure no).

Come avete espugnato di nuovo i Toptweets?
Innanzitutto un chiarimento su come abbiamo vinto "La Battaglia della notte di San Michele", costringendo i Signori dell'Algoritmo di @toptweets_it a spianarci la strada verso il Top di ogni Tweet. Abbiamo utilizzato l'arma segreta di ogni guerra contro le Macchine Markettare che si rispetti: il TESTIMONIAL. Come avrete visto abbiamo strombazzato in lungo e largo che avrebbe partecipato al sabotaggio un testimonial d'eccezione: la coccolosa e strepitosa Laura Antonini. Laura è una famosa DJ, che non ha bisogno di presentazioni ed è una sostenitrice della prima ora del vostro Progetto DaDaista preferito. Un testimonial di un media potente come la Radio, mette soggezione a chiunque, Tecnonucleo incluso. Un grazie sentito da parte dei Ricercatori di Bunker Bravo.

Nuovo Takeover?
Come attestato dallo stato catatonico della homepage ebbene sì abbiamo di nuovo steso l'Algoritmo dei Toptweet. Carini, coccolosi e efficienti come sempre! La Battagli di San Michele gli aveva dato una botta e la Kermesse Sabotifera ha inferto il colpo di grazia. Si ritorna ai coccolosi tempi del TAKEOVER permanente! Ah che squisitezza! Qui a Buker Bravo c'è già chi spara le micciette!

Ma ce l'avete con Twitter?
Al di la dei polveroni connessi all'affaire @BauValpi, mai del tutto chiariti, qui a Bunker Bravo abbiamo apprezzato il fatto che Twitter abbia mantenuto costantemente un basso profilo di fronte alle nostre provocazioni DaDaiste. Il nostro vero nemico è il Tecnonucleo, quell'odioso e incestuoso connubio di informatici e pubblicitari che se potessero infilerebbero la pubblicità pure nell'aria che respiriamo, spacciandola per informazione. Ho notato dall'inizio del Progetto che i maggiori detrattori (che sono paradossalmente quelli che lo prendono più seriamente) sono tutti appartenenti a quell'elite di informatici che sono i SEO e gli Admin. Inizio a sospettare che certe boiate markettare salissero in toptweet semplicemente perché informatici scafati avevano trovato in Toptweets  le nostre stesse "falle" e le avessero utilizzate a vantaggio dei Signori del Tecnonucleo. Ma si sa che il Tecnonucleo è bravo a cancellare le proprie traccie.

Dove volevate arrivare con Yoani Sanchez e la Kermesse Sabotifera?
Personalmente da nessuna parte. Come ho detto altre volte chi decide il messaggio di sabotaggio è il Proponente (v. Regolamento), mi limito a organizzare il sabotaggio. Ciò non implica che ne approvi al 100% il contenuto o che leggendo il testo di tutti i sabotaggi possiate trovare descritto un programma, o un disegno politico di qualche tipo. Il vero messaggio, per quanto mi riguarda, è fornito dalle nostre performance non dal contenuto delle stesse, che è in massima parte incidentale. Posso dire che l'unico sabotaggio che ha rispecchiato al 100% un mio sentire è stato quello su Xiaobo. Stimo molto Yoani Sanchez e leggo con piacere il suo Generation Y (tradotto egregiamente in italiano da La Stampa). Però… Credo nella sua assoluta buona fede e non la ritengo un "agente a contratto della CIA". Però… Condivido totalmente la sua azione contro la repressione del libero pensiero che viene perpetrata dal becero regime castrista. Però… Apprezzo persino il suo stile di scrittura… Però… Però mi dispiace che i media occidentali siano pronti a dare ospitalità solo a blogger dissidenti di "Paesi Canaglia", come Cuba, che nella mappa della globalizzazione sono solo una miserabile meta di turismo sessuale low cost. Apprezzo il fato che coraggiosa Yoani ogni giorno sfidi il proprio Governo per trasmettere  gli aggiornamenti del proprio blog al mondo tramite un complicato meccanismo di carte prepagate, internet caffe, server spagnoli, mail, giornalisti di testate estere traduttori. Tuttavia, lo sapete sono un barbagianni, mi spiace che non si dia il medesimo risalto a ciò che avviene in altri regimi, anche più autoritari, ma saldamente inseriti nella globalizzazione come la Cina. Il mio sogno è che ogni giornale online adotti un blogger dissidente. Ma io sono solo un pazzo visionario.

Qual'è lo scopo ultimo del Progetto #Gilda35?
Divertirsi insieme e riflettere, dando sfogo a quanta più creatività possibile. Non ci interessano i giornali, le interviste, i soldi, il successo, vogliamo gettare un po' di colore nel grigiore del web del Tecnonucleo. Gli obiettivi di Gilda35 sono stati riassunti quasi 100 anni fa da Tzara, io ho davvero poco da aggiungere al nostro Manifesto.

HASTA LA VIDA LOCA SIEMPRE!

La Battaglia della notte di San Michele

FAWKESSarò conciso, chiaro, logico e rigorosamente razionale come mio solito.
Insomma questa notte, 29 settembre 2010 A.D. abbiamo avuto il nostro vendicatore mascherato da Guy Fawkes che ha fatto saltare il Big Ben sotto il culo del Tecnonucelo! Sto qui nel Bunker Bravo completamente sbronzo di gassosa a canticchiare "Still Alive" insieme al caro BOT assassino GlaDOS! #Gilda35 ha purgato ancora il Tecnonucleo,  finendo addirittura in TopTweet! E tutto per un'operazione suicida nata quasi per caso!

Come sapete cari Ricercatori erano settimane che venivamo intercettati dalle Macchine Ribelli, che ci impedivano l'accesso a quella meravigliosa vetrina del Tecnonucleo che sono i TopTweet! Avevamo subito hackeraggi cantonesi, rapimenti di piccoli tweet indifesi, ogni genere possibile di intimidazione. Il dubbio e l'inquietudine serpeggiavano tra le fila di noi coccolosi DaDaisti: cedere alla profferta di @The_N0ise e scatenare contro il Tecnonucleo quella micidiale Arma Finale che è #esercitodigitale. Pur di vincere la guerra, ci chiedevamo angosciati, sarebbe giusto scatenare un #esercitodigitale di millemila BOT in grado di radere al suolo il Tecnonucleo. Facendo ciò non saremmo venuti contro al nostro credo DaDaista? Oppure no. 
Inoltre la fazione Pacifista di #Gilda35 faceva notare che #Algoritmo 4.0 ultimamente sfornava contenuti doc: in coincidenza della Blog Fest era tutto un fiorire di tweet di Severgnini, di Spinoza di Viva la Satira. E poi erano iniziati anche a fiorire contenuti geek scritti da SEO seri (organizzatori di pagine web, per consentire che vengano più facilmente censite dagli Algoritmi dei Motori di Ricerca). Insomma si iniziava a dire vabbé saranno Parrucconi geek, saranno Tromboni Topblogger, ma di Bimbiminkia, BOT e Fake non c'è più traccia. Su fermiamo le ostilità. Quando la Yubris del Tecnonucleo esplode con un toptweet:

  • @3Italia "#twitter scavalca #mySpace e diventa il terzo social network in assoluto, con 96 milioni di utenti, un aumento del… http://ff.im/rhTrc" circa 13 ore fa via FriendFeed Ritwittato da toptweets_it e da 35 altri

"E che accidenti! Corbezzoli! Manigoldi! Turlupinatori da strapazzo!" Urliamo all'unisono nel Bunker Bravo doppia reclame occulta a 3Italia e Twitter.
Scatta l'allarme DEFCON1: ATTACCO IN CORSO GUERRA TOTALE!
Così accetto la proposta di un giovane Sabotatore ardimentoso, per sferrare un contrattacco in anticipo rispetto alla strombazzata Kermesse Sabotifera ProDissidente di domani giovedì 30 settembre.
Esatto mentre coi Colonnelli pianificavamo l'azione dell'indomani, arriva questo giovane scapestrato @Stefa93 che implora per un'immediata azione suicida contro Parrucconi, Tromboni e Pubblicitari. Restiamo attoniti.
Ci veniva proposto di scatenare la giovinezza contro la vecchiaia, l'incoscienza contro i vecchi volponi, la carne contro i bit, un singolo fragile giovane contro la potenza del Tecnonucleo.
Ovviamente abbiamo accettato 😀

Alle 22.00 la rabbia dei Ricercatori aveva raggiunto un'hype devastante. Le Timeline di Twitter Italia erano in fiamme. Per l'occasione qui a Bunker Bravo ci eravamo dati un tono ed avevamo organizzato pure una pagina per sponsorizzare l'evento "Sabotaggio di Riscaldamento". Della serie "ci credevamo molto"…
Invece il granderrimo @Stefa93 lancia la sua bomba di tachioni contro le gengive del Tecnonucleo:
  • @stefa93 "Gli utenti non dovrebbero aver paura dei propri Social Network, sono i Social Network che dovrebbero aver paura degli utenti." circa 2 ore fa via Echofon Ritwittato da te, toptweets_it e da 69 altri
Si poteva non salire in TopTweet con un messaggio così?
No, infatti, @stefa93 è salito in TopTweet a velocità ultrasoniche sbattendo il suo severo monito sul grugno del Tecnonucleo al gran completo. Vi postiamo con piacere questa foto scattata tramite il satellite di @La_Splendida presso la Roccaforte Digitale di Tecnonucleo. Il nostro eroe è quello bello, simpatico e intelligente in bianco e nero, gli altri sono solo inutili fake.

 

stefan93_bis

I festeggiamenti ancora riecheggiano nella Timeline, i Parrucconi piangono sui propri algoritmi, i Tromboni spezzano i pennini con cui scrivono i tweet, i Pubblicitari corrono via pudibondi sventolando foglie di fico.
I Ricercatori qui a Bunker Bravo sono ubriachi, ridono, scherzano, cantano e soprattutto ballano, perché una rivoluzione senza un ballo è una rivoluzione che non vale la pena di fare!

Ricorda per sempre il 29 settembre, il giorno della congiura di #Gilda35 contro il Tecnonucleo.

Manifesto del Dadaismo reloaded by #Gilda35

CyberDADACi sembra doveroso a questo punto fornire ai numerosi estimatori del Progetto #Gilda35 il Manifesto sulla base del quale è stata strutturata, elaborata, articolata e sviluppata questa rigorosa esperienza tecnico/scientifica. Riporto pertanto con estremo piacere un estratto del "Manifesto del Dadaismo", scritto nel 1918 da Tristan Tzara, che illustra mirabilmente motivazioni, tecniche, principi, pratica e finalità del Progetto #Gilda35. Per una migliore comprensione ermeneutica del testo abbiamo sostituito alla parola DADA la parola #Gilda35. Tzara avrebbe approvato. Oppure no. Ma non ce ne importa un fico secco (e questo Tzara l'avrebbe approvato!).

Tutto vi apparirà sotto un'altra luce.

Dr. Jovanz74

Dal "Manifesto del Dadaismo" del 1918, di Tristan Tzara RELOADED by #Gilda35:

Per lanciare un manifesto bisogna volere: A, B, C, scagliare invettive contro 1, 2, 3, eccitarsi e aguzzare le ali per conquistare e diffonder grandi e piccole a, b, c, firmare, gridare, bestemmiare, imprimere alla propria prosa l'accento dell'ovvietà assoluta, irrifiutabile, dimostrare il proprio non-plus-ultra e sostenere che la novità somiglia alla vita tanto quanto l'ultima apparizione di una cocotte dimostri l'essenza di Dio.

Scrivo un manifesto e non voglio niente, eppure certe cose le dico, e sono per principio contro i manifesti, come del resto sono contro i principi (misurini per il valore morale di qualunque frase). Scrivo questo manifesto per provare che si possono fare contemporaneamente azioni contradittorie, in un unico refrigerante respiro; sono contro l'azione, per la contraddizione continua e anche per l'affermazione, non sono nè favorevole nè contrario e non dò spiegazioni perchè detesto il buon senso.

#Gilda35 non significa nulla.

Se lo si giustifica futile e non si vuol perdere tempo per una parola che non significa nulla. Il primo pensiero che ronza in questi cervelli è di ordine batteriologico: trovare l'origine etimologica, storica, o per lo meno psicologica. Si viene a sapere dai giornali che i negri Kru chiamano la coda di una vacca sacra #Gilda35. Il cubo e la madre di non so quale regione italiana: #Gilda35. Il cavallo a dondolo, la balia, doppia conferma russa e romena:#Gilda35 . Alcuni giornalisti eruditi ci vedono un arte per i neonati, per altri santoni, versione attuale di Gesùcheparlaaifanciulli, è il ritorno ad un primitivismo arido e chiassoso, chiassoso e monotono. Non si può costruire tutta la sensibilità su una parola, ogni costruzione converge nella perfezione che annoia, idea stagnante di una palude dorata, prodotto umano relativo.

L'opera d'arte non deve rappresentare la bellezza che è morta. Un'opera d'arte non è mai bella per decreto legge, obiettivamente, all'unanimità. La critica è inutile, non può esistere che soggettivamente, ciascuno la sua, e senza alcun carattere di universalità. Si crede forse di aver trovato una base psichica comune a tutta l'umanità? Come si può far ordine nel caos di questa informa entità infinitamente variabile: l'uomo? Parlo sempre di me perchè non voglio convincere nessuno, non ho il diritto di trascinare gli altri nella mia corrente, non costringo nessuno a seguirmi e ciascuno si fa l'arte che gli pare.

Così nacque #Gilda35 da un bisogno d'indipendenza. Quelli che dipendono da noi restano liberi. Noi non ci basiamo su nessuna teoria. Ne abbiamo abbastanza delle accademie cubiste e futuriste: laboratori di idee formali: Forse che l'arte si fa per soldi e per lisciare il pelo dei nostri cari borghesi? Le rime hanno il suono delle monete. Il ritmo segue e il ritmo della pancia vista di profilo.

Tutti i gruppi di artisti sono finiti in banca, cavalcando differenti comete. Una porta aperta ha la possibilità di crogiolarsi nel caldo dei cuscini e nel cibo. Il pittore nuovo crea un mondo i cui elementi sono i suoi stessi mezzi, un'opera sobria e precisa, senza oggetto. L'artista nuovo si ribella: non dipinge più (riproduzione simbolica e illusionistica) ma crea direttamente con la pietra, il legno, il ferro, lo stagno, macigni, organismi, locomotive che si possono voltare da tutte le parti, secondo il vento limpido della sensazione del momento.

Qualunque opera pittorica o plastica è inutile; che almeno sia un mostro capace di spaventare gli spiriti servili, e non la decorazione sdolcinata dei refettori degli animali travestiti da uomini, illustrazioni della squallida favola dell'umanità .Un quadro è l'arte di fare incontrare due linee, parallele per constatazione geometrica, su una tela, davanti ai nostri occhi, secondo la realtà di un mondo basato su altre condizioni e possibilità. Questo mondo non è specificato, nè definito nell'opera, appartiene alle sue innumerevoli variazioni allo spettatore.

La spontaneità dadaista di #Gilda35.

L'arte è una cosa privata. L'artista lo fa per se stesso. L'artista, il poeta, apprezza il veleno della massa che si condensa nel caporeparto di questa industria. E' felice quando si sente ingiuriato: una prova della sua incoerenza. Abbiamo bisogno di opere forti, dirette e imcomprese, una volta per tutte. La logica è una complicazione. La logica è sempre falsa. Tutti gli uomini gridano: c'è un gran lavoro distruttivo, negativo da compiere: spazzare, pulire. Senza scopo nè progetto alcuno, senza organizzazione: la follia indomabile, la decomposizione. Qualsiasi prodotto del disgusto suscettibile di trasformarsi in negazione della famiglia è #Gilda35; protesta a suon di pugni di tutto il proprio essere teso nell'azione distruttiva: #Gilda35; presa di coscienza di tutti i mezzi repressi fin'ora dal senso pudibondo del comodo compromesso e della buona educazione: #Gilda35 ; abolizione della logica; belletto degli impotenti della creazione: #Gilda35 ; di ogni gerarchia ed equazione sociale di valori stabiliti dai servi che bazzicano tra noi: #Gilda35 ; ogni oggetto, tutti gli oggetti, i sentimenti e il buoi, le apparizioni e lo scontro inequivocabile delle linee parallele sono armi per la lotta: #Gilda35 ; abolizione della memoria: #Gilda35 ; abolizione dell'archeologia: #Gilda35 ; abolizione dei profeti: #Gilda35 ; abolizione del futuro: #Gilda35 ; fede assoluta irrefutabile in ogni Dio che sia il prodotto immediato della spontaneità: #Gilda35 .

Progetto #Gilda35: Add-on Apokalypse Now, ovvero come cambiammo per sempre i toptweet

Con questo post finisce la serie dei flashback sulla genesi di #Gilda35.
L'andamento è stato un po' alla Lost, ma l'esigenza di registrare quanto avveniva ha prevalso sulla necessità di un andamento ordinato.
Questa è la cronologia corretta della genesi del Progetto:

  1. Progetto #Gilda35: Beta 1.0 – La doverosa premessa
  2. Progetto #Gilda35: Beta 1.1: Fenomenologia dei Bimbiminkia
  3. Progetto #Gilda35 Beta 1.2: Dr. Jovanz74, l’Esperimento Fine di Mondo e i suoi allegri #Faketoptweets
  4. Progetto #Gilda35 Beta 1.3: L’Esperimento Fine di Mondo, ovvero come ho imparato ad amare l’Algoritmo e vivere felice.
  5. Progetto #Gilda35: Gold 1.0 – Colpo al cuore del Tweet
  6. Progetto #Gilda35: Gold 1.1 – Cari Programmatori vi LOVVIAMO
  7. Progetto #Gilda35: Add-on Apokalypse Now, ovvero come cambiammo per sempre i toptweet

Ricorderete che ci eravamo lasciati con la Fase Gold 1.1., in cui avevamo fatto il primo TAKEOVER all'algoritmo di selezione di #@toptweets_it.

Cos'è un TAKEOVER? 

E' un'antica pratica di IRC (una delle prime chat di internet), in cui un utente attraverso una serie di azioni ostili (IRCWAR) acquisiva la qualifica di "channel operator" (in pratica di amministratore) di un canale appartenente a un altro utente.

I nostri sabotaggi in pratica hanno applicato una semplice regola: se è vero che c'è un algoritmo che seleziona in automatico i contenuti più interessanti sulla base del principio retweet/tempo, se è altrettanto vero che i messaggi di quattro bimbiminkia finiscono in toptweet grazie ai BOT (i software simula utenti) che retwittano qualunque boiata richiami nel testo o nel nome dell'autore qualche pupazzone della Disney, un manipolo di utenti poteva salire regolarmente in toptweet, fino letteralmente ad appropriarsene, a meno che gli amministratori di Twitter non "chiudessero" il sistema.

Lo scopo era fondamentalmente quello di acquisire visibilità in homepage per far venir meno la "sospensione dell'incredulità" e verificare quanta libertà ci fosse nel più libero social network di internet.

Verificare se Twitter voleva più bene ai propri utenti o alla Disney.

Un piccolo basilare esperimento.

Così avvenne dopo il primo TAKEOVER che avviammo l'add-on Apokalypse Now.

In pratica iniziammo a fare attacchi a rafficca, piazzando in top una serie di messaggi non sense, ma anche cose "social" come questo toptweet made in #Gilda35:

  • @Marcobusatto: Mandare in top un messaggio contro la lapidazione di #SAKINEH in Iran #Gilda35 (via @Jovanz74) Thu Aug 26 2010 10:39:37 (ora legale Europa occidentale) via Osfoora for iPhone Ritwittato da te e da 27 altri

Ad un certo punto dopo un lungo blocco di 3 giorni in cui @toptweets_it funzionava a singhiozzo gli strateghi del 

Nuovo Algoritmo, Nuovo Twitter e Nuovo Sabotaggio!!!

gilda35Dopo giorni di blocco, martedì 14 settembre 2010, dalle macerie fumanti di #Algoritmo 2.0 è finalmente sorto Algoritmo 3.0.
Le sue due prime dichiarazioni, dopo quasi cinque giorni di inattività e di sbeffeggiamenti da parte di #Gilda35, sono state particolarmente bellicose. Purtroppo ormai il discorso programmatico di Algoritmo 3.0 è attestato solo da questi miei tweet (oggi i tweet originari sono misteriosamente scomparsi dalla pagina di @toptweets_it…):

  •  @Jovanz74:RT “@guglielmoscilla: Tentiamo, anche oggi, di conquistare il mondo! Mwahahahhahah!!!” #Gilda35 #Algoritmo3.0 Via @toptweets_it O_O – Tue Sep 14 2010 13:22:59 (ora legale Europa occidentale) via Twitter for iPhone
  • @Jovanz74: RT “10 ANNI FA' NASCE IL GRANDE FRATELLO ! – 10 ANNI FA' LA NOSTRA GENERAZIONE ANDO' A FARSI FOTTERE” Oggi nasce #Algoritmo 3.0 #Gilda35 O_O – Tue Sep 14 2010 13:33:13 (ora legale Europa occidentale) via Twitter for iPhone

Con due dichiarazioni come quelle sfido le anime belle dell'Associazione per la Protezione di Minkie, Fake e BOT ad accusare il Progetto #Gilda35 di aver voluto continuare le ostilità.
Tuttavia il disappunto di trovare le solite banalità dei c.d. utenti consigliati (alias Supposte Twittstar), i soliti appelli minkieski alla perdita della verginità coi Fratelli Jonas, le solite pubblicità occulte per Twitter, Disney e smartphone vari, le solite innocue invettive champagne socialist contro il Governo…
Insomma il disappunto di trovare la solita fuffa  nauseabonda è stato mitigato da due eventi straordinari.

Il primo è un nostro piccolo successo troppo carino e coccoloso: #Gilda35 è diventato trendtopic.Se in questi giorni siete passati dalle parti di Twirus, avrete visto che il nostro piccolo topic è entrato in top-twenty scalzando #Jonas e minkiate varie.
Bello vedere come un'iniziativa nata per gioco tra quattro amici da una spallata ai trend farlocchi dei pupazzoni creati dalle Major.
E' un piccolo segnale importante, vuol dire che dal basso, senza essere pompati da topblogger, o multinazionali dell'intrattenimento abbiamo creato un luogo di condivisione delle nostre riflessioni su Twitter. Se c'è una cosa che adoro del trend di #Gilda35 e che lo distingue da ogni altro topic è che ognuno lì ha la sua particolare visone delle cose, spesso in contraddizione con quella degli altri. Non c'è un pensiero omologato (a parte quando facciamo i sabotaggi, ma anche quelli sono un'espressione di sana rivolta dadaista per sconfiggere l'intrattenimento con l'intrattenimento). #Gilda35 è diventato una sorta di non-forum, di diario di bordo dei nostri esperimenti, una continua sessione di brainstorming.
Insomma la faccio breve ma vedere il nostro spazietto in trendtopic è stato davvero bello.

Il secondo evento invece ha davvero dello straordinario: La Stampa ha citato nel proprio articolo sul Nuovo Twitter un #faketoptweet di un nostro Sabotatore: il mitico @Bricio_Bricio. Questo è il #faketoptweet citato nell’articolo “Svelato il Nuovo Twitter: Sarà più multimediale”

  • @Bricio_Bricio:E poi sbaglio o vogliamo far diventare Twitter simile a FB? Ma se tanta gente ha scelto twitter perchè NON È fb? #nuovotwitter#faketoptweet – circa 14 ore fa via web Ritwittato da te e da 3 altri

Non so esprimervi la sensazione di ineffabile divertimento e soddisfazione che mi dato vedere uno dei nostri Sabotatori citato su La Stampa. E' stato come se #Gilda35 iniziasse a "invadere" il mondo reale. E la cosa meravigliosa è che il contenuto di @Bricio_Bricio non era citato da @toptweets_it come "contenuto interessante" era lì disperso nel topic del #nuovotwitter. Ma nella sua semplicità aveva centrato il punto cardine del dibattito: se frequento Twitter è perché sto cercando un'esperienza diversa da Facebook.
Se frequento Twitter è perché mi nausea l'idea di leggere una timeline intasata di post sulle deiezioni, di foto di dubbio gusto, di video allucinanti, di notifiche insulse, di achivement da sfiga assoluta… Se frequento Twitter è perché nella mia timeline voglio trovare contenuti, divertimento, sostanza, non alienazione e sfogo da quattro soldi.

Insomma complimenti a @Bricio_Bricio dal Comitato Tecnico Scientifico di #Gilda35! Veramente bravo!
Detto ciò cari Ricercatori vi faccio notare che giovedì 16 settembre nascerà il Nuovo Twitter.
Cosa ci sarebbe di più bello che testare il Nuovo Algoritmo proprio durante questa ricorrenza?
Però questa volta vorrei le cose fatte in grande stile.

Avrei bisogno di 100 Sabotatori, per colpire alle 19.30 di giovedì 15 settembre.
Avete letto bene.
100 Sabotatori.
Il mio sogno è inaugurare il Nuovo Twitter in due possibili modi:

  1. Good Beginning: piazziamo in toptweet il nostro messaggio, qualcosa di stimolante per animare il dibattito sul Nuovo Twitter (mandatemi le vostre proposte in Direct Message sceglierò la più interessante).
  2. Bad Beginning: Twitter filtra e blocca un messaggio retwittato da 100 utenti in 3 minuti in un momento di massima attenzione mediatica. In tal caso esprimeremmo il nostro disappunto anche sul trend @NuovoTwitter (il più letto dai giornalisti di nuove tecnologie in questi giorni). Con esiti facilmente intuibili.

Come ovvio la speranza è sempre l'ultima a morire, pertanto, sperando che abbiano fatto tesoro delle lezioni precedenti, auspico sinceramente che intraprendano la prima strada all'insegna della trasparenza, del rispetto delle regole e dell'amore sincero per Twitter.
Cari Sabotatori e Ricercatori reclutiamo 100 eroi!!!
Morte alle Macchine Ribelli!!!