Comfortably Numb, ovvero il giorno dell’amicizia di Facebook e la bolla informativa

Oggi il buon vecchio Facebook celebrava sobriamente la giornata dell’amicizia, proponendo di pubblicare il video di un osceno pupazzo ballerino composto dalle foto profilo dei nostri amici. Notavo con piacere che nessuno dei miei amici aveva pubblicato questa oscenità e che leggevo solo aggiornamenti di status che si lagnavano dell’iniziativa…

“Sto fatto che non ho visto neanche un video della giornata dell’amicizia, ma solo post che si lamentano di quei video è indice che negli anni ho silenziato le persone giuste.”

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Terremoto, quando il safety check di Facebook diventa esibizionismo

In questi giorni la serie di forti scosse di terremoto, che hanno pesantemente coinvolto Umbria e Marche, hanno scatenato un utilizzo abbastanza dissennato del safety check di Facebook. Per l’ennesima volta mi sono interrogato sull’uso costantemente ego-riferito che facciamo dei nuovi media.

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Perché internet sta morendo (e non è colpa di webeti e troll)

In meno di dieci anni internet è passato da osannato motore di una rivoluzione culturale senza precedenti, a imputato di essere lo sfogatoio dei peggiori istinti del genere umano. Ma siamo sicuri che sia colpa solo di webeti, troll e bufalari?

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La sfida delle mamme

Recentemente sta diventando una disciplina olimpica l’arte di mettere in guardia il prossimo contro le varie declinazioni digitali della truffa, dell’inganno, del raggiro e della menzogna in genere.

Ieri mattina in particolare ho trovato il flusso degli aggiornamenti dei miei amici di Facebook invaso da bonari motteggi contro la nuova tendenza virale della “sfida delle mamme”. Ai summenzionati motteggi si sono aggiunti accorati (e sacrosanti) inviti a non pubblicare foto dei propri figli in un contesto dalla sicurezza parecchio blanda come Facebook.

Ammetto che da appassionato dei fenomeni virali la questione mi ha incuriosito, così ho cercato di informarmi meglio…

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Facebook e il pulsante empatico

Ieri in rete serpeggiava un certo panico. Niente di serio, pareva soltanto che Facebook avrebbe introdotto il tasto “Non mi piace”, ma la questione è stata sufficiente a scatenare profonde inquietudini. L’ansia da rifiuto in salsa social ha iniziato a montare pericolosamente. Il “blocco dello scrittore” serpeggiava tra le dita pacioccone degli utenti.

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Impubblicabile

Quest’estate si è posto con forza il tema dell’opportunità di pubblicare documenti audiovisivi e fotografici “disturbanti”, suscettibili di urtare la sensibilità di una parte del pubblico, che fruisce di contenuti online. Mi è parso quasi un girone di ritorno dell’estate della Cultura Tossica del 2012, in cui il collasso informativo allora preconizzato dalle comunità underground di internet è dilagato presso un’utenza più vasta.

Il tema si è posto soprattutto con riferimento al massacro di Atlanta, in cui lo psicopatico omicida ha ripreso il proprio crimine in soggettiva, usando lo smartphone con uno stile che ricorda gli sparatutto dei videogiochi, e con riguardo alle immagini dei cadaveri dei bambini restituiti dal mare a seguito dell’ennesima tragedia dei flussi migratori nordafricani.

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La decostruzione digitale di Morgan | Data Manager Online

La popolarità ai tempi di internet è molto difficile da gestire. La storia dei problemi di salute e sentimentali di Marco Castoldi, in arte Morgan, è esemplare di come, purtroppo sempre più spesso, i social network rischiano di diventare un momento di de-costruzione dell’individuo

Marco Castoldi è stato uno dei pochi cantanti “di rottura”, che ha prodotto la mia generazione. Nel suo periodo più felice e fecondo, quando negli anni ’90 militava con i Bluvertigo, ha scritto alcune pagine veramente notevoli della storia della musica italiana. Forse è stato l’unico realmente in grado di utilizzare in modo genuino e originale tecniche di avant-pop nel campo musicale italiano.

Pertanto non riesco a pensare a Morgan senza ricordare piccoli capolavori, che a distanza di parecchi anni ascolto ancora col medesimo piacere della mia giovinezza. Penso a “Iodio”, “LSD”, “La Crisi”, “Cieli Neri”, “Fuori dal Tempo” e tanti altri che hanno scandito tanti momenti della mia vita.

Col tempo Morgan è evoluto, è cambiato. Ha lasciato i Bluvertigo, si è gettato in relazioni sentimentali con regine dei rotocalchi, ha tentato una carriera solista con buon apprezzamento della critica, infine si è gettato nel mondo allucinato dei Talent Show.

Ovviamente tutto questo in un mondo drogato di tecnologia come il nostro non è senza conseguenze.

Questi pochi passaggi significano oggi essere (ri)mediato dal connubio tra televisione e nuovi media in un elemento di spettacolo permanente.

Il pubblico ne ha bisogno. Perché, come Morgan fa una battuta a X-Factor, i temi di tendenza si popolano di citazioni e reazioni. Perché ogni foto rubata da un paparazzo in atteggiamenti affettuosi con qualche cantante, attrice, o soubrette, diviene immediatamente elemento virale. Perché ogni possibile disavventura, o successo diviene materia di riflessioni interminabili.

Morgan ha il potere di emozionare il pubblico e di farlo reagire sui social media.

Questo è il suo miglior pregio, questa è la sua condanna.

Perché se il pubblico vuole qualcosa, ormai abbiamo schiere di professionisti pronti a servirgliela ad ogni ora del giorno e della notte.

Qualche giorno addietro, Marco Castoldi è stato ricoverato per un problema di salute… Subito Selvaggia Lucarelli, ex-fidanzata di Morgan, ne ha dato notizia via Twitter. Poi Asia Argento, ex-compagna di Morgan e madre della sua primogenita, ha polemizzato con la Lucarelli generando un notevole flame su Twitter… Poi Jessica Mazzoli, ex-concorrente di X-Factor, attuale compagna di Morgan e madre della sua secondogenita, ha proceduto a scaricarlo via Twitter e Facebook…

Questi pochi passaggi hanno attivato un circo mediatico assolutamente straordinario, in cui tutto è stato ridondato e amplificato, oltre i limiti della decenza e del buongusto.

Il problema è che quando una persona ha problemi di salute e psicologici, avrebbe bisogno innanzitutto di una cosa, per riprendersi: il silenzio.

Ricordo bellissime pagine di scrittori ricoverati per problemi affini a quelli di Morgan, che parlano dell’importanza che ebbe il silenzio nel ritorno alla salute mentale e fisica. Su tutti, gli immortali passaggi di Robert Pirsig nello “Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”. E tutti noi, chi più chi meno, abbiamo fatto esperienza di come in certi momenti, isolarsi ci consenta di ristabilire quelle energie interiori essenziali per il recupero del nostro equilibrio.

Ma ciò nel nostro allucinato Circo Mediatico non sembra essere possibile.

Quello che accade a Morgan mi ricorda in grande stile, ciò che accade spesso alle vittime del c.d. cyber bullismo. Spesso ciò che spinge molti giovani ad atti estremi come il suicidio, non è l’evento scatenante (la molestia di un pedofilo, uno stupro, lo stalking di un ex-fidanzato), ma l’impossibilità di un ritorno alla “vita normale”, che è impedita da un corpo sociale ormai drogato di narrazione permanente e spesso disumana.

Auguro a Marco Castoldi un po’ di silenzio e anonimato.

viaLa decostruzione digitale di Morgan | Data Manager Online.

Il giorno in cui cambiammo Facebook – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

via Il giorno in cui cambiammo Facebook – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet.

I risultati provvisori dello scherzo “Trova il tuo stalker”. Uno scherzo ad orologeria così ben riuscito, da aver cambiato il codice sorgente di Facebook. Perché non è vero che scherziamo solo Twitter. Siamo sinceri democratici.

Esimi Ricercatori qualche giorno addietro avevamo avviato un gustoso esperimento sociologico, gettando in pasto al “web emerso” un gustoso giochino dei sotterranei di interent quello del “Trova il tuo stalker di Facebook”.

A dire il vero ho presentato una versione soft dello scherzo. La versione “pesante” prevede che si citi un autorevole studio farlocco di sessuologia una Università americana, secondo cui, se ci provi con una delle prime dieci persone dell’altro sesso presenti in lista, “fai sicuramente centro”… Poi ti metti in un angolino e ridi come un pazzo degli incredibili incidenti di percorso che si generano.

Nella versione soft che ho presentato, comunque l’esperimento ha generato alcuni interessanti risultati:

La maggioranza degli utenti ha vissuto positivamente l’esperienza scoprendo di subire “stalking” da persone cui vuole bene, sentendosi rassicurata.

Qualche giorno fa esce un post su Gilda35 che insegna il trucchetto per vedere la lista delle persone che con maggior frequenza vengono a visitare (o sbirciare, per meglio dire) la nostra pagina Fa…

http://unbitalgiorno.wordpress.com/2012/12/06/cercasi-stalker-disperatamente/

Si è scatenata una gioiosa “caccia allo stalker” che ha coinvolto decine di migliaia di persone, tanto che per giorni e giorni la lista dei “miei 10 stalker” ha furoreggiato pressoché ovunque.
A me sembra pazzesco, ma evidentemente alla gente fa piacere pensare che qualcuno perda tempo sul proprio profilo Facebook, anzi in molti ci tengono anche a dirtelo: “Hey io sto piazzato bene tra i tuoi stalker, vero?”
Le reazioni entusiaste al gioco hanno in effetti confermato la teoria di Phiber Optik (uno degli hacker più influenti degli anni ’90) secondo cui sempre di più si stanno configurando reti sociali stile “social network per stalker”.
In parecchi si sono spremuti le meningi nello spiegare il funzionamento della lista giungendo alla conclusione che è legata alla funzionalità della barra destra (quella della chat, dello stream degli aggiornamenti degli amici stile twitter, delle amicizie suggerite, della pubblicità, ecc…).

Puntuale, periodica e polimorfica. Questa notizia torna sempre, prende spesso forme diverse, ma fondamentalmente la stessa strada. Ti piacerebbe sapere chi visita il tuo profilo, vero? In questi gi…

http://webserio.wordpress.com/2012/12/09/come-scoprire-chi-visita-il-tuo-profilo-facebook-la-bufala-eterna/

In parecchi hanno confutato quanto sopra, rilevando addirittura che tra i propri primi dieci stalker esistevano dei defunti (il cui account Facebook è ancora online). Così siamo ancora senza il Prescelto (bah!).
Si è verificato l’adorabile fenomeno del “Parassita Digitale” ossia di quel blogger che, per elemosinare un po’ di visibilità, non appena vede che un altro blog inizia a generare volumi di traffico consistenti, produce un post estemporaneo che clona i contenuti del post originale, senza citarlo e confermando l’attuale validità delle Old Rules of the Internet:

21.OC is original only for a few second- before getting old.
22.Copypasta is made to ruin every last bit of originality.
23.Copypasta is made to ruin every last bit of originality.
24.Every repost is always a repost of a repost.
25.Relation to the original topic decreases with every single post.
26.Any topic can easily be turned into something totally unrelated.

Ma ammetto che l’effetto più sorprendente doveva ancora arrivare. Il blog Web Serio, ci ha gentilmente fatto notare che:

Adesso il parametro Ordered Friends List Initial Data, quello “di chi visita il tuo profilo Facebook” non c’è più.
E’ rinominato in un meno ambiguo ed abbastanza esplicativo: “InitialChatFriendsList“, esattamente a riprova di quanto avevo detto.

Ordered Friends List Initial Data sparisce, Facebook si sarà rotto.

Ricordate l’immagine della matrioska nell’original content?

Ricordate la menzione del terzo livello di scherzo?

Ebbene esimi Ricercatori abbiamo scritto un’altra interessante pagina di quelle che amiamo chiamare le “Coincidenze di Tecnonucleo”… In Italia si registra un incremento di gente che pasticcia con gli HTML di Facebook… a Palo Alto ribattezzano la lista per invalidare il gioco… ovviamente abbiamo aggiornato lo script del bookmarklet degli stalker e continueremo a farlo fino a quando la lista non sarà chiamata InitialGilda35FriendsList…

Dopo aver costretto Twitter a riscrivere più e più volte Toptweet, Temi di Tendenza e Storie, dopo aver massacrato Klout, dopo aver demolito FourSquare, dopo aver smontato il FollowFriday, dopo aver minato la Pace di Internet, potevamo esimerci dal far riscrivere un po’ di codice a Facebook?

Suvvia noi Ricercatori siamo sinceri democratici.

Chiudo con le immortali parole di Jean Arp:

«Il dadaista inventava gli scherzi per togliere il sonno alla borghesia, il dadaista comunicava alla borghesia un senso di confusione e un brontolio distante e potente tanto che i suoi campanelli cominciavano a ronzare, le sue casse forti ad asciugarsi e i suoi amori scoppiavano in bollicine»

E nel salutarvi vi ricordo che la ricerca del Prescelto non si è ancora conclusa e vi rappresento una nuova pista… qualcuno in remote parti del mondo sta sviluppando una cosina interessante… seguite il Bianconiglio…

Read more: http://gilda35.com/il-giorno-in-cui-cambiammo-facebook#ixzz3Vnam2hDg

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Trova il tuo stalker di Facebook

ORIGINARIAMENTE PUBBLICATO SU GILDA35

Quest’oggi vi presentiamo un simpatico giochino con cui si dilettano parecchi frequentatori dell’underground di internet, per scoprire chi tra i vostri amici viene più spesso a visitare la vostra pagina Facebook.

Ordered Friends List Initial Data

Esimi Ricercatori, quest’oggi sono lieto di presentarvi un simpatico giochino con cui si dilettano spesso i frequentatori dei peggiori bar di internet: “Trova il tuo stalker di Facebook“.

Orde di Nerd assatanati si sono dedicati a sviscerare il codice HTML di Facebook per donarci questo splendido trastullo, che ci consente di scoprire quali sono i maggiori frequentatori del nostro profilo. Ovviamente il test è stato distribuito tra dozzine di mentecatti, che hanno fatto dei risultati ogni genere di uso improprio possibile e immaginabile.

Immaginate cosa succede quando una “Persona Mala” (come chiamiamo affettuosamente i peggiori elementi dell’underground internettaro) scopre attenzioni indesiderate anche gravi, ovvero immaginate le botte di autostima che travolgono il nerdacchione di turno quando scopre che la bella della scuola fa quotidiane incursioni sul proprio profilo.

Così, poiché ci dispiace che certi divertimenti siano appannaggio solo di chi vive nelle profondità del web, vi presentiamo la doverosa procedura guidata:

  1. andate sul vostro profilo Facebook con un web browser da PC fisso (consiglio Chrome);
  2. cliccate con il pulsante destro del mouse in un punto qualsiasi della pagina;
  3. selezionate “visualizza sorgente pagina“, si aprirà l’HTML del vostro profilo Facebook;
  4. lanciate l’urlo “Hey mamma sono diventato un hacker sto vedendo il codice sorgente di Matrix“;
  5. rassicurate vostra madre in merito alle vostre condizioni di salute psichiche;
  6. premete “ctrl+G” (ossia tasto control e tasto G contemporaneamente);
  7. in alto a destra si apre una casella;
  8. digitate nella casella “orderedfriends“;
  9. troverete evidenziata “OrderedFriendsListInitialData” e di seguito frotte di codici numerici sono le url dei vostri “amici” ordinate secondo il numero di volte che hanno visitato il vostro profilo;
  10. selezionate i codici numerici contenuti tra le virgolette es. “1234567890” (lo uso per l’esempio perché non corrisponde ad alcun profilo), copiate;
  11. incollate il codice numerico alla url https://www.facebook.com/ (es.https://www.facebook.com/1234567890);
  12. vi ritorverete proiettati sulla pagina del vostro amico;
  13. il primo in lista è ufficialmente il vostro Stalker di fiducia, a seguire tutti gli altri frequentatori della vostra pagina in ordine di visita;
  14. urlate: “Mamma ci sono gli stalker nel mio feisbuc!“;
  15. evitate le mestolate di vostra madre.

A parte un paio di sorprese (ma poi neanche tanto sorprese), il mio profilo Facebook si conferma essere la tana dei sollazzi dei miei amici Nerd con cui mi scambio meme, frizzi e lazzi. Curioso che la classifica riflette anche persone con cui apparentemente interagisco poco…

Comunque ora sapete chi sono gli amici assidui, gli ammiratori segreti, gli stalker con una precisione che neanche Tom Ponzi vi garantirebbe.

L’internet è un romanzo di John Le Carrè.

OppureNO.

Poscritto: un gioco matrioska

Ebbene dopo che in una manciata d’ore migliaia di persone si sono dedicate a questo giochino mi sembra d’uopo fornire qualche doveroso chiarimento…

I più attenti si saranno accorti di un paio di piccoli indizi:

  1. il tag [sabotaggi] ossia quello dedicato ai nostri scherzi di non-humour dedicati alla reverse engineering
  2. il video della sigla del serial tv “La Talpa” con Alec Guinness…

La sigla riportava una Matrioska che svelava al suo interno un’ulteriore bambola dall’espressione sempre più irata, fino ad arrivare a quella finale, senza volto: un’allusione alla frase con cui Winston Churchill descriveva l’Unione Sovietica come “un rompicapo, avvolto in un mistero, dentro un enigma”.

La talpa (miniserie televisiva)

Peraltro cercando in rete è possibile trovare delle confutazioni al giochino sopra esposto, che si sforzano a giungere a diverse conclusioni sulla natura dell’ordine della “Lista”…

Purtroppo tutte le “confutazioni” sono viziate da un problema di fondo: sono piene di “mi pare“, “secondo me“, “non è completamente falso, ma non è completamente vero“…

Il gioco nel gioco pertanto consiste in questo:

  • rilasciare in Rete il gioco “Trova il tuo stalker di Facebook“;
  • osservare le reazioni che genera all’interno del proprio grafo (in poche ore questo post ha realizzato oltre 2.000 visitatori unici e circa 500 condivisioni);
  • raccogliere le osservazioni più pertinenti;
  • sperare che qualcuno (il Prescelto?) risolva l’arcano in modo risolutivo.

Elenco di seguito le osservazioni più interessanti raccolte nel tempo:

  • La lista non è ordinata solo secondo le interazioni pubbliche (commenti, like, ecc..). Proprio per questo è detto il “gioco dello stalker“, perché spesso il primo nome della lista è una persona con cui si hanno frequenti contatti nella vita reale e scarsi contatti pubblici nella vita digitale. Alcuni spiegano la circostanza col fatto che la lista sia in qualche modo sia legata alla “sincronizzazione” con la rubrica del nostro cellulare.
  • Tuttavia tra le prime posizioni compaiono anche persone con cui si hanno pochi contatti anche nella vita reale. La cosa è spiegata col concetto di “sovrapposizione del grafo” in pratica esisterebbe una correlazione col numero di amici in comune tra le due persone. Questa è una funzionalità legata anche al tool delle amicizie suggerite (e a un po’ tutte le funzionalità della sidebar di Facebook): quando Facebook vi suggerisce un’amicizia sostanzialmente sceglie il nome di qualcuno che compare tra le amicizie dei vostri amici, ma non tra le vostre, sovrapponendo i grafi. Ciò spiegherebbe la particolare incidenza di parenti ed ex-fidanzati/e nelle prime posizioni della “Lista degli Stalker”.
  • La lista presenta anche utenti con cui si sono rotti i ponti, con cui tuttavia i nostri amici continuano ad interagire.

Concludendo, la Lista sembra essere un tentativo (abbozzato) di dare struttura al c.d. grafo (l’insieme delle interazioni forti e deboli che ci riguardano).

Tuttavia esimi Ricercatori siamo nel campo delle illazioni più pure… e il gioco lo vince chi scopre la natura ultima dell’ordinamento della Lista…

Buon divertimento…

Anche se… ora che ci penso magari esiste un ulteriore livello di gioco…

OppureNO.

Poscritto: Volete giocare facile?

Per agevolare le operazioni di analisi e farvi giocare al next level con maggiore scioltezza e sicumera, il sempre ottimo Domenico Polimeno, ci ha fornito un ottimo script elaborato da “il Matita“…

Procedura:

  • Selezionate col tasto sinistro il testo sottostante:

javascript:(function(){
var d = window.open().document,
l=JSON.parse(/\[“OrderedFriendsListInitialData”(.*?)”list”(.*?)\]\}\]/.exec(document.body.innerHTML)[0])[2].list,
c=’cbk_’+new Date().getTime(),
getName=function(id,callback){var s=document.createElement(‘script’);s.src=window.location.protocol+’//graph.facebook.com/’+id+’?callback=’+c;window;document.body.appendChild(s);},
step=function(id){if(id=l.shift()) {getName(id,function(r){d.getElementById(id).innerHTML=r.name;setTimeout(step,300);});}};
d.body.innerHTML='<ol>’+l.map(function(id){return ‘<li><a id=”‘+id+'” href=”http://www.facebook.com/’+idtarget=”_blank”>’+id+'</a></li>’;}).join(”)+'</ol>’;
step();
})()

  • adesso cliccate sempre col tasto sinistro sul testo selezionato e senza lasciare andare il tasto sinistro, trascinate il testo nella barra dei preferiti;
  • adesso avete il vostro “bookmarklet per gli stalker”;
  • recatevi sulla vostra pagina facebok;
  • premete il “bookmarklet per gli stalker”;
  • comparirà una pagina con i vostri “stalker” organizzati in ordine con nome e cognome.

E adesso vogliamo che il Prescelto risolva l’enigma!

Poscritto: InitialChatFriendsList

Come raccontato nel nonPOST “Il giorno in cui cambiammo Facebook” il buon Mark Zuckerberg ha ribattezzato la listaOrderedFriendsListInitialData, come InitialChatFriendsList.

Pertanto il codice da incollare per il “bookmarklet per gli stalker” è il seguente:

javascript:(function(){
var d = window.open().document,
l=JSON.parse(/\[“InitialChatFriendsList”(.*?)”list”(.*?)\]\}\]/.exec(document.body.innerHTML)[0])[2].list,
c=’cbk_’+new Date().getTime(),
getName=function(id,callback){var s=document.createElement(‘script’);s.src=window.location.protocol+’//graph.facebook.com/’+id+’?callback=’+c;window;document.body.appendChild(s);},
step=function(id){if(id=l.shift()) {getName(id,function(r){d.getElementById(id).innerHTML=r.name;setTimeout(step,300);});}};
d.body.innerHTML='<ol>’+l.map(function(id){return ‘<li><a id=”‘+id+'” href=”http://www.facebook.com/’+idtarget=”_blank”>’+id+'</a></li>’;}).join(”)+'</ol>’;
step();
})()