Il senso di Gilda per il porno

Il nuovo collettivo di autori di Gilda35 oggi mi ha sottoposto questo spassoso pezzo: “DADA is the new porn”, in cui lamentano la “censura” irrogata dai provider britannici alla mia vecchia creatura a causa dei presunti “contenuti pornografici” ivi presenti.

La vicenda sarebbe apparentemente sconcertante dato che da questo punto di vista Gilda35.com è il sito più innocente del mondo.

La soluzione più ovvia è quella che la questione sia connessa alle campagne di sensibilizzazione promosse proprio da quel sito nel periodo 2010-2011 per impedire l’estradizione del “terrorista informatico” Gary McKinnon, che furono omaggiate anche da un cablogramma.

Ma la verità, a mio modestissimo avviso, è che lo stesso nuovo staff è rimasto vittima di un mio vecchissimo bizzoso esperimento.

Manifesto sin d’ora la mia indignazione perché Domenico Polimeno, con cui ideai la burla di “Porn 4 Peace”, non ricordi questa mirabolante ideazione.

Porn 4 Peace” è uno di quegli scherzi, che avevo intrapreso quando amministravo il sito, ma che per pigrizia poi ho lasciato abbozzati, senza neanche un minimo di indicazioni per i nuovi Amministratori.

Sono una brutta persona. Avete ragione.

Allora la cosa andò grosso modo così.

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Twitter può influenzare la Politica? | Data Manager Online

Dopo la travagliata elezione presidenziale una domanda che rimbalza ultimamente è se Twitter sia in grado di influenzare i Politici a prendere determinate decisioni. La mia personale esperienza col caso Gary McKinnon può offrire sorprendenti risposte.

Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle con le Quirinarie hanno teso un trappolone al Partito Democratico: proporre la candidatura di Stefano Rodotà a Presidente della Repubblica.

Stefano Rodotà rappresentava una candidatura certamente interessante: una delle migliori menti della Sinistra italiana, insigne giurista, gradito alla galassia dei movimenti. Peccato per un dettaglio non da poco: Stefano Rodotà è dichiaratamente laico, leggi ateo.

La cosa in un partito largamente confessionale come il Partito Democratico qualche mal di pancia, ovviamente, l’ha creato. Peraltro Rodotà è sì un esponente di Sinistra, ma di una Sinistra ormai piuttosto eterodossa rispetto alla linea assunta negli anni dal Partito Democratico.

Il resto è il cupio dissolvi del Partito Democratico, capace prima di puntare sul candidato Marini, poi su Prodi, brucando entrambi in due giorni.

Seguono quindi una serie di polemiche in casa PD su come l’appoggio alla candidatura Rodotà espresso da parte della base su Twitter abbia influenzato negativamente i lavori parlamentari. Il tutto è bene espresso dall’onorevole Giuseppe Civati nel suo post “Tutta colpa vostra”.

Come sapete, sono tra quelli che ritengono che Twitter non sia di per sé in grado di “spostare voti”, se non integrato in una campagna di comunicazione dal vivo e attraverso i media tradizionali.

Eppure quando si parla di idoneità di Twitter a influenzare l’umore e talvolta le decisioni dei Politici, devo dire che lo strumento ha una certa potenza di fuoco nelle democrazie, che usano i nuovi media come strumento di generazione e analisi del consenso.

In pratica sono gli stessi Politici che, ritenendo che Twitter sposti voti e che sia espressione della parte meglio informata dell’opinione pubblica nazionale, attribuiscono ai pareri ivi espressi un peso molto maggiore delle accanite assemblee di sezione.

Il caso più emblematico, cui ho partecipato, fu quello di Gary McKinnon.

La storia è presto detta.

Gary McKinnon era un informatico britannico affetto da una forma di autismo, che alla ricerca di prove sull’esistenza degli UFO violò i siti di NASA e Pentagono. Gary non era un hacker, ma un banale smanettone che usando un programma disponibile in commercio sfruttò una serie di falle macroscopiche della sicurezza informatica USA (si parla addirittura di password in bianco).

Gary subì, giustamente, un processo in madrepatria, che gli comminò una serie di pene. Peccato che la cosa all’amministrazione USA non bastò e richiese che McKinnon venisse estradato in America, per essere processato come un “terrorista informatico”, rischiando decenni di carcere speciale.

A molte comunità di hacktivisti la cosa sembrò assolutamente grottesca, esageratamente punitiva, lesiva dei diritti dei disabili mentali, nonché atta a comprimere la sovranità nazionale degli stati europei.

Così svariate Community europee, soprattutto i Tweetstormers in Gran Bretagna e Gilda35 in Italia, ma anche molti Francesi e Portoghesi, iniziarono a tempestare gli account ufficiali dei politici britannici e quello del Ministero dell’Interno di tweet per la liberazione di Gary McKinnon .

Quindi iniziarono anche i primi esperimenti italo-britannici coi temi di tendenza riuscendo a rendere virale la notizia presso le rispettive comunità nazionali di Twitter. Modalità che nei mesi successivi vennero riprese in svariati paesi del mondo (v. Primavera Araba e Occupy Wall Street).

La pressione esercitata via Twitter iniziò a creare parecchi grattacapi alle Autorità britanniche, ben raccontate in un cablogramma successivamente reso pubblico da Wikileaks. Si stavano muovendo poche centinaia di attivisti, ma a tutti gli effetti si sentiva la pressione dell’opinione pubblica.

La pressione continuò con nuove mobilitazioni digitali via Twitter e con produzione di post su blog e testate online di svariate nazionalità.

Il risultato? Alla fine la Gran Bretagna fece l’auspicato scatto di orgoglio e negò l’estradizione di Gary McKinnon negli USA.

Stiamo parlando di una campagna via Twitter che non si è risolta nell’arco di una giornata, ma di qualcosa che ha mosso hacktivisti europei dall’autunno 2010 al novembre 2012. Tuttavia è innegabile come la pressione verso la politica si sia espressa soprattutto via Twitter.

Una storia che racconta come Twitter, se usato con determinazione, può diventare un importante strumento di pressione verso il mondo politico, proprio perché è uno dei luoghi in cui i giornalisti vengono a “cercare storie” e in cui si forma il “senso comune”.

viaTwitter può influenzare la Politica? | Data Manager Online.

Gary McKinnon: se salvi un hacker salvi il mondo

ORIGINARIAMENTE PUBBLICATO SU GILDA35

Gary McKinnon, l’hacker responsabile del “più grande attacco informatico di tutti i tempi” non verrà più estradato negli USA, per rispondere di terrorismo informatico. Spieghiamo perché con lui abbiamo vinto un po’ tutti.

Gary McKinnon: se salvi un hacker salvi il mondo

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Esimi Ricercatori, qualche giorno addietro il buon Marco Menu – nome noto ai più vecchi lettori di questo prestigioso nonBLOG per il BANNgate che lo contrappose a @IDVstaff (l’account twitter di Antonio Di Pietro) – ci scrive:

Ovviamente sentir nominare il povero Gary suscita in noi tanti ricordi coccolosi…

Ma andiamo con ordine come di consueto…

La Sindrome da Parrucchiere di un Hacker

L’articolo riportato da Marco ci sorprende un poco per il curioso titolo che rimanda ad una fantomatica “Sindrome da Parrucchiere”, indicata come causa della mancata estradizione dell’hacker Gary McKinnon negli USA, per rispondere di una serie di atti di “terrorismo informatico” ai danni di apparecchiature di NASA e Pentagono.

Premetto che da sempre mi suscita curiosità l’approccio giornalistico al mondo dell’hacking, ma questa della Sindrome del Parrucchiere le batte un po’ tutte. Ho cercato in Rete, ma non trovo materiale su questa particolare patologia, quindi chiedo a quelli tra voi che si occupano di neuropsichiatria di illuminarmi sulla questione.

E’ indubbio che il buon Gary, come ogni Nerd che si rispetti, ha un particolare approccio col mondo della moda… è altrettanto vero che i Nerd come il sottoscritto hanno sempre i capelli acconciati in modo inconferente, o troppo lunghi o troppo corti… però come giurista questa causa scriminante mi affascina parecchio… giuro che da domani inizio a pettinarmi ancora peggio, per poter scatenare senza freni il mio animo burlone…

Ma al di là delle boutade cerchiamo di raccontare un po’ meglio la vicenda di Gary McKinnon, fornendovi qualche piccolo retroscena, che vi aiuterà a comprendere come con lui abbiamo vinto un po’ tutti quanti.

La storia di Gary

Il compianto Stieg Larsen prima di lasciare questo mondo tratteggiò sapientemente nella c.d. Trilogia di Millennium la figura di Lisbeth Salander, un’hacker geniale, ma affetta dalla sindrome di Asperger, che suscitò grande simpatia nel pubblico internazionale.

Una delle fonti di ispirazione di Lisbeth Salander fu proprio Gary McKinnon.

Ho trattato varie volte di Gary, quindi qui mi limiterò a richiamare un po’ di materiale che con gli anni ho disseminato in Rete, con il Vostro aiuto.

Gary McKinnon nel 2000, sotto il nickname di SOLO, compì una serie di intrusioni informatiche dentro i server di NASA e Pentagono alla ricerca di prove su Area 51 e la c.d. Free Energy. Come accertato nel processo svolto in Gran Bretagna le competenze informatiche di Gary non erano particolarmente elevate e riuscì ad introdursi nei sistemi USA con un banale programma commerciale acquistabile via internet grazie ad una serie di svarioni in tema di sicurezza (credenziali in bianco, ecc…).

La giustizia inglese riuscì agevolmente ad individuare Gary, che mentre svolgeva le proprie incursioni stava perennemente ubriaco di birra e fumato di marijuana, lasciando numerose tracce del proprio passaggio… giungendo al punto di firmarsi come autore del misfatto.

Il tribunale britannico giudicò Gary colpevole di una serie di reati, comminandogli una pena ad otto anni di arresti domiciliari, che considerato il suo precario stato di salute psicologica non furono una passeggiata. Gary infatti risultò affetto dalla c.d. Sindrome di Asperger una patologia psichiatrica affine all’autismo infantile.

Accadde che gli USA non si dichiararono soddisfatti della sentenza, in quanto sostenevano che Gary avesse causato danni per 800.000 dollari al proprio sistema informatico e che dovesse essere giudicato da un tribunale militare americano in quanto le sue incursioni su apparati militari erano configurabili come “terrorismo informatico” (cercare le prove sugli UFO!).

Saltò quindi fuori che tra USA e UK esisteva un Trattato di Estradizione molto particolare, che consentiva in via meramente amministrativa di estradare cittadini britannici negli USA, per rispondere di reati di “terrorismo” anche se il fatto era stato compiuto in territorio britannico e anche in presenza di condanna già comminata da un regolare tribunale.

La cosa scatenò la comunità dei c.d. Tweetstormers che iniziarono ad organizzare dei tweet bombing ai danni degli account ufficiali del Governo britannico e di esponenti politici, riempiendoli di richieste di blocco dell’estradizione.

Di seguito le modalità con cui aderimmo, nel nostro piccolo all’iniziativa:

Perché Gary è libero

Letto tutto il materiale di cui sopra è evidente come la scriminante della Sindrome di Asperger sia stato uno strumento per togliere le castagne dal fuoco un po’ a tutti in una vicenda realmente imbarazzante.

Le varie Comunità Online dei veri amanti della cultura digitale e della libertà hanno piegato le stesse Macchine dei Signori della Cloud per informare, sensibilizzare, mobilitare i cittadini europei su una vicenda, che tutti volevano passasse sotto silenzio.

Dovete pensarci bene, esimi Ricercatori, laddove fosse passata l’estradizione di Gary sarebbero stati stabiliti i seguenti principi:

  • una mera incursione informatica in un apparato militare, che non si è concretizzata in trafugamento di segreti militari, equivarrebbe ad “attacco terroristico” per il solo fatto che è stata compiuta;
  • se l’incursione è stata resa possibile dallo stato di totale trascuratezza delle più basilari regole di sicurezza informatica degli Amministratori, ciò non rileverebbe in alcun modo: sei entrato e pertanto sei colpevole;
  • se anche un tribunale britannico (e pertanto europeo) si fosse già espresso sulla vicenda comminando una condanna, ciò non sarebbe sufficiente e sarebbe necessario un ulteriore grado di giudizio da parte delle autorità americane;
  • mentre gli USA per i crimini perpetrati dai propri militari in Stati esteri possono essere giudicati solo dai propri tribunali militari (v. Cermis, Calipari, ecc…), questi stessi tribunali potrebbero giudicare qualunque cittadino di Stato estero abbia anche solo danneggiato proprie apparecchiature informatiche;
  • le summenzionate circostanze avvalorerebbero una tendenza interpretativa molto in voga negli USA, in cui risiedono le Cloud della totalità degli Oligopolisti Digitali, secondo cui qualunque fatto costituisca reato secondo la loro legislazione (ivi incluso diritto d’autore, ecc…), se perpetrato da cittadino di altro Stato su apparecchiature , brand, brevetti, o copyright statunitensi dovrebbe essere giudicato da tribunale americano secondo le loro leggi;
  • l’idoneità del reo a comprendere appieno le conseguenze dei propri atti non rileverebbe, basterebbe il mero fatto del compimento dell’atto lesivo.

Capisco che all’Unione Europea piaccia molto essere uno zerbino degli USA, ma mi sembra che in questo caso si sarebbero superati parecchi limiti di buonsenso.

Conclusioni

Concludendo esimi Ricercatori, il buon Gary è libero perché tante persone di buona volontà in Gran Bretagna e negli altri stati dell’Unione Europea riuscirono a dare una dimensione internazionale ad un fatto che doveva rimanere un affare interno tra le diplomazie britanniche e statunitensi…

In particolare tra i tanti che si sono spesi per Gary dobbiamo ringraziare sua madre Janis Sharp, che ci ha ispirato negli anni col proprio coraggio, Cliff O’Sullivan, il vulcanico leader dei Tweetstormers e Paola Rizzato, che ha aiutato noi Italiani a conoscere questa vicenda… e ovviamente Voi scombussolatori di Nuvole Computazionali.

Non vorrei proprio vivere in un mondo, in cui Tribunali sovranazionali sono in grado di punire arbitrariamente e oltre misura condotte già abbondantemente sanzionate da singoli Stati nazionali.

Magari anche un buon taglio di capelli avrebbe giovato a Gary, ma poco importa… ora è libero.

E con Gary siamo un po’ più liberi tutti quanti.

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Ma a chi era rivolto #FreeRossellaUrru? | Data Manager Online

Rossella Urru finalmente è tornata all’affetto dei suoi cari. Il sequestro si è concluso positivamente con la liberazione della cooperante. Essendo giunto il lieto fine è opportuno porsi una domanda: ma gli appelli dei Cinguettanti per la liberazione degli ostaggi a chi si rivolgono? Illustri Manager Digitali finalmente Rossella Urru è stata liberata ed è […]

[VIDEO] Pantarei LAB: La comunicazione nei social media

[VIDEO] Pantarei LAB: La comunicazione nei social media

Esimi Ricercatori, come sapete nell’ambito della nostra rocambolesca settimana social, il giorno 18 luglio u.s. una nutrita fetta della Comunità Creativa si è riunita presso il Pantarei Lab, che si svolgeva a Piazza Navona per l’evento “La comunicazione nei social media: strategie, tutele, fenomeni di massa“.

L’evento moderato dal giornalista Daniele Chieffi vedeva la partecipazione di tre vostre vecchie conoscenze gildesche (il sottoscritto, Paolo Mulè e Massimo Melica), che si confrontavano con Red Ronnie (giornalista musicale), Mario Adinolfi (deputato e blogger), Roberto Re (coach) e Alessandra Airò (fashion blogger).

Il nostro Fabrizio Faraco, che ha più risorse di un coltellino svizzero ha realizzato una diretta streaming dell’evento… Poichè siamo così buoni che ci si taglia con un grissino e poichè crediamo che “omnia sunt communia” vi offriamo questa lunga ed interessante differita.

Poco da aggiungere se non buona visione!

Update del 25/07/2012

Mi sembra opportuno aggiornare il nonPOST con gli interessanti punti di vista elaborati dagli altri partecipanti all’evento, che offrono uno compendio al contempo esaustivo e stimolante sull’intero svolgersi del dibattito.

Buona lettura!

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Anonymous vecchi e nuovi

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Anonymous con la faccia verde? Ma non aveva la maschera di V?

Esimi Ricercatori, l’eco della Prima Guerra Digitale stenta ancora a spegnersi nella Rete e capita spesso di imbattersi in strani frammenti di conversazione, che sembrano quasi paventare una lotta intestina tra vecchi e nuovi membri della Comunità Online di Anonymous.

Chi come il sottoscritto si diverte a scorrazzare sui siti generatori di meme, in questi giorni si imbatte spesso in post riguardanti prese di distanza da parte dei “Vecchi Anonymous” verso i “Nuovi Anonymous“… Da un lato un severo volto verdognolo in giacca e cravatta (ai più affezionati lettori di questo blog dovrebbe ricordare qualcosa), dall’altro la stra-nota maschera di Guy Fawkes del film V for Vendetta…

Oibò – diranno i meno avvezzi alle vicende digitali – e ora che c’entra questo faccione verde con Anonymous? E perché queste prese di distanza tra vecchi e nuovi Anonymous…

Innanzitutto intendiamoci su un concetto fondamentale: Anonymous non è un Partito Politico, non è un’Associazione, non è un Movimento, non è una Religione… è una particolarissima Comunità Online…

Questa banale considerazione comporta una conseguenza non prevista dagli originari membri di questa particolare comunità nata su 4chan: l’impossibilità di avere un controllo assoluto sull’azione della propria creatura.

Ma andiamo con ordine come di consueto…

Una presa di distanze

Come ricorderete rimasi alquanto interdetto da alcune mosse scomposte di Anonymous intercorse durante la “Prima Guerra Digitale”, che contravvenivano alcune basilari regole dell’hacking… Per carità i tempi dell’Old School, quella della Legion of Doom e dei Masters of Deception per intenderci, sono lontanissimi e spesso parlando di “Etica Hacker” si fa riferimento a fenomeni degli anni ’80 o dei primi anni ’90… Anonymous poi ha sempre brillato per un approccio notevolmente nichilista…

Tuttavia… Dai tempi del Project Chanology, passando per l’Operation Payback Wikileaks, e per l’attribuzione (infondata)  dell’attacco al Playstation Network, va ammesso che l’evoluzione di Anonymous è stata abbastanza sconcertante… Il Cartello economico istituzionale che vuole “blindare” internet (quello che chiamo Tecnonucleo) ha sempre utilizzato pretestuosi riferimenti ai pericoli dell’Cyber Orco (v. COPA) e del terrorismo digitale (v. Gary McKinnon) per togliere spazi di libertà…

Anonymous con le proprie ultime azioni abbastanza scomposte sembra avercela messa davvero tutta per confermare i peggiori pretesti del Cartello… Leggendo in giro per la Rete sembra di assistere alla gamification dell’hacking… Ogni settimana si butta giù qualche sito con motivazioni ideologiche sempre più labili e contraddittorie…

Tutto appare sospeso tra azioni dimostrative superomistiche e anarchia allo stato brado…

E la cosa apparentemente inizia a creare attriti tra vecchi e nuovi Anon…

Ma siamo sicuri che quando si parla di Anonymous parliamo della medesima entità?

In particolare l’amico Numero_sei, nelle sue spericolate ricerche sui meme di 4chan.org si è imbattuto nella seguente invettiva lanciata dai vecchi Anonymous contro i nuovi venuti, rei di non aver compreso lo spirito che anima questa Comunità…

Un esempio del messaggio degli Old Anonymous da 4Chan.org

Lì per lì, pur non essendo mai stato in passato un frequentatore di 4chan  leggendo il testo mi sono venute in mente una quantità di invettive simili lette in passato nei forum dei primi anni 2000… Vi riporto il testo in tutta la sua crudezza:

A message to all the cancerous, witheknignting, hipster newfags:  We aren’t some vigilante group righting wrongs. We aren’t your friends, your buddies or your saviors. Your feelings mean nothing to us. We are human nature unencumbered by pointless ethics, foolish moralities or arbitrary laws and restrictions. We are every dark impulse you have; unrestrained and fully realized. We are what deep down, you wish you were. We exist as a means for instant gratification, purely at our own whim. We have no culture, we have no laws, written or otherwise. We are an autonomous collective, each an insignificant part of a whole. You cannot assimilate us, we do not change. You cannot defeat us, we do not exist. You cannot infiltrate us, we know our own. We do not sleep, we do not eat and we do not feel remorse. We will tear you apart from outside and in, we have all the time in the world. You operate under the delusion that we will someday be outdated, that we might even see the light. You are irrevocably wrong. You are not special, you are not unique and you aren’t crusaders for justice. You’re a blend of college age faggots who think that they can do some sort of good, and who are desperate to belong, to have attention. You have accomplished nothing, and you will fall. Enjoy your AIDS, faggots.

Traduzione libera:

Un messaggio per tutti i cancerosi, paladineggianti, alternativi, “frocetti novellini”  [N.d.A. l’originale “newfag” è un termine spregiativo utilizzato dai vecchi Anon verso i nuovi]: Non siamo una Ronda, venuta a raddrizzare i torti. Non siamo vostri amici, né vostri compagni, né i vostri salvatori. I vostri sentimenti non significano nulla per noi. Siamo la natura umana sgravata da inutili codici etici, da sciocche moralità o arbitrarie  leggi e restrizioni. Siamo ogni oscuro impulso che avete, sfrenato e pienamente realizzato. Siamo quello che in fondo desiderereste essere. Noi esistiamo come strumenti di immediata gratificazione, esclusivamente per soddisfare i nostri capricci. Noi non abbiamo cultura, non abbiamo leggi, sacre scritture o altro. Noi siamo un collettivo autonomo, ognuno è una parte insignificante di un tutto. Voi non potete assimilarci, noi non cambiamo. Voi non potete sconfiggerci, noi non esistiamo. Voi non potete infiltrarvi, noi ci conosciamo. Noi non dormiamo, non mangiamo e non sentiamo rimorso. Vi faremo a pezzi dentro e fuori, abbiamo tutto il tempo del mondo. Voi operate nell’illusione che ci sarà un giorno in cui ci lasceremo tutto alle spalle, che un giorno potremmo anche arrivare a vedere la Luce. Voi siete irrevocabilmente nell’errore. Non siete speciali, non siete unici e non siete Crociati che lottano per la Giustizia. Voi siete soltanto un’amalgama di universitari froci, che ritengono di poter fare qualche sorta di bene, e che che cercano disperatamente di essere parte di qualcosa, per ricevere attenzione. Voi non avete concluso nulla, e cadrete. Godetevi il vostro AIDS, froci.

Penserete, miei esimi Ricercatori, che questa lunga e aspra presa di distanze sia il risultato delle fragilità manifestate da Anonymous durante la “Prima Guerra Digitale” (v. ad es. “Anonymous attacca i siti del Governo, ma svela fragilità” di Dario D’Elia)…

E invece no…

Negli anni mi sono imbattuto in questo messaggio, declinato anche in forme più violente di quella che ho testé liberamente tradotto… Le frasi ricorrenti sono quelle che ho citato, spesso corredate di esempi di cosa diverte gli Anon (es. morti efferati, massacri familiari, mutilazioni, ecc…), per accentuare l’effetto di distanza dai “Crociati”… Questo messaggio circola da anni: da quando Anonymous balzò agli onori delle cronache durante la vicenda Scientology e riappare ciclicamente su forum, siti più o meno underground, perfino Youtube o biografie di Social Network…

Non appena nuove masse di internauti si dichiarano parte di Anonymous si scatena questa correlata presa di distanze…

L’Old Anon

Magritte il padre spirituale di Anonymous

Come ben spiegato dal sempre ottimo Know Your Meme: l’Old Anon è una tipica espressione di cyber dadaismo (spesso su 4chan e Canvas, nei momenti di follia creativa si utilizza il neologismo “dadaing”) o di cyber surrealismo… L’immagine infatti è una rielaborazione del quadro surrealista “Son of the Man” di Magritte e dal 2003 ha rappresentato il volto più duro e puro di Anonymous.

Gli Old Anon si riconoscevano in questa immagine surrealista particolarmente potente ed evocativa, di cui veniva esaltato l’aspetto connesso alla negazione dell’identità personale.

Durante gli anni novanta si rifletteva parecchio sul superamento del vecchio concetto di identità. Circolava una quantità pazzesca di scritti sul superamento dell’integrità fisica (il boom di piercing, tatuaggi e scarification è connesso a questi studi)… si parlava di “droghe nootropiche” in grado di cambiare la percezione che l’uomo aveva del sé… si vedeva nel digitale lo strumento definitivo con cui accedere a personalità fluide, molteplici, prometeiche, riscrivibili…

Persino in Italia abbiamo avuto esperienze culturali in tal senso, penso ai primi passi del collettivo Luther Blisset e alla comunità creativa del Cyborg di Daniele Brolli…

Insomma Anonymous mosse i propri primi passi nell’ambito di una ricerca culturale nichilista fortemente estetizzante.

Come spesso si ripeteva in certi siti: qui non si fa hacking o meme, qui siamo Cultura.

Project Chanology

Ma si sa le Comunità Online sono soggette a ricambi generazionali improvvisi e spesso radicali…

Così avvenne che nel 2008 Anonymous incontrò l’uomo che cambiò per sempre la sua storia: Wise Man Beard, alias Mark Bunker.

Questo quasi omonimo di un celebre fumettista italiano, è un giornalista USA che fa attivamente controinformazione sulla Chiesa di Scentology.

Con un celebre video su Youtube Wise Man Beard si rivolse direttamente alla comunità di Anonymous invitandone i membri ad abbandonare le tradizionali tecniche di “terrorismo mediatico” e nichilista in favore di una campagna nonviolenta contro Scientology.

La Chiesa di Scientology aveva avuto lunghi contrasti con le Comunità Online di hacktivisti americani, con cui negli anni aveva instaurato numerose cause giudiziarie…

Così avvenne che un giorno venne pubblicato su internet un video molto imbarazzante in cui un Tom Cruise allucinato parlava con toni eccessivamente entusiasti di Scientology… Immediatamente gli uffici legali della Chiesa di Scientology chiesero a Youtube la rimozione del video ritenuto lesivo della propria immagine e abusivamente realizzato.

Mark Bunker iniziò quindi una campagna di sensibilizzazione e mobilitazione, perché la cosa avrebbe creato un pericoloso precedente che avrebbe consentito a chiunque di censurare contenuti digitali ritenuti arbitrariamente lesivi. Ricordiamoci che gli USA sono un sistema di common law e i precedenti pesano per i futuri giudizi.

Così Wise Man Beard riuscì a coinvolgere Anonymous nella sua guerra personale contro Scientology…

Da un lato vennero intraprese le usuali tecniche di hacktivismo come le si era conosciute per un ventennio: attacchi DDoS, black fax, prank call… insomma ogni genere di coccoloso sabotaggio atto a devastare le capacità di telecomunicazione di Scientology…

Dall’altro vennero poste in essere nuove pratiche di presidio territoriale, che cambiarono l’hacktivismo come l’avevamo conosciuto fino ad allora. Internet venne utilizzato per organizzare delle manifestazioni di protesta più vicine ad un flashmob, che  a un sit-in politico.

Tuttavia c’era un problema molto serio… Scientology ha la cattiva abitudine di intraprendere azioni legali con estrema facilità. Così i manifestanti dovettero organizzarsi per mantenere il proprio anonimato anche nella vita reale.

Era uscito da poco il film V, trasposizione cinematografica del celebre fumetto anarchico di Alan Moore… la Time Warner aveva distribuito parecchio merchandising della maschera del controverso supereroe… nella scena finale del film tutti indossavano la maschera di V come segno di ribellione al sistema (scena inesistente nel fumetto in cui una simile scena di omologazione sarebbe assurda essendo una storia anarco individualista)… così gli hacktivisti acquistarono in massa la celebre maschera di Guy Fawkes, che sostituì nell’immaginario collettivo il verdognolo Old Anon.

La cosa non venne vissuta benissimo dagli Anon della prima ora e ovunque su internet si trovava il celebre messaggio di presa di distanza che ho tradotto per la gioia dei vostri occhietti: biografie di account e forum erano pieni di declinazioni dello stesso messaggio d’odio verso i Newfag di Project Chanology…

Lo stesso Mark Bunker divenne un meme: il Wise Man Bear appunto…

Da complesso progetto culturale nichilista di cybercultura, Anonymous si avviava a orientare le proprie azioni a “cause buone e giuste“… Passare dal superamento di ogni morale, credo ed etica alla militanza per la Causa, non venne propriamente vissuto bene da tutti…

Debrand Anonymous

Messaggio per la debrandizzazione di Anonymous dai prodotti della Time Warner.

Ovviamente con il Project Chanology venne stabilito un nuovo standard dell’hacktivismo militante…

Così quando i pazzoidi Culture Jammer di ADBusters ordirono la gloriosa performance cyberdadaista di Occupy Wall Street, i Newfag di Project Chanology vissero la mobilitazione come una sorta di girone di ritorno di Project Chanology…

Quindi vennero rispolverate le maschere di Guy Fawkes, cui vennero ad aggiungersi tante altre maschere di Guy Fawkes oltre a ogni genere di altro camuffamento.

Già mi sono espresso sull’intelligenza colorata manifestata dai manifestanti di Occupy Wall Street, paragonata al grigiore italico.

Tuttavia presso i media, e di conseguenza presso gli stessi manifestanti, si iniziò a fare una gran confusione associando i manifestanti con la maschera di Guy Fawkes ad Anonymous.

Peraltro, sebbene nei siti della galassia di Anonymous ci si faceva quotidianamente beffe in modo aspro delle forme più ingenue di mobilitazione degli Indignados… Ovunque nascevano come funghi azioni dimostrative di hacking a sostegno di Occupy, che si richiamavano ad Anonymous.

Ormai chi vuole dilettarsi di hacking può tranquillamente trovare materiale didattico, software e hardware su Amazon (no, non scherzo)… così miei esimi Ricercatori immaginate una sorta di democratizzazione e gamificazione dell’hacking che inizia a lambire anche strati della popolazione non proprio ferratissimi in materia di Etica Hacker, Controcultura, Cybercultura…

Inizia la stagione della gamification of hacking come dicono alcuni tra cui Jaron Lanier.

Questa volta quindi nella totalità dei siti connessi alla Comunità di Anonymous è stato preso in esame il tema della”debrandizzazione di Anonymous” dal merchandising della Time Warner.

Il dibattito ovviamente va avanti sui binari usuali per tali comunità: meme, flame, trollate, scherzacci di ottimo e di pessimo gusto. A titolo di esempio vi riporto un tread, “Masks War“, innescato da una vostra anonima conoscenza per meglio comprendere il sentiment sul tema…

Peraltro il dibattito sulla debrandizzazione di Anonymous ha visto anche la partecipazione dello stesso Alan Moore che ha rilasciato per il Guardian una splendida intervista sul rapporto tra Occupy e Time Warner.

Ovviamente potrete ben capire nell’ambito di questo dibattito quante volte può essere saltato fuori il messaggio di presa di distanze tra Old Anon e Newfag…

Conclusioni

Come concludere esimi Ricercatori?

Spero di avervi fatto comprendere un po’ meglio certe dinamiche, che spesso vi vengono fatte apparire come monolitiche dai media tradizionali.

Anonymous è una interessantissima Comunità Online. Forse unica.

E come ogni Comunità Online che si rispetti vive evoluzioni, conflitti interni, deviazioni, restaurazioni, ibridazioni con realtà esterne…

Paradossalmente con gli anni ciò che è andato ad avere una personalità mutevole e riscrivibile è proprio Anonymous….

C’è una sola morale possibile al termine di questa storia… miei esimi Ricercatori tenete sempre a mente che: per quanto vi possiate sentire Old, ci sarà sempre qualcuno per cui sarete Newfag!

E’ la Comunità Online bellezza!

Happy Birthday Mrs. Janis Sharp! | Fanpage

Gary McKinnon
Gary McKinnon (Photo credit: Wikipedia)

Accolgo l’invito della Comunità Online dei Tweetstormers per rivolgere alla madre di Gary Mc Kinnon i migliori auguri di buon compleanno… e colgo l’occasione per spendere due parole a favore della sua campagna contro l’estradizione del figlio per quello che fu enfaticamente definito “il più grande attacco hacker della storia”.

Oggi è il compleanno di Janis Sharp.

Janis Sharp è una madre.

Janis Sharp è una madre che lotta da quasi dieci anni per la libertà di suo figlio.

Janis Sharp è la madre di Gary McKinnon, l’autore della più grande violazione informatica di tutti i tempi.

La vita di Janis Sharp è stata sconvolta il giorno in cui ha appreso che il proprio figlio Gary, affetto da una particolare forma di autismo detta Sindrome di Asperger, si era introdotto sui server di NASA e Pentagono alla ricerca di prove su UFO, antigravità e “free energy”.

Gary McKinnon era solo un “inetto smanettone”, non un hacker, e per entrare sui server più segreti del mondo non utilizzò particolari apparecchiature o sofisticate tecniche di intrusione. Entrò con un tipico trucco da smanettone anni ’90: provò a vedere se gli Amministratori dei server più sicuri del mondo avevano lasciato delle credenziali di accesso in bianco… Banalizzando (ma solo un poco) immaginate che la più grande violazione informatica di tutti i tempi si sia concretizzata in un ragazzo autistico, che ubriaco di birra e fatto di cannabis entra un centinaio di volte nei server di NASA e Pentagono digitando user: ADMIN e password: PASSWORD (o qualcosa del genere) alla ricerca di prove su Area 51 e X-File vari…

Se non fosse una tristissima storia vera ci sarebbe da ridere.

Come potrete ben capire l’Amministrazione Americana non la prese benissimo e dovette spendere circa settecentomila dollari per rivedere i propri sistemi antintrusione. Gary venne processato da un tribunale britannico e condannato a una lunga pena detentiva ai domiciliari, nonché all’interdizione assoluta dall’utilizzo di apparecchiature informatiche.

Purtroppo però tra USA e Gran Bretagna esiste un particolare trattato (Extradiction Act 2003) emesso a seguito dei tragici eventi successivi all’11/09/2001, che consente l’estradizione di cittadini britannici resisi colpevoli di reati commessi, anche in territorio estero, contro le Leggi statunitensi.

L’Extradiction Act 2003 venne così applicato al caso di Gary McKinnon, che venne classificato non come un “inetto smanettone”, affetto da Sindrome di Asperger, ma come un “terrorista informatico”, paventando anche l’applicazione della Legge Militare e l’eventuale incarcerazione nel complesso di Guantanamo, che nonostante le promesse elettorali di Barack Obama è tuttora in funzione.

Solo il coraggio e la tenacia di Janis Sharp, che nel frattempo si è enormemente indebitata in costosissime spese legali, hanno finora evitato l’estradizione di Gary, le cui condizioni di salute sono state tuttavia compromesse dall’angoscioso e direi anche assurdo evolversi della vicenda.

Attorno a Janis e suo figlio peraltro si è costituita una Comunità di Hacktivisti, i c.d. Tweetstormers, che utilizzano da anni Twitter per campagne di sensibilizzazione a favore di Gary McKinnon, riuscendo così a porre al centro del dibattito pubblico britannico il superamento del trattato.

Brown cited deep public concern that McKinnon, with his medical condition, would commit suicide or suffer injury if imprisoned in a US facility.

Louis Susman
Peraltro la vicenda di Gary è stata anche oggetto di un imbarazzante cablogramma diffuso a suo tempo da Wikileaks, da cui emerge la piena consapevolezza dell’Amministrazione USA delle cattive condizioni di salute del presunto hacker, nonché del fatto che lo stesso potrebbe tentare il suicidio laddove estradato.

Sebbene la richiesta di revisione dell’Extradiction Act 2003 (molto caldeggiata dai Tweetstormers) abbia avuto esito negativo e lo stesso sia stato ritenuto Sir Scott Baker non sbilanciato contro i cittadini britannici (come giurista da quello che ho letto mi sembra invece una compressione pazzesca di sovranità), si inizia a intravedere qualche timido segnale di ottimismo.

Da un lato Janis Sharp è stata insignita di un importante premio per i diritti umani per la sua appassionata e convinta lotta contro l’estradizione del figlio, dall’altro Nick Clegg, il Vice Primo Ministro britannico, dopo un iniziale voltafaccia, ha ripreso a spendersi per un superamento del trattato di estradizione con gli USA.

Come ho scritto altre volte ritengo che la vicenda di Gary McKinnon sia di particolare importanza per una serie di fattori:

Centralità della Politica Digitale: la vicenda nel suo evolversi quasi decennale ha posto al centro dell’attenzione di numerose Comunità Online e dell’opinione pubblica il tema della Politica Digitale e del c.d. hacktivismo. Se si sono sviluppati movimenti come Occupy Wall Street è stato anche grazie a casi come quello di Gary, che hanno sfruttato la Rete come strumento principale di mobilitazione.
Subalternità dell’UE agli USA: trovo inquietante che quando militari americani compiono all’estero delle vere e proprie stragi (v. Cermis) debbano essere giudicati da tribunali militari americani spesso in misura estremamente mite (4 mesi di detenzione a fronte di venti vite umane falciate). Mentre Gary McKinnon rischia tuttora l’ergastolo presso un tribunale americano per la mera manomissione di alcune apparecchiature informatiche. Ritengo che la stessa Unione Europea non dovrebbe accettare simili forme di compressione della propria sovranità.
Tutela dei disabili mentali: mi ha sempre suscitato stupore nella vicenda di Gary il fatto che le Autorità americane non abbiano minimamente preso in considerazione le sue condizioni di salute. Gary McKinnon è affetto da Sindrome di Asperger, assai probabilmente ha agito indotto da un mix di alcool e stupefacenti per motivazioni quantomeno singolari (le prove dell’esistenza della fantomatica Area 51). Come ho ribadito più volte . L’elemento psicologico del reato e l’idoneità del reo a comprendere pienamente il senso dei propri atti, non possono essere completamente ignorati, quasi fossero dettagli. Sono un patrimonio giuridico europeo non negoziabile.
Concludo rinnovando i migliori auguri di buon compleanno a Janis Sharp, nella speranza che questo sia l’ultimo trascorso sotto la minaccia dell’estradizione di suo figlio Gary.

via Happy Birthday Mrs. Janis Sharp!

Lettera aperta a @supporto Twitter pro @fattelanarisata

Tecnonucleo, 13 novembre 2011 A.D.

Esimio BOT del @Supporto Twitter,

desidero sottoporre alla Sua attenzione un curioso caso, che ha coinvolto un membro della Comunità Online Gilda35, che tante volte si è divertita a giocare insieme ai Vostri meravigliosi Algoritmi.

Sono stato contattato da uno dei nostri affezionati active Lurker, Francesco Marziale, che di recente si era gettato nell’arte della Ricerca Dadaista. Il povero Francesco mi ha inviato via Facebook (ah la concorrenza!) la presente accorata missiva che giro alla Sua attenzione:

Ciao Jovanz74,

sono Francesco Marziale, questo nome non credo ti dirà nulla ma forse ti ricordi di me come Fattelanarista il mio pseudonimo su Twitter. Qualche giorno fa abbiamo avuto un piacevole scambio di battute, non ti scrivo qui per questo, ma per ben più importanti motivi che spero tocchino le tue corde di insigne giurista, intrepido dadaista e baffuto ribelle anti-macchine. Sono uno studente di marketing e appassionato di nuove tecnologie, comunicazione e quant’altro. Da tempo seguivo le vostre scorribande con Gilda35 e la vostra passione e allegria mi ha convinto a entrare nella conversazione dopo lunghi anni da mero lucker, così non più di 10 giorni fa mi sono fatto coraggio e sono entrato nella conversazione. Grande è stato la gioia al primo re-tweet, grande lo stupore per come professionisti affermati e decani di Twitter fossero così disponibili a rispondere e salutare un novizio qualunque come me e poi quanti argomenti, quante discussioni interessanti, quanti link, ma come spesso la vita ci insegna non è tutto ora quello che luccica.

Oggi il mio account è stato sospeso, nessuna comunicazione da parte di Twitter: sospeso e basta. Ho fatto ricorso e l’unica risposta è stata un messaggio automatico che mi diceva di controllare se avessi infranto qualche regola di Twitter.

Sono allibito e indignato come può un social network come Twitter, che si è fatto bandiera della libertà e della democrazie nel mondo, PROCESSARMI e CONDANNARMI senza prima farmi conoscere le accuse che mi vengono mosse. Posso fare ricorso, ma basandolo su cosa? Cosa devo scrivere: sono innocente? Quali prove a mia discolpa posso produrre se NON CONOSCO LE ACCUSE. Questo comportamento viola la più basilare ed elementare regola del diritto l’Habeas corpus, ad subjiciendum judicium. Il mio account è stato arrestato e non so il perché.

Spero tu e il gruppo dada Gilda35, grazie alla vostra influenza, mi possiate aiutare a non far passare sotto silenzio questo abuso e scatenare una protesta su Twitter e in tutta la rete.

Morte alle macchine ribelli.

Francesco Maria Marziale AKA Fattelanarisata

Ho controllato e l’account di Francesco Marziale (@fattelanarisata) dapprima mi è apparso in stato catatonico:

Il profilo di Francesco "Fattelanarisata" Marziale

E poi è finito dritto nel limbo della sospensione:

La condanna alla sospensione eterna?

Con la presente, esimio BOT, sono a richiederLe cortesemente di rendere note in via privatissima al nostro amico le motivazioni che vi hanno spinto a sospendere l’account.

Per quale delle seguenti violazioni è stato sospeso Francesco?

  • Impersonificazione? Non mi sembra, Francesco si presenta col proprio nome e cognome di comune cittadino insuscettibile di creare confusione con qualche VIP.
  • Marchi? Non mi sembra plausibile “Fattelanarisata” non mi sembra che sia un marchio registrato.
  • Privacy? Da quel che ho visto (per quel poco di conoscenza che abbiamo avuto) non mi sembra che ci trovassimo di fronte al nuovo Julian Assange…
  • Violenze e minacce? Perché ha parlato di “incasinare” gli algoritmi? Suvvia siamo seri… a me e agli altri Ricercatori dovreste interdire l’uso del PC peggio che a Gary McKinnon
  • Diritto d’autore? Parlare di violazione del diritto d’autore sui Social Network è come elevare contravvenzioni per eccesso di velocità alle Millemiglia di Indianapolis…
  • Uso illegale? Non mi risulta che il nostro amico abbia fatto nulla di tutto ciò, ma laddove fosse penso che Twitter dovrebbe chiudere qualche decina di migliaia di account che in questi anni hanno compiuto allegramente reati quali diffamazione, apologia di reato, ingiurie, minacce… Fa un po’ ridere… Non saremo di nuovo davanti a un novello Paul Chambers?
  • Account verificati? Vi assicuro che l’avatar di Francesco (v. foto) era intonso dal tagliandino azzurro (che invece appare misteriosamente sull’account di centinaia di illustri sconosciuti)…
  • Account seriale? Non mi pare proprio, Fattelanarisata era un onesto account umano… Anzi colgo l’occasione al riguardo per invitarvi allo sterminio del Team Follow Back
  • Abuso del Nome? Aveva appena mosso i primi passi con una sua piccola idea dadaista…
  • Inviti Spam? Nel modo più assoluto non ne ha fatti (mi conoscete non appena mi arriva un invito Spam ve lo segnalo puntualmente spinto dal mio senso civico).
  • Vendita di nomi utenti? E chi si comprerebbe Fattelanarisata?
  • Malware/Phishing? Andiamo avanti sospinti dalla serietà…
  • Spam? Al riguardo potremmo segnalare come biechi spammers parecchi dei vostri Utenti Consigliati (le c.d. Twitstar) come spammers di libri, canzoni, riviste, concerti… il povero Francesco ha pubblicato poche piccole cose…
  • Pornografia? Mi sembra un’accusa un po’ curiosa… La totalità delle pornostar americane ha un account Twitter, persino Youporn ha un account Twitter, molte Twitstar hanno sdoganato termini e immagini di carattere pornografico… Twitter è il regno della libertà d’espressione… Francamente Fattelanarisata per superare i suddetti avrebbe dovuto compiere atti epici, che la mia mente non riesce neppure a formulare…
Gli innocenti post di risposta agli altrettanto innocenti post di Francesco

Insomma caro BOT del Supporto Twitter mi sembra corretto che il buon Francesco Marziale riceva una risposta precisa e puntuale alle proprie domande.

Mi permetto poi di aggiungere che, la sospensione di un account è un tema importante. Va trattato con estrema cura, onde evitare il generarsi anche su Twitter di quegli sgradevoli fenomeni di sospensione di account che su Facebook funestano persino le Fan Page ufficiali (v. Quando Zuckerberg censurò Travaglio, OppureNO!). Purtroppo siamo tutti coscienti che la segnalazione di violazione dei termini di utilizzo è spesso utilizzata dai lamer per fare scherzi di cattivo gusto.

Così sarebbe buona norma che il Vostro… anzi mi permetto di dire Nostro Social Network, che deve il proprio successo anche al supporto di tante Comunità Online come questa… avesse delle policy di “sospensione” maggiormente user friendly, verificate puntualmente e più trasparenti.

Twitter ha una marcia in più: la libertà di espressione che vi si respira. Sono sincero nel dire che in altri Social Network non avremmo potuto “giocare” con questa libertà e anarchia espressiva. Sono certo che risolverete positivamente la questione.

Con la stima che contraddistingue sempre i nostri rapporti Le invio i più cordiali saluti e un Hasta la Vida Loca Siempre!

Sempre Vostro,

Giovanni “Jovanz74” Scrofani

#IamSpartacus

Elementi di attivismo digitale

ONtro

#IamSpartacus
"#IamSpartacus" il simbolo della rivolta dei Twitteri contro Tecnonucleo...

Necessaria premessa, non sopporto le ingiustizie clamorose.

Ulteriore necessaria premessa, trovo disgustose le ingiustizie clamorose contro chi è malato.

Assolutamente necessaria premessa, sono un cittadino rispettoso delle leggi che conduce una vita tranquillissima e che ritiene opportuno, nel suo piccolo, sensibilizzare la pubblica opinione quando le cose non vanno per il verso giusto.

Così di sovente con gli altri Ricercatori di Gilda35 mi sono imbarcato in alcune pazze operazioni di garbato attivismo digitale sotto la cifra della provocazione dadaista.

Abbiamo di sovente utilizzato il nonsense, per mostrare l’insensatezza di una Rete dal volto sorridente social-eco-green-pongo, con ingranaggi che tutto tritano al posto del cuore.

L’abbiamo fatto, quando attraverso i Top Tweets si stava cercando di manipolare lo sviluppo di Twitter in senso gossipparo, modaiolo e anestetizzante (v. Project). Alla fine per dirla con Philip K. Dick Gilda35 vive e i Top Tweets sono morti (v. La fine dei Top Tweets).

L’abbiamo fatto quando Wired, dopo aver oscurato per mesi la candidatura di Liu Xiabo a premio Nobel della Pace, rendendoci ciechi e sordi grazie quella macchina di meta-marketing di Internet 4 Peace, saliva sul carro del vincitore (v. Peace is War). Alla fine cancellammo le inopportune autocelebrazioni Internet 4 Peace da Twitter e spingemmo il Direttore di Wired a chiudere il caso con un autorevole intervento.

L’abbiamo fatto quando scendemmo in campo accanto ai Tweetstormers in difesa dello smanettone autistico Gary McKinnon, quando era prossima la sua estradizione a Guantanamo (v. Il Ragazzo che giocava con gli UFO). Alla fine quello di Gary McKinnon divenne un caso di rilevanza internazionale e l’estradizione è da allora perennemente rinviata.

L’abbiamo fatto durante il Cablegate, scoprendo le policy ombra di Twitter in materia di Trend Topic (v. Perché #wikileaks non può essere trend topic). Oggi Twitter velatamente ammette quanto noi avevamo scoperto quasi un anno addietro (v. Twitter admits editing offensive Trending Topics, plans to remove more).

Così non possiamo esimerci oggi dal dare una mano al Gruppo degli Amici di Brendan Lillis.

Pertanto scriviamo a beneficio loro, ma anche di chiunque decida di imbarcarsi in una causa etica, nobile e un po’ folle questi elementi disorganici di attivismo digitale.

Mentre il Ricercatore Capo Bruttocarattere prepara il suo testo, per chi volesse informarsi sulla vicenda umana di Brendan Lillis vi invito a leggere questi post: Brendan Lillisdel blog Fomento e Brendan Lillis, prigioniero politico in Irlanda in gravi condizioni di salute: appelli su Facebook per la liberazione presso Ciao People Magazine.

Per chi poi volesse partecipare all’azione presso questo indirizzo può trovare la pagina Facebook del Gruppo: Coordinamento Amici di Brandon Lillis.

Insomma bando alle ciance e mettiamo a fattor comune alcune pratiche di sensibilizzazione apprese in qualche annetto trascorso su internet…

Consigli di carattere generale

  1. Prendete tutto quanto leggerete in questo non post con mirabile condiscendenza come una serie di consigli disorganici, sgangherati e provvisori.
  2. Non usate mai linguaggio osceno, o volgare. In generale non prestate il fianco ad essere classificati come troll o molestatori. In tal modo evidenzierete come qualsiasi “moderazione” del vostro pensiero è stata assurda, insensata e ingiusta.
  3. Non utilizzate tecniche da lamer, getterebbero discredito sul vostro operato.
  4. Siate provocatori, ma con stile.
  5. Infischiatevene delle anime belle che si lamenteranno perché la vostra opera di sensibilizzazione gli ha rovinato per 5 minuti la timeline (un unfollow non ha mai ucciso nessuno).
  6. Ponete al centro della vostra opera di sensibilizzazione l’eticità del tema trattato.
  7. Siate sempre corretti e socievoli anche di fronte a comportamenti scorretti e ostili, facendo apparire garbatamente come dei cretini chi vi si oppone.
  8. Partite dal presupposto che gli erogatori dei principali Social Network sono contro di voi. Se il tema colpisce qualche ganglio vitale del sistema (es. rapporti USA/UE, trattati di estradizione iniqui, marketing occulto, ecc…) tenderanno non a censurarvi, ma semplicemente a rendervi irrilevanti (es. nonostante centinaia di tweet non salirete in Trend Topic). Non fatevi ingannare dal fatto che ogni tanto passa qualche tema di tendenza che prende in giro il Politico X. Sono funzionali a Tecnonucleo. Stanno lì come a dire: “Visto puoi anche ridere”.
  9. L’obiettivo è che si parli del caso in Rete. Bene, male, l’importante è rompere certi muri di accidiosa omertà dei Media ufficiali.

Importanza del Blog

E’ fondamentale avere un blog di riferimento che coordini l’azione, in quanto:

  1. Devono essere chiare le finalità dell’azione di sensibilizzazione.
  2. Permette tramite i collegamenti ipertestuali di utilizzare appieno il potenziale dei Social Network.
  3. Nel tweet di Twitter o nel post su Facebook si attacca il link al blog, liberando spazio per personalizzare il messaggio (c.d. Meme v. “Er Webbe se fa‘”) e rendere virali gli scopi dell’iniziativa.
  4. I 140 caratteri di Twitter e i 400 di Facebook sono insufficienti a descrivere in modo compiuto una vicenda.
  5. Fornisce credibilità e struttura all’azione che altrimenti potrebbe essere confusa come banale trolling, o rumore di fondo.

Qualche piccolo consiglio da non prendere alla lettera, ma che può tornare utile:

  1. Essere concisi, precisi, sinceri.
  2. Chiarire la vicenda (rimandano se necessario a altri siti) e gli obiettivi dell’azione di sensibilizzazione.
  3. Post brevi. Le pagine non vengono lette, ma scansionate. Massimo 5.000 caratteri. Ogni cinque righe un punto a capo. Tempo presente o imperfetto. Niente congiuntivi. In grassetto pochi concetti chiave (ammetto di disattendere questo punto ma non sono un blogger in senso canonico).
  4. Il Titolo è tutto. Il 90% di un post è il titolo. Dovete pensarlo più a lungo della stesura del testo.
  5. Cercate di ottenere link verso il vostro blog da siti con un buon Page Rank di Google (avrete qualche amico smanettone con un sito come si deve).
  6. Usate un massimo di 10 categorie/topic.
  7. Condividete il post su ogni social network (es. Twitter, Facebook, Google+, ecc…), o aggregatore (es. Liquida, Wikio, ecc…) possibile. Invitate gli altri sostenitori a fare altrettanto.
  8. Piattaforma consigliata WordPress (se non volete andare in hosting su un server a pagamento), i termini di utilizzo sono meno capestro di altre piattaforme blogging. E’ un aspetto importante: alcuni fornitori possono negarvi il servizio al minimo accenno di turbolenze. Potete creare un instant blog gratuito anche solo per l’arco dell’azione di sensibilizzazione.
  9. Se la causa ha rilevanza internazionale pubblicare una traduzione nelle lingue maggiormente coinvolte dal Caso.
  10. Evitate di infarcire il blog con ADSense, socialADS e pubblicità in genere. La sola presenza scredita qualunque discorso sia presente nel blog, anche il più elevato.
  11. Possono rivelarsi utili post che organizzano le azioni di sensibilizzazione (v. Regole di Sabotaggio).

Cyberativismo su Facebook

Su Facebook si possono praticare le seguenti tecniche:

  1. Gruppo Esteso:
    1. Creare un gruppo aperto e inserirvi tutte le proprie conoscenze interessate a questi temi (evitate di inserire la blogger fighetta, che scriverà un post solo per lamentarsi per questi asfissianti inviti a partecipare a gruppi che le rovinano la permanente). Invitate i membri del gruppo a fare altrettanto.
    2. Cercate di coinvolgere nel Gruppo i c.d. Inflencers, personaggi attivi nei Social Network con un discreto numero di follower su Twitter (1000-2000 in su) o di amici di Facebook (500-1000 in su).
    3. Postate e invitate a postare nel gruppo pareri, opinioni, link interessanti, create condivisione.
    4. Invitate almeno un giornalista esperto in Social Media nel Gruppo. Ne parlerà sicuramente in qualche sito del settore garantendo rilevanza all’evento, anche in caso di ostracismo da parte degli erogatori dei servizi di Social Networking. E’ importante, quasi vitale.
    5. Fate Rete tra gli aderenti al gruppo seguendovi a vicenda sui vari Social Network.
  2. La protesta sulla Pagina Facebook del “censore” (francamente non l’ho mai praticata ma gironzolando ho visto che ha dato buoni frutti):
    1. Una pratica di sensibilizzazione è quella di postare su una fanpage di Facebook di quelle aperte-friendly-social, garbate proteste per l’eventuale rimozione di post o commenti.
    2. Se si è subita una “moderazione” ingiusta da parte di chi a parole si proclama per la libertà d’espressione, è bene che si sappia.
    3. Un consiglio: fate degli screenshot nel caso gli Amministratori della pagina cancellino i vostri post di protesta. E’ bene che si sappia che, oltre al danno, perpetrano anche la beffa. Quindi postare le prove dell’ulteriore moderazione ingiusta in ogni social network. Selezionare le migliori per il blog.
    4. L’iniziativa può assumere toni rilevanti e balzare all’onore delle cronache.
  3. La lenta viralità di Facebook:
    1. Postate sulle vostre pagine facebook personali link che rimandano al blog o ai blog di riferimento.
    2. Postate in gruppi attinenti al vostro tema link che rimandano al blog o ai blog di riferimento.
    3. Postate sulle fanpage attinenti al vostro tema link che rimandano al blog o ai blog di riferimento.
    4. E’ importante che lo facciate anche se odiate Facebook con tutti voi stessi, perché Facebook sarà lento, ma è un ottimo strumento di informazione.

Cyberativismo su Twitter

La parola d’ordine su Twitter è hastag!

L’hastag è un segno # che si antepone a una parola al fine di consentire ricerche in automatico di tutti i Tweet che si riferiscono ad essa.

Es. voglio sensibilizzare la mia timeline sulla vicenda umana di Pinco Pallo, scriverò messaggi contenenti #PincoPallo, o #PincoLibero, o #PPfree, ecc…

Potete controllare la capacità di penetrazione di un termine, o di un hastag attraverso comodi strumenti come Tweetreach e Trendistic:

  1. Tweetreach serve ad analizzare il numero complessivo di contatti e di contatti unici generati dagli ultimi 50 tweet/retweet, che hanno utilizzato un dato termine. Ad esempio “gilda35” di media genera circa 65.000 contatti, di cui 15.000 contatti unici, con soli 50 tweet di alcuni Ricercatori. Per una buona capacità di amplificazione è essenziale coinvolgere più twitteri. Hanno più capacità di penetrazione nel pubblico di Twitter 50 messaggi postati da 50 persone diverse con 500 follower a testa, che lo stesso messaggio postato 50 volte da una Twitstar con 10.000 follower.
  2. Tweetreach invece è ottimo per analizzare la distribuzione oraria dei messaggi. Se cercate il termine “news” noterete che si distribuisce in un arco orario che va dalle 10.00 alle 14.00. Questo è l’orario ideale per ogni azione di sensibilizzazione su Twitter. E’ l’orario in cui la gente gironzola per la timeline per informarsi.

Prima di andare oltre due raccomandazioni: Date importanza ai Trend Topic. Non date troppa importanza ai Trend Topic.

I Trend Topic sono i cosiddetti Temi di Tendenza di Twitter. Sono cioè dei termini o degli hastag che in un dato giorno sono evidenziati come rilevanti nelle versioni web di twitter o nelle app ad esso relative.

Di seguito qualche consiglio:

  1. si è Trend Topic al massimo per un giorno, non vi scoraggiate se il giorno successivo si scompare dalla lista;
  2. in ragione del punto che precede concentrate le vostre azioni in un solo giorno, assolutamente inutile estendere per più giorni l’iniziativa;
  3. non dichiarate su Twitter QUANDO svolgerete la vostra opera di sensibilizzazione altrimenti chi controlla l’algoritmo vi blocca (con Gilda35 dichiaravamo i nostri “Sabotaggi” apposta per essere arbitrariamente moderati e non finire in Toptweet e Trend Topic, al fine di dimostrare che fare le pernacchie ai politici era funzionale al Sistema, mentre fare le pernacchie a Jonas Brothers e Justin Bieber, o trattare di hacking era destabilizzante, con #DilloAObama e #TwitoliDiFilm siamo finiti in Trend Topic con #FreeGary manco un toptweet);
  4. cercate di realizzare 100 retweet verso il messaggio più rappresentativo, per creare un effetto traino (essere toptweet è ancora rilevante per essere trend topic);
  5. per il resto messaggi liberi all’insegna del meme: la parola d’ordine è personalizzazione, magari conditi con un pizzico di ironia e sano senso della provocazione;
  6. se ci riuscite postate messaggi anche in inglese (non é determinante ma aiuta e può creare un bell’effetto traino);
  7. andate nelle pagine delle Twitstar di “Politica” e “Notizie” della sezione Sfoglia per Interessi di Twitter, troverete molti account ufficiali da sensibilizzare con le vostre iniziative (ovviamente non vi risponderanno perché nella maggior parte dei casi sono solo Simulacri Digitali, ma è importante farlo perché nelle Nuvole Computazionali il nome del politico verrà associato all’iniziativa fornendole spessore);
  8. non vi agitate se divenuti Trend Topic venite assaliti da BOT che prendono a spammare minchiate assortite, è un fenomeno noto (v. L’Assalto a #Report e #Gabanelli), fate uno spam report massivo e dopo pochi minuti l’assalto cessa;
  9. una tecnica utilizzata da alcune Comunità Online è quella di agganciarsi a qualche Tema di Tendenza già attivo (es. Tema di Tendenza il solito #ItalyforBiebs o sue varianti, tweet: “Mentre voi giocate con #ItalyforBiebs, #Pincopallo muore!”), francamente la sconsiglio perché inonderete la timeline di un pubblico ostile e poco recettivo;
  10. se non diventate Trend Topic infischiatevene è successo a Julian Assange prima di voi (controllate su Tweetreach come state andando è più importante).

Conclusioni

Spero di aver fornito qualche consiglio utile.

Prima dei titoli di coda qualche raccomandazione: siate rigorosi, ma non rabbiosi, seri ma non seriosi. Non c’è nulla di più triste di un cyberattivista che inizia a prendersi troppo sul serio e diventa un Missionario della Verità.

Come concludere se non con un Hasta la Vida Loca Siempre!

9 Marzo 2011 A.D. Tweetstorm for Gary McKinnon

Gary McKinnon
Image by 4WardEver UK via Flickr

Esimi Ricercatori i Tweetstormers ci chiamano nuovamente alle armi contro Tecnonucleo e i suoi scagnozzi!

Come detto qualche giorno addietro ne “La Biblioteca di Babele 2.0 e le Amnesie di Google“, Gary McKinnon ha perso il ricorso per l’estradizione (v. l’articolo della BBC “Hacker loses extradition appeal“)… Ma i Tweetstormers sono gente tosta e non demordono: sono stato contattato da @cliffsull, che ha richiesto l’intervento dei Ricercatori di Gilda35 per una nuova pazza iniziativa.

Per chi si fosse perso le puntate precedenti, abbiamo parlato del caso Gary McKinnon nei seguenti nonPOST:

  • Il ragazzo che giocava con gli UFO“, in cui narravamo l’incredibile vicenda di Gary McKinnon, uno smanettone (definirlo hacker sarebbe esagerat0) affetto da una particolare forma di autismo (la Sindrome di Asperger), che alla ricerca delle prove sull’esistenza degli UFO (!) nel 2001 penetrava nei siti del Pentagono e della NASA, grazie a degli svarioni nel sistema difensivo (in sostanza i geni della Difesa USA, post 11/09, avevano lasciato svariate credenziali in bianco tipo Utente: ADMIN Password: PASSWORD a disposizione di chiunque). Gary veniva condannato agli arresti domiciliari (finora ha scontato 8 anni di pena detentiva)… ed è tuttora in attesa di essere estradato in USA, per ricevere una condanna di 70 anni di detenzione a Guantanamo (avete letto bene).
  • Anche le Nuvole Computazionali piangono”: raccontavamo degli effetti della mobilitazione dei twitters italiani in supporto di Gary, che aveva suscitato molto scalpore in Gran Bretagna.
  • NO Extradition for Gary McKinnon“: raccontava del “sabotaggio” congiunto da parte di Gilda35 e dei Tweetstormers per sensibilizzare l’opinione pubblica… con la realizzazione di un record di contatti: 53.000 con soli 50 tweet!

In seguito Gary ha perso il ricorso contro l’estradizione, ma i Tweetstormers non demordono e hanno chiesto il nostro aiuto per il prossimo evento del 09/03/2011 A.D.

Come sanno i miei più assidui frequentatori twitteri in questo periodo mi astengo dai “sabotaggi coccolosi“, per una serie di tristi fatti personali che mi hanno un po’ tolto quella sana follia necessaria per le nostre performance…

Tuttavia ritengo importante fornire il mio sostegno anche questa volta alla causa di Gary McKinnon per una serie di ragioni che qui sinteticamente espongo:

  1. La politica digitale è di gran lunga più importante della politica politicante. Anche il più grande dei luddisti deve ammettere che la Rete è il nuovo spazio pubblico, in cui si definiscono volenti o nolenti aspetti fondamentali della nostra personalità. Credo che internet sia uno strumento, e non una sorta di entità salvifica (ogni riferimento a quella boiata pazzesca di Internet 4 Peace è puramente voluto)… Tuttavia in una civiltà come la nostra Internet è la piazza virtuale in cui comunichiamo buona parte dei nostri pensieri, dei nostri sogni, dei nostri valori e delle nostre aspirazioni… Una svolta in senso eccessivamente “oscurantista” e “punitivo” va arginata, quantomeno in Occidente.
  2. La manomissione di una Macchina non può essere punita peggio dell’omicidio di vite umane. Ho accostato più di una volta il caso Gary a quello della Strage del Cermis. Gary per aver manomesso alcune apparecchiature, dopo aver già scontato 8 anni di domiciliari, rischia l’ergastolo in un carcere di massima sicurezza e il trattamento come un pericoloso terrorista. Gli autori della strage del Cermis per aver ammazzato 20 persone, sono stati puniti con 4 mesi e mezzo di detenzione. Non sono affetto da antiamericanismo, ma ritengo che ci sia un limite, quantomeno di ragionevolezza e di decenza, al servilismo e alla carenza di sovranità nazionale che l’Unione Europea e i propri Stati manifestano in ogni occasione verso gli USA.
  3. I disabili mentali non possono e non devono essere puniti come persone pienamente capaci di intendere e di volere. Sembrerebbe un’ovvietà eppure non è così. E’ provato che Gary è affetto da Sindrome di Asperger. E’ assai probabile che abbia agito in uno stato di perenne alterazione indotto da droga e alcool. E’ certo che stava cercando prove dell’esistenza degli UFO e di Area 51. L’elemento psicologico del reato e l’idoneità del reo a comprendere pienamente il senso dei propri atti, non possono essere completamente ignorati, quasi fossero dettagli, come finora stanno facendo le autorità britanniche e europee.
  4. Dai cablogrammi di Wikileaks risulta evidente che gli USA insistono per mero puntiglio. Vi invito a leggere questo post di Domenico Valente: GaryMcKinnon nella rete di WikiLeaks, che ha tradotto uno dei cablogrammi di Wikileaks avente per oggetto appunto il caso McKinnon. Dalla lettura del cablogramma e dalle mosse successive del Governo USA risulta evidente che il caso desta molto imbarazzo nei diplomatici americani in Gran Bretagna. La vicenda è evidentemente assurda per chi in loco si occupa del caso, eppure dal Pentagono ancora si fanno pressioni per l’estradizione di Gary McKinnon. Capisco che a nessuno piace fare la figura dell’incompetente, ma qui si sta passando il segno.
  5. Credo che il Sistema sia fondamentalmente sano. Ritengo che le Democrazie occidentali e lo Stato di Diritto, siano entità sostanzialmente sane. Tuttavia in quanto realtà umane non sono infallibili ed è dovere di ogni cittadino “svegliarle” con gli strumenti a propria disposizione (noi ad esempio usiamo Twitter), quando il sonno della Ragione inizia a generare Mostri…

Per ora non so molto altro, ma i Tweetstormers hanno richiesto il supporto di almeno 5 blogger italici che (preferibilmente) utilizzino la piattaforma di WordPress per la prossima Tweetstorm, in cui sperano di mandare in tilt Tecnonucleo con 1.000.000 di tweet o___O’

Io ho dato la mia disponibilità, per fornire il mio contributo, chi fosse interessato può contattare: cliffsull@pc-insecurities.com

Per maggiori informazioni visitate il sito: http://pc-insecurities.com/Tweetstorm4gary

Hasta Vida Loca Siempre!