Video killed the Web Star

Qualche giorno fa sono rimasto a casa per un’influenza, così mi sono messo a sbirciare qualche programma televisivo, incrociando di tanto in tanto le ospitate di qualche webstar. Sono rimasto colpito dalla assoluta penosità dei vari personaggi una volta passati dal contesto digitale a quello televisivo.

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Il video virale dei bancari e il cyberbullismo come se fosse antani

Con rapidità sorprendente è diventato virale un video, in cui dei dipendenti di una filiale di una importante banca italiana si esibivano in una performance surreale e grottesca. Il video si inseriva in una sorta di gara di simpatia e creatività tra filiali. In pratica una gara di locura tra bancari. Il grigiore della vita dei bancari trasfigurato in una luccicante fiction RAI scritta da Ivan Cotroneo.

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Blue Fake

Ecco le regole del Blue Fake

Giorno 01 raccatta una notizia sensazionale da un sito straniero a caso dall’internet (meglio se scritto in lingua diversa dall’inglese), che associ almeno tre di questi tag: minori, internet, morte, sesso, vaccini, Insinna, Papa, Trump, suicidio, pizza.

Giorno 02 traduci la notizia sensazionale con Google Translate.

Giorno 03 sistema la traduzione in un italiano passabile adattando il testo a 500/600 parole.

Giorno 04 elabora un titolo sensazionale e allarmista di 80 caratteri.

Giorno 05 presentati dal capo redattore con la tua sensazionale inchiesta documentata, che ha riscontri sulla stampa internazionale.

Giorno 06-10 la notizia viene pubblicata e fermenta, tutti senza verificare rielaborano il tuo articolo e citano le tue fonti.

Giorno 11 ormai sono fonti pure gli articoli derivati dal tuo articolo.

Giorno 12 la polemica imperversa.

Giorno 13 esce l’articolo di debunking (magari lo scrivi proprio tu così arrotondi).

Giorno 14 ne parlano in televisione.

Giorno 15 la Boldrini è atterrita dalla notizia.

Giorno 16 Grillo scrive sul tema qualcosa di sconclusionato sul Sacro Blog.

Giorno 17 arriva il servizio definitivo delle Iene, che ti intervistano come fonte autorevole che ha aperto il caso.

Giorno 18 alcuni fanno debunking del servizio definitivo delle Iene, insulti i debunker come nemici della verità.

Giorno 19 tua madre ti manda una catena di S.Antonio di mamme informate, in cui vieni messo in guardia in merito all’orribile fenomeno descritto nella TUA inchiesta.

Giorno 20 ti lamenti con tua madre, che non ti legge.

Giorno 21 il Moige lancia una petizione a caso, per la salvaguardia dei minori.

Giorno 22-27 tutti impazziscono.

Giorno 28 le Autorità devono fare qualcosa, non si sa bene cosa, ma devono farlo.

Giorno 29 la Boschi inizia a mettere mano a una Riforma, che eradichi il problema.

Giorno 30-40 la polemica politica imperversa.

Giorno 41 interviene una sentenza del TAR a caso sull’argomento.

Giorno 42 il Codacons fa un esposto.

Giorno 43 viene pubblicato il disegno di legge “Norme a caso per il contrasto del problema a caso”.

Giorno 44-49 rileggi tutto quello che è stato scritto sull’argomento a partire dal tuo articolo.

Giorno 50 devi trovare la forza di convivere con ciò che hai fatto.

Lettera aperta al giornalista della sezione “CAZZATE RACCATTATE SUL WEB”

Caro giornalista,

premetto che so benissimo che anche tu devi campare, che tieni famiglia, che hai il mutuo, le bollette e le rate dell’auto da pagare. Premetto altresì che deve essere complicato e ansiogeno svolgere un lavoro, in cui ogni giorno devi inventarti un argomento, con cui riempire una cartella da duemila battute ed elaborare un titolo acchiappa click da ottanta caratteri. Sappi che chi ti scrive comprende le tue difficoltà.

Però…

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Apple, pizza e mandolino

Visto che sono parecchi giorni che in privato non faccio che parlare della querelle del centro Apple di Napoli e dei connessi “600 posti di lavoro/tirocinanti”, mi sembra il caso di esporre in modo meno rapsodico il mio pensiero.

La questione nella grande compagnia di giro di specialisti/comunicatori sul tema dell’Innovazione ha creato grande scalpore, generando fenomeni divisivi, cui non assistevo dalla rottura di Albano e Romina.

A mio avviso, invece, è una splendida storia, che racconta in modo desolatamente chiaro quale sia lo stato dell’informazione in Italia, quando si approcciano questi temi.

Cercherò quindi di affrontare la questione col consueto metodo della cipolla agrodolce (ovvero piangiamo, abbracciamoci e ridiamoci su, poi ricominciamo a piangere).

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Raccontare la frontiera

Ieri ho partecipato alla presentazione di “Cronache di Frontiera” una produzione di Sky TG 24, che attraverso i racconti di undici abitanti del VI Municipio di Roma affronta il tema dell’integrazione nelle periferie urbane senza usare i modi della cronaca giornalistica o del documentario.

Gli otto minuti della presentazione mi hanno colpito molto favorevolmente.

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Impubblicabile

Quest’estate si è posto con forza il tema dell’opportunità di pubblicare documenti audiovisivi e fotografici “disturbanti”, suscettibili di urtare la sensibilità di una parte del pubblico, che fruisce di contenuti online. Mi è parso quasi un girone di ritorno dell’estate della Cultura Tossica del 2012, in cui il collasso informativo allora preconizzato dalle comunità underground di internet è dilagato presso un’utenza più vasta.

Il tema si è posto soprattutto con riferimento al massacro di Atlanta, in cui lo psicopatico omicida ha ripreso il proprio crimine in soggettiva, usando lo smartphone con uno stile che ricorda gli sparatutto dei videogiochi, e con riguardo alle immagini dei cadaveri dei bambini restituiti dal mare a seguito dell’ennesima tragedia dei flussi migratori nordafricani.

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I tre giorni del Coniglio

Visto che parecchi giornalisti si sono divertiti a inventare una surreale storia di Mafia, P2 e Servizi Segreti deviati ai danni del povero Anonimo Coniglio mi sembra d’uopo restituire il favore.

Primo Giorno – Un Coniglio alla Festa della Rete

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C’è questo ragazzo argentino che si chiama Anonimo Coniglio. Proprio così, i genitori quando è nato avevano le idee confuse quindi lo registrarono all’anagrafe come “Anonimo” e di cognome fa proprio “Coniglio” (beh io mi chiamo Scrofani, problemi?).

Anonimo è venuto a studiare in Italia e cura da anni un simpatico blog, in cui si diverte a dileggiare taluni malcostumi della scena giornalistica e digitale italiana. E’ un ragazzo giovane e impertinente, immaginate Antonio Banderas quando ancora aveva gli addominali seduto davanti a una tastiera sorseggiando mate con una espressione tra il corrucciato e il divertito.

Il giovine, che nella propria attività online si è guadagnato un sacco di nemici importanti, pensa bene di recarsi alla Festa della Rete, per redigere un tombale reportage dal titolo Sono stato alla #festadellarete e non c’era un cane.

Purtroppo Anonimo scrive in modo dannatamente divertente. Purtroppo Anonimo è pieno di amici influenti che godono come ricci a spammare un articolo come quello, solo per vedere le boccucce dei propri amici influenti arricciarsi inviperite e piccate.

Così avviene che l’articolo viene condiviso, viene condiviso, viene condiviso, viene condiviso…

Insomma tutta la Scena Digitale italiana sa una cosa sola: che alla Festa della Rete non c’era un cane.

Chi se ne fotte chi è stato premiato, chi ha vinto, chi ha perso. NON C’ERA UN CANE.

Ma un Coniglio sì…

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Gianni Riotta e la Formula G – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

via Gianni Riotta e la Formula G – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet.

Ecco la storia di come in una sera di fine febbraio le strade del sabotatore dadaista Giovanni Scrofani e dell’acclamato giornalista Gianni Riotta si sono incrociate per via di un Vortice Entropico Social di quelli spiegabili solo grazie alla Teoria Unificata del Katzing.

Esimi Ricercatori, come sanno i più affezionati tra di voi in questi giorni insieme al nucleo più stretto degli autori di questo prestigioso non-Blog, stiamo affinando la Teoria Unificata del Katzing, cercando di spingerla a spiegare ogni possibile fenomeno umano e psicologico.

Come sapete bene il:

Il Katzing è il principio cosmico che fa perdere tempo alle persone in attività apparentemente complesse ed importanti, ma che in realtà si traducono nella mera produzione di rumore ed entropia.

Per elaborare al meglio questo importante apporto alle scienze fisiche e sociali, mi sto gettando in letture matte e disperate, al fine di dirimere la matassa e capire cosa ci porta inevitabilmente a collassare chiedendoci ansiosamente:

“Che Katzing è stato? Perché ho fatto tante cose ma mi sento di non aver concluso un Katzing? Perché sto buttando la mia vita in questo modo del Katzing? Perché Katzing sono finito a guardare Porta a Porta succhiando filetti di merluzzo ancora surgelati nel salotto di una donna di cui non ricordo il nome?”

Particolarmente utile sta risultando il libro “Ciao e poi?” di Eric Berne, vera e propria bibbia dell’analisi transazionale.

Questa particolare branca della psicanalisi studia l’uomo sotto il profilo delle relazioni che pone in essere col prossimo e pertanto è assolutamente essenziale per chi voglia comprendere appieno le dinamiche di Social Media Katzing.

In particolare mi sono soffermato su uno splendido passaggio in cui l’ottimo Berne, spiega il “gioco” attraverso quella che è una vera e propria formula della trollata perfetta.

La Formula G. (estratto da “Ciao e poi?” di Eric Berne)
Decidevo quindi di verificare l’applicabilità della Formula G di Eric Berne, applicandola per generare un grande classico della Teoria Unificata del Katzing: il Vortice Entropico Social.

Dicesi Vortice Entropico Social quel particolare fenomeno di Katzing Estremo secondo cui un personaggio celebre e affermato sente l’insano bisogno di redarguire un povero nullafacente che perdendo il proprio tempo in attività apparentemente complesse ed importanti sui Social Network, ma che in realtà si traducono nella mera produzione di rumore ed entropia (nella fattispecie spam, trolling, buzz, ecc…).

Mi dedicavo innanzitutto alla ricerca di un Gancio perfetto individuandolo in un articolo dell’ottimo Maurizio Galluzzo, estremamente critico sul tema dei Big Data.

Ora chiariamo un concetto: per tutto il resto del mondo Big Data significa elaborazione e analisi di dati di proporzioni galattiche: tutte le mail di gmail, tutti i profili facebook del mondo, tutti i tweet circolanti nel mondo, tutto lo spam di link nei gruppi facebook, tutti gli inutili bisticci tra influencer, tutte le inutili zappettate dei contadini digitali, tutti le futili mobilitazioni digitali del mondo… In pratica rappresenta lo sforzo sovraumano dell’uomo di tradurre il Katzing in qualcosa che abbia un senso compiuto. Pertanto il Big Data è una sorta di infame e disperata lotta contro il Katzing, che il più delle volte si traduce solo nella generazione di altro Katzing.

In Italia purtroppo il Big Data all’Amatriciana neppure fa lo sforzo di contrastare il Katzing, anzi in genere si impegna ad alimentarlo. In pratica il Social Media Katzer italico non appena con tool patetici come Archivist o Twittercounter riesce a “dominare” 10.000 tweet inizia ad esordire con mirabolanti analisi, che producono solo ondate di rumore pazzesco. Spesso coprendosi di ridicolo tentando di incarnare una moderna Sibilla Cumana.

Big Data? Ok, adesso basta | Maurizio Galluzzo

L’informatica orale, quella fatta di chiacchiere, di retorica, di convegni, di articoli sui giornali, del parlarsi addosso, di chi non sa nemmeno programmare con un linguaggio, periodicamente sforna

http://www.mauriziogalluzzo.it/big-data-ok-adesso-basta

Per creare un gancio (G) perfetto preparavo uno di quei messaggi su Twitter che sono come il miele per la celebrità digitale, pieno di termini altisonanti e spocchia… Per dirla con Eric Berne uno di quei perfidi messaggi da Genitore Critico Negativo, che fanno scattare il c.d. “elettrodo” presente nel Bambino interno di ognuno di noi.

Ecco che cosa è accaduto…

https://storify.com/jovanz74/vortice-entropico-social

Insomma esimi Ricercatori, ringraziamo sentitamente il buon Gianni Riotta per aver consentito alla nostra Teoria Unificata del Katzing di fare ulteriori passi avanti, confermando in un solo colpo l’applicabilità della Formula G alla creazione di appositi Vortici Entropici Social di discrete proporzioni.

Un piccolo passo per l’umanità, un grande passo per la scienza.

I miei inviti per il Partito Liquido

I miei inviti per il Partito Liquido

ONtro

Esimi Ricercatori, nelle scorse settimane sono stato contattato dallo Staff di Servizio Pubblico per collaborare alla creazione della loro piattaforma di discussione chiamata “Partito Liquido” che gira su Liquid Feedback, per intenderci il sistema di discussione delle proposte politiche dei Pirat Party.

Orbene mi sembra pertanto d’uopo presentarvi doverosamente l’iniziativa, deliziarvi col resoconto dell’odierna Conferenza Stampa, rispondere alla domanda rivoltaci da Riccardo Luna sul “Perché?” della nostra partecipazione al progetto, nonché elargire ai primi 100 di voi i miei esclusivi inviti per la nuova piattaforma… no questa volta non è una delle mie burle (v. lo psicodramma Volunia Plus).

I miei inviti per il Partito LiquidoI miei inviti per il Partito LiquidoI miei inviti per il Partito Liquido

Il Partito Liquido

Servizio Pubblico lancerà nell’edizione di quest’anno il “Partito Liquido” e il “Gioco dei Leader“, che saranno condotti da Giulia Innocenzi.

Partito Liquido in estrema sintesi apre alla comune utenza la piattaforma di Liquid Feedback in precedenza appannaggio quasi esclusivo del Partito Pirata e di alcuni gruppi del Movimento 5 Stelle.

Liquid Feedback è una sorta di esperimento sull’intelligenza collettiva: dimostrare che è possibile elaborare dal basso un programma politico, spaziando un po’ in tutti i campi dello scibile umano.

Così un gruppo di trenta personalità della scena digitale italiana (da Riccardo Luna al sottoscritto passando per Luca De Biase e tanti altri) stanno partecipando alla realizzazione di questa piattaforma… nel frattempo la mia casella di posta elettronica sta per esplodere per gli aggiornamenti del relativo gruppo di discussione.

In pratica attraverso Liquid Feedback verranno elaborate delle proposte concrete da presentare in ogni puntata ai candidati Leader, che si sfideranno con un meccanismo ibrido di voto via internet/televoto.

Al di la dell’elemento di gamification (ormai imprescindibile in ogni forma di comunicazione politica sul digitale), mi sembra un interessante esperimento di comunicazione politica, ma ci tornerò oltre…

Ma adesso passiamo alla mia diretta dalla Conferenza Stampa, in cui il buon Santoro mi ha stappato più di una risata (sapete che sempre sostenuto che lui e Travaglio hanno tempi comici irresistibili)…

Rispondiamo al “Perché?” di Riccardo Luna

Nel magmatico gruppo di lavoro del Partito Liquido ad un certo punto è echeggiata una ieratica domanda rivoltaci da Riccardo Luna: “Perché?

Innanzitutto vi invito a leggere alcune delle risposte circolate nel gruppo, in particolare quella lucidissima di Luca De Biase, che trovo molto esaustiva e in larga parte condivisibile:

Orbene cerchiamo di rispondere sinteticamente per la parte che ci riguarda.

Innanzitutto ho sempre trovato stucchevole la scena della politica digitale italiana sospesa tra maoismo digitale e attivismo da lanciatori di like, il tutto condito con simulacri digitali che paiono usciti dai musei egizi. Adesso la situazione è lievemente migliorata e siamo intasati di Twitstar e di malriusciti esperimenti di memetica

Chissà come i nostri Turbo Capitalisti non si sono ancora comprati un bel corpaccione da Leviatano Digitale con cui incarnare la pancia digitale del Paese e divorarne gli oppositori… Ma diamogli tempo di accordarsi con l’Oligopolio Digitale e vedrete che meraviglia, sarà come nelle campagne elettorali americane in cui non c’è anfratto del web in cui puoi sfuggire dai Leviatani 2.0…

Alla luce del desolante quadro summenzionato, stante il mio particolare sentire, ho preferito leggere la realtà politica alla luce delle community di contro-cultura digitale internazionali per me più interessanti: 4Chan,Anonymous, ADbusters e compagnia briscola.

Ne è nato pertanto una sorta di profondissimo distacco dalla cosa pubblica, per come tradizionalmente intesa.

Tuttavia, come ben sapete, sono persona avvezza a ogni genere di mirabolante sperimentazione comunicativa. Pertanto non posso esimermi dal testare questa nuova piattaforma.

Secondo me è qualcosa di sfidante. Viene posta nelle nostre pacioccose manine la possibilità di non dire semplicemente “cosa non va” (che da noi è una sorta di disciplina olimpica), ma dire che “cosa vorremmo realizzare” per cambiare questo disastrato e folle stato di cose.

Trovo poi molto interessante la possibilità di sottoporre all’attenzione dei Leader queste soluzioni provenienti dal basso. Ovviamente la cosa richiede un esercizio di particolare onestà intellettuale da parte dello Staff di Servizio Pubblico… Ma lo spiraglio appare interessante.

Forse si apre la possibilità di far affiorare in televisione un po’ di iceberg digitale.

La cosa decisamente non mi dispiacerebbe…

Resta inteso miei esimi che mi conoscete, che in caso di tentavi manipolatori scatterà immediatamente il mio proverbiale “grazie per tutto il pesce“…

In parole povere: perché mi piacerebbe che quante più persone possbili si riappropriassero della propria voce, che provassero a proporre qualcosa di costruttivo, che sbattessero sul grugno dei politici la realtà di persone che ogni giorno lottano in un mondo sempre più difficile… perché vorrei che quante più persone si impratichissero nell’utilizzo di strumenti di democrazia diretta…

Il mio sogno? Che nella puntata finale ci si renda conto che non c’è bisogno di un Leader, né di Influencer, ma di persone che devono iniziare a fare insieme qualcosa di concreto per sé stessi.

I miei inviti per il Partito LiquidoI miei inviti per il Partito LiquidoI miei inviti per il Partito Liquido

Conclusioni

Orbene miei esimi Ricercatori spero che vi siate schiariti le idee su questo interessante progetto.

Al riguardo vi significo che ho disponibili nel panciotto 100 inviti per essere nel nucleo iniziale degli sperimentatori del Partito Liquido. Così per chi di voi fosse interessato a sperimentare l’iniziativa può contattarmi all’indirizzo mail: giovanni.s.f.scrofani@gmail.com.

Astenersi: curiosi, troll, fake, perditempo, markettari alla ricerca di visibiità, asprianti dittatori, mud wrestler, bimbominkia, vecchiominkia, ecc…

Se questa cosa la facciamo insieme vi voglio ben motivati!

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