Cinguettii e Temi di Tendenza | Data Manager Online

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Image via CrunchBase

Illustrissimi Manager Digitali, inizia oggi la mia collaborazione con Data Manager Online, il vostro amato “Portale dell’ICT Professionale”…0

Per chi conosce il mio operato online come autore di Gilda35, il non-BLOG di satira dadaista sul professionismo di internet, l’accostamento del sottoscritto all’ICT Professionale può apparire come una sorta di piccola contraddizione in termini.

Tuttavia, come ho scoperto in questi anni, scherzando e ridendo sui internet si possono fare scoperte che suscitano anche l’interesse anche dei professionisti, che spesso sono dotati di più autoironia di quanto non si crederebbe.

Come avete potuto vedere nella mia recente intervista ,in due parti ,per il sito gemello Tech Video TV, i miei ambiti di interesse sono alquanto eclettici e passano dallo studio dei fenomeni culturali connessi ai nuovi media (in particolare Twitter) alla pratica del dadaismo digitale.

In questo nuovo spazio, “Cinguettii”, mi dedicherò soprattutto ad una sorta di piccola rassegna stampa dei temi di tendenza di Twitter che più mi colpiscono.

I Temi di Tendenza sono una interessante funzionalità di Twitter che nella sezione “#SCOPRI” del proprio sito restituisce i termini maggiormente rilevanti per una data area geografica. Sono pertanto un ottimo strumento per conoscere gli umori del momento e le Comunità Online maggiomente attive. In sostanza costituiscono la parte di Twitter più orientata al news networking, enfatizzando la possibilità per gli utenti di dare visibilità dal basso alle notizie (intese nell’accezione più ampia possibile) di proprio interesse.

Con la mia comunità online d’elezione, Gilda35, ci abbiamo giocato parecchie volte scoprendone con una serie di esperimenti di reverse engineering alcuni aspetti molto interessanti da tenere a mente. L’algoritmo dei Temi di Tendenza (il programma che seleziona gli argomenti più rilevanti) infatti è influenzato da una pluralità di fattori che concorrono tra loro, che spesso inducono in errore anche gli osservatori più attenti:

Fattore Linguistico: la leggibilità e comprensibilità dei testi da parte del software, che alle volte può creare qualche simpatico cortocircuito (es. quando scambiarono #vascomerda un tema connesso alla scena calcistica brasiliana, con la denigrazione del noto musicista italiano).

Fattore Temporale: l’orario del giorno in cui vengono pubblicati i testi e la frequenza di aggiornamento degli stessi (es. quando ci fu il caso Wikileaks in molti si stupirono del fatto che gli hashtag #cablegte e #wikileaks non apparissero nei temi di tendenza nonostante il massivo volume di messaggi, non capendo che una frequenza eccessiva di aggiornamenti di status viene letta da un software come un comportamento artificiale e pertanto scartata).

Fattore Locale: lo steso termine può diventare tema di tendenza in una determinata area geografica ed essere scartato in un’altra, oppure penetrare nella comunità di twitter italiana anche se è nato all’estero (cosa che i giovani fan delle rockstar straniere sanno molto bene).

Fattore Gerarchico: fondamentalmente gli utenti di Twitter sono organizzati in liste “gerarchiche” basate sul rapporto tra le persone che seguono e da cui sono seguiti. Ciò consente di dare un minimo di gerarchia delle fonti (es. se Gianni Riotta è seguito da migliaia di persone evidentemente le “notizie” che provengono da lui hanno un “peso” ed una “attendibilità” maggiori di quelle di un perfetto sconosciuto). Alcuni utenti vivono questa funzionalità come qualcosa di “non democratico”, tuttavia quando si parla di informazione una qualche gerarchia delle fonti bisogna pur darsela.

Fattore Politico: Twitter per evitare grane con le Leggi del posto adotta un sottile sistema “censorio” che fondamentalmente rende invisibili temi di tendenza che possono configurare fattispecie di reato o essere contrari a norme imperative (es. i reati di vilipendio, di opinione, ingiurie, diffamazione, ecc…).

Fattore Disturbo: esistono dei software chiamati SpamBOT, che si svegliano in coincidenza dell’emersione di un tema di tendenza, per pubblicizzare link a siti esterni. Questo genere di spam spesso costituisce un fenomeno di disturbo tale da soffocare l’uso degli hashtag (le etichette # per le ricerche automatiche);

Fattore Contestuale: recentemente Twitter si è arricchito della sezione Storie, una funzionalità simile a Google News che restituisce gli articoli più importanti emersi dai temi di tendenza. Perché qualcosa salga nella sezione Storie deve puntare anche a siti esterni accreditati come produttori di notizie/informazioni.

Come avete potuto vedere da questo rapido escursus leggere le notizie attraverso i temi di tendenza è un esercizio tutt’altro che semplice eppure utile se si vuole conoscere l’informazione non secondo il classico modello delle Comunità Creative che la calano dall’altro, ma come il nuovo modello partecipativo in cui la notizia sale dal basso attraverso l’interazione dei membri delle Comunità Online.

Esimi Manager Digitali non resta che augurarvi buon divertimento.

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10 consigli a una Twitstar per migliorare i propri autoscatti

Bill Murray assoluta icona di stile

Caro VIP il motivo per cui ti scrivo questo articolo è riconducibile a una noiosa disfunzione di Google News. Da quando insieme agli altri VIP televisivi siete calati in massa su Twitter, infatti, la ricerca di notizie sul mio amato social network restituisce solo articoli sui vostri autoscatti.

Trovare notizie tecniche, o netnografiche su Twitter è diventato pertanto una sorta di faticosa gimcana tra gli articoli che parlano delle tue foto sbracate, sgranate e sfocate, che spesso tu e gli altri VIP pubblicate dallo specchio del gabinetto a causa di una scarsa pratica con gli smartphone.

Purtroppo i giornali online si nutrono dei vostri autoscatti postati su Twitter, che sono particolarmente orrendi.

Tu non te ne puoi rendere conto perché fai la foto e poi te ne dimentichi, al massimo rispondi a qualche “ahahahahahahahah che figo” che ti scrive qualche tuo amico VIP.

Noi invece troviamo i canali di news completamente intasati dei tuoi autoscatti.

Per farti comprendere un po’ meglio l’effetto, ho creato una bacheca su Pinterest (in costante aggiornamento) chiamata “Live like a Twitstar”, che sembra una sorta di versione 2.0 della “Mostra delle Atrocità” di James Ballard.

Puoi ben capire come sia difficoltoso cercare materiale su Twitter in mezzo alle foto dei tuoi figli, dei tuoi cani, dei tuoi amici palestrati, delle amiche scosciate, e sopratutto dei tuoi autoscatti penosi…

Devi prendere consapevolezza di un fatto: nonostante millemila followers e tanti articoli, susciti sopratutto imbarazzo.

Senza contare l’intollerabile brusio che create a causa dei processi imitativi che generate.

Così eccoti qualche buon consiglio per migliorare la tua immagine online ed evitare che i Troll si prendano gioco di te trattandoti come un incapace:

  1. Compra l’ultimo modello di iPhone: te lo dico da felice possessore di un Samsung Galaxy su cui gira ottimamente Android, senza i prodotti Apple sei solo un buffone con tanti follower (come me). I prodotti Apple invece sono di moda, ti fanno apparire intelligente e versato nelle nuove tecnologie anche se non lo sei e sopratutto hanno tante applicazioni stupidissime che fanno 4 cose in croce ma le fanno benissimo, così non fai casino (che è un punto molto importante). Evita la tecnologia da smanettoni e qualunque cosa che richieda più di sei secondi di attenzione: ergo sii legato ad Apple tutta la vita.
  2. Esci dal gabinetto: ti rivelo un segreto non c’è bisogno che ti fotografi allo specchio del gabinetto del cesso, se non c’è in giro qualche amico/parente/sodale. E non è necessario neppure fotografare a casaccio parti anatomiche del tuo corpo. Esiste infatti una funzione nella fotocamera digitale del tuo iPhone che ti consente di farti degli autoscatti ad alta risoluzione. Quel buchino in alto a destra del telefonino è infatti una fotocamera digitale anteriore (non l’avresti mai detto vero?). Quando devi farti una foto noterai che esiste un pulsante che non hai mai cliccato che ritrae una fotocamera con delle freccette che sembrano volerla ruotare. Pigialo. Ecco adesso ti stai guardando come in uno specchietto digitale. Digita il pulsante di scatto. Voilà! Adesso sei libero dal vincolo tecnico dello specchio del gabinetto e puoi correre felice a farti autoscatti ovunque!
  3. Usa Instagram: per dare degli effetti ai tuoi autoscatti non c’è bisogno che giochi con le luci di casa, scomodando quella curiosa lampada a luci rosse. Esiste una app chiamata Instagram che con pochissimi ed elementari passaggi ti consente di dare degli effetti gradevoli alle tue foto e farti sembrare un fotografo decente.
  4. Non sei bello sempre: prima di fotografarti datti un’occhiata. Farsi foto tumefatte dopo una sezione di botox lì per lì può sembrare una buona idea, ma non lo è. Fotografarsi con erpes sul labbro fa pensar male. Occhio alla peluria delle braccia che in full HD fa molto effetto Cita anche se sei una modella strafiga. Le foto con la barba incolta possono essere divertenti la prima volta, postate tutti i giorni fanno provare compassione per tua moglie che vive con una sorta di clochard di lusso. Insomma cerca di avere un’immagine decente e ordinata. Per lo meno fallo per chi ti vuole bene.
  5. Cani sì, bambini no: senti lo spasmodico bisogno di far vedere che sei una persona tenera e sensibile? Vuoi mostrare il tuo lato materno/paterno? Usa un cane. I bambini lasciali fuori dalla tua assurda scalata alla popolarità digitale. Internet è pieno zeppo di Cyberorchi che grazie a pochi dettagli presenti nei metadati delle tue foto possono risalire ai luoghi frequentati dai tuoi figli/nipoti… lo sai che tutte le foto che fai con un videofonino sono geolocalizzate e che se ti crackano il tweet possono sapere con una precisione di due metri dove l’hai scattata? Inoltre ti faccio notare che sei su Twitter e non su Facebook: non stai mostrando l’immagine dei pargoli alla zia Adelina del Delaware, stai mostrando i tuoi bambini a tutto il mondo… L’utilizzo dell’immagine di minori dovrebbe essere un pelino più responsabile.
  6. I sex tape: Non metto in dubbio che sia una buona strategia tenersi da parte qualche foto hot, o qualche filmato a luci rosse per i momenti di crisi. Poche semplici regole: evita risoluzioni troppo alte (potrebbero pensare che le hai fatte apposta), simula ma non troppo (meglio fare poche cose che si sanno far bene), evita i raggi infrarossi (fanno un po’ effetto “Esorcista”). Sopratutto non denunciare il povero hacker che diffondendo su internet il tuo materiale pornografico autoprodotto ha fatto la tua fortuna. L’avevi messo lì apposta non protetto, non essere ipocrita. Tutto ciò che è su digitale è scritto in cielo.
  7. Gli occhiali da Nerd non ti rendono intelligente e i baffi non ti rendono sexy: mettere orrendi occhialoni con la montatura nera non ti renderà più intelligente. Se ti reputavano una scosciata o un palestrato senza cervello, continueranno a farlo serenamente, occhiale nerd o meno. Idem per i baffi: è materiale per nerd e hipster con riferimenti culturali profondi. Se trovi in Rete tanto materiale sui baffi non è perché sono di moda. Rassegnati, al massimo sembri la versione effeminata di Freddy Mercury.
  8. C’è un sacco di gente orrenda su internet: caro VIP tu magari non lo sai, ma esistono milioni di Gruppi Facebook, Forum, Image Board, Chat in cui quanto pubblicherai sarà oggetto di scherno, parodie, rielaborazioni. La tua immagine sarà oggetto a tua insaputa di ogni sorta di dileggio e uso improprio possibile e immaginabile. Quando ti fotografi, domandati: la mia faccia in quale abominevole fotomontaggio sarà utilizzata? E poi il mondo è pieno di stalker, perché senti il bisogno di eccitare la loro fantasia con spezzoni del tuo privato? Della tua casa? Delle tue frequentazioni?
  9. La tua vita non è uno spettacolo.
  10. Tu non sei una merce.

Spero che tu faccia buon uso di questi consigli, che potrebbero migliorare notevolmente la qualità della vita tua e di migliaia di smanettoni.

E passa meno tempo su internet.

Il nuovo Twitter e il #foreveralone natalizio

ONtro

Esimi nonché egregi Ricercatori, come sapete Natale è uno di quei drammatici periodi dell’anno, in cui la solitudine si fa sentire più forte… Per molti è il giorno in cui si pensa agli amici lontani, agli amori perduti, alle persone care che ci hanno lasciato…

Non dovrebbe pertanto sorprenderci che in una giornata che molti vivono così mestamente un hashtag come #foerveralone (per sempre solo/a) sia diventato tema di tendenza mondiale e abbia campeggiato nella sezione storie della pagine “Scopri/Discover” del nuovo Twitter.

OppureNO.

Discover

Discover”  come ben raccontato da Wired è una nuova funzionalità di Twitter che in sintesi offre:

Uno sguardo sul mondo. Cliccando sull’icona del cancelletto è possibile accedere all’opzione “scopri” : una serie di informazioni raccolte da Twitter per “riflettere i nostri interessi, in base a dove ci troviamo, le persone che seguiamo e quello che sta succedendo nel mondo”. Ecco quindi i suggerimenti degli account da seguire raggruppati in categorie (musica, sport e intrattenimento) o le storie da “scoprire”. Nella sezione # è possibile sapere che cosa stanno facendo gli utenti, chi stanno seguendo e quali sono i loro tweet preferiti. Non molto diverso da quello che fa Facebook quando ci aggiorna sulle nuove amicizie dei nostri contatti e sui link condivisi.

[Tratto da “Il Nuovo Twitter” di Wired]

Finora nella sezione “Storie” erano sempre stati segnalati hashtag, che si sviluppavano attorno ad un link legato ad una testata online. Molti Ricercatori si chiedevano se fosse una sorta di embrione di funzionalità alla Google News, con selezione delle notizie da una determinata lista di siti di informazione.

Invece la “Storia” da cui si sviluppava l’hastag del #foreveralone non faceva riferimento ad alcuna testata online, o notizia…

Il Tweet da cui è partito tutto

Il tweet che ha scatenato i mesti messaggi di centinaia di uomini soli, di ragazze sedotte e abbandonate, di separati, divorziati, dimenticati, di innamorati non corrisposti… campeggiava fiero nella mattina di Natale sulla pagina Storie di Discover…

Devo dire che appena l’ho visto sono scoppiato in un ghigno da vecchio troll in prepensionamento, ma non roviniamo la sorpresa…

Questo era il messaggio da cui era scaturito il lacrimevole profluvio natalizio:

Con una tipica logica internettara vecchio stile venivano esaminate in modo naif alcune possibili combinazioni di relazioni umane, di cui 3 disfunzionali ed una funzionale (i nerd amano applicare l’ingegneria a qualunque cosa):

  • Rapporto Disfunzionale 1: “Ragazzo Gentile” innamorato non ricambiato di “Ragazza Dolce”, che è innamorata non ricambiata di uno “Stronzo”.
  • Rapporto Disfunzionale 2: “Ragazzo Gentile” innamorato non ricambiato di “Ragazza Dolce”, che è innamorata non ricambiata di uno “Stronzo”, che a sua volta è innamorato non ricambiato di una “Puttana”.
  •  Rapporto Disfunzionale 3: “Ragazzo Gentile” innamorato non ricambiato di “Ragazza Dolce”, che è innamorata non ricambiata di uno “Stronzo”, che a sua volta è innamorato non ricambiato di una “Puttana”, che pure lei è innamorata non ricambiata di un “Ricco”.
  • Rapporto Funzionale: “Ragazzo Gentile” con l’espressione da foreveralone (per sempre solo), “Ragazza Dolce” e “Stronzo” innamorati, “Puttana” e “Ricco” innamorati.

Le migliaia di persone che hanno utilizzato l’hashtag nella giornata, se avessero avuto qualche conoscenza di Cultura Digitale in più, si sarebbero rese conto di trovarsi di fronte a quel simpatico esperimento sociologico comunemente noto col nome di “trolling“.

Infatti il tweet in questione non era che un meme del foreveralone!

Il Meme Foreveralone

Foreveralone meme

Il Meme del Foreveralone è uno dei grandi classici delle  Comunità Online dedite alle tecniche di trolling più eleganti e divertenti.

E’ un grazioso esempio contemporaneo di quello che chiamiamo cyber dadaismo.

La storia di questo meme (fonte l’autorevole Know Your Meme) è alquanto incerta. Si sa solo che nacque nell’aprile 2010 praticamente in simultanea in molti centri di produzione di meme (4chan, Tumblr, ecc…).

E’ un classico “rage comic“, ossia un fumetto estremamente stilizzato e naif che ritrae un’espressione di rabbia, nel caso di specie il disappunto per essere soli al mondo, senza nessuno che ricambi il proprio amore.

Forse molti di voi non lo sanno, ma in un’occasione il Foreveralone meme causò un gigantesco flashmob involontario ai danni di centinaia di poveri uomini soli alla ricerca disperata di un’anima gemella, che li alleviasse dalle proprie sofferenze amorose…

La locandina del flashmob Foreveralone

Il 13 maggio 2011 alcune Community di troll idearono un articolato scherzone utilizzando fake di bellissime ragazze e invitando centinaia di ragazzi soli lo stesso giorno alla stessa ora a Times Square (New York)… Peraltro poiché i membri della Community volevano godersi lo scherzone via telecamere di pubblica sicurezza, il sito della Earthcam  andò giù… Il numero di richieste di accesso era così elevato che fu paragonabile ad un attacco DDos…

Panopticon Twitter

Così di ritorno da una sana pedalata natalizia per smaltire gli eccessi del Cenone della Vigilia leggo il tweet in questione e sghignazzando lo metto a beneficio della nostra Comunità con questo piccolo e innocente messaggio:

Ovviamente le Macchine di Twitter non dormono mai, oppure c’è qualche stagista sfigato costretto a monitorarmi h24 pure il giorno di Natale, o forse è la solita incredibile ed incoerente “coincidenza di Tecnonucleo” prodotta dall’interazione Uomo/Macchina…

Ma una mezz’ora dopo aver postato il mio messaggio, in modo assolutamente incoerente il messaggio di riferimento della “storia” del foreveralone cambia e fa riferimento a questo tweet completamente normalizzato…

La cosa è assolutamente divertente nella sua sconcertante falsità: il tweet da super troll di Don Muffin con oltre 50 retweet e preferiti era chiaramente quello da cui si era propagato il tema di tendenza del foreveralone…. quello di LOVELiiCIOUSx, che già dal nome pare un embrione da vasca di riproduzione di Teamfollowback, coi suoi 4 retweet stenterelli evidenzia da solo il provvidenziale intervento “a manetta“… La foto poi è così furbetta e geek da far sorgere più di un sospetto…

Conclusioni

Esimi Ricercatori che dire?

Innanzitutto ci complimentiamo con Don Muffin per essere riuscito a sabotare la sezione Storie di Discover Twitter, con un elegantissimo atto di trolling DOC.

In secondo luogo assistiamo all’evoluzione delle dinamiche difensive di Twitter, che invece di bloccare i messaggi sgraditi come con i Toptweet e i Temi di Tendenza, adotta una policy molto più sofisticata: la mistificazione. L’origine dell’hashtag #foreveralone viene abilmente occultata e tramutata da atto di trolling, in romantica malinconia… Immaginate l’applicazione di una simile prassi con una notizia vera o con un’informazione politica.

In terzo luogo sono molto dispiaciuto per quegli utenti che hanno postato in tutto il mondo messaggi di solitudine natalizia solo per il sollazzo di Comunità di Troll… Penso che lo scherzo ci insegni una cosa importante: senza neppure aver capito il senso del meme che avevano di fronte, migliaia di persone hanno esibito al mondo pensieri intimi e sofferti, Twitter ha ritenuto la “Storia” di tendenza, dandole visibilità e generando ancor di più un mood depressivo… I Nuovi Media rischiano di diventare strumenti di espressione inconsapevole di emozioni forti… oggi il manipolatore è un Troll, domani?

Torno a ripetermi: la gente risparmiasse le emozioni più profonde per i rapporti umani dal vivo e la smettesse con questo stupido esibizionismo digitale.

P.S. Buone Feste 😀

La sindrome del Missionario 2.0

Sguardo ossessionato da Missionario della Verità

Esimi Ricercatori, un morbo inquietante si diffonde ogni giorno di più nei Social Network: la Sindrome del Missionario!

Doverosa precisazione il presente nonPOST non parla di posizioni sessuali.

Altrettanto doverosa precisazione il presente nonPOST non parla di religione.

Quantomai doverosa precisazione il presente nonPOST non parla di malattie.

Semplicemente è che la figura dei Missionari 2.0 si sta diffondendo davvero viralmente nei Social Network nostrani… Sentiamo i loro occhi febbricitanti che squadrano con malcelato disprezzo quanto andiamo scrivendo in rete… E ogni tanto sentiamo salire anche il nostro Missionario interno…

Quindi bisogna vigilare sulla proliferazione dei Missionari…

Vi sarà capitato di incontrare nei Social Network tizi che non fanno che postare in una giornata 2572 post riguardanti Berlusconi (o Fini, o Vendola, o Topogiggio)… mentecatti capaci di retwittare ogni singolo tweet contenga la parola #wikileaks ossessi capaci di postare ogni giorno la solita tirata contro il Nucleare…

Per carità a tutti noi ogni tanto prende la matta idea di spenderci pesantemente in qualche iniziativa… Il problema è che il Missionario non fa altro ed è pure caustico verso chi non è come lui.

Sarà che come ci insegna Giacobbo il 2012 e i Tempi Supplementari dell’Apocalisse sono alle porte… sarà che tra Tsunami, Centrali Nucleari che bruciano, bunga bunga, Guerra in Libia, scandali di preti pedofili… il millenarismo e la monomania divampano…

Al confronto di un Missionario, la più funesta delle Twitstar è Coccolino Morbidoso.

Precisiamo: quella del Missionario è una figura mutuata dal mondo della criminologia, non della religione… Indica una particolare tipologia di serial killer, che si sente investito di una sorta di “missione“, che deve compiere a ogni costo necessario (il più delle volte eliminando anche fisicamente delle persone)…

Orbene, i Social Network si stanno riempiendo anche di queste mitiche figure: i Missionari 2.0!

Cerchiamo brevemente di tratteggiarne un profilo improvvisato, analogico e bidimensionale:

  • Missione:
    • Il Missionario ha un’altissima missione da compiere, la cui riuscita è di fondamentale importanza per la salvezza del genere umano.
    • I temi più ricorrenti sono: deporre il tiranno Berlusconi, sostenere Berlusconi la vittima dei media, incitare all’uso della bicicletta, combattere le legioni di preti pedofili che insidiano i bambini di tutto il mondo, catechizzarci col Verbo, non meglio definibili forme di ecogreenpongo, l’animalismo, la difesa delle donne, la difesa del maschio italico, propugnare la propria struggente opera artistica di impareggiabile genio, ammorbarci con una start up, scassarci i cosiddetti con i vantaggi di Linux, inneggiare ai prodotti Apple come apice del pensiero umano, catechizzarci con Wired, ecc…
    • Stare sui Social Network ha un solo scopo il successo della Missione.
    • La Missione sarà compiuta quando tutti la penseranno come il Missionario.
    • Perché è evidente che il Missionario ha ragione e chi non la vede come lui è pazzo, venduto, laido, arido, idiota.
  • Metodo:
    • Il metodo è alquanto spaventoso e comune a tutti: postano/twittano/rewtittano in modo ossessivo in ogni Social Network possibile brevi messaggi inneggianti alla propria missione allegando link, che per lo più portano a notizie che abbiamo già letto su Google News, o sulle maggiori testate giornalistiche online.
    • Nella propria ricerca disperata di rendere virali le proprie Verità compie ogni genere di nefandezza, la più comune un utilizzo dissennato di #sapevatelo su Twitter o qualche altro hastag di successo.
    • Il Missionario, per diffondere viralmente la propria opera, spesso utilizza senza scrupoli le più imbecilli applicazioni di Facebook taggando la totalità delle persone che conosce.
    • L’opera del Missionario è di  evangelizzazione, pertanto non si rivolge ai “vicini”, ma ai “lontani”. Pertanto più sei refrattario alle sue idee più sarai invitato ai suoi eventi (manifestazioni, raduni di preghiera, vernissage, sit in, aste di beneficienza…).
  • Disprezzo per gli altri utenti:
    • Il Missionario, nonostante centinaia di amici di Facebook e migliaia di followers di Twitter, è un uomo isolato, solidarizza solo con altri Missionari.
    • Col tempo vive momenti di involuzione e smette di seguire tutti coloro che non sono produttori/consumatori delle Verità che cerca disperatamente di rendere virali.
    • Periodicamente lancia strali contro gli esseri ciechi e abbietti che non condividono la propria missione, cercando il sostegno di chi “ha visto la Luce” (normalmente altri Missionari come lui che commentanto “Bravo!”, “Vero!”, “Si!” che leggendoli ti immagini la vocina decerebrata del Bambino Gigi).
  • Superesperienza:
    • I Missionari sono tutti superesperti di geopolitica internazionale, arte concettuale, fisica nucleare, meccanica quantistica, chirurgia sperimentale…
    • Il Missionario non dialoga. Asserisce.
    • Al Missionario bastano 4 righe per esprimere in modo apodittico il proprio pensiero con assoluta e autoreferenziale fermezza.
    • Tuttavia non è mai del tutto chiaro che lavoro faccia nella vita reale…
    • Dopo un po’ che contraddici un Missionario con dei fatti (perché può capitare che ne sai più di lui), impazzisce e finisce per insultarti.
  • Addio alle armi:
    • Dopo un periodo variabile (1 mese-10 anni) di botto il Missionario abbandona il Social Network.
    • Le Masse ottuse non meritano che lui continui a spendersi per la loro Salvezza.
    • Spesso lascia un messaggio di addio delirante in cui dichiara che si deve occupare di cose molto più importanti in Real Life.
  • Il Ritorno del Figliol Prodigo:
    • Di norma dopo una settimana ritorna nel Social Network che aveva abbandonato.
    • Perché probabilmente in Real Life non combina un cazzo.

C’è una cura al morbo del Missionario?

Francamente cari Ricercatori penso proprio di no.

L’unico modo di salvarsi dal nostro Missionario interno è l’autoironia.

A tutti i Missionari del Mondo: fateve na risata che siete di una tristezza assurda!

E voi Ricercatori: vigilate su voi stessi… La Sindrome del Missionario presto o tardi becca tutti… OppureNO