[LAB] “La Rete che Lavora” di Ivana Pais | Gilda35

Esimi Ricercatori è con piacere che vi presento un interessante libro della sociologa Ivana Pais dedicato a come sta evolvendo il nostro rapporto col lavoro nell’Era Digitale. Una parte del libro è pertanto dedicata a come il digitale ha fatto evolvere il nostro concetto di identità e presenta alcuni contributi gildeschi…

Ho avuto, infatti, modo di conoscere Ivana nel corso di un interessante dibattito avvenuto giusto un anno addietro nel gruppo Facebook di Indigeni Digitali dedicato alla figura etnografica del Nerd. Ne è nato un simpatico scambio epistolare via mail, che si è concentrato sull’evoluzione della personalità in un web che è passato da anonimo ad identitario nell’arco di una manciata di anni.

Ho così avuto la possibilità di contribuire con la mia testimonianza a questo testo, di cui vi riporto il link, dove protrete trovare maggiori dettagli ed alcuni estratti.

Non mi resta che augurarvi buona lettura!

RETE CHE LAVORA (LA) – Egea

PAIS IVANA – MESTIERI E PROFESSIONI NELL’ERA DIGITALE – Egea

http://www.egeaonline.it/editore/catalogo/rete-che-lavora-la.aspx

I nerd, la metamorfosi come segno di declino | La nuvola del lavoro

di Ivana Pais Il post “La metamorfosi dei nerd” ha stimolato un ricco dibattito sulla pagina Facebook del gruppo Indigeni digitali . Una discussione interessante, perché i nerd possono essere …

http://nuvola.corriere.it/2011/08/10/i-nerd-la-metamorfosi-come-segno-di-declino/

Lavoro e privato, perché in rete scegliamo l’anonimato | La nuvola del lavoro

Il blog lo ha aperto nel 2005 e da allora “L’imprenditore” racconta il lavoro nella sua azienda, esprime le sue opinioni sul sistema confindustriale e sulle questioni di attualità …

http://nuvola.corriere.it/2012/01/17/pub

via [LAB] “La Rete che Lavora” di Ivana Pais – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet.

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Intervista per Techvideo TV – “Cyberdadaismo Digitale”

Esimi Ricercatori è online la seconda parte dell’intervista rilasciata dal sottoscritto all’ottimo Antonio Savarese per Techvideo.tv, sul “Cyberdadaismo Digitale” di cui di seguito potete trovare il link:

[ http://www.techvideo.tv/content/cyberdadaismo-digitale ]

Questo il lancio:

“Anni fa ci interrogavamo su come fare cultura con Internet?” afferma Giovanni Scrofani il fondatore di Gilda35. In quegli anni si parlava molto del dadaismo un movimento culturale nato a Zurigo, nella Svizzera neutrale della Prima guerra mondiale, e sviluppatosi tra il 1916 e il 1920. Il movimento ha interessato soprattutto le arti visive, la letteratura (poesia, manifesti artistici), il teatro e la grafica, che concentrava la sua politica anti bellica attraverso un rifiuto degli standard artistici attraverso opere culturali che erano contro l’arte stessa. Internet ha reso possibile (basti pensare alla tecnica del collage delle immagini) applicare questi concetti ai giorni d’oggi; prendo un elemento culturale lo estrapolo dal contesto e lo arricchisco con una mia considerazione e lo rendo eversivo e antitetico rispetto a quell’immagine. Quest’approccio ha enfatizzato la stravaganza, la derisione e l’umorismo. Gli artisti dada erano volutamente irrispettosi, stravaganti, provavano disgusto nei confronti delle usanze del passato; ricercavano la libertà di creatività per la quale utilizzavano tutti i materiali e le forme disponibili pertanto anche nella sua applicazione digitale è forte la componente dello scherzo che d’altronde era molto presente nella cultura hacker degli anni 90. Fenomeni importanti sono il fake con cui si ricerca di andare aldilà dell’identità individuale.

Questo fenomeno ha dato vita  a manifestazioni importanti come ad esempio #Occupywallstreet che nasce come idea di Adbusters che la lanciano ufficialmente il 13 luglio 2011 con un blogpost e una newsletter e che poi diviene un fenomeno mondiale o anche a  Anonymous che nasce su un sito come 4chan dove si pubblicano i meme  e dove ci sono immagini artefatte. Da lì esplode per diventare un fenomeno globale.

[Tratto da “Cyberdadaismo Digitale” di Techvideo.tv]

Mentre nella prima parte dell’intervista analizzavo il rapporto con le amate/odiate Twitstar televisive, in questa mi sono concentrato sulle Comunità Creative che dopo la nascita di internet iniziarono a fare cultura con questo nuovo strumento/habitat.

Ho ripreso i temi trattati nell’ormai celebre talk di Natale per Indigeni Digitali circa il Cyberdadaismo, conditi da considerazioni in ordine sparso dedicate al dadaismo delle origini, alla grammatica dei meme, al rapporto tra 4chan e Anonymous, nonché a quei due colossali e immortali scherzoni che sono Occupywallstreet e il Rickrolling.

Concludo ringraziando ancora Antonio Savarese, perché guardando questa seconda parte dell’intervista mi sono ricordato quanto è stata piacevole e spontanea la nostra chiacchierata.

Non resta che augurarvi buon divertimento, miei esimi!

Marchel Ducham: first meme creator/troller

DELL: il filo rosso tra mafia, informatica, sionismo e sesso

Image representing Dell as depicted in CrunchBase
Image via CrunchBase

ONtro

Esimi Ricercatori durante questo fine settimana ho avuto il piacere di intessere con alcuni amici di Indigeni Digitali una lunga conversazione su DELL, il tema di tendenza che ha tenuto banco per tutto il week end (per chi di voi fosse interessato questo è il tread del gruppo Facebook http://goo.gl/iEC8J).

Infatti, sabato la sempre attenta Emanuela Zatomas Zaccone ci scrive:

Che succede a Tiwtter? Vedo “Dell” tra i trending topic ma scopro che si tratta della preposizione articolata! Problemi con le stop words? Giovanni Scrofani any idea?

Si poteva restare insensibili a una richiesta di approfondimento così interessante?

Lo sconcerto iniziale

Lì per lì, andando su Twitter a sfrugugliare le carte, vengo colto dallo sconcerto…

Forse è un effetto collaterale degli antibiotici, che prendo per via di una brutta ricaduta influenzale…

Forse il tritacarne digitale è ormai parte della mia mente e tutto si confonde sulla tela digitale come macchie di colore alla Pollock…

Forse è l’ennesima crisi di nervi di Tecnonucleo

Sia quel che sia, aprendo il Tema di Tendenza Dell, vengo 0travolto da analisi prestazionali e offerte commerciali sui prodotti Dell, link e commenti alla sentenza Dell’Utri, riflessioni squisitamente personali, messaggi contro l’occupazione della Palestina da parte di Israele, e il solito spam pornografico che segue i trend topic come le remore seguono gli squali…

Riassumendo secondo la ricostruzione desumibile dai Temi di Tendenza di Twitter: la Dell che è una sorta di odierna versione della Spectra di James Bond, oltre a produrre tecnologia (per quali scopi?), è implicata in concorso esterno in associazione mafiosa, tratta delle bianche e crisi in Medio Oriente… Possibile?

OppureNO…

Breve analisi dei materiali

Innanzi tutto entrando nella sezione #Scopri di Twitter ci si imbatteva in questa curiosa schermata:

Una sentenza della Cassazione sulla DELL, che vanifica il lavoro di Falcone e Borsellino?

Così su due piedi, se uno scansiona le pagine come è abitudine degli internauti più scafati, c’è da prendersi un micro infarto… Ma, aprendo la ricerca sul Tema di Tendenza DELL, si veniva travolti da meravigliose affinità computazionali…

Da un lato il tutto era dominato da questo messaggio dei 99 Posse:

Messaggio in cui l’unico elemento di connessione a DELL era la preposizione articolata maschile seguita dall’apostrofo con spazio (ricordate W l’Italia il tweet impubblicabile?)… Il messaggio in parola in termini di temi di tendenza, secondo la dottrina dei “Cowboy del Cyberspazio era “pesante“: emesso dall’account ufficiale di una nota band musicale e con la bellezza di oltre 50 retweet racimolati in pochi minuti…

Poi seguiva la consueta fiumana di messaggi di spam pornografico tipo: “Dell [shortlink]” diffusi da account sintetici i cui avatar evocavano dolci fanciulle discinte…

Poi arrivava una fiumana di materiale sui prodotti Dell tipo questo:

https://twitter.com/#!/kuborie/status/178745421265514496
https://twitter.com/#!/Janinejyo/status/178745453934936065

Il che poteva far protendere per un promoted trend (i temi di tendenza a pagamento), sfuggito al controllo dei propri creatori… ma francamente tra pornografia, sentenze di mafia, questione Israelo-Palestinese, mancavano solo i Rettiliani e più che una forma furbetta di advertising sembrava una sorta di delirio complottista…

Dopodiché arrivavano numerosi messaggi in italiano contenenti la parola [dell’], tipo questo:

https://twitter.com/#!/wollenxdwxo2/status/178745327451521025

A questo punto miei esimi Ricercatori vi chiederete: ma che accidenti è successo?

Possibile soluzione all’enigma DELL

Innanzitutto vi invito, prima di procedere a farvi una rapida rinfrescata con “Una possibile spiegazione al caos dei temi di tendenza” e “W l’Italia il Tweet impubblicabile“…

Fatto?

Assai probabilmente è accaduta la seguente concatenazione di eventi mirabolanti… una di quelle Sincronie di Tecnonucleo, capaci di generare capolavori di dadaismo come DELL…

Nello stesso periodo da un lato su Twitter i Missionari della Verità berlusconiani e antiberlusconiani iniziano a diffondere, come un’orda di BOT, link alle testate online che trattano della sentenza della Corte di Cassazione sul caso Dell’Utri… Ma come sappiamo l’apostrofo per le macchine di linguistica computazionale è un delirio… per cui iniziano a leggere i messaggi come [Dell ‘spazio’ Utri]…

Ma dell’ in italiano è una preposizione molto utilizzata, quindi, analogamente a quanto accaduto durante l’ufficio digitale dei defunti di Dalla, nella propria scalata verso la vetta dei temi di tendenza trascina dietro di sé tutti i messaggi contenenti la preposizione… che l’aiutano rapidamente a superare la massa critica…

In contemporanea arriva il Top Tweet dei 99 Posse, che essendo “pesante” fornisce ulteriore energia cinetica al tema DELL…

Inoltre la Dell è un’affermata casa produttrice di hardware, pertanto il nome è costantemente presente su Twitter a livello internazionale… cosa che genera il classico “cortocircuito di linguistica computazionale #vascomerda“… aggiungendo una spaventosa energia cinetica alla scalata della vetta dei temi di tendenza…

Peraltro come sempre arrivano gli spamBOT dei temi di tendenza, che si attivano ed iniziano a spammare il trend coi propri link a base di porno e agenzie di credito… contribuendo anch’essi a rimpolpare la valanga di testi contenenti DELL…

La funzione “Storie” quindi  per non saper né leggere né scrivere, seleziona in modo statistico il link a testate online contenente maggiormente la parola Dell… un po’ a torto un po’ a ragione seleziona la sentenza della Cassazione…

Conclusioni

Esimi Ricercatori, come concludere?

I risultati del cortocircuito linguistico i cui sopra sono facilmente riassumibili:

La società Dell ha subito una sorta di versione allucinata di vero e proprio trolling computazionale, subendo una pubblicità non richiesta e grottesca…

Chi voleva usare Twitter per informarsi sulla sentenza Dell’Utri è rimasto deluso, in quanto ha dovuto setacciare i risultati di ricerca in mezzo a una quantità di “rumore bianco” pazzesca…

Coloro i quali volevano parlare di Palestina e Israele si sono trovati catapultati in un grandguignol di tweet, che fondamentalmente li ha completamente zittiti nella sezione #SCOPRI di Twitter…

Chi cercava pornografia e finanziarie di cravattari internazionali, ha trovato ciò per cui si era messo online…

Mi chiedo… possibile che Twitter non riesca a spendere due euro per eliminare il problema degli spamBOT? Possibile che non riesca a dedicare una persona o un replicante a gestire in modo ordinato la sezione Storie? Possibile che non riesca a risolvere una volta per tutte i propri psicodrammi con l’apostrofo?

Quel che dispiace è che bazzicando le Comunità di Power Users di Twitter, mi rendo conto che criticità come queste sono state segnalate invano più volte, nel pieno disinteresse da parte dello staff (per un Social Network non rispondere alle segnalazioni non è il massimo)… Sebbene la mancata soluzione di queste problematiche, quantomeno in Italia, sia suscettibile di azzoppare le potenzialità di Twitter come strumento di informazione…

E scusatemi se è poco…

A meno che non ci si contenti di Twitter come buco della serratura dei VIP

Indigeni Digitali, come parlare di tecnologia con leggerezza

Digital Based People

Esimi Ricercatori, tra le esperienze più interessanti in cui mi sono imbattuto nel 2011 devo per forza di cose citare gli Indigeni Digitali, forse una Community unica nel panorama italiano.

Grazie al contributo attivo (ai limiti del workaholic) di Fabio Lalli è rapidamente cresciuta una Comunità Online, che raggruppa innovatori, tecnologi, informatici, blogger, social media expert per promuovere la Cultura Digitale in Italia.

Vi racconto un aneddoto (o parabola)…

Quando nella primavera di quest’anno mi ritrovai iscritto al Gruppo Facebook (pratica che di solito detesto, ma che talvolta, com’è questo il caso, può rivelarsi particolarmente interessante) mi imbattei  proprio nel progetto di produzione in crowdsourcing di un ebook sulla Cultura Digitale

Di primo acchito rimasi perplesso: “Oddio! Italiani che parlano di Cultura Digitale! Sai che pesantezza assurda!”

La pesantezza dei Top Blogger italici e del relativo codazzo di Social Media Expert è nota in ogni angolo del pianeta, per cui essere prevenuto non era fuori luogo…

Invece mi trovai di fronte a una Comunità Online quasi perfetta: non solo (caso rarissimo) la comunità era orizzontale (coi membri che si rinforzano a vicenda senza l’odioso rapporto leader/massa tipico delle comunità verticali italiane), ma l’approccio alle tematiche digitali era leggero, allegro e dinamico.

Ho apprezzato enormemente la scelta per cui i momenti di condivisione di idee sono stati sempre all’insegna dell’informalità e della convivialità nell’ambito di cene e aperitivi. Eventi che sono sempre stati intrisi di quello spirito anarchico, dissacratorio e autoironico, che mi ha ricordato le vecchie Comunità Nerd dei miei esordi nel web.

Devo anche ammettere che grazie agli Indigeni Digitali ho rivalutato i geek, che prima avevo sempre ascritto a degenerazione modaiola dei Nerd. E’ veramente gratificante conoscere giovani informatici e blogger, che vivono l’innovazione come un incredibile “hobby a tempo pieno”.

Così per me è stato del tutto naturale il 22 dicembre iscrivermi all’Associazione degli Indigeni Digitali, evoluzione naturale del discorso portato avanti da Fabio Lalli e dagli altri community manager dell’omonimo Gruppo Facebook.

Indigeni Digitali è un progetto che sostengo, un network interessante e vivace che ha tutte le carte in regola per svecchiare il modo con cui fare comunicazione intorno al Web.

Esimi Ricercatori vi lascio con questa carrellata di video, che vedono la mia partecipazione agli eventi degli Indigeni Digitali sempre nell’atto di proferire mirabolanti “verità rivelate“.

Ringrazio sentitamente Antonio Lupetti (autore di quasi tutti i video), per aver sempre colto il lato più rigoroso, sobrio e austero della mia persona…

Aperitivo Indigeni Digitali Roma 25 ottobre 2011 – parte prima

Aperitivo Indigeni Digitali Roma 25 ottobre 2011 – parte seconda

Indigeni Digitali – Quando le teste piumate ci misero la faccia

Indigeni Digitali – Cena di fine anno 22 dicembre 2011

Natale con i Dadaisti

Il 22 dicembre scorso ho partecipato alla “Indigeni Digitali Christmas Dinner“, momento in cui ho colto l’occasione per scambiare gli auguri di persona ad alcuni di voi Ricercatori, iscrivermi all’Associazione degli Indigeni nonché per effettuare un talk sul “Cyber Dadaism”, che ha riscosso un discreto successo di pubblico…

Colgo così l’occasione per fare un piccolo presente agli Indigeni e ai Ricercatori, che hanno presenziato, mettendo a fattor comune la presentazione che ho usato come base per il talk.

Non è molto comprensibile senza il talk correlato, ma confido di fornirvene a breve una copia video prodotta ad hoc…

Concludo per fare gli auguri di buon Natale a tutti i membri vecchi e nuovi di questa Comunità e di Indigeni Digitali, nonché a tutti gli amici con cui quotidianamente interagisco in Rete. Il 2011 sotto tanti aspetti è stato un anno molto duro e difficile della mia vita,  vi ringrazio per tutta l’energia, l’allegria e l’umanità che mi avete trasmesso sempre!

Ancora Buon Natale… e non passate troppo tempo sui Social Network, ma dedicatevi alle persone care che hanno bisogno di voi 😉