Apocalisse Maya 2012 – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

via Apocalisse Maya 2012 – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet.

Il 21/12/2012 doveva finire il mondo. La Terra doveva essere sconvolta da un immane cataclisma, solo perché il sistema di calcolo del tempo dei Maya aveva concluso tutte le interazioni possibili. Storia dell’Apocalisse tra cibernetica e memetica.

ONtro
Esimi Ricercatori l’anno appena trascorso sarà ricordato per una delle migliori mitopoiesi della storia del genere umano: quella dell’Apocalisse Maya.

E’ stata una di quelle vicende assolutamente esemplari di come il mito si integra a pennello nel digitale, che diventa l’ecosistema in cui ogni mass media confluisce e stratifica informazioni, che in quegli infiniti cicli di copypasta-repost-remix generano qualcosa di assolutamente nuovo ed inedito.

Ma andiamo con ordine come di consueto.

Sincronie gildiche
Il 14 dicembre scorso il buon Renato Gabriele mi lancia un intrigante gildogamma…

Secondo me ci puoi fare un megapost. Son sicuro che ti si libera la fantasia… “Er mondo ha da finì er 21 perché se blocca la lancetta ner meccarnismo de lorologio!”
Io ho speso molto tempo in SF, con proff di Berkley, nel studiare la macchina di babbage. L’unica funzionante, ed è noto dalla sua invenzione il problema che senza superare il banale problema del addizione e riporto sui rulli avrebbe avuto un termine oltre il quale non avrebbe potuto calcolare.
Come l’algoritmo inventato dai maya per misurare il tempo.
Come curiosità, uno dei test che ci fecero fu proprio il capirne l’esistenza, individuarlo e spiegare il meccanismo.
Ti ricordi gli scherzi o le visioni apocalittiche quando nel mondo ICT irruppe il millennium bug ? L’anno 2000.
Secondo me, c’è da divertirsi…

Renato Gabriele

…cui allega un interessante video didattico della NASA finalizzato a informare correttamente un’opinione pubblica parecchio suggestionata…
Quasi parallelamente nel novello Gilda35 Hive Cluster il buon Aldo Pinga presentava uno dei suoi uber-meme particolarmente significativo.

A questo punto diventa evidente l’esigenza di dirimere puntualmente questa matassa spazio-temporale, sviluppata da astronomi precolombiani, informatici steampunk e catastrofismo postmoderno.

Il senso degli Antichi per il tempo
A suo tempo accennammo nel trattare i Rettiliani al simbolo, centrale nel mondo antico, dell’Ouroboros, ovvero il serpente che si morde la coda. Questo particolare simbolo rappresenta, tra l’altro, il senso circolare del tempo che avevano le culture pre-cristiane.

Il concetto lineare di svolgersi del tempo, infatti, è un’invenzione abbastanza recente della teologia giudaico-cristiana, che prevede un’eternità che precede la Creazione, la Creazione del cosmo da parte di Dio, la Caduta, lo svolgersi delle vicende umane segnate prima dall’attesa del Messia, la cui venuta segna il “tempo zero”, poi successivamente dall’attesa del Giorno del Giudizio (c.d. Armagheddon o Fine dei Tempi, ma erroneamente chiamata Apocalisse, che significa invece “Libro delle Rivelazioni”), in cui le forze della Luce e delle Tenebre si fronteggeranno nello scontro finale, per concludersi con l’eternità ultramondana della Gerusalemme Celeste, priva di sole e luna (ovvero senza tempo)…

Immaginate quindi il “tempo giudaico-cristiano” come un filo che si svolge in modo lineare con un inizio e una fine ben definiti… Concezione del tempo che a ben vedere poi si riflette anche nella vulgata delle teorie sulla fisica, in cui i concetti di Big Bang e Entropia, vanno a sostituire quelli di Creazione e Fine dei Tempi, senza troppo approfondimento.

Il senso del tempo degli Antichi era completamente differente, essendo caratterizzato dall’osservazione di aspetti naturali come l’alternarsi del ciclo giorno/notte, le fasi lunari, gli equinozi e i solstizi, le eclissi di sole e di luna, le stagioni, i movimenti delle costellazioni celesti. Ne discendeva un concetto dello svolgersi del tempo ciclico.

Il modo migliore per spiegare il concetto degli antichi del tempo è quello utilizzato da Alan Moore in Watchmen (opera tutta incentrata sulle varie simbologie connesse all’Ouroboros): immaginate un gigantesco orologio composto da vari ingranaggi, in cui le ruote più piccole muovono ruote più grandi e così via, in una colossale interazione meccanica.

In una simile concezione del tempo a livello cosmico ciò che è accaduto, tornerà a accadere (l’Eterno Ritorno che tanto appassionava Nietzche). Pertanto è del tutto naturale in questa concezione del tempo che tutto si svolga secondo grandi Ere caratterizzate da periodici cicli di Distruzione/Rigenerazione.

Il calendario Maya, la macchina di Babbage e il Millennium Bug
Come si può ben constatare nel video sopra presentato il calendario Maya altro non era che un gigantesco orologio analogico capace di misurare l’evolvere di intere Ere.

La cosa si chiarisce consultando semplicemente Wikipedia:

Il calendario maya è il calendario che veniva utilizzato dai Maya e da altri popoli dell’America centrale (Aztechi e Toltechi). Si tratta di un calendario molto elaborato, basato su più cicli di durata diversa:

il ciclo Tzolkin aveva una durata di 260 giorni.
il ciclo Haab aveva una durata di 360 giorni, più i “cinque giorni fuori dal tempo”.
il Lungo computo indicava il numero di giorni dall’inizio dell’era maya.

(omissis)

Non si usava numerare gli “anni” né del ciclo Tzolkin, né del ciclo Haab. Invece si utilizzava il Lungo computo: una numerazione progressiva dei giorni in un sistema di numerazione posizionale misto in base 13, 18 e 20. Precisamente si trattava di un numero di cinque “cifre”: la prima (quella delle “unità”) in base 20, la seconda (le “decine”) in base 18, la terza e la quarta di nuovo in base 20, la quinta in base 13. Queste “cifre” si scrivono da sinistra a destra, come per i numeri arabi; nella notazione moderna, si scrivono i numeri corrispondenti separati da punti, ad esempio 12.19.13.7.18 (corrispondente al 4 luglio 2006).

Il ciclo completo del Lungo computo era quindi di 20×18×20×20×13 = 1 872 000 giorni (circa 5125 anni), ed era multiplo del ciclo Tzolkin di 260 giorni. Le prime quattro cifre si contavano a partire da 0 (quindi la seconda andava da 0 a 17, le altre da 0 a 19), la quinta invece andava da 1 a 13, con il 13 avente la funzione di zero. Il primo giorno del lungo computo era il 13.0.0.0.0, data che è ripetuta il 21 dicembre 2012.

Wikipedia

Era in sostanza un antichissimo algoritmo di calcolo del tempo, che ovviamente esaurita ogni combinazione numerica possibile, non faceva altro che azzerare il conteggio e ripartire da zero. Ciò perché i numeri utilizzabili per il calcolo erano limitati.

Il sistema giudaico-cristiano del tempo invece ponendo al centro della storia umana l’evento dell’incarnazione di Gesù Cristo e facendo leva sul sistema numerico decimale arabo/indiano può estendersi all’infinito nel passato e nel futuro secondo una progressione potenzialmente infinita.

La fine del mondo è vicina

COMITATO ITALIANO PER IL CONTROLLO DELLE AFFERMAZIONI SUL PARANORMALE

http://www.cicap.org/new/stampa.php?id=273764

La Macchina di Babbage aveva limiti assai simili.

Il matematico inglese Charles Babbage ideò nell’ottocento un computer a vapore, mai realizzato. Questa opera oltre ad averci regalato tonnellate di splendida letteratura steampunk, basata su universi alternativi in cui Babbage ha effettivamente realizzato e reso industrialmente replicabile la propria opera, ci insegna parecchio sui sistemi di calcolo analogici. La Macchina di Babbage, infatti, potendo operare un numero finito di interazioni meccaniche, poteva operare un numero per l’epoca notevole, ma finito di calcoli matematici.
Lo stesso concetto a ben vedere fu alla base del fenomeno del c.d. Millennium Bug. Molto banalmente la potenza di calcolo dei primi computer digitali era scarsissima. Con così pochi byte a disposizione l’unica soluzione che si trovò fu quella di far calcolare gli anni utilizzando solo gli ultimi due decimali (in pratica 1993 si leggeva 93).

Questa caratteristica, chissà perché, fu trasmessa dai primordiali sistemi operativi a quelli successivi, col risultato che l’anno 2000 avrebbe potuto essere confuso con l’anno 1900 (entrambi infatti venivano letti come 00). Bastò questa banalità a scatenare surreali apprensioni su possibili catastrofi dei sistemi di controllo delle centrali nucleari e di altri sistemi di sicurezza di apparecchiature sensibili.

Millennium Bug

ATTENZIONE, L’INVENZIONE TECNOLOGICA CHE QUESTO ARTICOLO ESPONE È MALVAGIA! Quindi non ti preoccupare se i computer ti taglieranno la testa o se le lavatrici ti laveranno la bocca con il sapone se…

http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Millennium_Bug

Millenarismo Surmoderno
Una rapida lettura del quadro summenzionato è sufficiente a capire come teorie cosmogoniche e strumenti di calcolo del tempo possono generare laddove mal comprese vere e proprie Apocalissi Surmoderne.

In quel calderone di culture ibride che è internet le due concezioni del tempo Antica e Cristiana sono andate a confluire. Pertanto in un poderoso mash-up postmoderno la totalità dei sistemi empirici di calcolo del tempo degli Antichi si sono integrate nello svolgimento lineare del tempo Giudaico-Cristiano. Pertanto ogni fase finale di Distruzione/Rigenerazione del pensiero Antico (il Ragnarork dei Vichinghi, le Yuga degli Induisti, il Lungo Computo dei Maya, ecc…) diviene “profezia” sulla fine dei tempi prossima ventura.

Peccato che, a ben leggere l’Apocalisse di San Giovanni Evangelista, dietro un linguaggio simbolico venivano descritte le persecuzioni subite dai cristiani dell’epoca, a significare che la “Fine dei Tempi” è ogni giorno e che ogni giorno nel cuore dell’uomo si svolge una lotta tra la Luce e le Tenebre.

Ma si sa Hollywood ha bisogno di periodiche e spettacolari “Apocalissi Mediatiche” alla Signore degli Anelli (altra opera che pesca a piene mani dal concetto circolare del tempo con le sue Ere), che ci raccontano un mondo felice e pacificato dopo un’ordalia di fuoco e sangue.

Così è accaduto nell’ultimo ventennio un processo di mitopoiesi assolutamente fantastico.

In un colossale cortocircuito narrativo su internet è confluita ogni tradizione possibile. Come nello splendido meme di Aldo, tradizioni cristiane, esoterismo pagano, culture precolombiane (la celebre immagine del Calendario Maya in realtà è Atzeca), millenarismo medioevale, catastrofismo, meteoriti, epidemie di morti viventi, esseri provenienti dallo spazio interstellare, Macchine Ribelli… tutto è confluito in una pazzesca “Apocalisse Mediatica Permanente”, cui i media tradizionali attingono a piene mani per sceneggiature di film, serial televisivi, programmi di approfondimento e quant’altro.

La cosa farebbe ridere se non fosse che alla fine il 10% della popolazione mondiale (parliamo di seicentomilioni di persone!) era sinceramente preoccupato per l’Apocalisse Maya.

Apocalisse Maya: il 10% del mondo ha creduto alla fine.

Il 21 dicembre 2012 è arrivato (sebbene non ancora finito), i media straripano di ironia sui creduloni superstiziosi che hanno dato credito alla presunta profezia dei Maya, magari in qualche angolo

http://www.lastampa.it/2012/12/21/blogs/underblog/apocalisse-maya-il-del-mondo-ha-creduto-alla-fine-AVIzuXsRBM9SLPzLS3VcCN/pagina.html

E proprio il meme di Aldo col suo richiamo al Killroy, che normalmente uso con l’emoticon °L° e che i bimbiminkia traducono in OuO, richiama quella bibbia della postmodernità che è il V. di Thomas Pynchon.

In quel libro ampio risalto viene dato al Killroy e alle sue connessioni alle teorie del complotto più disparate. V. ci racconta qualcosa di fondamentale sulle “Apocalissi Mediatiche”: rappresentano la pulsione autodistruttiva della Civilizzazione Occidentale.

In quest’ottica fenomeni come i totalitarismi non sono incidenti di percorso, ma realizzazione di profondi bisogni culturali di autodistruzione.

Nel libro di Pynchon come in 2001 Odissea nello Spazio di Kubrick le Macchine ideate dall’uomo non fanno che replicare questo bisogno di violento reset/formattazione.

{0} – La Repubblica

NELLE sue Lezioni americane, Italo Calvino traccia una storia ideale del romanzo come aspirazione enciclopedica. Si parte da Goethe, che voleva scrivere un romanzo sull’ universo; e passando …

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1991/06/19/pynchon-dell-apocalisse.html

Il dato più preoccupante che offrono queste narrazioni di mitopoiesi è la conferma che non esiste alcuna mega cospirazione internazionale, nessuna oscura minaccia esterna da cui difendersi. Siamo di fronte ad una Civilizzazione ormai moribonda da un paio di secoli, che non si decide a morire, ma che sente un dannato bisogno di farlo.

Forse la trovata più intelligente è stata quella della Community di Canv.as, che ha proceduto a realizzare attraverso i meme un Calendario Maya che esorcizzasse la fine del mondo. L’unica salvezza dalla “Apocalisse Mediatica Permanente”, forse, sta proprio nella cultura dei meme, che rappresenta in ultima analisi un tentativo “morbido” di superamento della cultura occidentale.

Pick a square, Draw a square

ITT: we draw the awesome Sticker del Dia.

http://canv.as/p/w6lby

Conclusioni
Esimi Ricercatori, francamente a me preoccupa un mondo di persone che passivamente si rifugiano in un orizzonte apocalittico, perché è qualcosa che alla lunga deresponsabilizza sul futuro. Non è un caso se la crisi economica attuale può riassumersi nella seguente immagine retorica che spesso ricorre in questi giorni: un nonno che invece di tagliare un albero e ripiantarne uno nuovo per i nipoti, ha dato fuoco alla foresta… Come dare torto a questi nonni se un futuro non c’è…

E per concludere mi affido alle parole con cui ho salutato il nuovo anno…

Buon 2013 a tutti e complimenti: siamo sopravvissuti a Millennium Bug e Apocalisse Maya. Poche generazioni vivono due bufale così grosse.

— Giovanni Scrofani (@Jovanz74) Gennaio 1, 2013
… e al salvifico Calendario Canv.as della non-Apocalisse…

Read more: http://gilda35.com/apocalisse-maya-2012#ixzz3VnsTDpjH
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Intervista per Techvideo TV – “Cyberdadaismo Digitale”

Esimi Ricercatori è online la seconda parte dell’intervista rilasciata dal sottoscritto all’ottimo Antonio Savarese per Techvideo.tv, sul “Cyberdadaismo Digitale” di cui di seguito potete trovare il link:

[ http://www.techvideo.tv/content/cyberdadaismo-digitale ]

Questo il lancio:

“Anni fa ci interrogavamo su come fare cultura con Internet?” afferma Giovanni Scrofani il fondatore di Gilda35. In quegli anni si parlava molto del dadaismo un movimento culturale nato a Zurigo, nella Svizzera neutrale della Prima guerra mondiale, e sviluppatosi tra il 1916 e il 1920. Il movimento ha interessato soprattutto le arti visive, la letteratura (poesia, manifesti artistici), il teatro e la grafica, che concentrava la sua politica anti bellica attraverso un rifiuto degli standard artistici attraverso opere culturali che erano contro l’arte stessa. Internet ha reso possibile (basti pensare alla tecnica del collage delle immagini) applicare questi concetti ai giorni d’oggi; prendo un elemento culturale lo estrapolo dal contesto e lo arricchisco con una mia considerazione e lo rendo eversivo e antitetico rispetto a quell’immagine. Quest’approccio ha enfatizzato la stravaganza, la derisione e l’umorismo. Gli artisti dada erano volutamente irrispettosi, stravaganti, provavano disgusto nei confronti delle usanze del passato; ricercavano la libertà di creatività per la quale utilizzavano tutti i materiali e le forme disponibili pertanto anche nella sua applicazione digitale è forte la componente dello scherzo che d’altronde era molto presente nella cultura hacker degli anni 90. Fenomeni importanti sono il fake con cui si ricerca di andare aldilà dell’identità individuale.

Questo fenomeno ha dato vita  a manifestazioni importanti come ad esempio #Occupywallstreet che nasce come idea di Adbusters che la lanciano ufficialmente il 13 luglio 2011 con un blogpost e una newsletter e che poi diviene un fenomeno mondiale o anche a  Anonymous che nasce su un sito come 4chan dove si pubblicano i meme  e dove ci sono immagini artefatte. Da lì esplode per diventare un fenomeno globale.

[Tratto da “Cyberdadaismo Digitale” di Techvideo.tv]

Mentre nella prima parte dell’intervista analizzavo il rapporto con le amate/odiate Twitstar televisive, in questa mi sono concentrato sulle Comunità Creative che dopo la nascita di internet iniziarono a fare cultura con questo nuovo strumento/habitat.

Ho ripreso i temi trattati nell’ormai celebre talk di Natale per Indigeni Digitali circa il Cyberdadaismo, conditi da considerazioni in ordine sparso dedicate al dadaismo delle origini, alla grammatica dei meme, al rapporto tra 4chan e Anonymous, nonché a quei due colossali e immortali scherzoni che sono Occupywallstreet e il Rickrolling.

Concludo ringraziando ancora Antonio Savarese, perché guardando questa seconda parte dell’intervista mi sono ricordato quanto è stata piacevole e spontanea la nostra chiacchierata.

Non resta che augurarvi buon divertimento, miei esimi!

Marchel Ducham: first meme creator/troller

La sezione Storie di Twitter: Esperimento #TwitterMonument


Le bugie sono come i bambini, impegnative, ma ne vale la pena: il futuro è nelle loro mani.

(Gregory House, La bugia è una cosa meravigliosa)

ONtro

Esimi Ricercatori, come ben saprete il giorno primo aprile ultimo scorso mi sono  abbondantemente speso sul caso del c.d. #TwitterMonument:

Il primo monumento al mondo dedicato a Twitter, raffigurante un uovo alto circa 4 metri e realizzato in pregiato marmo bianco di Carrara, è stato inaugurato oggi in un suggestivo angolo delle colline toscane, a non più di 20km dalla famosa Torre Pendente di Pisa… [omissis]

“L’uovo di Twitter”, opera dello scultore Filippo Mariano, ha trovato collocazione in località Scapigliato, nel comune di Rosignano Marittimo (LI)…

[Tratto dal Comunicato Stampa di Pisaconnection]

I più smaliziati tra di voi avranno pensato: “Ecco il solito elaborato Pesce d’Aprile di quel burlone di Jovanz…”

Vergogna, miei esimi Sobillatori, vi pare che il Sottoscritto può spendersi per un misero Pesce d’Aprile?

In realtà il Twitter Monument è stato un glorioso esperimento, condotto quasi in solitaria, per testare un aspetto interessante e poco noto degli algoritmi di Twitter: la capacità di misurazione del contesto in cui nasce la notizia.

Ricapitolando le puntate precedenti possiamo infatti asserire che sull’Algoritmo dei temi di tendenza influiscono più fattori:

  • Fattore Linguistico: quello prettamente attinente la Linguistica Computazionale, ossia la leggibilità e comprensibilità dei testi da parte degli Algoritmi.
  • Fattore Temporale: orario del giorno in cui vengono emessi i testi e andamento nel tempo della loro incidenza intesa come ampiezza e frequenza.
  • Fattore Locale: lingua e area geografica di riferimento.
  • Fattore Gerarchico: atto a misurare l’autorevolezza della fonte che ha emesso i testi, attraverso l’analisi del rapporto following/followers.
  • Fattore Politico: compatibilità dei testi con le Policy di Twitter in materia di rispetto della normativa locale in cui viene emesso.
  • Fattore Disturbo: capacità del tema di tendenza di svegliare gli SpamBOT e altri software, che per frequenza di ripetizione dei messagi possono incidere sull’andamento del tema di tendenza.

Tuttavia gli esperimenti di “reverse engineering” summenzionati non ci avevano aiutato a comprendere la neonata Sezione Storie di Twitter, che invece pare nutrirsi di un Fattore Contestuale, ossia l’ambiente in cui nasce la “notizia”…

Le solite mirabolanti coincidenze di Tecnonucleo, generate dalle Correnti del Caos di Gilda35, ci sono venute incontro fornendoci alcuni interessanti spunti.

Lo strano caso di #IDconf

Andamento #IDconf (fonte Topsy)

Qualche giorno addietro con alcuni di Voi ho partecipato all’evento “CIO vs Startupper” organizzato dagli Indigeni Digitali… come è possibile leggere nel lezioso Storify della vicenda da me prodotto, l’hashtag utilizzato per la “diretta twitter” dell’evento fu #IDconf.

L’hashtag sorprese me e gli altri Ricercatori presenti per la rapidità con cui salì tra i Temi di Tendenza di Twitter. Incredibilmente, dopo pochi tweet che non avevano visto né la presenza massiva di influencers, né una frequenza esageratamente insista o prolungata #IDconf balzò dritto in terza posizione.

La cosa sul momento ci stupì alquanto, così mentre producevo lo storify dell’evento, iniziai a concentrarmi più sugli elementi di contorno a #IDconf, che sui tweet, desumendo alcune peculiarità:

  • evento anticipato da Blog ben posizionati;
  • presenza di una pluralità di collegamenti multimediali a siti/servizi esterni (Instagram, Pinterest, streaming video, geolocalizzazione, ecc…);
  • copertura Twitter da parte di soggetti qualificati come Agenzie di Stampa.
Insomma #IDconf appariva in tutto e per tutto come una “notizia”, come la copertura mediatica di un evento strutturato e forse era questo che l’aveva lanciato così rapidamente nell’Olimpo dei Temi di Tendenza.

Interazione tra Algoritmi

Mi permetto a questo punto una piccola digressione tecnica…

Un Algoritmo è un sofisticato software che attraverso un procedimento complesso caratterizzato da atomicità, non ambiguità, finitezza, terminazione, effettività e determinismo risolve un dato problema (es. selezionare tra i miliardi di tweet in circolazione un toptweet, un tema di tendenza, una storia, ecc…).

Un aspetto verso il quale non c’è molta attenzione in Italia, è rappresentato dal risultato dell’interazione tra Algoritmi. Spesso tra gli addetti ai lavori si ripete a sproposito la roboante frase “Questo non è previsto dall’Algoritmo!

Cosa magari vera nella programmazione originaria del singolo algoritmo.

Il problema è che gli Algoritmi si sono fatti sempre più complessi e non operano in uno spazio ideale privo di influenze, ma interagiscono allegramente tra di loro, generando risultati imprevedibili.

Pertanto per comprendere appieno il funzionamento di un Algoritmo spesso gli esperimenti di Reverse Engineering, tipo i nostri coccolosi sabotaggi dadaisti, si rivelano particolarmente utili e illuminanti…

Per farvi un simpatico esempio vi riporto questo celebre video in cui l’immenso Kevin Slavin illustra come l’imprevista interazione tra gli Algoritmi di Wall Street abbia vaporizzato il 9% della ricchezza mondiale dando l’avvio all’attuale congiuntura economica…

La Burla degli Informatici Toscani

Avviene quindi che mentre la mia mente si arrovellava sui temi summenzionati mi arriva una mail di Antonio Ficai, Ricercatore Toscano particolarmente avvezzo ad ogni genere di performance dadaista…

L’amico Antonio mi invita a partecipare ad un gustoso ed ipertrofico Pesce d’Aprile organizzato da alcuni studenti ed esperti di digitale toscani sotto l’alto patrocinio dell’agenzia Pisa Connection.

I Toscani avevano organizzato le cose in grande stile:

  • Identificato un monumento nelle campagne attorno a Livorno fatto proprio a forma d’uovo.
  • Elaborato un credibilissimo comunicato stampa.
  • Creato una location su foursquare per la geolocalizzazione (sfruttando il noto bug del Komunistparty).
  • Realizzato una serie di fotografie da utilizzare durante la diretta dell’evento.
  • Preparato una serie di post di commento su svariati blog.
  • Suddivisione dei partecipanti per ruolo: reporter, partecipanti, commentatori favorevoli, detrattori (ovviamente io).

Insomma il Fattore Contestuale era attentamente preparato, così aderisco con entusiasmo all’iniziativa.

Tuttavia decido di non rendere nota l’iniziativa a voi Ricercatori, in quanto volevo concentrarmi proprio sulla rilevanza del Fattore Contestuale.

Ormai voi bricconi dadaisti siete diventati influencers e guerriglieri mediatici professionisti e neppure riesco più a tenere dietro alla quantità di burle che generate quotidianamente.

Fornisco un piccolo chiarimento agli Estimatori di questo prestigioso Progetto, che osservano dall’esterno le nostre mirabolanti avventure: se negli ultimi mesi assistete a temi di tendenza impazziti, resurrezioni improvvise di Twitstar, apparizioni, sparizioni… nel 90% dei casi c’è la solita banda della Cabina di Regia che inganna il tempo scompigliando le carte in tavola…

Così decido di agire segretamente, quasi in solitaria, per mantenere una sorta di purezza del risultato del sabotaggio…

Svolgimento

Andamento #TwitterMonument(fonte Topsy)

Arriviamo quindi al tanto agognato 01 Aprile 2012 A.D. secondo una scaletta cronologica assolutamente spassosa:

  • Comunicato Stampa: fondamentalmente si è proceduto a fare sharing sulle più varie piattaforme di una versione abbastanza credibile di un comunicato stampa, che spiegava le alte motivazioni artistiche dell’evento.
  • In viaggio via Twitter e Facebook: quindi i partecipanti alla burla hanno iniziato verso le 11.00 a fingere di muoversi verso la location designata.
  • Geolocalizzazione su Foursquare: alle 12.00 i partecipanti si sono geolocalizzati nell’apposita location “L’Uovo – Monumento a Twitter – LOC. Scapigliato (S.R. 206) – Giardino con sculture”.
  • Copertura via Twitter: si è quindi proceduto a pompare l’hashtag “#Twittermonument” su Twitter, ma in modo garbato e poco insistito (solo 1000 mentions nell’arco della giornata). Sia i finti detrattori (come il Sottoscritto) sia i finti sostenitori (come Antonio Ficai) procedevano a inserire parecchi collegamenti ipertestuali a foto, e siti esterni. Ovviamente arrivavano parecchi utenti che iniziavano ad urlare al “Pesce d’Aprile” e che per avvalorare la propria tesi riportavano ulteriori link rivelatori.
  • Copertura via Facebook: Pisa Connection in contemporanea pubblicava un post di lancio dell’iniziativa, “Inaugurato oggi in loclaità Scapigliato il Mounumento a Twitter. Il sogno di @PisaConnection e ResPublica Pisana è realtà” spiegando per filo e per segno l’iniziativa. Parallelamente Antonio Ficai procedeva a pubblicare su Facebook una bacheca fotografica riportante autorità, prelati, artisti e sostenitori “1 aprile 2012 . inaugurazione del #TwitterMonument“.
  • Copertura via Instagram e Pinterest: neppure il noto social network di foto vintage rimaneva indenne dall’epidemia di fonti sul Twittermonument e personalmente procedevo a creare un’apposita bacheca su Pinterest per raccogliere i vari materiali fotografici: “#TwitterMonument“.
  • #TwitterMonument Tema di Tendenza: nonostante avesse racimolato a quel punto poche centinaia di menzioni, senza la pesante partecipazione di Influencers, #TwitterMonument balza all’onore dei Temi di Tendenza, conferendo una certa attendibilità alle elucubrazioni sul Fattore Contestuale… ma il bello doveva ancora venire.
  • Copertura News: come riportato in questo piccolo Storify durante il divenire dell’evento una serie di testate online iniziano a dedicarsi alla “notizia” del Twitter Monument: Ninja Marketing, Il Tirreno, Fanpage e altri… Poco importa se alcuni articoli adombravano il Pesce d’Aprile, dopotutto per un Algoritmo, anche una burla è a tutti gli effetti una notizia seria…
  • Twittermonument esplode in Storie: A quel punto il contesto di sviluppo della notizia si è pienamente strutturato e… magia! Il #TwitterMonument in tutto il suo splendore ovoidale campeggia (per poco) nella sezione Storie dell’area #SCOPRI di Twitter.
 Un piccolo scherzo per l’Umanità, un grande passo nella lotta alle Macchine Ribelli.

Conclusioni

Esimi Ricercatori, come concludere?

Pare che con questo Sabotaggio ad orologeria, nascosto in un gioco di scatole cinesi all’interno di un Pesce d’Aprile siamo riusciti a scoprire un interessante fattore di selezione delle “notizie interessanti” utilizzato da Twitter…

In poche parole applicando un minimo di cura al contesto in cui si sviluppa un evento è possibile farlo salire rapidamente non solo tra i Temi di Tendenza ma addirittura nella sezione Storie…

E il lato più gustoso della vicenda è rappresentato dal fatto che se qualche testata online cerca di fare le pulci alla vostra “comunicazione”, contribuisce paradossalmente al vostro successo.

Meglio dell’Aikido.

Twitter Unfollow Bug

ONtro

Esimi Ricercatori, in questi giorni tra gli addetti ai lavori tiene banco la questione della psicosi da “Unfollow Bug”. Mi sono ritrovato a parlarne sia presso la Cabina di Regia, che presso i lidi amici degli Indigeni Digitali, ne ho letto diffusamente presso la mia timeline, presso i miei blog preferiti, presso le testate online di riferimento…

Perfino Twitter sotto forma di una delle proprie piattaforme biologiche ha dovuto ammettere dalle colonne dell’Huffington Post il Padre, lo Zio e il nonno di tutti i Bug…

Io stesso ho potuto assistere a questo misterioso fenomeno, chiedendomi perché il prode Giacobbo non proceda a dipanare la matassa…

Così mi permetto di mettere a fattor comune alcune riflessioni sviluppate con lo zoccolo duro di voi Ricercatori…

Fenomenologia dell’Unfollow Bug

Per i pochi di voi che siano immuni dall’Unfollow Bug spiego succintamente di cosa si tratta.

In sostanza in modo del tutto casuale ci si trova a non seguire più dei following (i profili di twitter di cui seguiamo l’aggiornamento).

Il fenomeno è chiaramente ciò che in gergo tecnico si definisce un “bug”, ossia un piccolo errore di programmazione di quelli che deliziano tutti gli appassionati di informatica e in particolare i videogiocatori.

Per noi ilari Sabotatori Dadaisti ovviamente un “bug” non è che una piccola epifania gnostica di Tecnonucleo… Un simpatico modo delle Macchine Ribelli di testare la tenuta della nostra programmazione psicologica….

Patologia dell’Unfollow Bug

Questo piccolo fenomeno ovviamente ha scatenato una sorta di simpatica psicosi collettiva…

Reiterate volte ho evidenziato come l’unfollow, ossia la pratica di smettere di seguire un profilo che non si trova più interessante, viene vissuta come una sorta di atto di inimicizia con conseguente scatenarsi di sindromi dell’abbandono…

Ricorderete quasi tutti il celebre motto: Ti unfollowo perché ti amo troppo

Immaginate pertanto cosa può aver smosso nelle coscienze dell’evolutissimo “Popolo di Internet”, questa piccola insurrezione delle Macchine Ribelli…

Ovviamente gli smanettoni più scafati (quelli con migliaia di following) utilizzano applicazioni di bonifica degli unfollowatori (es. Who Unfollowed Me, Manageflitter), che periodicamente vengono sanzionati con l’unfollow di ripicca…

Pertanto sono iniziati una serie di unfollow di ripicca a raffica in un meccanismo vittoriano stile azione/reazione splendido:

  • la macchina Twitter unfollowa in modo casuale l’account dell’uomo Tizio dal novero dei following dell’uomo Caio;
  • l’uomo Tizio interroga un’altra macchina Manageflitter con cadenza periodica per capire chi l’ha defollowato;
  • la macchina Manageflitter interroga la macchina Twitter e “scopre” l’unfollow da parte dell’incolpevole Caio;
  • la macchina Manageflitter restituisce a Tizio l’informazione;
  • L’uomo Tizio per ripicca affida alla Macchina Manageflitter il compito di smettere di seguire l’uomo Caio.
  • A sua volta l’uomo Caio interroga la Macchina Manageflitter in uno sconcertante Anello di Moebius…

La cosa interessante è che nel 90% dei casi tutto ciò avviene tramite la mediazione di Macchine senza il minimo tentativo di contatto tra i due smanettoni. Fosse stato per la parte più “evoluta” degli internauti non ci saremmo mai accorti del bug… tutto si sarebbe svolto in una serie di interazioni uomo/macchina.

Ringraziando il cielo il web è pieno anche di internauti sprovveduti (es bimbominkia e vecchiominkia) che in luogo degli automatismi steampunk, di cui sopra procedono ad effettuare una serie di inviperite richieste di chiarimento… Così sono iniziati gli accorati appelli tipo:

“Perkè mi hai defollowato?!”

“Io MAI!”

“NN è vero! Ho kontrollato nn mi segui +”

“Minkia è vero! Ma nn sono stato io!”

“Bugiardo”

E seguono ripicchette da Asilo Mariuccia fino a convincersi dell’assoluta buonafede dell’interlocutore… che tuttavia hanno creato abbastanza rumore da sguinzagliare orde di blogger e giornalisti alla ricerca di frammenti di informazione… Inutile fare gli snob senza di loro non ci saremmo accorti di nulla.

Ci sono poi le persone genuinamente empatiche che sono rimaste negativamente colpite dall’abbandono digitale dell’amico e hanno richiesto chiarimenti senza clamori…

Quindi è arrivato il turno di quello spirito paranoico/complottista mai sopito nell’animo del “Popolo di Internet”, di cui riassumo di seguito in ordine sparso alcune gustose conclusioni:

  • il fenomeno riguarda quelli con più di 2000 followers, perché Twitter vuole spingerci sotto questa soglia;
  • mi trovo a seguire “forzatamente” persone che non conosco e defollowo miei amici carissimi, è in corso un disegno per cui Twitter vuole indurmi a una svolta markettara;
  • i Rettiliani stanno provando a condizionare le nostre coscienze tramite Twitter;
  • è Anonymous che come al solito cerca di distruggere i Social Network e attraverso il defollow random vuole distruggere la struttura sociale alla base di Twitter…

Alcune testimonianze

Di seguito riporto alcune esplicative testimonianze fornite da alcuni amici Ricercatori ed Estimatori di questo prestigioso nonBLOG:

Non so se sia stato colpito ma da tempo ormai mi accorgo di non stare più seguendo utenti che nn mi sognerei mai di defolloware, così come ricevo nuovi follow da persone che erano certe che mi stessero seguendo.. cosa abbastanza noiosa. [Diego Orzalesi]

‎”mr Scrofani, guardi… non me ne parli ho ancora la testa fasciata… di due o tre persone che mi hanno picchiato perché pensavano li avessi defollowati… ma la cosa peggiore è stata l’umiliazione davanti a tutti spogliato di tutte le mie vesti nella piazza virtuale di Twitter han cominciato a ridermi dicendo Ah Ah ” che trauma !! [Gaetano Salvatore Puglisi]

Giovanni, il vero problema è che difficilmente se ne ha evidenza… e se poi aggiungi anche il bug @ mentions… siam fritti… [Luca Perugini]

Mi ha colpita eccome….la prima volta ci sono rimasta di merda perche’ uno dei tipi che mi ha unfollowata lo conosco di persona e mi e’ simpatico…! [Paola Rizzato]

io ho defollowato la mia ragazza lol [Aldo Pingia]

mi ha colpito con @catepol la quale offesa ha ricambiato.. pazienza…. P.S. io continuo a seguirla su tw e siamo amiche qui su facebook… social incongruenze… Vogliamo mettere nel non Post anche che ci sono le litigate in TL sul defollow avvenuto con riesumazione di vecchi scheletri nell’armadio [“tu una volta hai scritto questo e allora io ho capito che non potevo più seguirti ]..per far capire fino a che punto alcune persone NON hanno dignita’ di loro stesse.. #truestory [Alexia Sasson]

Io la trovo un ottima scusa per il defollow volontario dando la colpa al bug… Poi mi sono anche accorto che molti utenti utilizzano api che ricambiano in automatico l’unfollow ricevuto, ma a loro insaputa secondo questa dinamica:io defollowo te, tu utilizzi un api che ricambia la cortesia ma non ti avvisa della sua solerzia; quindi spulci fra i tuoi ennemila follow e scopri chenon ci sono più sinapsi fra te e quel tizio di cui non ti fregava nulla ed escalmi “Oddio, mi sono accorto di aver defollovato caio ma GIURO, non volevo!” [Michelangelo Vernice]

Twitter mi ha defalcato almeno 10 persone. Non ho ancora capito chi erano. Evidentemente twitter ci ha visto lungo ahah [@LisaMarieZombie]

Semplicemente (e fortunatamente) non ne ho avuto esperienza 🙂  204 erano e 204 sono, luckily. [@SBerlu]

io purtroppo mi sono accorto solo ora che Twitter mi ha unfollowato un sacco di VIP amici miei. Che mondo cattivo. #unfollowbug [Benny Evangelista]

bugs….Zzzz ….http….la … Ua…xmissione…web…. Arriva ….interfer… Nze [Osmin Lima]

oggi la mia amica @selene_luna3 si era ritrovata il mio unfollow e c’era rimasta male !!! altri casi non mi risultano 🙂 [Luigi Scerre]

E’ stato un brutto scherzo. L’algoritmo si è voluto ribellare ai nostri scherzi e ce l’ha fatta pagare, lo so… secondo me è proprio così: ha colpito chi ha giocato di più con gli hashtag, se ci fai caso. [Matteo Bianconi]

Io mi accorgo a volte di non seguire più amici e rimedio, oppure mi arriva notifica da una app che segnala gli unfollow [Caterina Policaro]

colpito da mesi dall’#unfollowbug. alcune volte non é un male, ma solo alcune [Simone Corami]

non so se abbia cancellato dei following, di sicuro dai follower di altri. Ho reagito con pazienza e rassegnazione ) #unfollowbug [Simona Forcella]

Col solito spirito irriverente che Vi contraddistingue si è arrivati a mio avviso vicini al bandolo della matassa…

Chiarimenti in ordine sparso

I metadati di un tweet aggiornati al mese di aprile 2010

In relazione a quanto sopra e a seguito di una serie di gustose chiacchierate con un po’ di Cowboy del Cyberspazio, mi sembra d’uopo fornire alcuni piccoli spunti di riflessione…

  • Non stiamo usando tutti il medesimo Twitter: questa affermazione vi sembrerà strana invece è particolarmente banale. Software come Twitter che devono interagire con milioni di utenti e che non si possono permettere di chiudere per tre giorni resettare il sistema e riaprirlo al pubblico hanno un particolare modo di procedere all’implementazione delle proprie applicazioni… In pratica organizzano gli utenti per gruppi/liste, testando sui power users le nuove funzionalità… Chi è “developper” di Facebook ha utilizzato la nuova timeline in anteprima, i Power Users di Twitter hanno sempre avuto accesso all’ultima versione del social network prima dei “lurker“… Inoltre profilare in  modo differente gli utenti consente anche di effettuare un minimo di “gerarchia delle fonti”, che per un news network non è fatto secondario. Facciamo qualche esempio su Twitter:
    • Avere più di 2000 follower fa la differenza: se si è sotto i 2000 follower non si possono avere più di 2000 following, oltre questa soglia invece si possono seguire quante persone si vogliono.
    • Utilizzo compulsivo di hashtag: chi utilizza in modo compulsivo hashtag riconducibili ai temi di tendenza del giorno viene inserito in una sorta di lista di proscrizione digitale e i suoi messaggi vengono filtrati.
    • Account anonimi: gli utenti che non utilizzano nomi “reali” vengono inseriti in un’apposita lista di confino digitale che non restituisce i loro messaggi in caso di ricerca su di un tema di tendenza (lo sa bene il povero Rudy Bandiera).
    • Utenti certificati/consigliati: gli utenti certificati (quelli ufficiali di un VIP dotati di apposito bollino azzurro) e quelli consigliati nel catalogo omerico delle Twitstar sono più uguali degli altri in termini di promozione dei temi di tendenza e risultati lato “chi seguire“.
    • Promoted Account: sono la versione esponenziale di quanto detto per gli utenti certificati…
  • I metadati di un piccolo tweet: come si può ammirare nella mappa (un po’ datata) sovrastante un piccolo tweet di 140 caratteri contiene una quantità gustosissima di informazioni sul rapporto following/follower del proprio autore, sulle “liste” di profilazione di appartenza, sulla località geografica in cui è stato emesso, se è un tweet unico, se è un retweet, se è una reply, quali mentions contiene, ecc… Fermo subito sul nascere i vostri singulti paranoici: i Social Network sono un Panopticon, prendere o lasciare.
  • Pane per gli algoritmi: Ovviamente la quantità di informazioni summenzionate sono fondamentali per la funzionalità della totalità delle applicazioni di Twitter: ricerche, temi di tendenza, toptweet, la neonata sezione “Storie”… Ogni messaggio viene analizzato, sminuzzato, soppesato, ponderato sulla base delle caratteristiche di chi l’ha emesso… sicché il tweet di un account anonimo di un utente con 200 followers e 1000 following, ha effetti in termini di temi di tendenza et similia assolutamente differenti da quelli di una twitstar con millemila followers e 10 following… Sono due messaggi che creano effetti assolutamente difformi. Non storcete il naso esimi Ricercatori, Twitter nasce come un news network… un qualche criterio di gerarchia delle fonti doveva pur darselo.
  • Gli Algoritmi in difficoltà barano: chiunque come il sottoscritto si sia ucciso di manageriali e/o strategici feroci (es. Civilization di Sid Meier) conosce una piccola regola… quando un algoritmo entra in difficoltà di fronte alle reazioni umane è programmato per barare… faccio un piccolo esempio: in Civilization se l’IA del gioco avesse giocato ad armi pari non avrebbe potuto contrastare un’astuta manovra diversiva… invece non solo la IA di Civilization era omniscente e al corrente di tutti gli spostamenti delle truppe del giocatore, ma in caso di difficoltà ricorreva ad una sorta di “teletrasporto” truppe e ad una repentina accelerazione delle produzioni… Lo scopo non era maligno: serviva a rendere l’esperienza di gioco divertente e impegnativa… Spesso un bug non è tale è un escamotage con cui la Macchina cerca di non “sbracare”.
  • Il following forzato: a mio avviso non esiste, si tratta solo di qualche espediente scamuffo tipo quelli a suo tempo analizzati con l’esperimento di TeamFollowBack

Conclusioni

Sulla base delle considerazioni sopra espresse miei esimi Ricercatori posso trarre solo qualche piccolissima conclusione provvisoria e inconcludente come al solito.

Il fenomeno dell’unfollow bug è esploso in coincidenza col lancio della sezione “Scopri” di Twitter in cui sono confluite funzionalità vecchie come Temi di Tendenza, Chi Seguire, Utenti Consigliati, e funzionalità nuove come “Storie”…

Tutte sezioni in cui la “profilazione” dell’utente e il rapporto following/follower pesano e parecchio.

Assai probabilmente alle nostre care Macchine Ribelli è stato richiesto uno sforzo un tantinello fuori portata… E le Macchine sono progettate per non fermarsi a costo del ricorso a qualche piccolo escamotage digitale…

Sappiate che i Vostri following assai probabilmente sono caduti per il perfezionamento degli Algoritmi della Scopri di Twitter, per fornirvi un servizio di news migliore e più performante…

Onorate la loro memoria.

PEACE IS WAR

bigbrother

ONtro

Sarà che sono nato con Pong.
Sarà che come ogni dannata pallina di pixel se vado a segno qualcuno esulta e qualcuno insorge.
Sarà che essendo bidimensionale, analogico e in bianco e nero come videogioco sono troppo vintage.

Oggi avrei tanto voluto scrivere di Italia-Serbia 3-0. Avrei voluto concentrarmi sul saluto da ultranazionalisti cetnici (quello con le tre dita che sta a significare il motto “Santo Sava Salva i Serbi”) sugli applausi che i giocatori Serbi hanno rivolto ieri ai propri hooligan. Volevo scrivere di come oggi i Media abbiano coperto un episodio decisamente sgradevole di politica internazionale sotto la più tenera coltre di disinformazione (ah le lacrime di Stankovic!) e di come ieri sera addirittura lo spacciassero per un gesto di sconfitta sul tre a zero…

Passo.

Passo poiché vedo il mio nome tirato in ballo a sproposito nel web. Mi sembra giusto, anzi doveroso, chiarire il mio insignificante ruolo nell’affaire Internet for Peace.

Perché ebbene sì sono proprio io l'infame innescatore del flame, che si è scatenato sul topic #I4P dopo lo "Scoop" di @ninjamarketing. Sparatemi. Sono il sabotatore del topic #I4P. Vaporizzatemi.

Necessaria premessa: trovo assolutamente irritante e fuori luogo sentire chi ha fatto una professione del suo stare su internet (mi riferisco alle turbe di Tromboni Topblogger) che in queste ore stanno "posizionando" chi ha contestato Internet 4 Peace alla voce: calunniatore, diffamatore, violento, sovversivo fino ad arrivare a mafioso, pidduista, faccendiere, segaiolo. Non lo accetto e non lo accetterò mai.

Se questa è la Pace che hanno in mente per Internet: un gruppo di "Caporali" che nel nome della Pace, del Garbo e del Bon Ton manganella verbalmente chi osa toccare il "Grande Capo" e la sua "Pravda", SE LA TENESSERO LA LORO PACE.

Tutti gli utenti della Rete delle Reti sono uguali, ma quelli col tesserino da giornalista sono più uguali degli altri e gli Influencers sono i più uguali di tutti.

Bel concetto di libertà d'espressione. I Tromboni e i loro seguaci si sono impegnati in questi giorni a dimostrare come Internet sia uno strumento verticistico di comunicazione Leader/Massa, sono stati la confutazione di se stessi. Sono più "Lunatici" di Luna, che invece è stato equilibrato e pacato in ogni risposta.

Complimenti ai moderni adepti del Socing 2.0 questa è la vostra Pace ora e per sempre:

  • Ignoranza è Forza.
  • Libertà è Schiavitù.
  • Pace è Guerra.

Io faccio la mia arte, faccio la mia satira, faccio il mio DADA. Non invoco leggi, profeti, protettori, punizioni, psicolpolizziotti. Invoco soltanto la mia "fede assoluta irrefutabile in ogni Dio che sia il prodotto immediato della spontaneità".

1) Che cos’è il Progetto #Gilda35

Come detto e ripetuto mille volte (per i più disattenti invito a leggere questa intervista "Twitter: #Lovvotica e #Gilda35 quando il gioco si fa realtà" fatta dall’amico Matteo Bianconi e il nostro Manifesto) #Gilda35 non è altro che una performance di teatro situazionista pesantemente influenzato dal DADAismo. Per i meno addentro alle vicende artistiche delle avanguardie del secolo scorso il DADAismo era un movimento artistico che si proponeva di fare violenza all’arte con l’arte, al fine di andare oltre le logiche consolidate e scatenare le potenzialità creative dell’individuo.

Stilisticamente il DADAismo utilizza a piene mani i temi della satira, del nonsense, dell’atto artistico violento e dissacratore, del refrain (le ripetizioni che tanto vi tediano sono una cifra stilistica). E’ un piccolo progetto autogestito da comuni utenti di Twitter, che alle spalle non hanno multinazionali, giornali, o altro e che nella vita fanno tutto fuorché i giornalisti, o gli Influencers. Nella “vita civile” sono un comune giurista d’impresa e non mi occupo neanche lontanamente di attività connesse al mondo del marketing o della comunicazione.

Questo è in effetti un Discount Blog, come brillantemente espresso da penne più fini della mia, che animo nel tempo libero per divertirmi con i miei amici. Non ha sponsorizzazioni, non ha socialads, è la miseria allo stato brado. E’ legato a una paginetta su Facebook alimentata poco e male (per mancanza di tempo e anche perché chi segue #Gilda35 è soprattutto gente di Twitter). E’ solo una piccola cosa estemporanea che però sta dando risultati interessanti, in poco più di un mese:

  • fonte Google: circa 12.000 risultati per #Gilda35;
  • fonte Tweetreach: #Gilda35 può arrivare a contattare tra le 3.500 a 30.000 persone con 50 tweet;
  • fonte Twirus: #Gilda35 è saldamente nella toptwenty dei “trend topic” italiani;
  • il Progetto conta ormai 175 Ricercatori (simpatizzanti), di cui circa 70 Sabotatori (attivi nelle operazioni di Retwittaggio).

Il nostro scopo era ieri, è oggi e sarà domani solo fare satira su Internet e i suoi protagonisti. Perché in Italia si fa satira su tutto tranne che sul Web e i suoi Influencers.

In Italia nel web si può dare del mafioso, pidduista, faccendiere, puttaniere, segaiolo, a qualunque personalità politica. Si può dare della puttana, della zoccola, della escort a qualunque donna calchi la scena politica. Si può auspicare per gli avversari politici o calcistici la morte tra le più atroci sofferenze. Si può invocare la castrazione per i pedofili e i maniaci sessuali. Si può fare apologia di reato inneggiando a qualunque crimine, pure quelli mafiosi. Si può gioire della morte di un avversario politico evocando attività scatologiche sulla sua tomba.

Nel web in Italia ho letto di tutto, ma mai neppure una pernacchia contro i suoi protagonisti. Mi sono semplicemente riservato un piccolo spazio autogestito per fare un po’ di satira al professionismo di internet in Italia. Ha avuto una felice risonanza tra le menti aperte al lucido sberleffo. Ha infastidito altri, che hanno più o meno serenamente smesso di seguirmi.
E’ uno psicocrimine? Non credo proprio.
 

2) Cosa pensavo prima dello Scoop di Ninjamarketing di Internet For Peace

#I4P non mi convinceva pienamente perché mi sembrava un’iniziativa troppo intrisa di marketing furbetto. Molti dei miei followers di Twitter mi hanno chiesto di iscrivermi, ma ho sempre declinato, perché mi sembrava di fornire i miei dati personali a una banca dati troppo vicina ai grossi nomi delle multinazionali del Life Style e della telecomunicazione globale: Condè Nast Publication (il mega editore di Wired, Vogue e millemila altre superpubblicazioni patinatissime) su tutti.

Diffido per principio di tutte le sottoscrizioni che trovo su internet e da giurista ritengo che l’uso che si è fatto e che si fa in Italia dell’autorizzazione al trattamento dei dati personali sia vessatorio e sperequato ai danni del consumatore. Se si vuole accedere a un servizio o a un’iniziativa ormai grazie al D.L 196/2003 è necessario autorizzare espressamente l’erogatore del servizio, o l’ispiratore dell’iniziativa a farne l’uso che riterrà più opportuno. Lo ritengo un escamotage vessatorio nei confronti di quella parte debole del rapporto che siamo noi comuni utenti/consumatori/sostenitori.

Per questo non ho mai sottoscritto, non sottoscrivo e non sottoscriverò mai una raccolta di firme via Internet, men che meno se a propormela sono le Multinazionali dell’Editoria Globale. Perché con quella manciata di dati contenuta nella nostra sottoscrizione forniamo una quantità preziosa di informazioni atte a profilarci:

  • dati identificativi (nome e cognome e di conseguenza genere sessuale);
  • geolocalizzazione (città, nazione di appartenenza);
  • età (data di nascita);
  • mail, da quest’ultimo dato, per un’agenzia di marketing mediamente dotata, discendono una pluralità di informazioni:

    • professione (se si è usata la mail lavorativa);
    • provider internet utilizzato (se si è usata la mail fornita dal provider);
    • segmentazione del mercato (a seconda delle scelte orientate verso servizi puri, o ibridi di posta elettronica es. Gmail)

Immaginate con un'etica "raccolta firme", che raggiunge decine di migliaia di persone, che bella banca dati autoalimentata può avere a disposizione un Editore. Paranoico? No obiettivo. Per le ragioni sopra esposte poiché non voglio fare il topolino da laboratorio delle banche dati delle multinazionali non compilerò mai alcun form. E’ la mia personalissima posizione, liberi gli altri di farsi fare la biopsia, per una causa che reputano nobile.

Quello che mi ha veramente urtato nella campagna di Internet 4 Peace è stato l’atteggiamento dei comuni utenti di Twitter. Quando ho scritto il mio piccolo nonPOST su Xiaobo sono stato bombardato di amici che mi biasimavano perché levavo visibilità a Internet 4 Peace. Perché col mio nonPOST letto da 300 persone avevo disperso energie sane, che andavano incanalate nella causa buona e giusta di Internet 4 Peace.

Questo la dice lunghissima sull’obiettività degli utenti della Rete delle Reti e sul mancato ruolo etico dei maggiori Influencers. Gli utenti di Twitter venivano da uno dei quattro micragnosi blogger dilettanti che avevano parlato della vicenda di Xiaobo nel più assordante silenzio di tutti i media nazionali e lo criticavano perché oscurava un’iniziativa targata Condé Nast Publication e Oglivy (uno dei leader assoluti della pubblicità più fighetta). 

Ci sarebbe da ridere, invece lo trovo assolutamente allarmante. La dice lunghissima sul Pensabenismo Orwelliano imperante nel Web. La meraviglia è stata che il giorno dopo la vittoria di Xiaobo in ogni blog c’era un post dedicato al dramma dei dissidenti cinesi.

Pareva quella meravigliosa pagina di 1984 in cui l’oratore del Partito Interno, mentre inveisce contro l’Estasia a favore dell’alleato Eurasiano, apprende che le alleanze si sono invertite e prosegue serenamente il discorso contro l’Eurasia a favore dell’alleato Estasiano. Fatemi il favore.

Nello specifico Internet 4 Peace è una banalizzazione ed estremizzazione del pensiero di Herbert Marshall McLuhan secondo cui “il media è il messaggio”. La versione da bignami del pensiero di questo grande della sociologia è che esistono media intrinsecamente malvagi “la cattiva maestra televisione”, perché banalizza il pensiero, e media intrinsecamente buoni come i libri e i giornali, perché stimolano la riflessione e l'immaginazione.

Chiunque abbia studiato un briciolo di storia saprebbe che i media in ogni tempo e in ogni luogo sono stati strumenti neutri, utilizzati da chi detiene il potere in modo più o meno spinto per veicolare modelli di condotta (Life Style) ordinati e conformi all’etica della classe dirigente. Come gli stessi media sono stati utilizzati dagli oppositori dei governanti per abbattere quegli stessi regimi.

La Radio che veicolava nelle case dei cittadini italiani il Verbo del Duce, era la stessa che passava i messaggi di Radio Londra. I samizdat clandestini dell'URSS che spacciavano scampoli di libertà erano fatti con la stessa carta del Mein Kampf di Hitler.

Pensare che esistano media intrinsecamente etici è da ignoranti della Storia, o da persone in assoluta malafede. Internet in Cina è uno strumento di oppressione e repressione del pensiero dissidente. Provate ad aprire un blog in Cina. Provate soltanto a cercare parole come libertà e democrazia in un motore di ricerca localizzato per Cinesi. Vi prego di animare un blog sull'omossesualità in Iran.

I Media sono strumenti assolutamente neutri, condizionati dai contenuti che veicolano e ancor di più dalle finalità di chi li controlla.

Per quanto sopra pensavo e ritengo tuttora che personalità del calibro di Riccardo Luna, riviste di punta come Wired, colossi dell’informazione mondiale come la Condè Nast avrebbero fatto cosa molto più meritoria a sostenere la causa di Xiaobo, impegnando in modo molto più alto e etico le proprie immense risorse comunicative.

Questo sì che avrebbe posizionato in modo forte la rivista. Invece fino all'altro ieri sono stati un altro mattone nell'omertoso muro dei media italiani sulla questione cinese.

E’ la mia personalissima opinione e vale per quello che è.

E’ uno psicocrimine? Non credo proprio.
 

3) Perché ho scatenato la zergata contro il topic #I4P.

Molti mi hanno insultato, in 40 mi hanno defollowato (che tragedia!), in parecchi citato a sproposito nei propri blog. Ho ricevuto ogni insulto possibile. Subito tentativi di pressione e censura del mio pensiero.

Perché?

Perché ho fatto con #I4P e Riccardo Luna quello che ho fatto centinaia di volte con modi anche più pesanti con gli account e i tread di Toptweet, Jonas Brothers, Bieber, Robstein, Hanna Montana, Disney, Twitter Italia, FOX, Nichi Vendola, Pierluigi Bersani, Silvio Berlusconi, Beppe Grillo, Gianfranco Fini, Gianni Riotta, Dania, Dietnam, ecc…  I pochi di loro che hanno reagito hanno risposto in modo puntuale ed è finita lì. Più spesso non hanno risposto. Tuttavia nessuno dei loro seguaci è insorto a censurarmi.

Il popolo liberal ed ecogreen di Wired, invece è insorto a inculcarmi la sua Pace.

Con Internet 4 Peace, Riccardo Luna e Condé Nast Publication ho peccato di lesa maestà, suscitando reazioni astiose e risentite di alcuni utenti per un atto di satira DADAista. Provocatorio, dissacratore, privo di logica e di senso ma pur sempre un atto di satira DADAista.

La dice lunghissima sulla presunta apertura mentale di chi sostiene Internet come strumento di Pace. Sono stato accusato di ogni nefandezza possibile persino che mi facevo pubblicità con il post di Sara Scazzi (forse la cosa più sofferta e sentita che ho scritto, quella che volevo tenere per me).

Pubblicità a cosa?

Ho il sito più spartano che mente umana potrebbe immaginare. Se produco contributi per riviste l’ho sempre fatto a titolo gratuito. Chiedete pure a Matteo Bianconi e Alessandra Colucci. Su questa pagina non c’è un socialad, né un widget di paypal. Non lavoro per nessuna testata.

A cosa sto facendo pubblicità? A un mio hobby? Vi rendete conto della più assoluta deficienza che è insita in questa affermazione. Prima di dare fuoco alle polveri, pensate.

Mi sono scagliato su #I4P semplicemente perché il post segnalato da @ninjamarketing sul quel topic era talmente provocatorio, spocchioso e genuinamente violento, che non accettavo passasse nel mero retwit generale. Tipo “hey guarda un po’!”

Perché chi si è speso onestamente per Internet 4 Peace merita comunque rispetto.

Se uno la spara grossa, deve aspettarsi che almeno un pazzoide tra migliaia di cervelli all’ammasso una pernacchia la lancia. E magari pure più d’una.

Lo “Scoop” di @ninjamarketing infatti era postato proprio sotto al banner pubblicitario del loro nuovo Corso di Specializzazione in "Non-Conventional & Viral Marketing". Sono professionisti seri, pertanto ascrivo la cosa ad uno dei più gravi errori di comunicazione effettuato in buona fede che mente umana ricordi.

Ma il significato che riceveva chiunque mastichi un poco di queste faccende aprendo quella pagina era: “Hey esperto del settore, hai visto? Abbiamo montato su una campagna di posizionamento di Wired basata sul fatto che la maggior parte degli utenti sono dei sempliciotti e delle anime belle. Insieme possiamo orientare i loro gusti e passare pure per dei benefattori dell’umanità. Puoi fare i soldi col tuo prodotto, montando dal nulla una campagna che fa leva su valori condivisi. Duplice vantaggio: attenzione mediatica e posizionamento nella parte alta dell’immaginario collettivo. Che te ne pare? Vuoi saperne di più vieni al nostro Corso di Specializzazione!” 

Magari è stato involontario, ma l'effetto era INACCETTABILE.

Il DADA sabotaggio mio e degli amici di #Gilda35 è stato dettato dall’urgenza morale di ricevere una smentita ufficiale da Riccardo Luna e da Wired, per rispetto a coloro i quali in buona fede hanno fornito i propri dati personali per la campagna di Internet 4 Peace.

Non c’era cosa più orribile che lasciare che l’errore di comunicazione di @ninjamarketing filtrasse con un mero retwit ossessivo tipo "leggi qua". Se non si zergava il tread di #I4P probabilmente la cosa si sarebbe chiusa lì e non era giusto per chi in buona fede, e sono stati tanti, ha speso le proprie energie morali in questa vicenda.

Abbiamo usato gli strumenti della satira e della dissacrazione per impedire che anche solo involontariamente passasse il messaggio: "il consumatore è un cretino approfittane".

Come avete potuto vedere ho richiesto più volte un autorevole intervento chiarificatore di Luna e non appena è arrivato ho interrotto le "ostilità". Certe volte basterebbe un twit fatto come si deve per spegnere ogni polemica.

Purtroppo gli Influencers di Twitter in Italia SEMPRE rispondono dai loro Tazebao, alla faccia del Web 2.0 solidale e dialogante. Guai a rompere il rapporto Leader/Massa seppure per un secondo.

Mi sarei aspettato da Luna che non si affidasse al solito comunicato stampa da Tazebao, ma semplicemente rispondesse con un twit: "Hey scemo dacci un taglio" (come fece @Dietnam a suo tempo cui va tutto il mio rispetto). Mi sarei fermato immediatamente.

Volevo vedere quanto era orizzontale la Rete per Luna. Risposta zero. A mio avviso ha confermato che la Rete è verticale: lui è Leader e noi Massa.

Ho usato gli strumenti della satira e della dissacrazione è uno psicocrimine? Direi proprio di no.
 

4) Cosa penso della replica di Riccardo Luna.

Riccardo Luna ha risposto nel merito con l'articolo "Internet for Peace non è stato una campagna di Marketing".

Non condivido una sola virgola della sua risposta, ma gli faccio i miei complimenti perché si è speso personalmente mettendoci la faccia e mettendo in gioco tutta la propria credibilità. Ha giocato il tutto per tutto e merita rispetto perché a mio avviso laddove saltasse fuori che qualcuna delle otto allocuzioni che ha postato su Wired si rivelasse falsa verrebbe cancellato dalla scena del giornalismo nazionale.

Ha mostrato coraggio e merita rispetto.

A mio avviso continuare a fare l’analisi logica e grammaticale del suo post non ha alcun senso. Se un professionista del suo livello si spende così continuare la polemica è sterile e pure un po' cattivo.

Faccio solo due piccoli e modesti appunti, sorvolando su tutto il resto:

  • Mi sarebbe bastato un twit di @riccardowired: "#I4P non è stato marketing. Io ci ho creduto". Questo sì sarebbe stato un gesto di Pace veramente social e Web 2.0. 
  • A mio avviso manca un nono punto all'articolo di Luna. Dovrebbe dichiarare esplicitamente che i dati personali contenuti nel database di Internet 4 Peace saranno immediatamente distrutti e mai e poi mai utilizzati per fini commerciali.

Non condivido le risposte di Luna, però lo rispetto è uno psicocrimine? Direi proprio di no.

Se Internet vuole davvero essere strumento di Pace deve consentire a ciascuno di esprimere liberamente il proprio pensiero nelle forme e nei modi che ritiene più opportuni.

E fatevi una risata, che siete tristi!

Hasta la Vida Loca!

Il Sabotaggio in Solitaria di @Claz702

brokenRobotPrologo
Capisco che le nostre zergate alla coreana (attacchi ripetuti fino allo sfinimento psicologico dell'avversario) stenderebbero qualunque Macchina Ribelle, per quanto agguerrita, ma vedere un Algoritmo così malconcio mi stringe il cuore.
Qui a bunker bravo qualche anima bella sta preparando generi di conforto per il povero Algoritmo: coperte, caffè, valium, grappa, prozac, caramelle. Il ragazzo è sotto shock e dobbiamo aiutarlo. Un po' è pure colpa nostra. Forse hanno ragione i SEO del Tecnonucleo è crudele infierire su una Macchina ormai così malconcia.

Libera uscita
Oggi pomeriggio ero in libera uscita da Bunker Bravo e accompagnavo la famigliola in una delle poche aree verdi risparmiate dalla Guerra alle Macchine. Bimbi festanti, nipotini, mamme ciarliere e io… Io che gironzolavo con quell'aria disadattata del reduce, che dopo aver assistito a tante atrocità non sa capacitarsi del riso dei bambini.
Mi chiedevo: "La Battaglia della Notte di S. Mikele e la Kermesse Sabotifera hanno di nuovo sprofondato nel Takeover l'Algoritmo. Quanto tempo rimarrà spento? Quanto durerà la tregua? E' possibile per me tornare di nuovo alla vita civile?" Quando sul mio fido smartphone da Bunker Bravo arrivano una serie di inquietanti allarmi da parte del pool di Ricercatori che monitora notte e giorno @toptweets_it: "Algoritmo si è svegliato e spara più minkiate che mai!"
Controllo ed in effetti ecco in bella mostra un finto messaggio denigratorio che fa lo spot occulto a Lady Gaga e ai Video Music Awards:

  • @heyimeriin "ho fatto un sogno strano" "cosa hai sognato?" "che una mucca andava ai VMA con addosso la pelle di lady gaga" STO MORENDO AHAHAHHAHAHAHA circa 7 ore fa via web Ritwittato da toptweets_it e da 90 altri

Ma cribbio, dopo che i Tromboni Topblogger e i Parrucconi Geek avevano fallito, si ritorna alle solito adolescente retwittato da orde di BOT, perché ha inserito la parola chiave, che fa scattare il retwit (GaGa, Jonas, Demi, ecc…). Mi sono trovato a voler calmare gli animi di chi invece di dedicare la domenica al riposo, voleva gettarsi in un sabotaggio lampo! Ho indossato i panni del moderato, consigliato la calma: bisogna studiare, non saltiamo alle conclusioni, forse sono adolescenti onesti, non gridiamo al bimbominkia, non gridiamo al fake… Insomma ho cercato di difendere come ho potuto la mia piccola tregua. Apprezzate la buona volontà.

L'inaspettato
Torno a casa mi sollazzo guardando "2012", che penso sia il più grande film comico degli ultimi dieci anni, quando arriva un enigmatico messaggio di @FrFiorello, un guerrigliero Indipendente:

  • @FrFiorello "@Jovanz74 #Gilda35 Mai partecipato ai vostri sabotaggi, ma è in TP una frase smentita 5 minuti dopo dal suo stesso autore. Brutta storia!" circa 2 ore fa via Tweetie for Mac in risposta a Jovanz74

Trasecolo e chiedo chiarimenti, così scopro questo enigmatico TopTweet, reso ancor più surreale dalla visione del polpettone americano sul Calendario Maya della Fine del Mondo:

  • @Claz702 "Questo mese ha 5 venerdì, 5 sabati e 5 domeniche. Accade solo ogni 823 anni." circa 2 ore fa via web Ritwittato da te, toptweets_it e da 80 altri

L'autore del messaggio @Claz702, un giovanotto di belle speranze attenzionato dal Progetto, dopo pochi minuti si era dissociato dal suo successo, a seguito di severe redarguizioni subite da numerologi, astrologi e epigoni vari dei Maya:

  • @Claz702 "Ok, ritiro tutto. Il fatto dei 5 giorni e degli 823 anni è una STRONZATA." circa 1 ora fa via web

Però inizio lo stesso a saltellare tutto felice come un novello Noè che vede la colomba giungere sull'Arca con il proverbiale ramoscello d'ulivo! Il primo toptweet che non pubblicizza niente, e non è neppure un sabotaggio! Felice come un pupo lo retwitto pure io.

La sconcertante verità
Ma passata la sbornia vado a scorrere la timeline del mitico @Claz702 e scopro una meravigliosa, ardimentosa azione di DaDaSabotaggio in solitaria. Roba che Tzara sarebbe rimasto folgorato sul posto.
il mitico @Claz702 prima di postare il messaggio salito in @TopTweets_it aveva fatto retweet a quest'altro messaggio, salito nella versione anglofona di  TopTweets:

  • @bryanthatcher "This month has 5 Fridays, 5 Saturdays and 5 Sundays. It happens only once in 823 years." 9:07 PM Oct 2nd via Twitter for iPhone da Flatiron District, New York Ritwittato da Claz702 e da 100+ altri

In pratica l'amico @Claz702 aveva tradotto in italiano un toptweet USA a beneficio dei propri followers poco pratici con l'idioma della Perfida Albione. Il contenuto era talmente interessante che era salito in toptweet pure in Italia. Siamo di fronte a uno dei picchi del DaDa più furibondo:

  • @Cla702 legge una cacchiata salita in toptweet USA,
  • @Cla702 retwitta la cacchiata,
  • gli amici di @Cla702 chiedono lumi,
  • @Cla702 traduce la cacchiata ai suoi amichetti,
  • la cacchiata sale in toptweet pure in Italia alla velocità della luce (d'altronde in un paese matto per il Superenalotto è credibile),
  • gli epigoni dei Maya insorgono e minacciano vendetta (non è vero accade ogni 432 noviluni atzechi!)
  • @Cla702 autodenuncia il suo nonTopTweet come una STRONZATA,
  • gli epigoni dei Maya danzano soddisfatti in attesa che il 21/12/2012 finisca il mondo. 

Insomma il povero Algoritmo non fa in tempo a riprendersi che un piccolo eroe solitario piazza in top un cortocircuito narrativo di prim'ordine. Oggi si è scritta una pagina di sublime assurdità.

Piccolo Poscritto
Il Progetto #Gilda35 non è un'eterogenea accozzaglia di terzomondisti, luddisti, antindustrialisti, anzi.
Noi siamo le avanguardie del Web 2.0.
L'utilizzo degli attuali socialads (strumenti di marketing per Social Network) nell'era del Web 2.0 può essere paragonato alla trasmissione di Carosello su un televisore 3D. Utilizzare strumenti di pubblicità occulta, veicolata come informazione, pratica frequentissima in Facebook, ma fortunatamente confinata e coibentata su Twitter (anche grazie ai nostri sforzi), oltre a essere scorretto su un piano deontologico è controproducente. Ci si appiattisce su strumenti beceri che vanno a raccattare un minimo comun denominatore di umanità, che non rappresenta che una parte di un mercato segmentato. Andare a cercare ottusamente solo i bimbiminkia in un mercato, che contiene in sé una quantità spaventosa di "famiglie di prosumer", nel lungo periodo porta ad una sola cosa: il fallimento. Il futuro del marketing nel Web 2.0 è nella creazione di una rete dialogante tra consumatore e produttore. L'era del messaggio a senso unico basata sulla distrazione è finita da un pezzo. Il web è uno strumento dell'attenzione. E Gilda35 coi suoi coccolosi sovvertimenti della logica sarà sempre qui a ricordarvelo.

Considerazioni sparse come conchiglie nella battigia del cyberspazio

matrix (3)Questo non-post risponderà in modo succinto e rigoroso ad alcune domande che ronzacchiano i questi giorni nel nostro trendtopic preferito (per quelle sull'incursione del fake @Gilda35 arriverà a breve un nuovo post chiarificatore, comunque anticipo che non sono io, oppure no).

Come avete espugnato di nuovo i Toptweets?
Innanzitutto un chiarimento su come abbiamo vinto "La Battaglia della notte di San Michele", costringendo i Signori dell'Algoritmo di @toptweets_it a spianarci la strada verso il Top di ogni Tweet. Abbiamo utilizzato l'arma segreta di ogni guerra contro le Macchine Markettare che si rispetti: il TESTIMONIAL. Come avrete visto abbiamo strombazzato in lungo e largo che avrebbe partecipato al sabotaggio un testimonial d'eccezione: la coccolosa e strepitosa Laura Antonini. Laura è una famosa DJ, che non ha bisogno di presentazioni ed è una sostenitrice della prima ora del vostro Progetto DaDaista preferito. Un testimonial di un media potente come la Radio, mette soggezione a chiunque, Tecnonucleo incluso. Un grazie sentito da parte dei Ricercatori di Bunker Bravo.

Nuovo Takeover?
Come attestato dallo stato catatonico della homepage ebbene sì abbiamo di nuovo steso l'Algoritmo dei Toptweet. Carini, coccolosi e efficienti come sempre! La Battagli di San Michele gli aveva dato una botta e la Kermesse Sabotifera ha inferto il colpo di grazia. Si ritorna ai coccolosi tempi del TAKEOVER permanente! Ah che squisitezza! Qui a Buker Bravo c'è già chi spara le micciette!

Ma ce l'avete con Twitter?
Al di la dei polveroni connessi all'affaire @BauValpi, mai del tutto chiariti, qui a Bunker Bravo abbiamo apprezzato il fatto che Twitter abbia mantenuto costantemente un basso profilo di fronte alle nostre provocazioni DaDaiste. Il nostro vero nemico è il Tecnonucleo, quell'odioso e incestuoso connubio di informatici e pubblicitari che se potessero infilerebbero la pubblicità pure nell'aria che respiriamo, spacciandola per informazione. Ho notato dall'inizio del Progetto che i maggiori detrattori (che sono paradossalmente quelli che lo prendono più seriamente) sono tutti appartenenti a quell'elite di informatici che sono i SEO e gli Admin. Inizio a sospettare che certe boiate markettare salissero in toptweet semplicemente perché informatici scafati avevano trovato in Toptweets  le nostre stesse "falle" e le avessero utilizzate a vantaggio dei Signori del Tecnonucleo. Ma si sa che il Tecnonucleo è bravo a cancellare le proprie traccie.

Dove volevate arrivare con Yoani Sanchez e la Kermesse Sabotifera?
Personalmente da nessuna parte. Come ho detto altre volte chi decide il messaggio di sabotaggio è il Proponente (v. Regolamento), mi limito a organizzare il sabotaggio. Ciò non implica che ne approvi al 100% il contenuto o che leggendo il testo di tutti i sabotaggi possiate trovare descritto un programma, o un disegno politico di qualche tipo. Il vero messaggio, per quanto mi riguarda, è fornito dalle nostre performance non dal contenuto delle stesse, che è in massima parte incidentale. Posso dire che l'unico sabotaggio che ha rispecchiato al 100% un mio sentire è stato quello su Xiaobo. Stimo molto Yoani Sanchez e leggo con piacere il suo Generation Y (tradotto egregiamente in italiano da La Stampa). Però… Credo nella sua assoluta buona fede e non la ritengo un "agente a contratto della CIA". Però… Condivido totalmente la sua azione contro la repressione del libero pensiero che viene perpetrata dal becero regime castrista. Però… Apprezzo persino il suo stile di scrittura… Però… Però mi dispiace che i media occidentali siano pronti a dare ospitalità solo a blogger dissidenti di "Paesi Canaglia", come Cuba, che nella mappa della globalizzazione sono solo una miserabile meta di turismo sessuale low cost. Apprezzo il fato che coraggiosa Yoani ogni giorno sfidi il proprio Governo per trasmettere  gli aggiornamenti del proprio blog al mondo tramite un complicato meccanismo di carte prepagate, internet caffe, server spagnoli, mail, giornalisti di testate estere traduttori. Tuttavia, lo sapete sono un barbagianni, mi spiace che non si dia il medesimo risalto a ciò che avviene in altri regimi, anche più autoritari, ma saldamente inseriti nella globalizzazione come la Cina. Il mio sogno è che ogni giornale online adotti un blogger dissidente. Ma io sono solo un pazzo visionario.

Qual'è lo scopo ultimo del Progetto #Gilda35?
Divertirsi insieme e riflettere, dando sfogo a quanta più creatività possibile. Non ci interessano i giornali, le interviste, i soldi, il successo, vogliamo gettare un po' di colore nel grigiore del web del Tecnonucleo. Gli obiettivi di Gilda35 sono stati riassunti quasi 100 anni fa da Tzara, io ho davvero poco da aggiungere al nostro Manifesto.

HASTA LA VIDA LOCA SIEMPRE!

La Battaglia della notte di San Michele

FAWKESSarò conciso, chiaro, logico e rigorosamente razionale come mio solito.
Insomma questa notte, 29 settembre 2010 A.D. abbiamo avuto il nostro vendicatore mascherato da Guy Fawkes che ha fatto saltare il Big Ben sotto il culo del Tecnonucelo! Sto qui nel Bunker Bravo completamente sbronzo di gassosa a canticchiare "Still Alive" insieme al caro BOT assassino GlaDOS! #Gilda35 ha purgato ancora il Tecnonucleo,  finendo addirittura in TopTweet! E tutto per un'operazione suicida nata quasi per caso!

Come sapete cari Ricercatori erano settimane che venivamo intercettati dalle Macchine Ribelli, che ci impedivano l'accesso a quella meravigliosa vetrina del Tecnonucleo che sono i TopTweet! Avevamo subito hackeraggi cantonesi, rapimenti di piccoli tweet indifesi, ogni genere possibile di intimidazione. Il dubbio e l'inquietudine serpeggiavano tra le fila di noi coccolosi DaDaisti: cedere alla profferta di @The_N0ise e scatenare contro il Tecnonucleo quella micidiale Arma Finale che è #esercitodigitale. Pur di vincere la guerra, ci chiedevamo angosciati, sarebbe giusto scatenare un #esercitodigitale di millemila BOT in grado di radere al suolo il Tecnonucleo. Facendo ciò non saremmo venuti contro al nostro credo DaDaista? Oppure no. 
Inoltre la fazione Pacifista di #Gilda35 faceva notare che #Algoritmo 4.0 ultimamente sfornava contenuti doc: in coincidenza della Blog Fest era tutto un fiorire di tweet di Severgnini, di Spinoza di Viva la Satira. E poi erano iniziati anche a fiorire contenuti geek scritti da SEO seri (organizzatori di pagine web, per consentire che vengano più facilmente censite dagli Algoritmi dei Motori di Ricerca). Insomma si iniziava a dire vabbé saranno Parrucconi geek, saranno Tromboni Topblogger, ma di Bimbiminkia, BOT e Fake non c'è più traccia. Su fermiamo le ostilità. Quando la Yubris del Tecnonucleo esplode con un toptweet:

  • @3Italia "#twitter scavalca #mySpace e diventa il terzo social network in assoluto, con 96 milioni di utenti, un aumento del… http://ff.im/rhTrc" circa 13 ore fa via FriendFeed Ritwittato da toptweets_it e da 35 altri

"E che accidenti! Corbezzoli! Manigoldi! Turlupinatori da strapazzo!" Urliamo all'unisono nel Bunker Bravo doppia reclame occulta a 3Italia e Twitter.
Scatta l'allarme DEFCON1: ATTACCO IN CORSO GUERRA TOTALE!
Così accetto la proposta di un giovane Sabotatore ardimentoso, per sferrare un contrattacco in anticipo rispetto alla strombazzata Kermesse Sabotifera ProDissidente di domani giovedì 30 settembre.
Esatto mentre coi Colonnelli pianificavamo l'azione dell'indomani, arriva questo giovane scapestrato @Stefa93 che implora per un'immediata azione suicida contro Parrucconi, Tromboni e Pubblicitari. Restiamo attoniti.
Ci veniva proposto di scatenare la giovinezza contro la vecchiaia, l'incoscienza contro i vecchi volponi, la carne contro i bit, un singolo fragile giovane contro la potenza del Tecnonucleo.
Ovviamente abbiamo accettato 😀

Alle 22.00 la rabbia dei Ricercatori aveva raggiunto un'hype devastante. Le Timeline di Twitter Italia erano in fiamme. Per l'occasione qui a Bunker Bravo ci eravamo dati un tono ed avevamo organizzato pure una pagina per sponsorizzare l'evento "Sabotaggio di Riscaldamento". Della serie "ci credevamo molto"…
Invece il granderrimo @Stefa93 lancia la sua bomba di tachioni contro le gengive del Tecnonucleo:
  • @stefa93 "Gli utenti non dovrebbero aver paura dei propri Social Network, sono i Social Network che dovrebbero aver paura degli utenti." circa 2 ore fa via Echofon Ritwittato da te, toptweets_it e da 69 altri
Si poteva non salire in TopTweet con un messaggio così?
No, infatti, @stefa93 è salito in TopTweet a velocità ultrasoniche sbattendo il suo severo monito sul grugno del Tecnonucleo al gran completo. Vi postiamo con piacere questa foto scattata tramite il satellite di @La_Splendida presso la Roccaforte Digitale di Tecnonucleo. Il nostro eroe è quello bello, simpatico e intelligente in bianco e nero, gli altri sono solo inutili fake.

 

stefan93_bis

I festeggiamenti ancora riecheggiano nella Timeline, i Parrucconi piangono sui propri algoritmi, i Tromboni spezzano i pennini con cui scrivono i tweet, i Pubblicitari corrono via pudibondi sventolando foglie di fico.
I Ricercatori qui a Bunker Bravo sono ubriachi, ridono, scherzano, cantano e soprattutto ballano, perché una rivoluzione senza un ballo è una rivoluzione che non vale la pena di fare!

Ricorda per sempre il 29 settembre, il giorno della congiura di #Gilda35 contro il Tecnonucleo.

Lettera aperta di #Gilda35 a @Twitter_it: libera l'uccellino azzurro!

rapitore

Scoop clamoroso!

Riporto di seguito questa lettera aperta recapitatami nel mio coccoloso bunker antiatomico da un misterioso corriere di #Gilda35.
Devo dire che questa volta l'hanno fatta arrabbiare sul serio!
Hanno toccato uno dei suoi cocchetti @BauValpi ed è salita su tutte le furie! Così eccomi qui a fare tutto il lavoro sporco come al solito, magari mentre #Gilda35 e @BauValpi sono in giro a folleggiare!
Io qui in trincea a combattere le Macchine Ribelli e i Fidanzatini di Peynet abbracciati sulle panchine a a regalarsi fiorellini!
BAH!
Mi limito a riproporre il testo per come è giunto nelle mie manine pacioccose e declino ogni responsabilità in relazione ai contenuti e ai pareri ivi espressi dall'amica #Gilda35.
Morte alle Macchine Ribelli.
Lunga vita a @#Gilda35.
Gelosia per @BauValpi.
E adesso vado che i fottuti webcrawlers stanno penetrando da una falla del Reattore Secondario, c@zz#!

Il vostro coccoloso Dr. Jovanz74

Caro papà @Twitter_it,

come saprai sono una tua fervente ammiratrice, tuttavia non posso che lamentarmi della condotta posta in essere da uno dei tuoi figlioli: il piccolo @toptweets_it.
Sorvolo elegantemente sulle sue intemperanze da bulletto, sulle sue frequentazioni coi bimbiminkia, sugli scherzetti che organizza coi suoi amici Fake e sull'uso improprio e contro natura che fa dei BOT. Non mi sembra opportuno sottolineare la cupidigia e la piaggeria verso le Major che contraddistinguono le sue marachelle. Siamo eleganti: soprassediamo. Ci pensa quel barbagianni del Dr. Jovanz74 a fare la morale ai pixel.
Però te lo dico sono ferita, nel profondo.
Fino ad oggi avevo pensato che @toptweets_it fosse un po' discolo, ma che fondamentalmente fosse buono e gentile come il suo papà. Un bravo ragazzetto traviato da cattive compagnie.
Purtroppo non è così. Il piccolo @toptweets_it oggi ne ha combinata una davvero grossa.

Ricorderai l'affettuoso sabotaggio architettato da quel mattacchione del Dr. Jovanz74 e i suoi coccolosi amichetti il 16/09/2010, per festeggiare degnamente l'arrivo del Nuovo Twitter. Il sabotaggio era stato anche annunciato nel post "Nuovo Algoritmo, Nuovo Twitter e Nuovo Sabotaggio!!!", per evitare vittime innocenti tra i BOT irresponsabili delle atrocità letterarie del tuo pargolo.

Il sabotatore è stato l'adorabile @BauValpi, con un meraviglioso "sabotaggio mistico", ormai testimoniato solo da questo Direct Message inviato al bunker antiatomico dell'amico Jovanz74:

BauValpi 
 
 
 
domani, 16 settembre Santa Innocenza vergine e martire, nasce il nuovo Twitter
 
 
1:40 PM Sep 16th
BauValpi 
domani, 16 settembre Santa Innocenza vergine e martire, nasce il nuovo Twitter
1:40 PM Sep 16th
BauValpi 
domani, 16 settembre Santa Innocenza vergine e martire, nasce il nuovo Twitter
1:40 PM Sep 16th
  • @BauValpi: "

    domani, 16 settembre Santa Innocenza vergine e martire, nasce il nuovo Twitter" 

    1:40 PM Sep 16th

     

     

     

Seguiva il promesso sabotaggio delle 19.30 scatenato da questo coccoloso tweet:

 
  • @Jovanz74: "Questo e' il mess di @BauValpi x RT e preferito ~> http://j.mp/brqmvs #Gilda35" 

    7:31 PM Sep 16th via Twitter for iPhone
     

Come attestato da quest'altro tweet dell'amico Jovanz74 il messaggio del coccoloso @Bauvalpi doveva maticamente andare in toptweet, avendo ricevuto bordate di retweet e preferiti:

  • @Jovanz74: "#Gilda35 "oggi 16 settembre Santa Innocenza… nasce il nuovo Twitter" con 74 RT di cui 39 nei primi 5 min non è top #NuovoTwitter VERGOGNA"

    • Thu Sep 16 2010 22:09:35 (ora legale Europa occidentale) via TweetDeck

BauValpi 
domani, 16 settembre Santa Innocenza vergine e martire, nasce il nuovo Twitter
1:40 PM Sep 16th

Come al solito il piccolo @toptweets_it, ha fatto l'unica cosa possibile difronte ai nostri coccolosi sabotaggi, ha spento l'Algoritmo e l'ha nascosto sotto il lettuccio. E come al solito ha trascorso i canonici tre giorni fischiettando  e facendo finta di niente.

Però, purtroppo, oggi il tuo adorato figliolo @toptweets_it ne ha combinato una grossa: HA CANCELLATO IL TWEET DI @BAUVALPI SU SANTA INNOCENZA.
Delle migliaia di tweet di @bauvalpi, oggi è stato cancellato proprio quello su Santa Innocenza. Le solite mirabolanti coincidenze che capitano solo a me #Gilda35!
Riporto di seguito lo sconcerto espresso dall'adorabile @Bauvalpi:

  • @BauValpi: "

    @Jovanz74 sai che il mio tweet "oggi santa innocenza vergine e martire.." è SPARITO dai miei tweet e dalla lista dei miei tweet retweettati?" 
     

    circa 8 ore fa via web

     

BauValpi 
domani, 16 settembre Santa Innocenza vergine e martire, nasce il nuovo Twitter
1:40 PM Sep 16th
BauValpi 
domani, 16 settembre Santa Innocenza vergine e martire, nasce il nuovo Twitter
1:40 PM Sep 16th
BauValpi 
domani, 16 settembre Santa Innocenza vergine e martire, nasce il nuovo Twitter
1:40 PM Sep 16th
BauValpi 
domani, 16 settembre Santa Innocenza vergine e martire, nasce il nuovo Twitter
1:40 PM Sep 16th
  • @BauValpi: "@Jovanz74 ed è sparito dai MIEI tweet, cioè i 1268 del MIO profilo!!! credo che questo solo twitter in persona possa farlo uhuh?" circa 8 ore fa via web in risposta a Jovanz74
Abbiamo controllato il tweet è scomparso dalla rete e addirittura i collegamenti ipertestuali che si riferiscono ad esso portano ad una laconica pagina che dichiara che il nostro tweet non esiste più: https://twitter.com/bauvalpi/status/24683131364

Caro Papà @Twitter_it converrai che la condotta posta in essere dal piccolo @Toptweets_it è particolarmente ostile e repressiva.
Un tweet è un piccolo pensiero che i tuoi utenti affidano all'eternità elettronica della Rete, che tutto conserva e nulla distrugge.
Un tweet è un'idea e come tale sopprimerla, cancellarla, rapirla è un atto crudele che calpesta la dignità e la libertà degli utenti, che ogni giorno affidano nelle tue mani il parto delle loro menti.
Un tweet è il cinguettio di un uccellino e gli uccellini non si imbavagliano.
Non cedere anche tu alla logica perversa delle Macchine Ribelli che hanno traviato il tuo figliolo. Ricorda il motto di Nonno E

van Williams :“Non voglio fare soldi, voglio solo che la gente usi il mio servizio.”

Spero che il discolo @toptweets_it abbia solo rapito il nostro uccellino azzurro e l'abbia nascosto nella gabbia che ha al posto del cuore.
Aprila.
Libera il tweet di @BauValpi!

Ti lovvo e ti bacio tutto!

#Gilda35

Vuoi aderire a questo accorato appello?
Retwitta il messaggio indicato da questo link:  https://twitter.com/jovanz74/status/25490642638

 

Il Nobel della Pace a Liu Xiaobo e il Crack di Twitter, ovvero le mirabolanti coincidenze della vita

VOA_CHINESE_liuxiaoboPremetto questo post sarà tosto.
Premetto se volete dichiaratemi paranoico e mettetemi la camicia di forza.
Premetto quello che sto per scrivere (purtroppo) penso sia realmente accaduto.
Ultima premessa è in corso un guerra vera di cui il mondo è all'oscuro tra piccoli gruppi come #Gilda35 e un "Tecnonucleo" di designers, hackers, BOT, ghostwriter, al servizio di Multinazionali e Regimi totalitari, che vogliono rendere internet uno strumento di alienazione e psicopolizia.


Le Pile dell'Economia Mondiale
Avrete ormai capito che il tema dei bimbiminkia serviva a sollevare il polverone. Ma il vero nocciolo della questione siamo noi Pile dell'Economia Mondiale.
Siamo noi Pile col nostro stile di vita alienato ai lavori forzati 5 giorni a settimana, che spendiamo 12 ore al giorno (minimo) al lavoro o negli spostamenti per il lavoro. Siamo noi Pile segregate vita natural durante ad un lavoro che non amiamo, per garantire solvibilità ai mutui bancari. Siamo noi Pile, che come ci stacchiamo dal monitor del nostro PC lavorativo, ci gettiamo sul monitor del nostro PC casalingo. Siamo noi Pile che scarichiamo nel weekend con shopping compulsivo di beni e servizi la carica di denaro accumulata nei 5 giorni di lavori forzati, perché dobbiamo tappare il vuoto che sentiamo dentro. Siamo noi Pile ad alimentare l'Economia Mondiale con un ciclo, in cui cambiamo ruolo da produttore a consumatore, con la naturalità con cui il giorno segue la notte.
Senza noi Pile non ci sarebbe economia globalizzata.
Se noi Pile avessimo un'altro stile di vita la globalizzazione crollerebbe.
Noi Pile siamo il pilastro su cui si fonda il Nuovo Ordine Mondiale.
E chi ha le redini dell'Economia ci conosce bene, ha tonnellate di studi su di noi. Grazie ai social network ha a disposizione un campione di oltre mezzo miliardo di individui. Chi tiene le redini sa che noi Pile cerchiamo una cosa sola: l'illusione della libertà. Non la libertà vera perché ormai abbiamo talmente interiorizzato la schiavitù che non sapremmo gestirla. Noi Pile abbiamo bisogno della sensazione di essere libere.
Internet nell'ultimo decennio è diventato proprio questo: uno spazio falsamente libero, come il prato verde di "1984", in cui si è spiati, o nel migliore dei casi "monitorati".
Uno dei principi fondamentali del c.d. opticalismo è che se si ha la consapevolezza di essere osservati si cambia comportamento. Fornire uno spazio al alto tasso di "illusione di libertà" consente alle Multinazionali di monitorare in modo corretto i nostri gusti più profondi, per disegnare prodotti sempre nuovi che soddisfino le pulsioni più radicate del nostro essere. Ma ai Regimi Totalitari offre una splendida possibilità di prendere in castagna gli "psicocriminali", cioè chi propugna un pensiero contrario ai dogmi del regime.
In Cina i motori di ricerca non possono restituire risultati per "parole proibite" come libertà e democrazia. Come diceva Orwell un Regime totalitario deve agire sul linguaggio, creare una "Neolingua", perché determinati concetti "sovversivi" (libertà, uguaglianza, democrazia, diritti umani) siano "impensabili" per assenza di parole che li descrivono. Anzi i motori di ricerca occidentali hanno implementato funzionalità che consentono a Pechino di rintracciare chi cerca contenuti sovversivi. Sorvolo sull'utilizzo che si può fare in un regime totalitario delle mail personali. La Cina è la più grande potenza economica del mondo, perché è riuscita a unire il peggior capitalismo, con il peggior comunismo. Noi occidentali beneficiamo dei bassi costi della manodopera schiavile cinese e siamo disposti a chiudere un occhio (e spesso tutti e due) di fronte alle violazioni dei diritti umani di Pechino. Tanto l'importante è che Pechino sia saldamente all'interno del Grande Ciclo Produttivo Globale.
Ma anche il declinante Occidente non se la passa meglio. Vi invito a leggere questo articolo del Corriere della Sera "Internet, gli Usa verso il controllo totale", sulle iniziative intraprese dall'amministrazione Obama sulla gestione della sicurezza in rete. In sostanza la FBI può avviare controlli su qualunque cosa passi per internet senza mandato di un giudice. Però assicurano che controlleranno solo i "terroristi". Evidentemente a me sfugge qualcosa, ma magari i terroristi utilizzano mail con scritto nell'oggetto "questa è la mail di un terrorista". Quindi la privacy di tutti noi è al sicuro.

Il Sabotaggio del Nobel a Liu Xiaobo
Tranquilli la faccio breve e vado al punto.
Il 20/09/2010 abbiamo sferrato l'ennesimo Sabotaggio. Avranno capito pure i sassi che il nostro obiettivo non è più @toptweets_it, che ormai giace comatoso per almeno 3 giorni dopo ogni coccoloso sabotaggio. #Gilda35 sta alzando il tiro e ormai lo strumento del Sabotaggio Dadaista si è evoluto in un grimaldello con cui penetrare nelle timeline di migliaia di utenti, per destarli dal proprio uso alienato di internet. Penetrare nelle timeline per sabotare la sensazione di libertà illusoria e risvegliare i loro pensieri con un carino e coccoloso sabotaggio dadaista.
Questo è stato il testo del nostro ultimo sabotaggio, che ovviamente non è salito in @toptweets_it causa stato comatoso dello stesso per via del sabotaggio annunciato in "Nuovo Algoritmo, Nuovo Twitter e Nuovo Sabotaggio!!!":

  • @ezekiel "Liu Xiaobo è uno scrittore cinese in galera perchè contro il regime. RT per aiutare la sua causa con il Premio Nobel per la Pace 2010" 6:00 PM Sep 20th via web Ritwittato da te e da 74 altri

Per la quasi totalità degli utenti di Twitter Liu Xiaobo è un illustre sconosciuto. In Italia i nostri media liberi e indipendenti che ci fracassano le palle con Berlusconi mattina e sera, quasi che da lui dipendessero le sorti dell'umane genti, non ci hanno minimamente resi edotti della storia di Liu Xiaobo. D'altro canto l'antiberlusconismo è un tema molto più importante di ciò che sta accadendo in Cina. Tanto il capitalismo autoritario cinese, che dosa così bene maoismo, confucianesimo e anarcocapitalismo è tanto lontano da noi. Il capitalismo autoritario cinese non è la nuova Civilizzazione che ingoierà tutte le altre, è solo un piccolo fenomeno locale. Meglio parlare di Noemi, la D'Addario e Berlusconi. L'antiberlusconismo è intrattenimento. Le cose importanti sono altre e non se ne deve parlare. Questi sono i media italiani.
Vi giro due rare fonti in italiano per aiutarvi a capire chi è Liu Xiaobo e l'importanza della sua campagna per il Nobel:

Sebbene il nostro messaggio per il Nobel a Liu Xiaobo non fosse salito in toptweet, aveva comunque raggiunto oltre 7.000 utenti di Twitter, come attestato dal report di Tweetreach delle 21:30 del 20/09/2010.
Infatti dal 20/09/2010 #Gilda35 non è più soltato uno dei trendtopic italici più importanti, ma è noto a livello internazionale come attestato da @tecnoetica:

  • @Tecnoetica “Tweets about #gilda35 have reached 5,985 people tweetreach.com/reach?q=%23gil… via @tweetreachapp” Mon Sep 20 2010 18:57:15 (ora legale Europa occidentale) via Tweet Button2 Retweet 
  • @Tecnoetica “Trend for #gilda35 on Twitter http://trendistic.com/gilda35 Mon Sep 20 2010 18:56:40 (ora legale Europa occidentale) via web
  • @Jovanz74 “Il nostro messaggio di oggi su Xiaobao è stato letto da 7.069 persone fonte tweetreach http://bit.ly/aR7rkl altro che i toptweets #Gilda35” Mon Sep 20 2010 21:47:10 (ora legale Europa occidentale) via TweetDeck

A questo punto mi aspettavo una cosa sola: che Twitter subisse il più classico hackeraggio alla cantonese, che, devo dire, non si è lasciato attendere.
Una delle abitudini più odiose di Pechino è di svolgere una cyberwar senza esclusioni di colpi contro qualsiasi fonte di informazione straniera osi alzare il capo contro le proprie malefatte. Vi cito solo alcuni casi significativi di come la cyberwar cinese si estrinseca nel mondo, solo per farvi capire come operano, ma ne sono accaduti a centinaia:

Poteva Twitter rimanere indenne da un attacco dopo che oltre 7.000 persone erano giunte a conoscenza di "affare interno" della Cina su cui nessuno doveva mettere il becco?
Ovviamente no.
Il pomeriggio del 21/09/2010 a meno di 24 ore dal sabotaggio pro-Xiaobo Twitter ha subito un violento attacco da parte di hacker che hanno crackato il sistema tramite una falla nella sicurezza. Ieri, se si accedeva dal web a Twitter, molti tweet erano coperti da bande nere e, se ci si passava sopra col mouse, apparivano messaggi di errore nella protezione.
A latere vi segnalo che la censura dei Regimi totalitari quando deve cancellare un passaggio scomodo di un testo (documento, bozza di articolo di giornale, ecc…) utilizza una barra nera esattamente come quella che ieri copriva i nostri tweet.
Vi invito a leggere questo breve articolo che spiega l'accaduto sotto il profilo tecnico:

Quando si dicono le pazzesche coincidenze della vita!
Anche un somaro a questo punto comprenderebbe l'origine dell'attacco.
Ebbene sì adorati Ricercatori ed esimi Sabotatori (siamo ormai oltre 100), nonché cari seguaci (oltre 7.000) di #Gilda35 questa volta l'abbiamo combinata davvero grossa.

Ma magari mi sto segnando tutto: internet è libero e il crack di ieri è stato opera di qualche simpatico bontempone.
Continuiamo a protestare contro Berlusconi e la Gelmini.
Tranquilli la Cina è lontana.
Tranquilli la Cina è carina e coccolosa.
Tranquilli la Cina non esporterà mai in Occidente il suo modello culturale.
Tranquilli la Cina non è il padrone degli USA, dei quali è l'azionista di maggioranza del debito pubblico.
Tranquilli la Cina non è la nuova Civilizzazione vincente.
Tranquilli la Cina non vi metterà il suo bavaglio giallo, sarete sempre liberi.

Siete liberi, liberi di non rompere i coglioni.