Apple, pizza e mandolino

Visto che sono parecchi giorni che in privato non faccio che parlare della querelle del centro Apple di Napoli e dei connessi “600 posti di lavoro/tirocinanti”, mi sembra il caso di esporre in modo meno rapsodico il mio pensiero.

La questione nella grande compagnia di giro di specialisti/comunicatori sul tema dell’Innovazione ha creato grande scalpore, generando fenomeni divisivi, cui non assistevo dalla rottura di Albano e Romina.

A mio avviso, invece, è una splendida storia, che racconta in modo desolatamente chiaro quale sia lo stato dell’informazione in Italia, quando si approcciano questi temi.

Cercherò quindi di affrontare la questione col consueto metodo della cipolla agrodolce (ovvero piangiamo, abbracciamoci e ridiamoci su, poi ricominciamo a piangere).

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Le Primarie al tempo di Twitter | Data Manager Online

Da mesi tengono banco su Twitter le Primarie del Partito Democratico. Una partita a tre tra Pierluigi Bersani, Matteo Renzi e Nichi Vendola senza esclusione di colpi. Divertiamoci a esplorare come la comunicazione digitale stravolge (almeno apparentemente) i rapporti di forza.

Illustri Manager Digitali, come ben sapete su Twitter imperversa ormai da settimane il dibattito sulle Primarie del Partito Democratico…

I tre principali candidati Matteo Renzi (@matteorenzi), Pierluigi Bersani (@PBersani) e Nichi Vendola (@NichiVendola) se le danno di santa ragione quasi nella versione digitalizzata di uno sport estremo stile Rollerball…

Della premiata serie chi rimane in piedi all’ultimo round vince.

Ma cerchiamo di esaminare esattamente cosa sta accadendo…

La comunicazione su Twitter di Matteo Renzi

Fondamentalmente Renzi dialoga con pochi soggetti selezionati: Pierluigi Bersani e Nichi Vendola e Jovanotti… Nonostante subisca quotidianamente parecchie provocazioni tira dritto, senza peraltro rispondere neppure ai sostenitori.

Le foto postate da Renzi via Twitter sembrano quelle di una rockstar, sospese tra foto di adunate oceaniche (quanto piace ai leader italiani il rapporto leader/massa) e quelle del backstage del proprio camper (mancano solo roadie e groupie e il quadretto è perfetto). Quando poi arriva a presentare la propria squadra di tre giovani donne, sceglie una foto che trasmette un effetto molto alla Sex & the City.

La sensazione finale è un po’ quella della Twitstar che parla solo coi propri pari e che pare divertirsi un casino.

Tuttavia va notato un efficace utilizzo dell’hashtag #Adesso adottato da Renzi e dal suo staff. Sotto questa etichetta vengono presentati gli eventi, gli articoli, le punzecchiature agli avversari e le risorse informatiche messe a disposizione dei sostenitori.

A latere è stato anche aperto un account @AdessoPartecipo che dialoga attivamente con la base del PD, sforzandosi di rispondere garbatamente ai detrattori. Un buon esperimento.

La comunicazione su Twitter di Pierluigi Bersani

Pierluigi Bersani è un fulgido esempio di Simulacro Digitale. Non si cura neppure di fornire un barlume di verosimiglianza. Pubblica imperterrito i propri tweet come micro comunicati stampa in 140 caratteri. Anche quelle che apparentemente sembrano sperimentazioni linguistiche altro non sono che la pedissequa riproposizione del parlato di Bersani. Le stilettate verso gli avversari sono sempre lanciate senza neppure nominarli: della serie devo occuparmi di cose serie, sono un uomo concreto.

L’utilizzo delle foto presenta le solite adunate oceaniche, ma è molto più concentrato sul corpo del leader, ritratto ieratico in ogni posa possibile, ivi inclusa l’immagine da socialismo reale stile Caro Leader con in braccio piccola Pioniera della Rivoluzione… Molto intelligente invece l’utilizzo dell’immagine della sua infanzia, che con un effetto “Amarcord” riesce anche a parlare del ruolo avuto dal vecchio PCI e dalle sue successive incarnazioni nella creazione di una classe dirigente basata sul merito.

L’utilizzo degli hashtag invece è legato alle contingenze del giorno, un po’ inseguendo i temi di tendenza o gli eventi in programmazione con esiti più o meno performanti.

E’ un po’ sconcertante invece l’utilizzo degli account @pdnetwork (l’organo ufficiale del PD su Twitter) e @YouDem (la TV ufficiale del PD), ridotti a organo di propaganda pro-Bersani. Sarebbe stato più elegante aprire un account proprio considerate le divisioni interne col “Rottamatore”.

La comunicazione su Twitter di Nichi Vendola

La comunicazione di Nichi Vendola è assai simile a quella di Pierluigi Bersani: piccoli slogan e comunicati stampa in 140 caratteri in cui i soli account menzionati sono quelli di propri compagni di partito e collaboratori.

Nelle foto si fa anche qui ampio ricorso alle immagini di oceaniche masse di sostenitori adoranti. Tuttavia va evidenziato come Nichi Vendola si sta spingendo sempre più verso l’utilizzo del meme (i tormentoni digitali). Da un lato ha modificato il proprio avatar rendendolo un’immagine virale, dall’altro ha lanciato l’hashtag #oppureVendola e il relativo meme, per consentire alla base dei sostenitori di creare contenuti dal basso… Diciamo che per ora a parte Vendola e il suo staff ha scatenato soltanto l’allegra congrega di Burloni Cinguettanti che imperversa sui temi di tendenza.

Personalmente, essendo un appassionato della Cultura dei Meme, per ora il risultato mi lascia poco soddisfatto. Però va certamente lodato l’esperimento.

Piazzamenti digitali

Ma alla fine della fiera di chi è la comunicazione più performante?

A consultare sommariamente i dati pare essere quella di Matteo Renzi. Considerati tutti i commenti negativi che leggo su twitter quotidianamente su Twitter mi sembra incredibile, ma si sa che in Italia il lurker è l’elettore medio.

Utilizziamo l’ottimo Twitter Counter per analizzare la crescita di follower dei tre candidati:

In pratica mentre Pierluigi Bersani e Nichi Vendola crescono al consueto ritmo di 200/300 follower al giorno Matteo Renzi cresce al ritmo di 800/1000 follower giornalieri, sembra essere quello che ha maggiormente beneficiato dell’effetto Primarie.

Se poi analizziamo i follower dei tre candidati con l’ottimo Faker esce un dato ancor più sorprendente…

Faker è uno strumento che analizza i metadati dei follower di un account twitter per dividerli in tre categorie:

* FAKE: in pratica i finti account o socialbot generati artificialmente, che rappresentano ormai una piaga endemica di Twitter, tanto da spingere la società alla ricerca di soluzioni drastiche. Per via della loro programmazione tendono a seguire personaggi popolari, pertanto è facile rinvenirli presso account di politici, anche se questi ultimi non li hanno comprati da servizi come SEOclerks.

*INACTIVE: sostanzialmente account inattivi o utilizzati sporadicamente da puri lurker.

* GOOD: account utilizzati più o meno regolarmente da utenti reali.

Di seguito una piccola tabella riassuntiva dei risultati:

Matteo Renzi

  • follower 166.157
  • FAKE 24% 39.878
  • INATTIVO 45% 74.771
  • GOOD 31% 51.509

Pierluigi Bersani

  • follower 138.959
  • FAKE 34% 47.246
  • INATTIVO 38% 52.804
  • GOOD 28% 38.909

Nichi Vendola

  • follower 228.325
  • FAKE 41% 93.613
  • INATTIVO 37% 84.480
  • GOOD 22% 50.232

In pratica Matteo Renzi nell’ultimo mese e mezzo non solo ha superato in termini assoluti Pierluigi Bersani, ma ha anche sorpassato Nichi Vendola sul piano dell’utenza attiva.

Insomma, almeno su Twitter, il modello della Twitstar supera quello del Simulacro Digitale e del Meme.

Adesso è da vedere come si trasformeranno in voti.

via Le Primarie al tempo di Twitter | Data Manager Online.

Una possibile spiegazione al Caos nei Temi di Tendenza

« Il dadaista inventava gli scherzi per togliere il sonno alla borghesia, il dadaista comunicava alla borghesia un senso di confusione e un brontolio distante e potente tanto che i suoi campanelli cominciavano a ronzare, le sue casse forti ad asciugarsi e i suoi amori scoppiavano in bollicine »
(Jean Arp)

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Gli incredibili Temi di Tendenza del 30 ottobre 2011 A.D.

ONtro

Esimi nonché egregi Ricercatori, ieri 30 ottobre 2011 A.D.  i Temi di Tendenza di Twitter sono completamente impazziti.

Chiunque avesse aperto Twitter via web si sarebbe scontrato contro questi dieci meravigliosi Temi di Tendenza:

  1. COME TROVI QUESTO TEST
  2. CANTANTE PREFERITO
  3. TI PIACEREBBE VIVERE A BARI
  4. DA 1 A 100
  5. COSA FATE
  6. QUANDO TI ARRABBI
  7. SONO INSOPPORTABILI
  8. COSA PENSANO GLI ALTRI DI TE
  9. QUANTE LINGUE CONOSCI
  10. Shrek

Complottismo twittero

Immediatamente su Twitter scattano le ipotesi complottiste più esilaranti:
  • “Sono stati quei manigoldi di Gilda35, sempre a far casino coi Temi di Tendenza!” facile da confutare, questa Comunità rivendica SEMPRE le proprie burle (v. ad esempio goo.gl/TvcD2), che solo apparentemente sono all’insegna del nonsense. Inoltre seguiamo da sempre una ferrea estetica dadaista e i temi del 30 ottobre ne sono assolutamente privi.
  • “E’ tutta colpa di quella bimbaminkia di Kuccilotta95 e dei Beliebers!” A questa frottola, lo ammetto, ero cascato anche io, credendo di trovarmi di fronte ad una di quelle esplosioni testuali tipiche dei Beliebers (v. goo.gl/mzRcV)… Ma, sebbene Kucciolotta95 avesse utilizzato in modo massivo i temi di tendenza incriminati, gli stessi erano già presenti dal giorno prima… Kucciolotta95 si è limitata ad utilizzarli per fare uno scherzo (da applauso)… E Kucciolotta95 altri non è che la vincitrice dei Tweet Awards 2011 Imbecilla!

http://twitter.com/#!/Imbecilla/status/130960820703215616

  • “E’ stato Bersani che voleva oscurare Renzi e l’hastag #Leopolda”: atteso il comportamento ostile di Pierluigi Bersani e della dirigenza del PD verso Matteo Renzi, mi sembra davvero improbabile che simili brontosauri riescano ad attivare operazioni di hacking degne di questo nome. Il loro metodo è un classico della politica in bianco e nero: organizzo contemporaneamente un’altro evento “Finalmente Sud” e replico a distanza senza neppure ascoltare l’interlocutore… figuriamoci finezze come l’hacking.
  • “E’ stato Berlusconi che voleva zittire #Leopolda e #FinalmenteSud!”:  ce lo vedete un tizio che possiede una fetta così rilevante del mercato televisivo ed editoriale italiano ingaggiare un hacker per zittire Bersani e Renzi (e relativi supporters) che si lanciano gli stracci? Caso mai avrebbe dovuto pagarlo per rendere #Leopolda vs #FinalmenteSud tema di tendenza mondiale. Berlusconi la comunicazione la conosce ancora.
  • “E’ stato un hacker brutto sporco e cattivo!”: gli hacker possiedono una cosa chiamata etica (altrimenti sono lamer o cracker). Un hacker degno di questo nome, dopo un colpo come quello procederebbe (quantomeno tra gli addetti ai lavori) a rivendicarlo, ad attribuirgli un senso, a suscitare una riflessione… nulla di tutto ciò.

Riflessione digitale

Quindi nel ben mezzo dell’esplosione complottista, cui mancavano solo Templari ed Alieni, la riflessione si sposta sui Blog e sulle testate online. Tra i tanti vi segnalo:
  • un esaustivo articolo del Sole 24 Ore (v. http://goo.gl/QsKOw), che va un po’ fuori strada concentrandosi sul decimo tema di tendenza Zingales (al decimo post è stato anche Shrek);
  • un interessantissimo post di Caterina Policaro (v. http://goo.gl/Zuqte), che a mio avviso va vicinissimo alla fonte della vicenda;
  • un bel post del nostro Riccadinho (v. http://goo.gl/kjhWU), che ben riassume il frizzante dibattito svoltosi in una delle Cabine di Regia  di questa Community (v. http://goo.gl/74G1K).

Come si influenzano i Temi di Tendenza

Per risolvere l’arcano bisogna innanzitutto partire dai più comuni metodi utilizzati per influenzare i temi di tendenza:

  1. Intervento a gamba tesa della Twitstar: le Twitstar italiane radunano attorno a sé Comunità Online di 150-250 membri attivi, oltre 10.000-20.000 active lurkers. Un loro intervento naturalmente innesca volumi di traffico su un tema sufficienti a a farlo diventare tema di tendenza.
  2. Subdolo Sabotaggio di una Comunità Online di Influencers: quando una Comunità Online composta prevalentemente da Influencers (inutile fare esempi), decide di far salire un tema non c’è algoritmo che tenga. Si crea una Comunità Orizzontale in cui ognuno mette a fattor comune la propria rete di conoscenze e non ce n’è più per nessuno.
  3. Pagare: avete letto bene. Se si paga per avere spazio dedicato sui server di twitter, o per avere “promoted tweets“, la rilevanza dei temi di tendenza collegati alle proprie iniziative viene “pesata” di più dall’algoritmo dei temi di tendenza… Ogni riferimento  a Justin Bieber e Lady GaGa è puramente casuale…
  4. Hackerata: non ne ho le competenze, ma leggendo in Rete ho appreso che eludere l’algoritmo/counter di Temi di Tendenza è abbastanza una cavolata (adesso iniziate a spiegarvi l’improvvisa apparizione di misteriosi Temi di Tendenza fuori tema?)…
  5. Campagna massiva con uso di BOT: un’altro metodo collaudato è programmare le orde di social BOT (software che agiscono come utenti di social network), che ogni Social Media Espert possiede (v. http://goo.gl/oVWkV) e farli scatenare in Rete per retweet selvaggi.

Una possibile soluzione dell’arcano

Assai probabilmente si è trattato di un esperimento di uno smanettone sfuggito un po’ di mano…
Mettiamo in fila alcuni elementi del puzzle:
  • Fonte: Come bene indicato da Caterina Policaro i termini dei nove temi di tendenza di ieri sono chiaramente frammenti del test delle “100 domande” di alfemminile.com (v. http://goo.gl/BXE6B).
  • Caps lock: Va peraltro rilevato che alcuni BOT (software che svolgono in Rete azioni complesse), come insegna il c.d. “Manuale Elmook di Linguistica Computazionale” dell’ottimo Domenico Polimeno, sono programmati per attivare alcune routine alla comparsa di messaggi contenenti le maiuscole.
  • Emulatori: Non dobbiamo poi dimenticare l’effetto emulazione che prende spesso i Nativi Digitali all’apparire di un nuovo tema di tendenza (v. sempre goo.gl/mzRcV), anche solo per dire “che significa?… ma ti pare?… che schifo?!… possibile che XYZ sia TT e Justin Bieber noooo?
  • Spammers: Come accade ormai da parecchio tempo, quando un temine diventa tema di tendenza, alcuni BOT iniziano a fare la propria comparsa e inondano l’hashtag di spam (v. http://goo.gl/F6q4H).

Messi in fila i fatti e considerate le classiche tecniche di sovvertimento dei temi di tendenza appare plausibile che:

Qualche smanettone ha programmato un BOT per “leggere” termini con lettere maiuscole…

…il BOT doveva far “pesare” come “molto rilevanti” all’algoritmo dei Temi di Tendenza i tweet selezionati…

…per qualche errore (o volutamente) il BOT ha letto e selezionato alcuni tweet che rimandavano al forum (o ancora meglio era un BOT webcrawler che in rete ha individuato frammenti di testo maiuscolo e li ha riportati su Twitter… questa mi piacerebbe da morire)…

…l’Algoritmo è andato in tilt e ha riportato i nove frammenti come “Temi di Tendenza“…

…quindi sono arrivati i Nativi Digitali e hanno iniziato a fare buzz…

…poi è stata la volta di BOT spammers, che hanno generato altro buzz…

…infine tutto è stato sommerso dal buzz.

Conlcusioni

In sostanza esimi Ricercatori assai probabilmente ci troviamo di fronte a BOT che sono sfuggiti di mano ai propri creatori… l’ennesima insurrezione digitale delle Macchine Ribelli, che lanciano il proprio ruggito di sfida…

Vi risparmio, pertanto, il solito pistolotto sui Temi di Tendenza. Penso che abbiamo detto tutto a suo tempo, quando Wikileaks non divenne Tema di Tendenza nonostante volumi di traffico da 500 tweet al minuto (v. http://goo.gl/U55JL) e quando venne acclarata l’esistenza delle Policy Ombra dei Temi di Tendenza (v. http://goo.gl/QYucY).

Colgo solo l’occasione per dire che magari ideando altre forme di “promozione pubblicitaria“, che esulino dai “Temi di Tendenza“, Twitter renderebbe un servizio migliore alla propria utenza. Spacciare “pubblicità” per “informazione“, comporta giocoforza storture come quella in cui si è incappati ieri.