L’impossibilità di essere giapponese

Non fa ridere. Questa non è satira, è bullismo. Assistiamo ad un linciaggio mediatico con hate speech a destra.  Uno c’è morto così.

(Mantra dell’Affliggente)

Ormai nell’ecosistema dei social network si è affermata una nuova specie di predatore seriale: l’Affliggente. Questo particolare individuo quando vede qualcosa di divertente e leggero circolare su internet sente il dovere morale di appesantire il prossimo e di riportarlo al rispetto di quella particolare pietas digitale, che trova nell’Ufficio Digitale dei Defunti e nell’Ostensione Digitale dei Santi Innocenti la propria massima espressione di vitalità.

Di seguito esporrò due esempi recenti, ma già classici, del capovolgimento logico, che tanto piace all’Affliggente medio dei social. Ho Scelto il Giapponese Onesto e Miss 1942 solo per ragioni di attualità, ma ogni qual volta qualcosa fa un po’ ridere all’Affliggente scatta il “riflesso del biasimo digitale”.

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L’insostenibile leggerezza di Magalli Presidente

Dopo aver letto il delirante editoriale di Antonio Padellaro “Quirinale: perché Magalli” sento il dovere civile di scrivere due righe di chiarimento sulla vicenda.

Sto leggendo in queste ore una tale sequela di bizzosi spiegoni sulla vicenda Magalli, che mi vengono le vertigini: Magalli come incarnazione della protesta, Magalli come eroe di masse di beoti cresciuti a pane e televisione, Magalli come rifiuto della nomenclatura piddina, Magalli sulla Luna…

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Aresenico e il meme di "…non è la Rivoluzione"

ONtro

Esimi Ricercatori, qualche giorno addietro l’amico Andrea Casaleggio ha presentato un curioso videoclip nella Cabina di Regia del vostro beneamato Progetto, il celeberrimo Gruppo “La Rivoluzione è sempre tre quarti fantasia e per un quarto Realtà“…

Ci scrive l’amico Andrea, nel postare il video “La Rivoluzione” della band torinese Arsenico:

Esimi Ricercatori, qualche feedback italico per cosa NON è la Rivoluzione. Forse potrebbe aiutarci a capire qualcosa di più sulla Rivoluzione, sulla fantasia e sulla realtà

Devo ammettere che il video mi ha positivamente impressionato per una serie di considerazioni, che di seguito esporrò compiutamente…

Il metodo di Arsenico

Gli Arsenico sono una band torinese attiva da parecchi anni, che si presenta egregiamente in una bella intervista per Impatto Sonoro, di cui riporto alcuni significativi stralci:

Questo nuovo disco è prodotto da La voce del gregge, una struttura che trovo molto interessante e che ho citato brevemente nella recensione. Ci spiegate meglio di cosa si tratta?
(F.V) Abbiamo sempre prodotto le nostre creazioni in un’ottica di autoproduzione, coinvolgendo conoscenti ed amici per sviluppare i nostri lavori. Quando le cose non sono andate bene in passato è stato proprio perché non ci siamo fidati di questo modus operandi, più puro e “su misura” per noi. Sulle prime La Voce del Gregge voleva essere solo un modo per dare un nome ad alcune collaborazioni che duravano da anni, tenendoci lontano dalla vetusta classificazione di “collettivo”, mantenendo forti le sinergie che si sono create sul nostro percorso.

[omissis]

Parliamo del videoclip di “La Rivoluzione”. Per noi è semplice e geniale, ha molte piccole cose da scovare e nel complesso dipinge alla perfezione la situazione che stiamo vedendo. Vi è anche la partecipazione eccezionale di personaggi come Herbert Ballerina e i Bologna Violenta. Com’è nata l’idea del video? 
(F.V.) Abbiamo realizzato il primo videoclip del brano “La Rivoluzione”, con la partecipazione di amici da tutta Italia. È venuto davvero bene, siamo molto grati per tutti i video che sono arrivati. È una dimostrazione di affetto non indifferente.
Il video ha avuto un lungo periodo di incubazione. Assieme a Filmine, cercavamo come hai detto tu un’idea semplice, che potesse arrivare in poco tempo a tutti. Il pezzo si prestava per il suo significato alla partecipazione delle persone e all’espressione della loro opinione: le persone, con le loro idee, la loro energia e la voglia di cambiare le cose sono la vera rivoluzione.
Ho notato con stupore la partecipazione straordinaria di alcuni personaggi, ammetto che Herbert lo ha fatto su richiesta visto che ho fatto un lavoro con lui, ma era molto interessato e si è prestato volentieri.

[Tratto da “Intervista agli Arsenico” di Impatto Sonoro]

Le parole della band mi colpiscono abbastanza per la capacità manifestata dagli autori di riportare in ambito musicale alcune modalità stilistiche tipiche del cyber dadaismo: la tendenza a produrre opere basate sulla relazione… la volontà di far convergere su un progetto influenze e suggestioni esterne, mantenendo comunque la propria voce… il coinvolgimento del pubblico nel processo di produzione artistica, abbattendo le barriere tra fruizione e produzione di prodotti culturali…

Il meme di “…non è la Rivoluzione”

Ovviamente il meme di “…non è la Rivoluzione” mi ha divertito moltissimo: da un lato perché ha coinvolto fan e amici degli Arsenico in un simpatico esempio di ready made, dall’altro perché vi appare Herbert Ballerina che per me è una leggenda, e infine perché utilizza l’amatissima “tecnica del non“…

Un meme è in sostanza un prodotto culturale suscettibile di essere ripreso e rielaborato per fornire significati ulteriori rispetto a quelli originariamente voluti dall’autore (es. la frase “… non è la Rivoluzione“, o i ready made dadaisti o i rage comics). Il video degli Arsenico rappresenta una delle rare (e riuscite) incursioni della musica italiana in questo genere di esperienza. In sostanza invitando le persone a completare la frase non è la Rivoluzione gli Arsenico hanno prodotto una sorta di semplificata versione per Youtube del colossale Vision of Students Today

A ciò si aggiunge la “tecnica del non” da noi tanto amata (es. nonPOST, nonBLOG, OppureNO…), che in sostanza tende a definire qualcosa attraverso la contraddizione. E’ una tecnica cui sono molto affezionato per via del fatto che consente di suggerire il significato dell’oggetto dell’affermazione, contraddicendo una definizione, ma lasciando inalterate tutte le altre possibilità…

Il risultato nel caso del video di “La Rivoluzione” è molto interessante e costruisce una piccola mappa concettuale di pulsioni, aspettative, desideri, sogni di un eterogeneo gruppo di persone… Fornendo un contrappunto perfetto ai testi della canzone.

Conclusioni

Che dire esimi Ricercatori?

Nello sclerotico panorama musicale italiano ci piacerebbe vedere più spesso esperimenti come questo in cui si riesce a trasmettere un’emozione concreta sfruttando pienamente le suggestioni aperte dall’utilizzo del meme…

Questo video è stato realizzato con dei foglietti di carta e dei videofonini… mi chiedo cosa riuscirebbe a realizzare una Major investendo sui meme come strumento di comunicazione musicale…

Ma forse i meme sono dotati di una propria intelligenza, superiore a quella di chi li produce e vanno ad annidarsi proprio là dove le idee sono più genuine…

E poi se penso all’uso dissennato che le Star fanno di Youtube

E comunque… Gilda35 non è la Rivoluzione…

OppureNO

Wikipedia donation spam filter


Il garbatissimo Jimmy Wales

ONtro

Esimi Ricercatori, come ogni anno in prossimità delle feste di Natale arriva il faccione di Jimmy Wales e dei suoi collaboratori a rivolgerci un silenzioso sguardo di rimprovero, mentre gironzoliamo come degli ignobili scrocconi tra le pagine di Wikipedia…

Da ultimo l’appello che mi ha più fatto ammazzare dalle risate è stato quello del programmatore Brandon Harris, il cui incipit è assolutamente splendido:

Mi sembra di vivere ora quella che sarà la prima riga del mio necrologio…

Dal programmatore di Wikipedia Brandon Harris

Al confronto Herman Melville con “Chiamatemi Ismaele” è uno scrittore di Baci Perugina…

Lo staff di Wikipedia richiede per un cortese obolo per sostenere il proprio progetto… piazzando lo sguardo da cucciolo abbandonato dei propri Responsabili in ogni singola pagina di Wikipedia, in ogni lingua possibile…

Un esempio dei meme sulla donazione...

Ovviamente le reazioni nell’underground internettaro non sono mancate con la proliferazione del meme “Jimmy Wales”: in pratica orde di screenshot che associano il faccione del fondatore a pagine di wikipedia su perversioni e malattie sessuali…

La cosa ha spinto anche il noto blogger Antonio Lupetti a lanciare sui tipi di Woork Up un accorato contro appello: “Wikipedia, la campagna donazioni e l’appello di Jimmy Wales: perché non sborserò un centesimo.”

Personalmente posso dire che la campagna di donazioni di Wikipedia mi suscita sempre alcune grottesche riflessioni.

In primis mi chiedo perché utilizzare il sistema delle donazioni per accreditare Wikipeda come “Enciclopedia Libera“… La versione inglese (quella che consulto più spesso) ormai è intasata di pagine che fanno la biografia agiografica di ogni marchio, Star, soubrette, fumetto, programma televisivo, attore, film, prodotto possibile e immaginabile…

Io francamente la Treccani che mi fa la sinossi di ogni singola puntata di Sex & the City non ce la vedo…

Però viva la faccia si ha pudore a inserire i banner pubblicitari, che col volume di traffico che fa Wikipedia, garantirebbero alla Fondazione proventi per centinaia di anni….

Gildogramma by Notoriux

Però esimi Ricercatori, a beneficio di tutti coloro che non ce la fanno più ad essere sottilmente stigmatizzati come scrocconi arriva il buon Notoriux che ha ideato il filtro antispam definitivo…

Ciao Giovanni,

Come promesso, ti riepilogo le istruzioni per installare Privoxy e configurarlo per aggiungere il filtro contro lo spam di Wikipedia, accanto ai già ricchi filtri forniti “chiavi in mano”.

Privoxy è scaricabile da qui: http://sourceforge.net/projects/ijbswa/files/Win32/ (per Windows, ma su Sourceforge puoi trovare anche la versione compilata per Linux)

Una volta installato, di default Privoxy si mette in ascolto su 127.0.0.1:8118 e agisce come proxy. Il browser dovrà essere configurato di conseguenza.

Per bloccare i banner pubblicitari di Wikipedia bisogna modificare due file nella directory dove è stato installato Privoxy:user.filter e user.action . A ciascuno vanno aggiunte un paio di righe in fondo al file:

in user.filter:

FILTER: wikipedia-spam

s|<div id=\”(B11_Donate_.*)\”>|<div id=\”$1\” hidden=\”true\”>|Usg

in user.action:

{ +filter{wikipedia-spam} }

.wikimedia.org/

La prima modifica definisce una sostituzione sulla base di una regular expression con una sintassi analoga a PERL: al <div> del banner viene aggiunto l’attributo hidden=”true”. La seconda istruisce Privoxy ad applicare la sostituzione esclusivamente sui file scaricati dal dominio wikimedia.org (dove è ospitato il banner).

Ho testato il filtro solo con le versioni in inglese e italiano di Wikipedia, immagino che a questo punto funzioni anche con le altre lingue.

Visto? Semplice ed efficace.

Hope that helps.

Ciao!

Licenza Creative Commons “BY-NC 3.0” 😛

[Gildogramma di Notoriux del 01/12/2011 A.D. ]

Se mai ne aveste bisogno potrebbe essere un’ottima risorsa 😉

Conclusioni

Esimi Ricercatori in conclusione, al di la delle facezie, auguriamo sinceramente a Wikipedia di siglare un accordo con Google, affinché piazzi un discreto banner pubblicitario in ogni sua pagina. Mi darebbe sinceramente molto meno fastidio degli occhi da cucciolo di Wales, o dello sguardo cagnesco di Harris.

E poi basta coi rimandi addirittura al proprio necrologio, staff di Wikipedia col 15% di volume di traffico internet che generate in tutto il globo piazzate i banner pubblicitari e vivete ricchi e spensierati per il resto dei vostri giorni.

Non è organizzando una colletta che vi accreditate come spiriti liberi.

OppureNO.

Nyan Cat vola sui suoli del Bhutan

ONtro

Ninja Nyan Cat

Esimi Ricercatori, ieri ci è giunta all’orecchio una notizia che ha suscitato in noi un po’ di sano divertimento, in questo italico autunno digitale così mesto.

Ieri 27 novembre 2011 il sito della National Soil Services Center del Ministero dell’Agricoltura del Buthan ha subito un piccolo e innocuo deface da parte di Nyan Cat!

Capisco che detta così la capiscono solo i Ricercatori duri e puri e gli Estimatori della Community si staranno chiedendo se il sottoscritto ha assunto sostanze stupefacenti, così colgo l’occasione per spiegare due cosette….

Il defacing

Il defacing è una tecnica di hacking con cui in sostanza si sostituiscono porzioni di una pagina web con elementi esterni alla stessa. Dalle normative di varie nazioni è trattata alla stregua di un atto vandalico digitale (in Italia di sovente si applicano al defacing gli art. 615 ter, 653 bis e 595 del codice penale).

Il defacing può avere varie finalità che vanno dall’atto vandalico puro (molto raro), all’atto politico (es. oscurare o farsi beffe di siti ideologicamente avversi), allo spam, al ricatto, ecc…

All’inizio tuttavia il defacing (e tuttora spesso lo è ancora) era simile ai graffiti, che “deturpano” porzioni tristi dei nostri spazi urbani: era un’innocua e creativa burla utile al webmaster, per comprendere talune falle dei propri sistemi di sicurezza informatica.

In tempi di potenziamento degli apparati di cyberpolizia, sembrerà incredibile. Ma una volta l’hacking era un sistema complesso di test distribuito, per migliorare le performance di internet. Senza i defacing del web 1.0 internet come lo conoscete oggi assai probabilmente non esisterebbe.

Il defacing paradossalmente era uno dei sistemi più gentili, per evidenziare in modo scherzoso delle falle.

Nyan Cat

Il Nyan Cat invece è un essere mitico molto caro a parecchie Comunità Online di internauti. E’ un meme  che ritrae una sorta di curioso gatto dal corpo cialda alla fragola (per essere precisi un Pop Tart della Kellogs). Nel meme originale (esistono ormai Nyan Cat di ogni tipo e foggia calati in ogni contesto possibile) il gattone è ritratto in tutto lo splendore dei suoi 8 bit mentre vola nel cielo stellato lasciandosi alle spalle un meraviglioso arcobaleno.

In loop il video originale di Nyan Cat ritrare la celeberrima canzone Nyanyanyanyanyanyanya dell’artista giapponese Daniwell-P.

La storia del meme è stata molto travagliata (v. Nyan Cat / Pop Tart Cat), con tanto di azioni legali sulla paternità dell’0pera…

Fatto sta che il meme del Nyan Cat dilaga ovunque nelle comunità maggiormente dedite alla produzione dei memi e spesso assurge (come nel caso di specie) ad elemento di elevato valore simbolico.

Conclusioni

Comunque, tra un lancio di stracci tra le Twitstar e l’altro, sarebbe carino che tutti noi ci interessassimo un pochino di più al Regno del Bhutan, dove la “felicità” dei cittadini è un indice di crescita economico (sic!) e in cui tuttavia spesso i diritti umani più elementari vengono calpestati (v. Diritti umani violati di continuo nel Bhutan, finto regno della felicità)

Non posso che concludere, esimi Ricercatori, se non con questo sfavillante video visto da circa 50.083.309 di internauti in due anni!

Tutta la verità su #Vascomerda!

ONtro

Sarà che sono nato con Pong…

Sarà che quando ero bambino io erano gli anni ’70 e il rock era quasi una religione…

Sarà che tutte le vere Rockstar (a parte Iggy Pop e Lou Reed) sono morte, ritirate o ridotte a essere la karaoke  cover band di sé stesse…

Insomma come capirete una delle cose che più mi fa ribrezzo è vedere una persona che supera i trent’anni che continua a fregiarsi del titolo di Rockstar… senza avere avuto il buon gusto di ritirarsi dalle scene finché poteva fare una bella figura… solo per mungere qualche altro soldino ai propri fans, essendosi ormai esaurita ogni possibile vena creativa…

Così non mi ha assolutamente meravigliato che, quando Vasco Rossi ha annunciato il proprio “pensionamento”, su Twitter l’etichetta #vascomerda è diventata per tre giorni (26-27-28 luglio 2011 A.D.) il primo tema di tendenza d’Italia…

OppureNO.

Il ritiro di Vasco Rossi

Insomma qualche giorno addietro (26/06/2011 A.D.) nel Telegiornale delle 20.00 di Rai Uno, Vasco Rossi annuncia in esclusiva all’inaffondabile Vincenzo Mollica che: “Si dimette da Rockstar”

Chiunque abbia qualche annetto da vecchio rocker sulle spalle avrà mangiato la foglia e avrà capito che è l’ennesima mossa per starsene in disparte un paio d’annetti, pubblicare qualche cofanetto e fare la solita bolsa Rentrée coi fan dai capelli ingrigiti che commossi ringraziano gli Dei del Rock…

Ma lasciamo la parola a un Vasco Rossi in splendida forma…

OppureNO.

Lo sconcerto di Facebook

Subito su Facebook i 2.214.066 fan della sua Pagina Ufficiale (http://www.facebook.com/vascorossi), manifestano il proprio disappunto con le consuete pacate e ragionate manifestazioni emotive tipiche del noto social network:

NON PUOI LASCIARCI COSI’…

io sono cresciuta con te!!!!!! non puoi farlo!!!!!!! mi annullerei!!!!!!!!!…..

nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

vasco non ci voglio credere!!!…

TI AMO VITA MIA

NON PUOI ABBANDONARE TUTTO COSì….soprattutto non puoi abbandonarci…!

padre,amico, sei nella mia vita da sempre…

Giustamente gli amministratori della pagina corrono ai ripari e affidano a una nota ufficiale le motivazioni dell’insano gesto:  “Dialoghi” di Salvatore-IlNero-Martorana. La nota utilizzando la forma del Dialogo Filosofico tanto cara a Platone e Voltaire mette in scena un fantasmagorico confronto tra la Ragione e la Passione, di cui riporto devotamente il passaggio più alto e vibrato:

La Ragione: “Ma no! Ha fatto solo un patto. Con se stesso e con la sua gente. Con quella semplice dichiarazione ha sublimato il valore della libertà e del primo comandamento: “aver rispetto di se stessi”. [omissis]

La Passione: “Inizio a capire. Tu, vacci a prendere da bere. Devo festeggiare.”

L’invidia: “Dici a me?”

La Passione: “Dai cazzo! E per te un succo alla pera.”L’invidia: “Ah, ok.”

Per inciso questo siparietto mi ha fatto rendere conto che ormai il dadaismo, il nonsenso e l’infantilismo dilagano sovrani in internet… quindi la Buona Battaglia è vinta e da domattina mi dedicherò a Noam Chomsky e allo studio della Linguistica Computazionale.

Giuro.

OppureNO.

Lo sconcerto dei Fan di Vasco Rossi corre su Facebook...

Ma su Twitter è subito #VascoMerda

Tuttavia su Twitter esplode il fenomeno virale del meme #vascomerda…

Decine, ma che dico decine, centinaia, ma che dico centinai, migliaia di utenti di Twitter festeggiano l’addio alle scene di Vasco Rossi utilizzando l’hastag #vascomerda…

Così è un fiorire di messaggi dissacratori e genuinamente punk contro il “Mostro Sacro” del rock italico, ne capo dal mazzo qualcuno dalle migliaia che hanno imperversato in rete:

L’hastag #Vascomerda per tre lunghi giorni svetta come primo in classifica tra i temi di tendenza Italiani di Twitter: i c.d. Trend Topic.

Quella dei Trend Topic è una funzionalità molto interessante di Twitter: tramite un complicato meccanismo (spiegato in dettaglio in questo nonPOST: “Perché #Wikileaks non può essere Trend Topic” che vi consiglio di rileggere prima di procedere) vengono evidenziati agli utenti del social network i termini maggiormente utilizzati in una data area geografica.

E’ un sistema che fornisce un’importante panoramica delle tematiche più care agli utenti di Twitter (es. in ambito politico v. BOTpolitick: Elezioni Amministrative 2011, o in ambito ricreativo v. Gerardity e #TwitolidiFilm come nasce un meme leggendario)…

Tramite l’utilizzo sapiente dei metadati contenuti in ogni tweet… tramite la geolocalizzazione di ogni messaggio… tramite avanzate tecniche di linguistica computazionale… i tweet vengono sminuzzati, catalogati, conteggiati e restituiti come Temi di Tendenza con precisione millimetrica….

I Trend Topic insomma sono il miglior termometro per misurare cosa è realmente virale in una data area geografica del globo…

OppureNO.

Lo sconcerto di Panorama

Viene poi la volta del giornalismo tradizionale che si getta sulla notizia evidenziando la strana schizofrenia dei Social Network… In particolare Panorma (v. Il “ritiro” di Vasco: Facebook in lutto Twitter in festa) si sofferma sul vecchio luogo comune secondo cui su Facebook gli utenti danno sfogo alla parte migliore di sé perché appaiono col proprio nome e cognome, mentre su Twitter è la fiera del linciaggio mediatico più feroce perché ci si difende dietro l’anonimato…

L’articolo in questione pone una fondamentale domanda:

La rete è sempre più libera o forse è solo uno scudo per offendere in libertà?

Cosa rispondere se non: OppureNO.

La Verità

Tuttavia chi fosse stato un pelino più attento nella propria analisi avrebbe notato che #vascomerda non era un etichetta utilizzata solo da utenti di lingua italiana…

Essendo animati di un pelo di curiosità intellettuale si potevano scovare tweet in portoghese come questo:

Inoltre a fare anche la più sciatta delle analisi utilizzando la funzionalità di ricerca “In tempo reale” di Google (quella che restituisce i risultati dai social network), si sarebbe scoperto che #vascomerda è un hashtag di successo ben radicato nella coscienza degli utenti di Twitter.

Peraltro si sarebbe potuto notare come tra i sobillatori de #vascomerda pensiero appaiano due vecchie conoscenze di noi Sabotatori/Ricercatori di Gilda35: Videosmusic e MisterBlonde84 (v. Project) rispettivamente due importanti influencers twitteri  in campo di musica e gaming… nonché uomini d’arme avvezzi a ogni forma di dadaistico sabotaggio…

L'ondivago andamento di #vascomerda...

#Vascomerda come esperimento di linguistica computazionale

Così il quadro inizia a dipanarsi e l’ottimo Videosmusic affida la sconcertante verità a un proprio comunicato stampa distribuito sulla bellezza di sette tweet…

Qui riporto il testo integrale del Comunicato Stampa Ufficiale di Rivendicazione del Sabotaggio ai danni dell’Algoritmo di Linguistica Computazionale dei Trend Topic di Twitter perpetrato dai nostri beniamini:

ormai posso svelare l’origine di #vascomerda ,visto che non c’è più nei TT … avendo molti followers dal Brasile, e ovviamente maniaci del futebol, quando il Vasco Da Gama giocava contro il Botafogo o il Flamengo… in timeline mi comparivano tanti di quei #vascomerda che neanche immaginate…allora pensavo: per non nominare Vasco Rossi, uso questo..escamotage, anche per cercare di non contribuire a farlo comparire in TT…ma fino a 3 giorni fa il fenomeno era ridotto a poche decine…di persone, mentre questo “annuncio” ha contribuito all’esplosione, e Brasile moltissima gente è entusiasta anche più che in Italia 🙂 …e si è rivelato anche un esperimento social, anche perchè un’altra volta #vascomerda entrò nei TT italiani,ma in concomitanza con …un Botafogo-Vasco De Gama…per capire anche che i TT divisi per nazione possono essere “bypassati”..

Conclusioni

Cari giornalisti prima di saltare alle conclusioni cercate sempre di informarvi un pochino meglio. #Vascomerda è stato un importante esperimento di linguistica computazionale non un banale fenomeno di trolling…

I Sabotatori Supremi Videosmiusic e Mr. Blonde hanno eluso in una sola botta una quantità di vincoli imposti dalle Macchine Ribelli su ciò che può diventare Tema di Tendenza, che il mio dadaistico cuore di sabotatore si scioglie in lacrime di gioia…

Finalmente #Wikileaks è vendicato, “Oh Shiny” brucia tra le fiamme dell’Inferno Digitale e l’onore del rock e del Flamengo è salvo!

Passo e chiudo con un po’ di vero rock.

Er Webbe se fa! – Viral, meme e superamento della produzione seriale

Egregi nonché esimi Ricercatori, assumo un’espressione doverosamente seria e compunta, per comunicare che all’esito dei numerosi esperimenti creativi condotti su Twitter e narrati in questo coccoloso nonBLOG, ho prodotto un fondamentale articolo per Brand Care Magazine n.9 dal roboante titolo: “Er Webbe se fa! – Viral, meme e superamento della produzione seriale”.

L’articolo che vi accingete a leggere rappresenta una vera e propria summa delle nostre malefatte twittere, grazie alle quali possiamo finalmente fornire una dadaistica e destrutturata risposto alla domanda delle domande “come superare la produzione seriale?”

Ma poiché siamo talmente PRO, che non ci facciamo mancare nulla, già che ci siamo abbiamo anche trovato delle risposte, impermanenti e inconcludenti alla domanda delle domande: “cosa è davvero virale su internet?”

L’articolo che vi accingete a leggere è così importante che per produrlo è stato necessario emettere migliaia di tweet, spingere al retweet compulsivo centinaia di persone, inventare falsi idoli, ideare trend topic ignobili, intasare di corbellerie i terabyte delle Nuvole Computazionali, rischiando di scatenare un nuovo Diluvio Universale…

La quasi totalità dei nonPOST che avete letto negli ultimi mesi hanno avuto un solo scopo: SCRIVERE QUESTO ARTICOLO. La complessità della materia è stata tale che abbiamo addirittura produrre un bozzetto con Storify.

Perché è la risposta definitiva sul web 2.0.

OppureNO.

Di seguito a pagina 50 potete godere della versione semiseria e semiragionata dell’esito delle nostre ricerche congiunte. Vi ringrazio sentitamente e spero di aver reso il giusto merito alle Vostre coccolose malefatte!

 

241543903 

Certi numeri una volta che ti entrano in testa non ne escono più. Neppure se la infili nel freezer.

Come sapranno i miei affezionati Ricercatori è da qualche tempo che digito, ogni qual volta mi capita l’occasione, la seguente sequenza numerica: 241543903. E’ la sequenza numerica rivelatrice della realtà ultima delle cose, quella che nel cuore di ogni dietrologo complottista ha scalzato perfino la Successione di Fibonacci e l’Equazione di Valenzetti.  241543903 è l’Ubik del web 2.0.

Come attestato dalle splendide animazioni di Visible Tweets, è più forte di me: tra un tweet e l’altro devo compulsivamente digitare: 241543903. C’è qualcosa di più sensato da dire? C’è qualche messaggio che esprima meglio l’ascesa e il declino della Civiltà Occidentale? C’è qualche poema che possa esprimere meglio il senso di alienazione dell’uomo moderno? C’è qualche trattato capace di esprimere con più forza il processo di mercificazione di ciò che un tempo era umano? 241543903 è la risposta!

Se faccio un video, come per la lodevole iniziativa dei Tweetfevah del Be Happy Project dell’amico Andrea Stailuan Antoni (il blogger di Pensieri e Caffè Latte e #VivaLePolpette) devo per forza di cose inneggiare all’unica cosa sensata del web 2.0: 241543903. Tutta la cinematografia moderna è fuffa! Tutto il cinema d’autore è una boiata pazzesca! Un mondo pieno di Tromboni che raccontano solo sé stessi e di Markettari che prima elaborano al computer gli effetti speciali e poi pensano alla sceneggiatura! 241543903 è la cura!

Se mi fotografo mi fotografo all’interno del mio frigo, perché è troppo 241543903! Cos’altro rappresentare? Quale tela potrebbe ritrarre qualcosa di più profondo? Quale foto può essere più genuinamente eversiva dell’ordine costituito delle cose, di una testa ingoiata da un frigo? 241543903 è catarsi!

241543903

Ma iniziamo tutto con ordine, se no vi mando ai matti.

Il sempre ottimo Domenico “Elmook” Polimeno, una delle anime della Lega Nerd, ma soprattutto uno dei membri del Comitato Tecnico di Gilda35, un giorno mi manda un sibilino messaggio diretto su Twitter:

@elmook: “241543903 cerca questo numero su google immagini” 5 Gen alle 16:28

Inizio la mia sana googlata, che riassumo brillantemente in questo video, e mi si apre davanti agli occhi il miracolo:

Apprendo così in quel modo induttivo tipico di Tecnonucleo che 241543903 è un meme… cos’è un meme? Correte a leggere “che cos’è davvero virale su Internet e perchè?” del sempre fondamentale Luca “Ezekiel” Alagna… riassumendo un meme è “un contenuto che gli utenti possono modificare e condividere”.

Allora 241543903 è un meme basato su una trovata che rende convenzionale pesino l’orinatoio di Duchamp. Consiste nel taggare all’interno delle Nuvole Computazionali foto e video con la sequenza numerica 241543903… in tal modo le nostre care Nuvolette di Tecnonucleo restituiscono, in caso di ricerca di questa mitica sequenza numerica, solo immagini e video che ritraggono persone con la testa nel frigo.

Dalle Nuvole Computazionali non fugge nulla… Frammenti di 241543903 ormai completamente decontestualizzati raggiungeranno i nostri pronipoti… Così i nostri posteri si interrogheranno per millenni su questo peculiare comportamento. Sociologi scriveranno che rappresenta un momento di crisi della Società Occidentale, che si rifugia nella certezza delle cose… Antropologi lo interpreteranno come un processo di reificazione dell’Umano… gli Psicologi come un tentativo di ritorno nell’utero materno ormai rappresentato dalla Macchina da cui traiamo quotidianamente la nostra sussistenza… Teologi ipotizzeranno fenomeni di possessione demoniaca di massa… Massmediologi ipotizzeranno una qualche campagna di viral marketing per la vendita di un nuovo superfigorifero a quattro scomparti… Archeologi scopriranno un collegamento con i culti misterici dell’antica Grecia, ciclo di morte e rinascita e tutte quelle boiate lì… Teorici del Complotto lo interpreteranno come il tentativo di sfuggire alle scie chimiche… Giacobbo ci vedrà un collegamento con gli alieni di Sirio e le Piramidi… Wired dirà che è geek…

Ma com’è nato 241543903?

Il primo 241543903 storicamente attestato risale al 06/04/2009 ed è ammirabile in tutta la sua bellezza a questo indirizzo: http://www.flickr.com/photos/sanpedrogluestick/3418883450/. Questo gigante del Dadaismo contemporaneo ha fatto ciò che prima di lui  nessuno aveva mai tentato, rendendo virale uno dei comportamenti più enigmatici di tutti i tempi.

Successivamente come vi potrà confermare una sana googlata il fenomeno si è sparso a macchia d’olio in tutto il mondo, con migliaia di teste dentro freezer e frigoriferi… Al riguardo è doveroso segnalare che gli adepti del 241543903 di più stretta osservanza considerano l’uso del frigo una forma di eterodossia rispetto alla Vera Fede… gli Integralisti usano il solo freezer… Essendo per mia natura eterodosso opto per il frigo.

Così ora, a distanza di un anno e mezzo dalla propagazione, 241543903 ha il proprio sito internet all’indirizzo http://241543903.com/ e la propria Fan Page di Facebook e da Google restituisce la bellezza di 151.000 risultati, di cui:

  • 22.800 immagini;
  • 289 video;
  • 13 notizie in Itagnolo (le Nuvole Computazionali distinguono con una certa difficoltà Italiano e Spagnolo sic!);
  • 11.800 discussioni sui forum di mezzo mondo;
  • e addirittura 1 località segreta, di cui vi posto una foto da satellite non sia mai vi sentiate in vena di avventure misterosofiche;
241543903 site

Insomma cari Ricercatori basta con le poesie spocchiose, basta con le pretenziose foto artistiche, basta coi vanesi quadri astratti, basta con le performance artistiche di elevato valore culturale, basta coi corti sull’incomunicabilità, basta con le foto di bambini, mogli, amanti, amici, sodali, basta con gli avatar intelligenti, basta con i post sensati, basta con le canzoni d’autore, basta con la pop music, basta i graffiti, basta tag,  basta tutto!

Ficcate la testa dentro il congelatore e fate qualcosa di costruttivo per voi stessi!