Gli Occhi del Drago 6: Episodio 8 “No One”

La sesta stagione di Game of Thrones era partita maluccio, a un certo punto si era ripresa regalandoci un paio di puntate molto interessanti (mi riferisco a “Book of the Stranger e a “The Door”), per poi sprofondare sempre più in un guazzabuglio di situazioni inverosimili e dialoghi allucinanti.

Senza timore di smentite posso dire che “No One” è il punto più basso che lo show ha raggiunto in sette onorati anni di attività.

Lasciamo la parola a Vulvia per la sinossi dell’episodio:

Ragazzine che sono Nessuno! Sono state le protagoniste di Game of Thrones, durante i loro Erasmus si scontravano per le strade di Braavos protette da vestitini succinti e poi si sbudellavano: ma perché si sbudellavano? Chi li spingeva a sbudellarsi? C’era uno dietro che li spingeva? Scopritelo, su Gli Occhi del Drago! Spingitori di ragazzine che sono Nessuno, su Gli Occhi del Drago!

E andiamo di spoiler, di recensioni e di recriminazioni…

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Gli Occhi del Drago 6: Episodio 5 “The Door”

Quando lessi che Jack Bender, uno dei registi di Lost, avrebbe messo mano alla quinta puntata di Game Of Thrones, ho avuto un sussulto. Mi son detto:

“Evvai avremo una bella puntatona folle di paradossi temporali al termine della quale scopriremo che in realtà siamo ancora nella prima puntata della prima stagione; Brandon Stark è appena caduto dalla torre e le ultime sei stagioni sono tutte un sogno, che fa prima di morire. Quello sotto le radici non è il Corvo a Tre Occhi, è Desmond!”

Invece, nonostante le mie infauste previsioni, il buon Jack ci ha regalato una puntata di quelle memorabili, forse la più bella vista, dopo la seconda stagione.

Ma andiamo per filo e per segno con il nostro casereccio resoconto alla Boris…

Seguono spoiler non ancora prescritti… e preparate i fazzoletti, perché oggi si piange.

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Riccardo Scandellari “Fai di te stesso un brand” – La Recensione

Il libro di Riccardo Scandellari Fai di te stesso un brand è stato il tema che in modo più o meno palese ha tenuto banco nelle conversazioni tra operatori del digitale in questi mesi.

Se c’è un concetto che ho detestato per anni è quello di Personal Brand, per parecchio tempo l’ho interpretato secondo una felice intuizione di Tomaso Ledda come “L’arte di vendere se stessi come se fossi un detersivo”.

Pertanto è un tema dal quale negli anni mi sono tenuto ben alla larga…. Anzi a dirla tutta, quando un anno addietro ho iniziato a vedere che “Giovanni Scrofani” stava diventando un brand, ho letteralmente staccato la spina a questo ingombrante alter ego virtuale.

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