L’insostenibile leggerezza di Magalli Presidente

Dopo aver letto il delirante editoriale di Antonio Padellaro “Quirinale: perché Magalli” sento il dovere civile di scrivere due righe di chiarimento sulla vicenda.

Sto leggendo in queste ore una tale sequela di bizzosi spiegoni sulla vicenda Magalli, che mi vengono le vertigini: Magalli come incarnazione della protesta, Magalli come eroe di masse di beoti cresciuti a pane e televisione, Magalli come rifiuto della nomenclatura piddina, Magalli sulla Luna…

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Il senso di Gilda per il porno

Il nuovo collettivo di autori di Gilda35 oggi mi ha sottoposto questo spassoso pezzo: “DADA is the new porn”, in cui lamentano la “censura” irrogata dai provider britannici alla mia vecchia creatura a causa dei presunti “contenuti pornografici” ivi presenti.

La vicenda sarebbe apparentemente sconcertante dato che da questo punto di vista Gilda35.com è il sito più innocente del mondo.

La soluzione più ovvia è quella che la questione sia connessa alle campagne di sensibilizzazione promosse proprio da quel sito nel periodo 2010-2011 per impedire l’estradizione del “terrorista informatico” Gary McKinnon, che furono omaggiate anche da un cablogramma.

Ma la verità, a mio modestissimo avviso, è che lo stesso nuovo staff è rimasto vittima di un mio vecchissimo bizzoso esperimento.

Manifesto sin d’ora la mia indignazione perché Domenico Polimeno, con cui ideai la burla di “Porn 4 Peace”, non ricordi questa mirabolante ideazione.

Porn 4 Peace” è uno di quegli scherzi, che avevo intrapreso quando amministravo il sito, ma che per pigrizia poi ho lasciato abbozzati, senza neanche un minimo di indicazioni per i nuovi Amministratori.

Sono una brutta persona. Avete ragione.

Allora la cosa andò grosso modo così.

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Gilda35 buca il pallone della politica digitale

Nei progetti collettivi legati all’underground di internet è buona norma partecipare finché si ha un contributo positivo da dare. Spesso uscire consente di aprire nuovi sbocchi e maturazioni inaspettate.

Così ho sempre ritenuto che la mia garbata uscita di scena dai mirabolanti scherzoni cyberdadaisti di Gilda35, potesse solo dare nuova vita al Progetto.

Ci ho visto dannatamente giusto.

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Progetto Gilda35: il mio doveroso poscritto – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

Sarà che sono nato con Pong… Sarà che appartengo a una generazione che ha vissuto tutta l’evoluzione dell’informatica contemporanea da Space Invaders alle reti neurali… Sarà che sono un game addicted e un internet addicted… Sarà che nelle primissime generazioni di console la norma era che i giochi non avevano un finale. Decidevi tu quanto […]

Grazie per tutto il Katzing – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

Il (non)Post sull’esperimento Katzing ha ovviamente sollevato un polverone notevole. Come previsto dalla Mente Collettiva di questo prestigioso Progetto, numerosi Cluster parecchio interessati si sono gettati anima e corpo nello studio di questa mirabolante esperienza. Ringraziamenti Ovviamente mentre lanciavamo il (non)Post di spiegazione dell’esperimento Katzing, la Mente Collettiva si gettava in un ardito monitoraggio dei […]

Esperimento Katzing, ovvero come riscrivere la Storia – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

via Esperimento Katzing, ovvero come riscrivere la Storia – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet.

E’ con piacere che presentiamo i risultati dell’Esperimento Katzing, che in pochi mesi ha consentito di provare una nostra folle tesi: la possibilità di (ri)attribuire un senso alle parole tramite un accorto uso delle funzionalità di Google.

La Necessaria Premessa
Ebbene sì esimi Ricercatori nei mesi scorsi siete stati coinvolti in una delle cyber beffe più elaborate della Storia di questa prestigiosa Comunità: il Progetto Katzing.

Dopo aver imperversato su Twitter in ogni possibile sezione (Toptweet,Temi di Tendenza, Storie, FollowFriday), dopo aver giocato a Klout a livelli sovrumani, dopo aver costretto persino Zuckerberg a riscrivere il codice di Facebook per fermare la “Stalking Apokalipse”… potevamo tralasciare il Padre Padrone di tutti gli Algoritmi? Potevamo dimenticarci di Google?

Giammai!

Già vedevamo orde di influencer con la bava alla bocca darci dei venduti, dei sicofanti, degli “Slave Over the Top” (la versione digitale dei “Servi dei Poteri Forti”)…

Così ci siamo dedicati ad una delle più grandi burle escogitata da questa Community.

Ma andiamo con ordine come di consueto…

La damnatio memoriae digitale
Lo scorso anno vi deliziai con un raccontino su un futuro, in cui un perfido Leader tramite un abile utilizzo della semantica delle Macchine, riusciva a manipolare la Cloud, procedendo alla riscrittura di passato, presente e futuro.

Quella fu una di quelle storie che mi rimase attaccata addosso.

Sollevò in me una serie di interrogativi molto profondi su come evolvere il Progetto.

Gilda35 ormai viveva di infiniti e vacui thread nei Gruppi Facebook e di sporadiche zingarate nei Temi di Tendenza di Twitter.

Mi annoiavo. E quando mi annoio è sempre un brutto segno.

Decisi di far saltare tutto, più e più volte. E’ un classico test dell’underground di internet e in generale dell’arte dadaista: “distruzione creativa” intesa come quel processo, in cui prendere coscienza dei vicoli ciechi in cui ci si è chiusi. Verificare le reazioni alla rottura del giocattolo.

Purtroppo i Social Network non sono eterni. Se, come me, avete qualche anno di internet sulle spalle, ne avrete visti nascere e morire a dozzine. Il lavoro sui Social è sempre un lavoro che presto o tardi va buttato. I blog e i siti restano, le pinzillacchere che scriviamo, come “contadini digitali” presto o tardi svaniscono.

Man mano che procedevo nella mia opera di distruzione creativa mi rendevo conto di sempre maggiori cose che non andavano: Gilda35 stava venendo lentamente riscritta per fini che le erano estranei.

Probabilmente non era un processo consapevole, né effettuato in malafede, ma stava accadendo.

Raccogliere le lamentele sulla distruzione delle varie Cabine di Regia (dei Cluster, ossia versioni più limitate di una Community, fondamentalmente raccolti attorno a qualche elemento di interesse piuttosto che da veri e propri sodalizi) fu particolarmente istruttivo.

Ogni lamentela palesava un’attribuzione di senso… . Pareva quasi la realizzazione malata del Manifesto del Dadaismo Reloaded: Gilda35 come momento clou del Grande Mud Wrestling degli Influencer, Gilda35 come oggetto da monitorare a caccia di Hacker o presunti tale, Gilda35 comeprossima start up in cui voglio esserci per smezzare dividendi, Gilda35 come l’anti questa o quella Community, Gilda35 come cannone da puntare contro blogger, influencer, gruppi, partiti da abbattere, Gilda35 come esaltazione del Leader Maximo Jovanz, Gilda35 come luogo in cui cercare grattini digitali e attenzioni, Gilda35 come strumento per pompare il proprio Klout, Gilda35 come “alibi dadaista” a proprie becere iniziative…

Odiavo tutto questo.

Così iniziai un percorso per capire: come si può riscrivere il senso di qualcosa nel digitale, e come è possibile difendersi da certe forme di riscrittura.

Ne è nato forse il mio più bel viaggio nell’informatica.
Damnatio Memoriae digitale

ONtro Esimi Ricercatori, in questi giorni mi hanno molto colpito due notizie tra loro apparentemente lontane, che tuttavia hanno suscitato in me alcune suggestioni fantastiche: da un lato il …

http://gilda35.com/2012/03/16/damnatio-memoriae-digitale/
Fase Alfa
Nella Fase Alfa del progetto decisi le linee guida essenziali da seguire. Ovviamente non lo feci nel modo razionale che di seguito esporrò. Si trattò di intuizioni che mi ronzavano in testa, astratti furori, tensioni orgoniche, e tutto il corollario che precede le mie improvvisazioni jazzistiche.

Innanzitutto definii il processo di seguito evidenziato:

Fase Alfa: definizione di processo e obiettivi.
Fase Beta: Preparazione dell’ecosistema linguistico computazionale.Fase Beta 1: Ridefinire il Grafo.
Fase Beta 2: Ridefinire Gilda35.
Fase Beta 3: Ridefinire Giovanni Scrofani.
Fase Beta 4: Individuazione della Case History.
Fase Gold: Progetto Katzing.Fase Gold 1: Elaborazione di un (non)senso.
Fase Gold 2: Verifica stato sulla Cloud del termine “Katzing”.
Fase Gold 3: Ridefinire Katzing.
Conclusioni e prospettive.
Obiettivo: dimostrare la possibilità di ridefinire il significato di un termine fino a stravolgerlo completamente rispetto al suo uso originario, utilizzando in modo accorto le funzionalità degli algoritmi dell’ecosistema di Google.

Di seguito lo sviluppo.

Fase Beta 1: Ridefinire il Grafo.
Una delle operazioni più difficili fu quella di ridefinire completamente il Grafo (la rete di legami forti e deboli), in cui si inseriva Gilda35: tagliare inesorabilmente quei legami, che portavano il progetto verso binari morti evolutivi , verso flame non costruttivi, verso insulsaggini, verso trappoloni.

Fu una bella operazione di pulizia, abbastanza faticosa, ma essenziale.

Per difendersi da una “riscrittura di senso”, ma anche per potenziare il valore di quanto scriviamo è essenziale che il nostro ruolo di snodi nel grafo sia posto in posizione strategica.

Sembra una banalità, ma online, come nella vita reale, il valore lo danno le persone, con cui si spende tempo.

Altra importante operazione in questa fase fu quella di abbandonare quasi completamente le attività sui Gruppi Facebook, in quanto affette da fenomeni di cross posting e partigianeria, estremamente inquinanti. Dedicavo quindi un po’ di tempo, invece, a creare un piccolo Cluster su Google Plus, in cui sostanzialmente gestire in modo organico e ordinato i contributi.

Il risultato di questa operazione di riscrittura, è stato che ho contribuito a testi di carattere scientifico e partecipato come relatore a eventi di spessore culturale. Magari mi sarò perso qualche grattino digitale e qualche aperitivo, ma ne è valsa la pena…

Altro aspetto fondamentale fu quello di concentrare il brain storming in un continuo flusso di comunicazione con Renato Gabriele, Blake, Aldo Pinga e Domenico Polimeno, ribattezzato “Mente Collettiva”, che come vedremo darà sviluppi veramente sorprendenti.

Il grafo in cui si inseriscono le nostre attività online è l’ecosistema in cui attecchiscono le informazioni che immettiamo in Rete. Se non vogliamo che escano inquinate è essenziale che le relazioni forti del Grafo siano con persone che adottano una quotidiana ecologia della mente.

Fase Beta 2: Ridefinire Gilda35
Procedevo contestualmente a riscrivere Gilda35, restituendole centralità nel processo creativo.

Essenziale diventava quindi aggregare in Gilda35 la totalità dei temi precedentemente sviluppati su più piattaforme. A fianco dei tradizionali nonPOST, dovevo affiancare i meme e le risorse di content curation.

In più avevo la necessità che le informazioni di SEO di Gilda35 non fossero completamente in mano a CMS o Blogs “nonModerni” come in precedenza. L’occasione venne da un beta test che sviluppai con Paolo Mulè per Overblog.

Traslocai nel nuovo Gilda35 i vecchi nonPOST, i meme del fu Scemenziario e la content di Gilda35 LAB su Scoop.it.

Il risultato fu quello di trasformare Gilda35 in una sorta di cantiere permanente, consentendo possibilità di scrittura molto più vaste che in precedenza.

In pratica da un solo nonPOST potevano nascere numerose ulteriori informazioni veicolate da meme e content curation, che ne arricchivano ed estendevano i significati.

Grazie ad alcune dritte di Alessandro Vitale, riuscivo peraltro a caratterizzare lato SEO Gilda35 come un blog di satira, nonché a legarlo alla mia authorship…

Gilda35 si poneva, così, come esperienza centrale nell’esperienza di fruizione della Comunità.

I risultati furono sorprendenti: sostanzialmente perdemmo fette di pubblico “casual” e guadagnammo livelli di coinvolgimento sorprendenti. Da ogni punto di vista avevamo “tassi di conversione” superiori a quelli di ogni piattaforma normalmente in uso, con utenti che trascorrevano un sacco di tempo sul sito scaricando immagini, facendo sharing, giocando con gli elementi che gli mettevamo a disposizione.
Gilda35 Vs Facebook: Altro clamoroso GAME OVER

Dopo la pubblicazione dell’articolo ROI Con I Social Network? Parlano I Numeri… GAME OVER, di cose ne sono state scritte e discusse in vari gruppi di addetti ai lavori e in giro per la rete. Anche

http://pro.dbatrade.com/wordpress/gilda35-vs-facebook/
Fase Beta 3: Ridefinire Giovanni Scrofani
Nel mentre ridefinivo i legami forti e deboli del mio grafo e ridefinivo il ruolo del sito, procedevo ad una complessiva ridefinizione del mio ruolo digitale.

Con Gilda35 avevo vissuto il grande passaggio da decenni di anonimato alla piena manifestazione della mia identità. Emotivamente non fu una passeggiata, ma nel magico mondo del web 2.0 fu quasi un passaggio obbligato, se volevo comprenderne le dinamiche.

Rapidamente dopo anni di onorato anonimato, mi trovai trasformato in un influencer. Come sapete stressai il concetto di “influencer da klout” fino a lasciarlo svuotato come una conchiglia morta. Così decisi di gettarmi anima e corpo nella nuova frontiera: la Influence Engine Optimization.

Google con l’integrazione tra Google Plus e la Authorship sta rendendo centrale nel proprio Motore di Ricerca il ruolo dell’identità di chi produce informazione.

Su questo versante ho proceduto quindi su due versanti…

Da un lato ho avviato una collaborazione con una testata online (Datamanager), realizzando una rubrica (Cinguettii), indicizzata anche lato sezione News di Google.

Ho quindi iniziato a lavorare sulla mia autorship lavorando sia lato Google Plus che ottimizzando post, meme e content curation al fine di ottenere un risultato di “scrittura organica”. In pratica ogni racconto sui temi di tendenza del momento che sviluppavo in Cinguettii (indicizzazione SEO+Sezione Google News+Autorship Google), veniva poi ripreso nella sezione LAB (content curation di GIlda), nella sezione MEME (come contenuti visuali), infine integrato (spesso) in un nonPOST (indicizzazione SEO+Autorship Google).

Peraltro spostai la totalità della mia attività sui social in ambito indicizzato da Google. Iniziai ad utilizzare in modo costante Google Plus, che di per sé è già ottimamente indicizzato e collegai la totalità dei miei account social al Social Hub di Overblog, destinandoli al dominio giovanniscrofani.it. La totalità della mia produzione sui social era visibile, con azzeramento delle attività in aree chiuse/segrete.

Il risultato fu abbastanza inaspettato. Con zero cross posting, post sui social vicino ad emissioni zero, annientamento della partecipazione sui Gruppi Facebook, guadagnai una visibilità sui social media molto superiore a quanto fatto in precedenza… Fino al paradosso di diventare una “Twitstar” della sezione Notizie.
The Problem With Measuring Digital Influence

Editor’s note: Michael Wu is the Principal Scientist of Analytics at Lithium. Social media is a required avenue for brands to engage their customers. However, social media engagement is primarily …

http://techcrunch.com/2012/11/09/can-social-media-influence-really-be-measured/
Fase Beta 4: Individuazione della Case History
Insomma il terreno dopo sei mesi era decisamente pronto. Avevo ridefinito l’ecosistema in cui Gilda si muoveva a livello di significati e significanti, ridefinito la compagine societaria, ridefinito il ruolo mio e della Comunità nel Grafo.

Nel mentre facevo tutte queste cose metà del progetto si era realizzata:per difendersi da inopportune riscritture bisognava decidere bene i compagni di viaggio, fuggire dall’idiozia dei grandi numeri, andare al sodo, partire dal concetto che coi propri lettori bisogna essere sempre mortalmente onesti. Insomma difendersi era non solo semplice, ma anche vantaggioso.

Mi mancava solo un caso da studiare, per capire invece come riscrivere consapevolmente un senso.

Per quelle deliziose coincidenze da Teoria del Caos, che mi capitano di sovente, alcuni membri di questa Community, che lascerò anonimi data la delicatezza del tema trattato, mi sottoposero un caso estremamente interessante.

Una grossa realtà, che chiameremo ACME, aveva fatto ingenti investimenti in campo digitale, in particolare per una propria iniziativa particolarmente lodevole, che chiameremo PUCVA (progetto unicorni che vomitano arcobaleni), eppure aveva avuto solo ritorni negativi e svariate attenzioni informatiche indesiderate.

A tempo perso mi gettai nell’enigma e scoprii una cosa estremamente interessante.

Su Google a malapena era visibile il sito dell’ACME, peraltro le informazioni relative al PUCVA rimandavano solo ed esclusivamente a siti esterni soprattutto di detrattori. Peraltro per descrivere l’Iniziativa PUCVA le testate online avevano preso ad usare un altro termine MIMONGO, relativo a esperienze fallimentari di enti simili alla ACME.

Insomma toccavo con mano la possibilità di realizzare una damnatio memoriae digitale…

Fase Gold 1: Elaborazione di un (non)senso
Negli stessi giorni coi miei amici Salvatore Coccoluto e Luca Spinelli discettavamo di varie teorie sull’inutilità degli sforzi umani, che riunivamo sotto il significativo nome di Katzing, ossia l’Engineering del Cazzeggio.

Nei quotidiani deliri linguistici coi miei amici il Katzing andava a connotarsi come due concetti assai seri e intercambiabili:

da un lato andava a definire il concetto fisico di Entropia, ossia come il disordine, che quotidianamente viene prodotto dalle azioni umane;
dall’altro andava a definire il concetto del “Vanitas vanitatum” del Libro di Qoelet, ossia del “vapore prodotto dal vapore” che nella mistica ebraica indica la vanità di ogni azione umana buona o cattiva di fronte agli insondabili misteri di Dio e della Morte.
Insomma il Katzing era un termine tipo “Nirvana”, o “Ubik”, o “Valis, o “Tao”, o “Noumeno” capace di identificare una visione pessimistica e totalizzante dell’essere umano. Negare che esista il Katzing è esso stesso produzione di Katzing, asserire che con i nostri atti produciamo Katzing è esso stesso produzione di Katzing. In pratica un piccolo enigma filosofico, o Koan, non risolvibile.

Insomma Katzing era un termine perfetto, che non appena veniva buttato in una conversazione veniva colto nella sua essenza.

Fase Gold 2: Verifica stato sulla Cloud del termine “Katzing”
Stabilito il (non)senso del Katzing mi gettavo nella Cloud per capire cosa indicasse normalmente questo termine.

Scoprii che indicava un’Agenzia Creativa: la Katzing Creative Ways di San Francisco proprietaria del sito Katzing.com…
Katzing

WHO’S DOING MY WORK? Katzing is Susan Katz. So pardon me, while I slip into my first-person voice, because I tell the story best this way. I want you to know that at Katzing, you work with me. From

http://www.katzing.com/
“EXPANDING YOUR PRESENCE ” (sic!)
…indicava peraltro una ridente località in Austria…

…indicava una serie di professionisti ben presenti sui social e soprattutto su Linkedin…

Insomma Katzing appariva come un termine che da una toponomastica locale, si era incardinato come cognome di persone assai probabilmente oriunde della Mitteleuropa, fino a giungere nel magico mondo della Silicon Valley.

Un bersaglio molto interessante.

Fase Gold 3: Ridefinire Katzing
Ovviamente non posso raccontarvi tutti i segreti della riscrittura, perché memore di certe passate distorsioni, non vorrei armare le mani di Lamer incoscienti.

Con la Mente Collettiva stabilimmo dapprima i limiti dell’operazione:

non creare un dominio dedicato a Katzing;
non creare account social dedicati al nick Katzing;
non creare Fanpage dedicate al Katzing;
non inserire nel SEO di Gilda35 riferimenti a Katzing.
Operammo invece nelle seguenti direzioni:

impiantare il termine nei temi di tendenza di Twitter e nelle ricerche Google Plus, stante l’ecosistema sano realizzato in fase Beta fu abbastanza facile, non venne percepito come spam e non causò reazioni di rigetto nelle Community esterne a Gilda35;
sviluppare Katzing secondo lo schema di copywriting sopra descritto a incrocio di news-testo di approfondimento-meme-content curation;
integrare in Gilda35 i contributi prodotti dalla Comunità sul tema (cosa facile data l’ecumenicità del tema);
parlare di Katzing in piccoli cluster, cercando di smorzare sul nascere ogni utilizzo eterodosso del termine (le solite cose odiosette italiche tipo “Noi siamo bravi mentre tizio fa Katzing”);
privilegiare nettamente il coinvolgimento su Google Plus e Twitter rispetto a Facebook.
Il resto è storia. In pratica operammo esattamente secondo una sorta di “Etica Digitale”, fummo diligenti e coscienziosi. Non agimmo da “contadini della cloud”, ma da pionieri. In certi frangenti comprendemmo cose sul funzionamento degli algoritmi di Google, che penso sfuggano anche ai loro autori. Come amo ripetere spesso:
Spesso tra gli addetti ai lavori si ripete a sproposito la roboante frase “Questo non è previsto dall’Algoritmo!” Cosa magari vera nella programmazione originaria del singolo algoritmo. Il problema è che gli Algoritmi si sono fatti sempre più complessi e non operano in uno spazio ideale privo di influenze, ma interagiscono allegramente tra di loro, generando risultati imprevedibili. Pertanto per comprendere appieno il funzionamento di un Algoritmo spesso gli esperimenti di Reverse Engineering, tipo i nostri coccolosi sabotaggi dadaisti, si rivelano particolarmente utili e illuminanti…
Esperimento Twitter Monument
Il risultato dopo un solo mese di Katzing fu sorprendente: la prima pagina di Google su Katzing appariva completamente trasformata. I risultati provenienti da Gilda35 o da blog di membri di questa community riempivano ogni spazio. Katzing.com appariva a mezza classifica, la località di Katzing obliterata, i professionisti non pervenuti.

La ricerca per immagini pure restituiva un gioioso caleidoscopio di immagini prodotte da blogger di questa Comunità su propri siti, blog, account social.

Avevamo provato una tesi al mondo: Katzing era stato riscritto alla velocità della luce.

Conclusioni e prospettive
Concludendo miei esimi Ricercatori, con questo post chiudo il capitolo più bello finora delle nostre ricerche digitali. E’ stato un lungo anno in cui ho riflettuto profondamente sull’ecologia dei nostri comportamenti digitali, sulla necessità di depurare il nostro operato dagli agenti tossici della visibilità patologica.

Sono molto soddisfatto.

Ringrazio tutti voi, soprattutto gli amici della Mente Collettiva. Senza Renato, Blake, Aldo e Domenico tante cose non sarebbero state possibili. Non ho mai avuto amici migliori di questi e li ringrazio di cuore per il tanto lavoro fatto insieme.

Mi piace pensare a Katzing come a un cambiamento di prospettiva, come la fuga da una logica inquinante, aggressiva e vandalica della manifestazione del proprio dissenso e della propria personalità in Rete.

Non ti piace qualcosa? Bene: costruisci qualcosa di più bello, più creativo, più intelligente. Le Macchine, se usate in modo consapevole, non ci rendono più stupidi, anzi ci costringono ad interrogarci su quale sia il potenziale intellettuale che possiamo realizzare

Vuoi migliorare la tua presenza in Rete? Bene: fai qualcosa di interessante. Basta spam, flame e puttanate. Non funzionano più.

Mentre eravamo distratti a misurarci il Klout, a comprare follower, a dopare siti… Google con il proprio ecosistema di algoritmi produceva uno strumento splendido per riplasmare il web visibile.

L’era del vandalismo digitale, forse, è finita. Esistono strade nuove: creare cultura nuova invece di abbattere cose brutte.

Adesso con la Mente Collettiva stiamo pensando a nuove sfide: ripensare integralmente le funzionalità di Gilda35, rendere il Katzing un memento perenne alle possibilità di trasformazione offerte dal web.

International Space Station April’s Fool – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

Storia di un misterioso Pesce d’Aprile che ha attraversato i cieli virtuali dell’internet. Come fare il giro del mondo con Google Analytics comodamente seduto in poltrona. Quest’anno il Primo di Aprile è caduto di Pasquetta, così ho avuto una rara opportunità di smanettare felicemente insieme al Comitato Centrale di questa prestigiosa Community (Aldo, Renato, Blake, […]

Gianni Riotta e la Formula G – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

via Gianni Riotta e la Formula G – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet.

Ecco la storia di come in una sera di fine febbraio le strade del sabotatore dadaista Giovanni Scrofani e dell’acclamato giornalista Gianni Riotta si sono incrociate per via di un Vortice Entropico Social di quelli spiegabili solo grazie alla Teoria Unificata del Katzing.

Esimi Ricercatori, come sanno i più affezionati tra di voi in questi giorni insieme al nucleo più stretto degli autori di questo prestigioso non-Blog, stiamo affinando la Teoria Unificata del Katzing, cercando di spingerla a spiegare ogni possibile fenomeno umano e psicologico.

Come sapete bene il:

Il Katzing è il principio cosmico che fa perdere tempo alle persone in attività apparentemente complesse ed importanti, ma che in realtà si traducono nella mera produzione di rumore ed entropia.

Per elaborare al meglio questo importante apporto alle scienze fisiche e sociali, mi sto gettando in letture matte e disperate, al fine di dirimere la matassa e capire cosa ci porta inevitabilmente a collassare chiedendoci ansiosamente:

“Che Katzing è stato? Perché ho fatto tante cose ma mi sento di non aver concluso un Katzing? Perché sto buttando la mia vita in questo modo del Katzing? Perché Katzing sono finito a guardare Porta a Porta succhiando filetti di merluzzo ancora surgelati nel salotto di una donna di cui non ricordo il nome?”

Particolarmente utile sta risultando il libro “Ciao e poi?” di Eric Berne, vera e propria bibbia dell’analisi transazionale.

Questa particolare branca della psicanalisi studia l’uomo sotto il profilo delle relazioni che pone in essere col prossimo e pertanto è assolutamente essenziale per chi voglia comprendere appieno le dinamiche di Social Media Katzing.

In particolare mi sono soffermato su uno splendido passaggio in cui l’ottimo Berne, spiega il “gioco” attraverso quella che è una vera e propria formula della trollata perfetta.

La Formula G. (estratto da “Ciao e poi?” di Eric Berne)
Decidevo quindi di verificare l’applicabilità della Formula G di Eric Berne, applicandola per generare un grande classico della Teoria Unificata del Katzing: il Vortice Entropico Social.

Dicesi Vortice Entropico Social quel particolare fenomeno di Katzing Estremo secondo cui un personaggio celebre e affermato sente l’insano bisogno di redarguire un povero nullafacente che perdendo il proprio tempo in attività apparentemente complesse ed importanti sui Social Network, ma che in realtà si traducono nella mera produzione di rumore ed entropia (nella fattispecie spam, trolling, buzz, ecc…).

Mi dedicavo innanzitutto alla ricerca di un Gancio perfetto individuandolo in un articolo dell’ottimo Maurizio Galluzzo, estremamente critico sul tema dei Big Data.

Ora chiariamo un concetto: per tutto il resto del mondo Big Data significa elaborazione e analisi di dati di proporzioni galattiche: tutte le mail di gmail, tutti i profili facebook del mondo, tutti i tweet circolanti nel mondo, tutto lo spam di link nei gruppi facebook, tutti gli inutili bisticci tra influencer, tutte le inutili zappettate dei contadini digitali, tutti le futili mobilitazioni digitali del mondo… In pratica rappresenta lo sforzo sovraumano dell’uomo di tradurre il Katzing in qualcosa che abbia un senso compiuto. Pertanto il Big Data è una sorta di infame e disperata lotta contro il Katzing, che il più delle volte si traduce solo nella generazione di altro Katzing.

In Italia purtroppo il Big Data all’Amatriciana neppure fa lo sforzo di contrastare il Katzing, anzi in genere si impegna ad alimentarlo. In pratica il Social Media Katzer italico non appena con tool patetici come Archivist o Twittercounter riesce a “dominare” 10.000 tweet inizia ad esordire con mirabolanti analisi, che producono solo ondate di rumore pazzesco. Spesso coprendosi di ridicolo tentando di incarnare una moderna Sibilla Cumana.

Big Data? Ok, adesso basta | Maurizio Galluzzo

L’informatica orale, quella fatta di chiacchiere, di retorica, di convegni, di articoli sui giornali, del parlarsi addosso, di chi non sa nemmeno programmare con un linguaggio, periodicamente sforna

http://www.mauriziogalluzzo.it/big-data-ok-adesso-basta

Per creare un gancio (G) perfetto preparavo uno di quei messaggi su Twitter che sono come il miele per la celebrità digitale, pieno di termini altisonanti e spocchia… Per dirla con Eric Berne uno di quei perfidi messaggi da Genitore Critico Negativo, che fanno scattare il c.d. “elettrodo” presente nel Bambino interno di ognuno di noi.

Ecco che cosa è accaduto…

https://storify.com/jovanz74/vortice-entropico-social

Insomma esimi Ricercatori, ringraziamo sentitamente il buon Gianni Riotta per aver consentito alla nostra Teoria Unificata del Katzing di fare ulteriori passi avanti, confermando in un solo colpo l’applicabilità della Formula G alla creazione di appositi Vortici Entropici Social di discrete proporzioni.

Un piccolo passo per l’umanità, un grande passo per la scienza.

Social Media Katzing – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

via Social Media Katzing – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet.

La Teoria Unificata del Katzing, ovvero come rumore ed entropia divengono processo identitario, struttura di pensiero e perfino professione. Quando sprecare la propria vita diventa un’arte.

Teoria Unificata del Katzing

Necessaria premessa, con i miei amici Salvatore Coccoluto e Luca Spinelli abbiamo tempo addietro elaborato la c.d. “Teoria Unificata del Katzing” (pronuncia “cazzingh”).

Il Katzing è il principio cosmico che fa perdere tempo alle persone in attività apparentemente complesse ed importanti, ma che in realtà si traducono nella mera produzione di rumore ed entropia.

Principio base della “Teoria Unificata del Katzing” è che tutto tende allo stato di Katzing Assoluto, in cui l’individuo frastornato collassa chiedendosi: “Che Katzing è stato? Perché ho fatto tante cose ma mi sento di non aver concluso un Katzing? Perché sto buttando la mia vita in questo modo del Katzing? Perché Katzing sono finito a guardare Porta a Porta succhiando filetti di merluzzo ancora surgelati nel salotto di una donna di cui non ricordo il nome?”

Va notato che buona parte degli Albi Professionali, delle Burocrazie, delle Chiese, dei Partiti Politici, delle Organizzazioni hanno quale unico scopo quello di portare le persone in una condizione di Katzing Assoluto. Perché in tal modo i propri membri sono sfatti, addomesticati e tendenti all’obbedienza, pur di non veder incrementare il proprio Livello di Katzing Marginale.

Social Media Katzing

Uno dei campi in cui il Katzing esplica al meglio le proprie potenzialità, come sapete miei esimi Ricercatori, è proprio quello dei Social Media.

Ogni giorno milioni di persone si alzano con gli occhi cisposi e la lingua rasposa sapendo che dovranno spingere tonnellate di merda su Facebook, Twitter, Google Plus, Pinterest, Instagram, Youtube… Dovranno produrre quantitativi immondi di post, repost, remix, copypasta, retweet, salvataggi, archiviazioni, pin, tag, codici… Senza comunicare realmente nulla.

Tutto solo per poter collassare a fine giornata sul proprio divano chiedendosi: “Che Katzing è stato?”

Sul piano ambientale, durante l’evento di Ecomondo, mi sono già diffusamente espresso sull’insostenibilità di simili comportamenti, che implicano la creazione di reattori nucleari atti solo ad alimentare compulsive attività di Social Media Katzing. Sul piano comunicativo ho stigmatizzato in ogni modo possibile il proliferare delle mucillagini digitali, del mud wrestling più scafato, della cultura tossica dell’opacità.

Tutto spinge verso il rumore e l’entropia del Katzing Assoluto.
Psicologia del Katzing

E ben descrive sul piano psicologico questa oscura pulsione il buonSimone Corami in questo splendido pezzo sulla Disposofobia Social…

Riporto un passaggio molto significativo:

Ogni giorno si fanno check-in su 4square, ci colleghiamo con altri, vecchi e nuovi amici, scattiamo foto e le condividiamo, diciamo i programmi tv e i film, con Miso e GetGlue, che vediamo, mostriamo anche i libri che leggiamo, fra Anobii e Goodreads mettiamo anche i cibi che mangiamo – per non parlare dei nostri bagni, che una volta erano il luogo eletto alla privacy. Ogni giorno sui social noi accumuliamo. Perchè? Stiamo cercando di costruire un’identità, sempre meno fittizia, ma forse più ingannevole, di noi stessi. Orfani dell’anonimato, oramai mero ricordo dei “bei tempi andati” del web libero, costruiamo un’immagine migliore di noi, o meglio di un simulacro up to date da mostrare al resto degli altri.

Insomma un incredibile accumulo di informazioni su di sé, solo per poter collassare a fine giornata sul proprio divano chiedendosi: “Che Katzing è stato?”

Disposofobia #Social, accumulare senza materia –

Comprare Follower, comprare Like su Facebook sono elementi di un fenomeno che chiamo Accumulazione Social, cioè aumentare i propri contatti per mostrare di essere persone di “successo”. Sappiamo …

http://orson.overblog.com/disposofobia–social,-accumulare-senza-materia

Educazione in Katzing management

Se sul piano psicologico abbiamo visto come il Katzing sia impulso connesso a profonde dinamiche interiori, è solo da un’analisi del sistema educativo, che possiamo comprendere appieno come il Katzing diventa struttura di pensiero.

Ovunque è un fiorire di corsi che promettono mirabolanti carriere nel mondo dei social media: “Diventa Topblogger in un giorno”, “Diventa un Supereroe dei Social Media in Sei Ore”, “Spingi la tua merda con Facebook in una settimana”, ecc…

Così il Katzing diventa professione, si fa teoria, struttura, momento educativo.

E quando il buon Alessandro Vitale a simili fumose impostazioni oppone le proprie razionali esposizioni corroborate da case history e dati, che dovrebbero definitivamente sgombrare il campo dalla fuffa… Come al solito invece di opporre dati si procede a pirotecniche esplosioni di attività di Katzing allo stato puro. Chilometriche disquisizioni solo per poter collassare a fine giornata sul proprio divano chiedendosi: “Che Katzing è stato?”

Academy, corsi in Facebook Advertising e affini: Il Be We Social?

Capire i social network e la loro influenza nel mondo del web marketing in era web 2.0 È sempre più evidente: le attività di un social media marketer sono relative a determinati fattori d’influenza

http://pro.dbatrade.com/wordpress/be-we-social-academy-master-facebook-strategies/

Qualche tool del Katzing

Così quando il buon Francesco Vignotto ha presentato nell’Hive Clusteruna serie di tool per creare da un lato roboanti e vuote qualifiche in materi di Social Media, dall’altro fuffose frasi per slide… la cosa si è rapidamente trasformata in un’epica sessione di picoterapia collettiva via Facebook.

Alla fine ci siamo virtualmente guardati negli occhi ammettendo desolati di aver di sovente incontrato “Brand Identity Specialist” che ci spiegavano come “schierare mercati gestibili via web”, in un apocalittico trionfo del Katzing Assoluto

Tutto solo per poter collassare a fine giornata sul proprio divano chiedendosi: “Che Katzing è stato?”

Il Generatore di Stronzate per la Web Economy – migliai di combinazioni per le tue presentazioni Pow

Siete arenati su quella fottuta presentazione? Il vostro abstract è piatto come una tavola? Il vostro pitch fa acqua da tutte le parti? In un mondo di supercazzoni che snocciolano TED come fossero…

https://giovanniscrofani.it/il-generatore-di-stronzate-per-la-web-economy-migliai-di-combinazioni-per-le-tue-presentazioni-pow

Il Generatore di Qualifiche Stronze per la Web Economy – migliaia di qualifiche per il tuo palloso b

Il vostro biglietto da visita fa cagare? In un mondo di social media expert, SEO, SEM, blogger, web star, twitstar, vi sentite un povero stronzo tagliato fuori dal mercato del lavoro? Ecco l’app che

https://giovanniscrofani.it/il-generatore-di-qualifiche-stronze-per-la-web-economy-migliaia-di-qualifiche-per-il-tuo-palloso-b

Conclusioni

Parliamoci chiaro esimi Ricercatori: il Katzing ha successo.

Sarà perché risponde a un cosmico principio entropico…

Sarà perché risponde a profonde esigenze identitarie…

Sarà perché risponde a complessi processi formativi…

Sarà perché risponde a articolate esperienze professionali…

Ma la verità è che il Katzing ha successo perché è uno splendido sistema per far sprecare soldi alla gente, mentre si sta sprecando il proprio tempo.

Il giorno in cui cambiammo Facebook – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

via Il giorno in cui cambiammo Facebook – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet.

I risultati provvisori dello scherzo “Trova il tuo stalker”. Uno scherzo ad orologeria così ben riuscito, da aver cambiato il codice sorgente di Facebook. Perché non è vero che scherziamo solo Twitter. Siamo sinceri democratici.

Esimi Ricercatori qualche giorno addietro avevamo avviato un gustoso esperimento sociologico, gettando in pasto al “web emerso” un gustoso giochino dei sotterranei di interent quello del “Trova il tuo stalker di Facebook”.

A dire il vero ho presentato una versione soft dello scherzo. La versione “pesante” prevede che si citi un autorevole studio farlocco di sessuologia una Università americana, secondo cui, se ci provi con una delle prime dieci persone dell’altro sesso presenti in lista, “fai sicuramente centro”… Poi ti metti in un angolino e ridi come un pazzo degli incredibili incidenti di percorso che si generano.

Nella versione soft che ho presentato, comunque l’esperimento ha generato alcuni interessanti risultati:

La maggioranza degli utenti ha vissuto positivamente l’esperienza scoprendo di subire “stalking” da persone cui vuole bene, sentendosi rassicurata.

Qualche giorno fa esce un post su Gilda35 che insegna il trucchetto per vedere la lista delle persone che con maggior frequenza vengono a visitare (o sbirciare, per meglio dire) la nostra pagina Fa…

http://unbitalgiorno.wordpress.com/2012/12/06/cercasi-stalker-disperatamente/

Si è scatenata una gioiosa “caccia allo stalker” che ha coinvolto decine di migliaia di persone, tanto che per giorni e giorni la lista dei “miei 10 stalker” ha furoreggiato pressoché ovunque.
A me sembra pazzesco, ma evidentemente alla gente fa piacere pensare che qualcuno perda tempo sul proprio profilo Facebook, anzi in molti ci tengono anche a dirtelo: “Hey io sto piazzato bene tra i tuoi stalker, vero?”
Le reazioni entusiaste al gioco hanno in effetti confermato la teoria di Phiber Optik (uno degli hacker più influenti degli anni ’90) secondo cui sempre di più si stanno configurando reti sociali stile “social network per stalker”.
In parecchi si sono spremuti le meningi nello spiegare il funzionamento della lista giungendo alla conclusione che è legata alla funzionalità della barra destra (quella della chat, dello stream degli aggiornamenti degli amici stile twitter, delle amicizie suggerite, della pubblicità, ecc…).

Puntuale, periodica e polimorfica. Questa notizia torna sempre, prende spesso forme diverse, ma fondamentalmente la stessa strada. Ti piacerebbe sapere chi visita il tuo profilo, vero? In questi gi…

http://webserio.wordpress.com/2012/12/09/come-scoprire-chi-visita-il-tuo-profilo-facebook-la-bufala-eterna/

In parecchi hanno confutato quanto sopra, rilevando addirittura che tra i propri primi dieci stalker esistevano dei defunti (il cui account Facebook è ancora online). Così siamo ancora senza il Prescelto (bah!).
Si è verificato l’adorabile fenomeno del “Parassita Digitale” ossia di quel blogger che, per elemosinare un po’ di visibilità, non appena vede che un altro blog inizia a generare volumi di traffico consistenti, produce un post estemporaneo che clona i contenuti del post originale, senza citarlo e confermando l’attuale validità delle Old Rules of the Internet:

21.OC is original only for a few second- before getting old.
22.Copypasta is made to ruin every last bit of originality.
23.Copypasta is made to ruin every last bit of originality.
24.Every repost is always a repost of a repost.
25.Relation to the original topic decreases with every single post.
26.Any topic can easily be turned into something totally unrelated.

Ma ammetto che l’effetto più sorprendente doveva ancora arrivare. Il blog Web Serio, ci ha gentilmente fatto notare che:

Adesso il parametro Ordered Friends List Initial Data, quello “di chi visita il tuo profilo Facebook” non c’è più.
E’ rinominato in un meno ambiguo ed abbastanza esplicativo: “InitialChatFriendsList“, esattamente a riprova di quanto avevo detto.

Ordered Friends List Initial Data sparisce, Facebook si sarà rotto.

Ricordate l’immagine della matrioska nell’original content?

Ricordate la menzione del terzo livello di scherzo?

Ebbene esimi Ricercatori abbiamo scritto un’altra interessante pagina di quelle che amiamo chiamare le “Coincidenze di Tecnonucleo”… In Italia si registra un incremento di gente che pasticcia con gli HTML di Facebook… a Palo Alto ribattezzano la lista per invalidare il gioco… ovviamente abbiamo aggiornato lo script del bookmarklet degli stalker e continueremo a farlo fino a quando la lista non sarà chiamata InitialGilda35FriendsList…

Dopo aver costretto Twitter a riscrivere più e più volte Toptweet, Temi di Tendenza e Storie, dopo aver massacrato Klout, dopo aver demolito FourSquare, dopo aver smontato il FollowFriday, dopo aver minato la Pace di Internet, potevamo esimerci dal far riscrivere un po’ di codice a Facebook?

Suvvia noi Ricercatori siamo sinceri democratici.

Chiudo con le immortali parole di Jean Arp:

«Il dadaista inventava gli scherzi per togliere il sonno alla borghesia, il dadaista comunicava alla borghesia un senso di confusione e un brontolio distante e potente tanto che i suoi campanelli cominciavano a ronzare, le sue casse forti ad asciugarsi e i suoi amori scoppiavano in bollicine»

E nel salutarvi vi ricordo che la ricerca del Prescelto non si è ancora conclusa e vi rappresento una nuova pista… qualcuno in remote parti del mondo sta sviluppando una cosina interessante… seguite il Bianconiglio…

Read more: http://gilda35.com/il-giorno-in-cui-cambiammo-facebook#ixzz3Vnam2hDg

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