La vita nella Città Sostituita

Sono strani giorni. Giorni, in cui cammino in una città, che non sento più mia. Sembra la Città Sostituita di un libro di Philip K. Dick. Alla Roma che conoscevo si è sovrapposta un’altra città diversa, più ostile, attraversata da una manichea e contraddittoria visione del mondo, in cui le categorie di nemico e alleato sono quanto mai labili.

Della Roma decadente, opulenta e plebea in cui sono nato resta l’aspetto, ma l’anima non è più quella.

E’ una città strana, sconosciuta.

Continua a leggere…

Annunci

#Brindisi: la rabbia e la vergogna | Data Manager Online

Sabato 19 maggio 2012 a Brindisi è esploso un ordigno esplosivo presso l’Istituto Professionale Morvillo Falcone, colpendo in modo infame degli studenti. Su Twitter si scatenano il dolore e lo sconcerto sotto gli hashtag: #brindisi, #urloperresistere, #melissa, Veronica, Stato, #PalermoxBrindisi, #mafia, #ripmelissa

Perdonatemi se abbandono i consueti toni ironici, ma non ce la faccio.

Vorrei buttarmi su altro. Scrivere d’altro.

Ma non è possibile.

Se parlo di Temi di Tendenza non posso celare l’urlo che da essi è partito.

Scrivo a caldo, oggi sabato 19 maggio, mentre davanti agli occhi scorrono le reazioni non mediate all’infame attentato che ha colpito gli studenti dell’Istituto Morvillo-Falcone.

Scrivo a caldo, oggi sabato 19 maggio, mentre davanti agli occhi scorrono gli stillicidi di dettagli, gli elenchi delle vittime, i nomi dei caduti, le foto rubate dai profili Facebook di quegli occhi giovani e dolci spenti troppo presto.

Scrivo a caldo, oggi sabato 19 maggio, mentre davanti agli occhi scorrono i pensieri della gente, che cerca di dare una forma al male, di spiegarselo, di rendere comprensibile qualcosa che non può esserlo.

Sono padre di tre figli. Crescere dei bambini in questo paese è una lotta quotidiana contro il mondo. Pensare che in queste ore dei padri e delle madri stanno piangendo figli morti, o stanno in ansia per figli martoriati, è atroce. Come è atroce pensare che questi giovani sono stati colpiti mentre andavano a Scuola.

Da giovane, durante la pratica forense, ho fatto il penalista. Dopo poco ho cambiato tutto e sono andato a fare pratica civile.

Non sopportavo i clienti.

Non sopportavo i criminali.

Ogni volta che entravo in contatto con loro, o che nei fascicoli processuali venivo al corrente della loro storia entravo a contatto con un Male che non riuscivo a comprendere. Che mi faceva esplodere la testa.

E’ terribile vedere migliaia di persone cercare di dare un senso alla notizia, di incasellarla nelle categorie mentali di “Mafia”, “Terrorismo”, “Strage di Stato”, o “Bowling a Columbine”.

Ma questa storia ci dice altro.

Questa storia ci dice che esistono persone in grado di piazzare un ordigno esplosivo davanti a una Scuola, per farlo esplodere mentre ragazzi di quindici anni si recano a lezione, per spezzare le ossa, per dilaniare le carni, per spargere il sangue, per devastare le menti di quei ragazzi. Lasciarli lì per terra, morti, menomati, feriti, shockati.

Rapportarsi con questa verità è atroce.

Perché ci sovrasta. Perché non dovrebbe esistere, ma esiste.

Esistono persone capaci per dispetto di sfondare la faccia alla fidanzata, capaci per noia di gambizzare la gente, capaci per mille euro di sparare in bocca a una madre di famiglia davanti ai figli, capaci per pigrizia di puntare una pistola in faccia a un tabaccaio e derubarlo degli incassi, capaci per vivere di minacciare e sfruttare prostitute, capaci per avere la grana in tasca di vendere droga, capaci per arrotondare di commettere ogni genere di crimine, capaci di far saltare dei ragazzi in aria…

Esistono persone il cui unico problema una volta in carcere è guardare più televisione, avere più permessi, uscire prima possibile. E per queste cose sono pronte a qualunque cammino di redenzione possibile, sono pronte a pentirsi, sono pronte a dichiararsi pazze.

Leggo di continuo “La mafia non fa questo, i terroristi non fanno quest’altro”. I criminali che ho conosciuto erano disponibili a fare qualunque cosa. Per pigrizia, per convenienza, per noia.

Storie come questa ci mettono di fronte al vero orrore: la consapevolezza che esistono persone che avrebbero compiuto questo atto infame per motivi politici, economici, razziali, religiosi… ma in ultima analisi chiunque avrebbe fatto quella cosa l’ha fatto perché gli piace farlo e perché non gli frega niente della vita umana.

Una mia amicizia di Twitter oggi mi ha scritto:

Qui si va ben oltre le dinamiche di struttura e caos… questo è disordine assoluto, deriva disumana, frammentazione insensata.

Ecco penso che ogni nostro singolo atto debba essere informato a questo: arginare il disordine assoluto, la deriva disumana.

via#Brindisi: la rabbia e la vergogna | Data Manager Online.

Messico e Nuvole Computazionali (il panico dei Lurker)

Nel mondo realmente rovesciato, il vero è un momento del falso.
(da “La società dello spettacolo” di Guy Debord)

I social network e il gran bazar dell'infotaiment

Esimi nonché egregi Ricercatori, alcune settimane addietro con un gruppo ristretto di coccolosi sabotatori Dadaisti, cercammo di buttare giù un affettuoso progetto di destrutturazione comunicazionale.

L’obiettivo era quello di studiare come i nuovi media stanno cambiando il mondo del giornalismo, sempre più propenso a fare “infotaiment” piuttosto che a veicolare vera informazione.

In un mondo in cui l’informazione diventa parte integrante dell’Industria dello Spettacolo, ovviamente i Social Network con la propria dimensione eternamente sospesa tra il ludico e l’informativo svolgono un ruolo essenziale.

Il giornalista post-moderno, se un mentecatto sevizia e uccide un innocente, corre sulla pagina Facebook dell’omicida o della vittima (al riguardo non capirò mai i criteri di privacy di Zuckerberg & soci)… se all’improvviso #vascomerda diventa tema di tendenza su Twitter è immediato parlare di crisi tra Vasco Rossi e i suoi fans (vai a pensare che parecchi sono hooligans del Boca Junior)…

Di esempi potrei proporne parecchi, ma ognuno di voi può trovarne in rete a iosa: foto di neonati figli di connubi tra VIP tratte da Facebook, accanto a incidenti di Centrali Nucleari postati da Twitter, accanto ai testi dei messaggi privati tra il presunto assassino e la sua amante, accanto alle foto del lato B della starlette rubate con Google+…

Poi ci si sorprende se il “Popolo della Rete”  si trasforma in un orda di Lurker: persone che stanno sui Social Network senza interagire, solo per leggere passivamente, trasformando la Rete in un Televisore con un miliardo di canali.

I dati parlano chiaro nei Social Network una quantità impressionante di “utenti attivi” non interagisce per nulla (v. “Social network e numero di utenti: quei conti che non tornano” del sempre ottimo Antonio Lupetti). La cosa non è semplicemente riconducibile al fenomeno dei socialBOT (spesso molto più attivi degli umani).

Come spiegano alcuni tra i migliori pianificatori di Online Communities (v. “What is an Online Community” di Socialmedia Today) i Lurker costituiscono la base di ogni ecosistema digitale.

I Lurker sono il pubblico di quel grande palinsesto dei Social Network, in cui noi “Power Users” siamo i produttori di infotaiment…

Tra i Lurker e i Videodipendenti non c’è alcuna differenza qualitativa… semplicemente godono di un’offerta di “spettacoli” notevolmente più ampia. Si bevono qualsiasi panzana, senza verificare. Per loro “l’ha detto la Rete, non può non essere vero” ha sostituito il tradizionale “l’ha detto la Televisione“…

E ovviamente il mondo dell’informazione sguazza in questo atteggiamento e lo fomenta ogni giorno, abbattendo gli strumenti di analisi del proprio “pubblico passivo“.

Ovviamente questa Piramide andrebbe rovesciata...

Insomma con un glorioso scherzone dadaista volevamo dare una sonora lezione a questa cultura del nulla in cui niente si verifica e tutto viene gettato in pasto al grande Tritacarne Digitale…

Poi vedendo lo scarso sense of humor, che circola ultimamente in Rete, abbiamo messo il progetto in stand-by… non sia mai che a Tecnonucleo andasse di traverso la colazione… Dopotutto siamo sempre a favore del sabotaggio lecito e coccoloso, suvvia!

Eppure la sincronia della Mente Alveare anche questa volta ha dato ottima prova di sé…

In Messico alcuni sconsiderati  “performers” hanno dato vita ad una burla spericolata. Come potete leggere in “Messico, in manette i terroristi cinguettanti” di Mauro Vecchio, Gilberto Martinez Vera e Maria de Jesus Bravo Pagola, due twitters messicani, hanno postato la falsa notizia di attentati nelle scuole con rapimenti di bambini.

Lo sciagurato duo ora rischia trent’anni di carcere per “terrorismo“…

Non mi dilungo sulla differenza tra cattivo gusto, procurato allarme e terrorismo…

Quello che voglio evidenziare è come sia bastato che un paio di cretini organizzassero una burla su un Social Network, per procurare il panico nella città di Veracruz…

Esimi Ricercatori: qui non stiamo parlando di Orson Wells che racconta lo sbarco dei Marziani su un canale radio ufficiale con tanto di effetti speciali e finta diretta. Qui parliamo di un professore di liceo e una conduttrice radiofonica, che fanno trolling.

Due mentecatti fanno trolling, i Power Users retwittano e migliaia di lurker di Veracruz se la bevono perché l’hanno letto su Twitter… dopodiché la cosa si propaga nel “Mondo Reale” ed è panico per le strade.

Ovviamente i criminali sono i buontemponi, non gli scagnozzi di Tecnonucleo che hanno educato milioni di persone a gestire la Rete come uno strumento di informazione passiva, in cui poco o  niente è oggetto di verifica. Se la fonte è “attendibile” è immediatamente una “notizia“, e allora i Power Users corrono a diffonderla urbi et orbi in ogni social network possibile per gridare “Sono arrivato UNO!“… e se l’ha retwittata il Power User, l’Influencer, la Twitstar come può per il Lurker essere una notizia falsa?

Concludendo miei esimi nonché egregi Ricercatori, questo nonPOST è solo un altro spettacolo nel grande palinsesto dei Social Network… sul sito a fianco ci sono foto del lato B di Pippa Middleton con contorno di incidenti di Reattori Nucleari…

Buon divertimento…

OppureNO.