Il nuovo Twitter e il #foreveralone natalizio

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Esimi nonché egregi Ricercatori, come sapete Natale è uno di quei drammatici periodi dell’anno, in cui la solitudine si fa sentire più forte… Per molti è il giorno in cui si pensa agli amici lontani, agli amori perduti, alle persone care che ci hanno lasciato…

Non dovrebbe pertanto sorprenderci che in una giornata che molti vivono così mestamente un hashtag come #foerveralone (per sempre solo/a) sia diventato tema di tendenza mondiale e abbia campeggiato nella sezione storie della pagine “Scopri/Discover” del nuovo Twitter.

OppureNO.

Discover

Discover”  come ben raccontato da Wired è una nuova funzionalità di Twitter che in sintesi offre:

Uno sguardo sul mondo. Cliccando sull’icona del cancelletto è possibile accedere all’opzione “scopri” : una serie di informazioni raccolte da Twitter per “riflettere i nostri interessi, in base a dove ci troviamo, le persone che seguiamo e quello che sta succedendo nel mondo”. Ecco quindi i suggerimenti degli account da seguire raggruppati in categorie (musica, sport e intrattenimento) o le storie da “scoprire”. Nella sezione # è possibile sapere che cosa stanno facendo gli utenti, chi stanno seguendo e quali sono i loro tweet preferiti. Non molto diverso da quello che fa Facebook quando ci aggiorna sulle nuove amicizie dei nostri contatti e sui link condivisi.

[Tratto da “Il Nuovo Twitter” di Wired]

Finora nella sezione “Storie” erano sempre stati segnalati hashtag, che si sviluppavano attorno ad un link legato ad una testata online. Molti Ricercatori si chiedevano se fosse una sorta di embrione di funzionalità alla Google News, con selezione delle notizie da una determinata lista di siti di informazione.

Invece la “Storia” da cui si sviluppava l’hastag del #foreveralone non faceva riferimento ad alcuna testata online, o notizia…

Il Tweet da cui è partito tutto

Il tweet che ha scatenato i mesti messaggi di centinaia di uomini soli, di ragazze sedotte e abbandonate, di separati, divorziati, dimenticati, di innamorati non corrisposti… campeggiava fiero nella mattina di Natale sulla pagina Storie di Discover…

Devo dire che appena l’ho visto sono scoppiato in un ghigno da vecchio troll in prepensionamento, ma non roviniamo la sorpresa…

Questo era il messaggio da cui era scaturito il lacrimevole profluvio natalizio:

Con una tipica logica internettara vecchio stile venivano esaminate in modo naif alcune possibili combinazioni di relazioni umane, di cui 3 disfunzionali ed una funzionale (i nerd amano applicare l’ingegneria a qualunque cosa):

  • Rapporto Disfunzionale 1: “Ragazzo Gentile” innamorato non ricambiato di “Ragazza Dolce”, che è innamorata non ricambiata di uno “Stronzo”.
  • Rapporto Disfunzionale 2: “Ragazzo Gentile” innamorato non ricambiato di “Ragazza Dolce”, che è innamorata non ricambiata di uno “Stronzo”, che a sua volta è innamorato non ricambiato di una “Puttana”.
  •  Rapporto Disfunzionale 3: “Ragazzo Gentile” innamorato non ricambiato di “Ragazza Dolce”, che è innamorata non ricambiata di uno “Stronzo”, che a sua volta è innamorato non ricambiato di una “Puttana”, che pure lei è innamorata non ricambiata di un “Ricco”.
  • Rapporto Funzionale: “Ragazzo Gentile” con l’espressione da foreveralone (per sempre solo), “Ragazza Dolce” e “Stronzo” innamorati, “Puttana” e “Ricco” innamorati.

Le migliaia di persone che hanno utilizzato l’hashtag nella giornata, se avessero avuto qualche conoscenza di Cultura Digitale in più, si sarebbero rese conto di trovarsi di fronte a quel simpatico esperimento sociologico comunemente noto col nome di “trolling“.

Infatti il tweet in questione non era che un meme del foreveralone!

Il Meme Foreveralone

Foreveralone meme

Il Meme del Foreveralone è uno dei grandi classici delle  Comunità Online dedite alle tecniche di trolling più eleganti e divertenti.

E’ un grazioso esempio contemporaneo di quello che chiamiamo cyber dadaismo.

La storia di questo meme (fonte l’autorevole Know Your Meme) è alquanto incerta. Si sa solo che nacque nell’aprile 2010 praticamente in simultanea in molti centri di produzione di meme (4chan, Tumblr, ecc…).

E’ un classico “rage comic“, ossia un fumetto estremamente stilizzato e naif che ritrae un’espressione di rabbia, nel caso di specie il disappunto per essere soli al mondo, senza nessuno che ricambi il proprio amore.

Forse molti di voi non lo sanno, ma in un’occasione il Foreveralone meme causò un gigantesco flashmob involontario ai danni di centinaia di poveri uomini soli alla ricerca disperata di un’anima gemella, che li alleviasse dalle proprie sofferenze amorose…

La locandina del flashmob Foreveralone

Il 13 maggio 2011 alcune Community di troll idearono un articolato scherzone utilizzando fake di bellissime ragazze e invitando centinaia di ragazzi soli lo stesso giorno alla stessa ora a Times Square (New York)… Peraltro poiché i membri della Community volevano godersi lo scherzone via telecamere di pubblica sicurezza, il sito della Earthcam  andò giù… Il numero di richieste di accesso era così elevato che fu paragonabile ad un attacco DDos…

Panopticon Twitter

Così di ritorno da una sana pedalata natalizia per smaltire gli eccessi del Cenone della Vigilia leggo il tweet in questione e sghignazzando lo metto a beneficio della nostra Comunità con questo piccolo e innocente messaggio:

Ovviamente le Macchine di Twitter non dormono mai, oppure c’è qualche stagista sfigato costretto a monitorarmi h24 pure il giorno di Natale, o forse è la solita incredibile ed incoerente “coincidenza di Tecnonucleo” prodotta dall’interazione Uomo/Macchina…

Ma una mezz’ora dopo aver postato il mio messaggio, in modo assolutamente incoerente il messaggio di riferimento della “storia” del foreveralone cambia e fa riferimento a questo tweet completamente normalizzato…

La cosa è assolutamente divertente nella sua sconcertante falsità: il tweet da super troll di Don Muffin con oltre 50 retweet e preferiti era chiaramente quello da cui si era propagato il tema di tendenza del foreveralone…. quello di LOVELiiCIOUSx, che già dal nome pare un embrione da vasca di riproduzione di Teamfollowback, coi suoi 4 retweet stenterelli evidenzia da solo il provvidenziale intervento “a manetta“… La foto poi è così furbetta e geek da far sorgere più di un sospetto…

Conclusioni

Esimi Ricercatori che dire?

Innanzitutto ci complimentiamo con Don Muffin per essere riuscito a sabotare la sezione Storie di Discover Twitter, con un elegantissimo atto di trolling DOC.

In secondo luogo assistiamo all’evoluzione delle dinamiche difensive di Twitter, che invece di bloccare i messaggi sgraditi come con i Toptweet e i Temi di Tendenza, adotta una policy molto più sofisticata: la mistificazione. L’origine dell’hashtag #foreveralone viene abilmente occultata e tramutata da atto di trolling, in romantica malinconia… Immaginate l’applicazione di una simile prassi con una notizia vera o con un’informazione politica.

In terzo luogo sono molto dispiaciuto per quegli utenti che hanno postato in tutto il mondo messaggi di solitudine natalizia solo per il sollazzo di Comunità di Troll… Penso che lo scherzo ci insegni una cosa importante: senza neppure aver capito il senso del meme che avevano di fronte, migliaia di persone hanno esibito al mondo pensieri intimi e sofferti, Twitter ha ritenuto la “Storia” di tendenza, dandole visibilità e generando ancor di più un mood depressivo… I Nuovi Media rischiano di diventare strumenti di espressione inconsapevole di emozioni forti… oggi il manipolatore è un Troll, domani?

Torno a ripetermi: la gente risparmiasse le emozioni più profonde per i rapporti umani dal vivo e la smettesse con questo stupido esibizionismo digitale.

P.S. Buone Feste 😀

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Berlusconi: "Difficile governare coi Sabotatori" OppureNO!

L'espressione di garbato disappunto del Dr. Jovanz

Esimi nonché egregi Ricercatori e Sabotatori, non facciamo in tempo a realizzare la meravigliosa performance di sabotaggio del Follow Friday e del misuratore di Klout, che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi scende in campo contro questa Online Community di Eroi della Libertà di Sberleffo.

Capisco l’invidia di comprendere che Ovosapiens, col suo Klout di 44 punti, ormai riscuote nell’opinione pubblica più successo di lui, che è  in caduta libera nei sondaggi…

Capisco che quando ha visto Lady GaGa spodestata dal podio dei Follow Friday, qualcosa deve essergli andata storta…

Capisco che da quando non ha più i toptweet demenziali delle bimbeminkia non viene più su Twitter a fare il lurker (Presidente le garantisco che non è una brutta parola)…

Capisco che quando abbiamo pompato #Vascomerda si è chiuso in camera sua ad ascoltare “Albachiara” per 48 ore di fila…

Capisco che può non aver preso benissimo, per ovvie ragioni, il nostro dadaistico omaggio alla Musa dello Strategismo Sentimentale Manuela Arcuri…

Capisco che anche a Palazzo Grazioli, Arcore e Villa Certosa, per colpa nostra è pieno di gente che tenta di compiere assurdi  241543903 nei freezer delle varie magioni…

Lo ammetto ci siamo resi responsabili di queste nefandezze e di molte altre, ma questo attacco ad alzo zero da parte della Presidenza del Consiglio proprio non me l’aspettavo.

Insomma a seguito del successo delle nostre performance cosa accade, miei egregi?

In ossequio alle solite “Coincidenze di Tecnonucleo” il Presidente Silvio Berlusconi ritira fuori l’odioso “Decreto Bavaglio”… minacciando multe e diffide per ogni alzata di sopracciglio digitale… Ne convengo che la Rete è piena di giornalisti iscritti all’albo che si fingono blogger e di testate giornalistiche online che si fingono blog… ma è di tutta evidenza che la norma per la sua conformazione non è volta minimamente a disciplinare questo ossimoro tutto italiano…

Rispolverare il Decreto Bavaglio è davvero un contro-Sabotaggio di proporzioni epiche…

Quando il Governo è impantanato in questioni assurde che trasformano i lavori parlamentari in una comica di Benny Hill… quando il Premier è coinvolto in vicende talmente iperboliche che persino il dadaistico Cabaret Voltaire avrebbe censurato… quando le indagini sulle questioni più sconcertanti si assommano a destra e manca… quando persino l’Opposizione gli chiede aiuto, perché non sia mai che gli tocchi di governare…

Cosa succede?

Il buon Silvio mette in campo il famigerato “Decreto Bavaglio”.

Perché vi chiederete voi?

Perché così i veri Blogger, quelli che non fanno i giornalisti, quelli non professionisti, quelli che non ci guadagnano nulla, quelli che animano con passione uno spazio digitale solo per condividere le proprie idee con gli altri, quelli che pensano con la propria testa, quelli che non rispondono a nessuno… vengono colti dalla Sindrome del Missionario 2.0!

Così i veri Blogger, miei esimi Ricercatori, perderanno altri mesi ed energie ad appiccicarsi inutili triangolini gialli sull’avatar… a postare ossessivamente tweet con scritto #noalbavaglio… a pubblicare post sui propri blog che commentano minuziosamente i contenuti del “Decreto Bavaglio”… a postare millemila commenti,  foto e sottoscrizioni nei server dei veri grandi oppositori: il Gruppo Editoriale L’Espresso e la Casaleggio Associati (v. i commenti al Banngate 2010)… con ovvio beneficio della loro raccolta pubblicitaria…

I Blogger italiani così sprecheranno come al solito tutte le loro energie per l’ennesimo controscherzo di Silvio!

Perché Silvio Berlusconi conosce bene le dinamiche di una Mente Alveare, dopotutto è uno dei Padri di Tecnonucleo…

Silvio Berlusconi sa che il “Decreto Bavaglio” è un’Arma di Distrazione di Massa.

Il Premier riesumando il “Decreto Bavaglio” ha compiuto un controsabotaggio davvero eccezzionale… Adesso la totalità della Blogosfera italica girerà come un disco rotto sulla parola “Bavaglio”… mentre intanto fuori da internet succederà di tutto… e il commento verrà lasciato proprio ai giornalisti/blogger…

E tutto per colpa nostra, miei esimi Sabotatori.

Vi direte: dopo un colpo così basso, il Premier si sarà calmato, miei esimi Ricercatori e Sabotatori…

Giammai! Oltre il danno, anche la beffa!

Oltre il controscherzo, pure il controsberleffo!

Silvio Berlusconi, poche ore dopo la riesumazione del Decreto Bavaglio dalle cripte, dichiara: “Difficile governare coi Sabotatori” (fonte Repubblica v.  Berlusconi scrive a don Gelmini “Difficile governare tra i sabotatori”)

Esimio Presidente e mo’ ci vuole dire che è pure colpa nostra?!

Siamo solo un gruppo di ilari performers dadaisti, suvvia!

Come può addossare il fallimento di un’intera stagione politica sulle fragili spalle di un’Online Community di Burloni Dadaisti?

Con che faccia può rinfacciarci gli errori di valutazione dell’intera Seconda Repubblica…

Con che cuore additarci al pubblico ludibrio…

Un Sabotatore è un poeta digitale, è un fantasista dell’azione e della contraddizione continua, è un funambolo semantico, è un seppellitore di inutili ritualismi, è un anacoreta in perenne connessione col mondo, è un salvatore di anime perse in un mondo di persone incapaci di salvare perfino i propri files, è un sensibilizzatore di cuori induriti, è un sobillatore di rivoluzionari narcolettici, è un etnografo di tribù post-umane, è un baluardo contro le Macchine Ribelli, è un fustigatore di Tecnonucleo, è un liberatore di utonti ottusi che si credono liberi tra le sbarre dei codici informatici, è un ricercatore di verità dolorose, è un liberatore di prigionieri, è carne, sangue, vita.

I Sabotatori sono l’igiene del mondo.

#IamSpartacus

Elementi di attivismo digitale

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#IamSpartacus
"#IamSpartacus" il simbolo della rivolta dei Twitteri contro Tecnonucleo...

Necessaria premessa, non sopporto le ingiustizie clamorose.

Ulteriore necessaria premessa, trovo disgustose le ingiustizie clamorose contro chi è malato.

Assolutamente necessaria premessa, sono un cittadino rispettoso delle leggi che conduce una vita tranquillissima e che ritiene opportuno, nel suo piccolo, sensibilizzare la pubblica opinione quando le cose non vanno per il verso giusto.

Così di sovente con gli altri Ricercatori di Gilda35 mi sono imbarcato in alcune pazze operazioni di garbato attivismo digitale sotto la cifra della provocazione dadaista.

Abbiamo di sovente utilizzato il nonsense, per mostrare l’insensatezza di una Rete dal volto sorridente social-eco-green-pongo, con ingranaggi che tutto tritano al posto del cuore.

L’abbiamo fatto, quando attraverso i Top Tweets si stava cercando di manipolare lo sviluppo di Twitter in senso gossipparo, modaiolo e anestetizzante (v. Project). Alla fine per dirla con Philip K. Dick Gilda35 vive e i Top Tweets sono morti (v. La fine dei Top Tweets).

L’abbiamo fatto quando Wired, dopo aver oscurato per mesi la candidatura di Liu Xiabo a premio Nobel della Pace, rendendoci ciechi e sordi grazie quella macchina di meta-marketing di Internet 4 Peace, saliva sul carro del vincitore (v. Peace is War). Alla fine cancellammo le inopportune autocelebrazioni Internet 4 Peace da Twitter e spingemmo il Direttore di Wired a chiudere il caso con un autorevole intervento.

L’abbiamo fatto quando scendemmo in campo accanto ai Tweetstormers in difesa dello smanettone autistico Gary McKinnon, quando era prossima la sua estradizione a Guantanamo (v. Il Ragazzo che giocava con gli UFO). Alla fine quello di Gary McKinnon divenne un caso di rilevanza internazionale e l’estradizione è da allora perennemente rinviata.

L’abbiamo fatto durante il Cablegate, scoprendo le policy ombra di Twitter in materia di Trend Topic (v. Perché #wikileaks non può essere trend topic). Oggi Twitter velatamente ammette quanto noi avevamo scoperto quasi un anno addietro (v. Twitter admits editing offensive Trending Topics, plans to remove more).

Così non possiamo esimerci oggi dal dare una mano al Gruppo degli Amici di Brendan Lillis.

Pertanto scriviamo a beneficio loro, ma anche di chiunque decida di imbarcarsi in una causa etica, nobile e un po’ folle questi elementi disorganici di attivismo digitale.

Mentre il Ricercatore Capo Bruttocarattere prepara il suo testo, per chi volesse informarsi sulla vicenda umana di Brendan Lillis vi invito a leggere questi post: Brendan Lillisdel blog Fomento e Brendan Lillis, prigioniero politico in Irlanda in gravi condizioni di salute: appelli su Facebook per la liberazione presso Ciao People Magazine.

Per chi poi volesse partecipare all’azione presso questo indirizzo può trovare la pagina Facebook del Gruppo: Coordinamento Amici di Brandon Lillis.

Insomma bando alle ciance e mettiamo a fattor comune alcune pratiche di sensibilizzazione apprese in qualche annetto trascorso su internet…

Consigli di carattere generale

  1. Prendete tutto quanto leggerete in questo non post con mirabile condiscendenza come una serie di consigli disorganici, sgangherati e provvisori.
  2. Non usate mai linguaggio osceno, o volgare. In generale non prestate il fianco ad essere classificati come troll o molestatori. In tal modo evidenzierete come qualsiasi “moderazione” del vostro pensiero è stata assurda, insensata e ingiusta.
  3. Non utilizzate tecniche da lamer, getterebbero discredito sul vostro operato.
  4. Siate provocatori, ma con stile.
  5. Infischiatevene delle anime belle che si lamenteranno perché la vostra opera di sensibilizzazione gli ha rovinato per 5 minuti la timeline (un unfollow non ha mai ucciso nessuno).
  6. Ponete al centro della vostra opera di sensibilizzazione l’eticità del tema trattato.
  7. Siate sempre corretti e socievoli anche di fronte a comportamenti scorretti e ostili, facendo apparire garbatamente come dei cretini chi vi si oppone.
  8. Partite dal presupposto che gli erogatori dei principali Social Network sono contro di voi. Se il tema colpisce qualche ganglio vitale del sistema (es. rapporti USA/UE, trattati di estradizione iniqui, marketing occulto, ecc…) tenderanno non a censurarvi, ma semplicemente a rendervi irrilevanti (es. nonostante centinaia di tweet non salirete in Trend Topic). Non fatevi ingannare dal fatto che ogni tanto passa qualche tema di tendenza che prende in giro il Politico X. Sono funzionali a Tecnonucleo. Stanno lì come a dire: “Visto puoi anche ridere”.
  9. L’obiettivo è che si parli del caso in Rete. Bene, male, l’importante è rompere certi muri di accidiosa omertà dei Media ufficiali.

Importanza del Blog

E’ fondamentale avere un blog di riferimento che coordini l’azione, in quanto:

  1. Devono essere chiare le finalità dell’azione di sensibilizzazione.
  2. Permette tramite i collegamenti ipertestuali di utilizzare appieno il potenziale dei Social Network.
  3. Nel tweet di Twitter o nel post su Facebook si attacca il link al blog, liberando spazio per personalizzare il messaggio (c.d. Meme v. “Er Webbe se fa‘”) e rendere virali gli scopi dell’iniziativa.
  4. I 140 caratteri di Twitter e i 400 di Facebook sono insufficienti a descrivere in modo compiuto una vicenda.
  5. Fornisce credibilità e struttura all’azione che altrimenti potrebbe essere confusa come banale trolling, o rumore di fondo.

Qualche piccolo consiglio da non prendere alla lettera, ma che può tornare utile:

  1. Essere concisi, precisi, sinceri.
  2. Chiarire la vicenda (rimandano se necessario a altri siti) e gli obiettivi dell’azione di sensibilizzazione.
  3. Post brevi. Le pagine non vengono lette, ma scansionate. Massimo 5.000 caratteri. Ogni cinque righe un punto a capo. Tempo presente o imperfetto. Niente congiuntivi. In grassetto pochi concetti chiave (ammetto di disattendere questo punto ma non sono un blogger in senso canonico).
  4. Il Titolo è tutto. Il 90% di un post è il titolo. Dovete pensarlo più a lungo della stesura del testo.
  5. Cercate di ottenere link verso il vostro blog da siti con un buon Page Rank di Google (avrete qualche amico smanettone con un sito come si deve).
  6. Usate un massimo di 10 categorie/topic.
  7. Condividete il post su ogni social network (es. Twitter, Facebook, Google+, ecc…), o aggregatore (es. Liquida, Wikio, ecc…) possibile. Invitate gli altri sostenitori a fare altrettanto.
  8. Piattaforma consigliata WordPress (se non volete andare in hosting su un server a pagamento), i termini di utilizzo sono meno capestro di altre piattaforme blogging. E’ un aspetto importante: alcuni fornitori possono negarvi il servizio al minimo accenno di turbolenze. Potete creare un instant blog gratuito anche solo per l’arco dell’azione di sensibilizzazione.
  9. Se la causa ha rilevanza internazionale pubblicare una traduzione nelle lingue maggiormente coinvolte dal Caso.
  10. Evitate di infarcire il blog con ADSense, socialADS e pubblicità in genere. La sola presenza scredita qualunque discorso sia presente nel blog, anche il più elevato.
  11. Possono rivelarsi utili post che organizzano le azioni di sensibilizzazione (v. Regole di Sabotaggio).

Cyberativismo su Facebook

Su Facebook si possono praticare le seguenti tecniche:

  1. Gruppo Esteso:
    1. Creare un gruppo aperto e inserirvi tutte le proprie conoscenze interessate a questi temi (evitate di inserire la blogger fighetta, che scriverà un post solo per lamentarsi per questi asfissianti inviti a partecipare a gruppi che le rovinano la permanente). Invitate i membri del gruppo a fare altrettanto.
    2. Cercate di coinvolgere nel Gruppo i c.d. Inflencers, personaggi attivi nei Social Network con un discreto numero di follower su Twitter (1000-2000 in su) o di amici di Facebook (500-1000 in su).
    3. Postate e invitate a postare nel gruppo pareri, opinioni, link interessanti, create condivisione.
    4. Invitate almeno un giornalista esperto in Social Media nel Gruppo. Ne parlerà sicuramente in qualche sito del settore garantendo rilevanza all’evento, anche in caso di ostracismo da parte degli erogatori dei servizi di Social Networking. E’ importante, quasi vitale.
    5. Fate Rete tra gli aderenti al gruppo seguendovi a vicenda sui vari Social Network.
  2. La protesta sulla Pagina Facebook del “censore” (francamente non l’ho mai praticata ma gironzolando ho visto che ha dato buoni frutti):
    1. Una pratica di sensibilizzazione è quella di postare su una fanpage di Facebook di quelle aperte-friendly-social, garbate proteste per l’eventuale rimozione di post o commenti.
    2. Se si è subita una “moderazione” ingiusta da parte di chi a parole si proclama per la libertà d’espressione, è bene che si sappia.
    3. Un consiglio: fate degli screenshot nel caso gli Amministratori della pagina cancellino i vostri post di protesta. E’ bene che si sappia che, oltre al danno, perpetrano anche la beffa. Quindi postare le prove dell’ulteriore moderazione ingiusta in ogni social network. Selezionare le migliori per il blog.
    4. L’iniziativa può assumere toni rilevanti e balzare all’onore delle cronache.
  3. La lenta viralità di Facebook:
    1. Postate sulle vostre pagine facebook personali link che rimandano al blog o ai blog di riferimento.
    2. Postate in gruppi attinenti al vostro tema link che rimandano al blog o ai blog di riferimento.
    3. Postate sulle fanpage attinenti al vostro tema link che rimandano al blog o ai blog di riferimento.
    4. E’ importante che lo facciate anche se odiate Facebook con tutti voi stessi, perché Facebook sarà lento, ma è un ottimo strumento di informazione.

Cyberativismo su Twitter

La parola d’ordine su Twitter è hastag!

L’hastag è un segno # che si antepone a una parola al fine di consentire ricerche in automatico di tutti i Tweet che si riferiscono ad essa.

Es. voglio sensibilizzare la mia timeline sulla vicenda umana di Pinco Pallo, scriverò messaggi contenenti #PincoPallo, o #PincoLibero, o #PPfree, ecc…

Potete controllare la capacità di penetrazione di un termine, o di un hastag attraverso comodi strumenti come Tweetreach e Trendistic:

  1. Tweetreach serve ad analizzare il numero complessivo di contatti e di contatti unici generati dagli ultimi 50 tweet/retweet, che hanno utilizzato un dato termine. Ad esempio “gilda35” di media genera circa 65.000 contatti, di cui 15.000 contatti unici, con soli 50 tweet di alcuni Ricercatori. Per una buona capacità di amplificazione è essenziale coinvolgere più twitteri. Hanno più capacità di penetrazione nel pubblico di Twitter 50 messaggi postati da 50 persone diverse con 500 follower a testa, che lo stesso messaggio postato 50 volte da una Twitstar con 10.000 follower.
  2. Tweetreach invece è ottimo per analizzare la distribuzione oraria dei messaggi. Se cercate il termine “news” noterete che si distribuisce in un arco orario che va dalle 10.00 alle 14.00. Questo è l’orario ideale per ogni azione di sensibilizzazione su Twitter. E’ l’orario in cui la gente gironzola per la timeline per informarsi.

Prima di andare oltre due raccomandazioni: Date importanza ai Trend Topic. Non date troppa importanza ai Trend Topic.

I Trend Topic sono i cosiddetti Temi di Tendenza di Twitter. Sono cioè dei termini o degli hastag che in un dato giorno sono evidenziati come rilevanti nelle versioni web di twitter o nelle app ad esso relative.

Di seguito qualche consiglio:

  1. si è Trend Topic al massimo per un giorno, non vi scoraggiate se il giorno successivo si scompare dalla lista;
  2. in ragione del punto che precede concentrate le vostre azioni in un solo giorno, assolutamente inutile estendere per più giorni l’iniziativa;
  3. non dichiarate su Twitter QUANDO svolgerete la vostra opera di sensibilizzazione altrimenti chi controlla l’algoritmo vi blocca (con Gilda35 dichiaravamo i nostri “Sabotaggi” apposta per essere arbitrariamente moderati e non finire in Toptweet e Trend Topic, al fine di dimostrare che fare le pernacchie ai politici era funzionale al Sistema, mentre fare le pernacchie a Jonas Brothers e Justin Bieber, o trattare di hacking era destabilizzante, con #DilloAObama e #TwitoliDiFilm siamo finiti in Trend Topic con #FreeGary manco un toptweet);
  4. cercate di realizzare 100 retweet verso il messaggio più rappresentativo, per creare un effetto traino (essere toptweet è ancora rilevante per essere trend topic);
  5. per il resto messaggi liberi all’insegna del meme: la parola d’ordine è personalizzazione, magari conditi con un pizzico di ironia e sano senso della provocazione;
  6. se ci riuscite postate messaggi anche in inglese (non é determinante ma aiuta e può creare un bell’effetto traino);
  7. andate nelle pagine delle Twitstar di “Politica” e “Notizie” della sezione Sfoglia per Interessi di Twitter, troverete molti account ufficiali da sensibilizzare con le vostre iniziative (ovviamente non vi risponderanno perché nella maggior parte dei casi sono solo Simulacri Digitali, ma è importante farlo perché nelle Nuvole Computazionali il nome del politico verrà associato all’iniziativa fornendole spessore);
  8. non vi agitate se divenuti Trend Topic venite assaliti da BOT che prendono a spammare minchiate assortite, è un fenomeno noto (v. L’Assalto a #Report e #Gabanelli), fate uno spam report massivo e dopo pochi minuti l’assalto cessa;
  9. una tecnica utilizzata da alcune Comunità Online è quella di agganciarsi a qualche Tema di Tendenza già attivo (es. Tema di Tendenza il solito #ItalyforBiebs o sue varianti, tweet: “Mentre voi giocate con #ItalyforBiebs, #Pincopallo muore!”), francamente la sconsiglio perché inonderete la timeline di un pubblico ostile e poco recettivo;
  10. se non diventate Trend Topic infischiatevene è successo a Julian Assange prima di voi (controllate su Tweetreach come state andando è più importante).

Conclusioni

Spero di aver fornito qualche consiglio utile.

Prima dei titoli di coda qualche raccomandazione: siate rigorosi, ma non rabbiosi, seri ma non seriosi. Non c’è nulla di più triste di un cyberattivista che inizia a prendersi troppo sul serio e diventa un Missionario della Verità.

Come concludere se non con un Hasta la Vida Loca Siempre!

Il mio primo anno su Twitter: i giorni del Niubbo!

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Esimi nonché egregi Ricercatori, il 02 giugno 2010 A.D. generavo il mio alter-ego digitale Jovanz74 su Twitter, esperienza che è stata fondamentale per la creazione di questo piccolo e coccoloso nonBLOG.

Mi sembra opportuno tirare un bilancio di questa esperienza, che ha avuto degli esiti davvero imprevisti.

Per inciso, prima che inventassi l’hastag #Gilda35 e animassi il relativo Progetto, Twitter Italia era molto diverso:

  • TOPTWEETS: l’algoritmo dei Toptweets regnava incontrastato e rappresentava la quintessenza del Tweet pensiero. Apparire nella homepage era non solo motivo di vanto, ma quasi una terra di conquista per markettari impenitenti…
  • HASTAG: si faceva un uso molto per bene e castigato delle etichette/hastag, giusto per manifestare il proprio sostegno o la propria avversione verso un “prodotto”. Erano una sorta di versione all’amatriciana del pulsante “I Like” di Facebook…
  • TWITSTAR: l’autorevolezza delle Twitstar (i c.d. Utenti Consigliati di Twitter) era qualcosa di assolutamente incontrastato. Anzi si era venuto a creare una sorta di “stile di scrittura” da aspirante Twitstar, che era quasi comico nella propria ingenuità…
  • INFLUENCERS: quello dei c.d. Influencers (gli utenti professionisti che “parlavano di Twitter” influenzandone le dinamiche) sembrava un circolo chiuso di interazioni autoreferenziali tra professionisti dei Social Network, in cui per inserirsi pareva bisognasse avere requisiti tecnico/professionali elevatissimi…
  • BOT & FAKE: i BOT (software che si fingono utenti umani) e i Fake (individui che impersonano identità diverse dalla propria) imperversavano senza sosta nelle Timeline, in un meraviglioso guazzabuglio di identità reali e presunte tali.

Mi piace pensare, che un pochino con le mie cyber beffe e i miei nonPOST ho contribuito a migliorare quantomeno la percezione di certi fenomeni su Twitter… contribuendo al suo graduale mutamento… e forse (in parte) a una qualche forma di destrutturata maturazione.

Ma è altrettanto vero che un po’ è maturato Twitter, un po’ è maturato il mio sguardo.

Un anno è un traguardo importante, quindi ritengo opportuno per almeno 2, o 3 nonPOST a fissare sulla carta elettrica una sorta di digitale bilancio provvisorio… chiarendo alcuni passaggi “dietro le quinte”

Pertanto come è ovvio parto coi miei giorni da Niubbo…

Per i non avvezzi ai termini internettari 1.0 un niubbo è un “novellino” (dall’inglese newbee)… E’ un termine cui sono molto legato perché mi ricorda gli albori dei giochi online, quando inserirsi in partita era una sorta di rituale iniziatico degno dei nativi americani…

Inserirsi in Twitter è difficile…

Una vera iniziazione a una nuova modalità di comunicare…

Gennaio-Febbraio 2010: 4 days contest

Esimi Ricercatori come saprete fino alla nausea e allo sfinimento: sarà che sono nato con Pong…

… pertanto non potevo che conoscere Twitter grazie ad un videogame!

Il merito (o demerito a seconda dei punti di vista) della mia iscrizione su Twitter spetta a un’iniziativa di viral marketing della Quantic Dreams, per il lancio del videogame “Heavy Rain“.

Per lanciare questa sorta di film noire interattivo, che narrava della lotta di un padre che deve fermare un serial killer prima che uccida il proprio figliolo, la Quantic Dreams avviò la “Four Days Contest“.

Sulla falsa riga del videogame, in cui bisognava superare una serie di prove entro quattro giorni per salvare il bimbetto dalla propria triste sorte, bisognava identificare un possibile profilo di serial killer superando una serie di prove, che si articolavano su vari siti internet, su Youtube e su alcuni profili creati ad hoc su Facebook e Twitter.

I profili farlocchi riguardavano testimoni, indiziati, investigatori, ed era tutto uno zompare da un lato all’altro dei Social Network… considerato quanto ero orso, immaginate la gioia…

Gli account di Twitter erano i più inquietanti di tutti, poiché presentavano l’account del Killer dell’Origami e di un testimone chiave del rapimento di una delle piccole vittime digitali… L’account del serial killer era @piegaperfetta e quello di un testimone chiave @dormealsole.

Dallo sfondo della pagina di Piegaperfetta (il nick era legato alla passione del serial killer per gli origami) si poteva risalire a una serie di indizi, che sarebbero tornati utili nelle successive parti dell’indagine.

L'inquietante pagina di Piegaperfetta...

Inoltre l’abominevole Piegaperfetta postava con twitpic una serie di foto utili all’indagine e link ad alcuni finti ritagli di giornale, che adeguatamente utilizzati fornivano importanti indizi sul profilo del criminale.

Perlopiù però Piegaperfetta si limitava a postare assurdità simili a quella di seguito:

Capisco il vostro sconcerto, esimi Ricercatori, avrete incontrato parecchie persone che postano frasi simili tra i vostri follower… forse è il caso che chiamate CSI-Magliana prima di procedere nella lettura…

Onestamente dato il tema un po’ morboso del videogame, i tweets di Piegaperfetta e Dormealsole non mi resero particolarmente propenso all’iscrizione su Twitter. Oggi che sono un po’ più esperto dell’argomento, mi colpisce come i due account fossero articolati secondo il manuale della perfetta aspirante Twitstar:

  • contenuti da microblog, brevi e concisi (140 bastano e avanzano);
  • scrivere sbagliato” alla broken-english come insegnano nei migliori manuali di scrittura creativa;
  • postare il rimando a qualche news di interesse;
  • zero interazioni con altri utenti;
  • seguire un numero di account vicino o pari allo zero.
Così, essendo un gameaddicted, risolsi l’arzigogolatissimo Contest, guadagnando insulsaggini tipo magliette per l’avatar di PS-Home e sfondi interattivi, ma restando parecchio perplesso sulla reale utilità di Twitter…

L’impressione spassionata che ne ebbi fu quella di un Social Network per persone sull’orlo di un grave collasso nervoso, che mangiano carne umana e adorano Satana nel tempo libero…

Giugno-Luglio: l’iscrizione e i primi passi

Passarono i mesi e il 2 giugno 2010 A.D. mi risolsi a iscrivermi su Twitter… il che nel suo piccolo rappresenta una vittoria del marketing virale: fondamentalmente Twitter e Heavy Rain si erano fatti pubblicità a vicenda e col tempo era cresciuta in me la curiosità di conoscere meglio questo nuovo media.

Perché abbia scelto il giorno della Festa della Repubblica come data di iscrizione, non ne ho la più pallida idea. Magari significa qualcosa. OppureNO.

Nella lista “I Cinquanta” riporto gli account dei miei primi passi da niubbo su Twitter, a causa dell’elevato tasso di abbandono di questo social network gli account attivi si sono ridotti col tempo a una quarantina. Menziono quelli con cui sono rimasto in contatto, consapevole di un debito di imprinting nei loro confronti come l’Ochetta Martina verso Konrad Lorenz: dh_debbie88CamelotdestraoneDayRay,
StregamedusaNickBiussySunnySaaspoonman_80R_Reventlov_G,
MeganHalvonikMorgana2008scavix barbaraivaniRik_1980,
EmmalucheriniGabry89HaruhiS89darschgiuliacarino,
il_libertarioElfoglitterWiwaLunaWiFaulucahardrock,
luanascozzafavadonatigabBigChunamassim8 EleNuar,
diegorfabiocensiMQ62Sy8iChiaralazyoldmadbearNinoOnAir.

Il mio stile di scrittura su Twitter risente molto (o beneficia a seconda del punto di vista) dei primi tweet scambiati con “I Cinquanta“… all’inizio quando si entra in Twitter “non accompagnati” si è disorientati, ci si trova in imbarazzo ad “importunare” perfetti sconosciuti con una menzione, o una risposta… Mi auguro che tutti al loro arrivo trovino persone come i Cinquanta che li accompagnino in questo viaggio.

Instaurare in prima battuta delle interazioni positive con personalità positive è stato forse uno dei punti di forza che mi ha spinto ad addentrarmi in questo social network, che a differenza di Facebook, aveva una serie di riti e figure, che me lo facevano assomigliare a una sorta di arcaico culto iniziatico…

Così mi addentrai nei segreti misterici della settimanale liturgia del Follow Friday (settimanale elencazione degli utenti da seguire)…

… mi interrogai per giorni sul significato esoterico del simbolo # anteposto senza un significato apparente a parole e acronimi, cui forniva una sorta di autorevole suggello…

… mi abbeverai alla sapienza delle Twitstar che produceva inquietanti tweet oracolari in materia di nuove tecnologie, libero amore, prodotti apple, musica, spritz, iPhone4, Internet for Peace (ebbene sì all’inizio seguivo TUTTI gli Utenti Consigliati da Twitter)…

… assistetti perplesso e muto come un Accolito Pitagorico agli scambi cifrati di link degli Influencers e Missionari infarciti di hashtag all’inizio incomprensibili (#I4P, #TA10, #lovvotica, #reset, #noalbavaglio, ecc…)…

…venni travolto delle laiche processioni dei “trenini dei saluti” (elenchi mattutini, postprandiali e serali di persone cui augurare buongiorno, buon appetito e buona sera/notte)…

…scoprii il fenomeno del RT (o retweet): con mia somma sorpresa non solo le persone mi rispondevano, ma addirittura procedevano retwittare le miei sconnesse lamentazioni contro il maltempo, appropriandosi delle mie parole…

…venni iscritto in ogni sorta di lista dal nome criptico e assurdo associato a persone cui venivo collegato dalle più astruse elucubrazioni mentali…

…osservai incuriosito il fenomeno dei Resonancers/Toptweeter, la cui sublimità di pensiero proiettava in homepage ogni prolusione…

Poi in una notte di fine luglio divenni io stesso un Toptweeter con questo scioccherello messaggio:

Lo shock culturale per un vecchio Nerd 1.0 di trovarsi nella homepage di Twitter esposto al pubblico ludibrio con questa fregnaccia pazzesca fu enorme… Talmente enorme che iniziai a meditare il Progetto #Gilda35.

In quella laica liturgia c’era bisogno di un pizzico di eresia…

continua…


Add-on Apokalypse Now, ovvero la Fine dei TopTweets

ONtro

Esimi, nonché egregi Ricercatori e Sabotatori, mi sono reso conto di non aver mai concluso il ciclo sulla Genesi di Gilda35… Me ne sono reso conto quando Braccinocorto mi ha segnalato della scomparsa degli amati/odiati Toptweets dalla homepage di Twitter…

braccinocorto:‎ @jovanz74 si chiude un’era per #Gilda35, spariscono i toptweet dall’HP di TW.Bei ricrodi i sabotaggi. #nostalgiacanaglia

In effetti la nuova homepage si presenta spoglia d’ogni accenno ai Toptweet, ormai relegati in un “invisibile” account, Toptweets_it, aggiornato con sempre maggiore svogliatezza dallo storico Algoritmo…

La nuova mesta homepage di Twitter

Così mi sono reso conto che nel mio rapsodico incedere m’ero dimenticato di chiarire com’era andato a finire il celebre “esperimento impazzito”, da cui è nato questo prestigioso nonBLOG. In effetti manca un passaggio fondamentale ed esplicativo nel merito del percorso seguito nelle fasi iniziali del Progetto. Mi sembra quantomai opportuno chiarire la Genesi del Progetto anche a beneficio dei nuovi Ricercatori che talvolta spaesati mi chiedono se sono un matto, un profeta, un guru, un SEO dissidente, un Algoritmo ribelle.

Dopotutto la Genesi di #Gilda35 è stata una sorta di Romanzo a Puntate ed è il caso di riassumerlo a beneficio di vecchi e nuovi estimatori, nonché di concluderlo col capitolo finale, che mi ero sempre dimenticato di Scrivere. Perdonatemi esimi ma le urgenze della Guerra alle Macchine Ribelli, mi impongono un andamento rapsodico pieno di flashback e flashforward. Ricostruiamo le tappe del caro vecchio nonBLOG:

  1. Progetto #Gilda35: Beta 1.0 – La doverosa premessa: trattava di come il vostro adorabile Dr. Jovanz74 fosse stato catapultato nel continuum Twitter, dopo tediose peregrinazioni attraverso le primigenie forme di Social Network (le chat, IRC, ecc…) e quelle più moderne e fighette (Facebook). Detto nonPOST chiariva il perché il caro Dr. Jovanz74 avesse trovato nel continuum Twitter la propria patria di elezione.
  2. Progetto #Gilda35: Beta 1.1: Fenomenologia dei Bimbiminkia: trattava della pericolosità del fenomeno dei bimbiminkia, le piccole Macchine biologiche generate successivamente alla Rivoluzione Informatica, che essendo nate in un mondo completamente intriso di Totalitarismo Digitale, agiscono e ragionano come BOT e Virus, procedendo a fare spam a ogni iniziativa mediatica di Tecnonucleo.
  3. Progetto #Gilda35 Beta 1.2: Dr. Jovanz74, l’Esperimento Fine di Mondo e i suoi allegri #Faketoptweets: esponeva il disappunto provato dal Dr. Jovanz74 il giorno in cui apprese, che un Algoritmo di  Tecnonucleo aveva utilizzato un suo twit, per reclamizzare Twitter. Il racconto prosegue con la descrizione degli insani propositi di vendetta di questo residuato bellico del web di fine anni ’80, per essere finito in toptweet insieme ai fake dei Jonas Brothers.
  4. Progetto #Gilda35 Beta 1.3: L’Esperimento Fine di Mondo, ovvero come ho imparato ad amare l’Algoritmo e vivere felice.: narrava di come il caro Dr. Jovanz74 preda dei suoi insani propositi di vendetta avesse lecitamente e coccolosamente appreso le tecniche per eludere i controlli di Tecnonucleo, per mandare in toptweet la prima cyber beffa dadaista del Web 2.0.
  5. Progetto #Gilda35: Gold 1.0 – Colpo al cuore del Tweet: in cui grazie al protosabotaggio di @CXunix ,#Gilda35 urlava al mondo la propria rabbia creatrice attraverso il palinsesto dei Toptweets.
  6. Progetto #Gilda35: Gold 1.1 – Cari Programmatori vi LOVVIAMO: trattava delle prime contromisure messe in atto da Tecnonucleo contro i Ricercatori e della loro astuzia nell’eluderle.

Ai capitoli summenzionati mancava il settimo: Progetto #Gilda35: Add-on Apokalipse Now. Oggi finalmente rimediamo.

Add-on Apokalypse Now

Il 26 agosto 2010 è la storica data in cui si è concluso il “Progetto #Gilda35” ed è nato il germe di quello che poi sarebbe diventato questo nonBLOG di satira dadaista…

A dire il vero il vecchio nonBLOG era quello che in gergo si definisce un “instant blog”, in pratica una pagina nata per “coordinare” meglio le azioni di “sabotaggio“, che conducevamo su Twitter…

Non era previsto che avesse vita duratura, anzi a dire il vero pensavo che il 26 agosto 2010 l’avrei chiuso… chiudendo la mia esperienza da nonBLOGGER…

L’obiettivo era provare la mia tesi al mondo, esimi Ricercatori.

Provata la “tesi”, titoli di coda, baci e abbracci per tutti.

Con Progetto #Gilda35: Gold 1.1 – Cari Programmatori vi LOVVIAMO, avevamo sperimentato che i gestori dell’Algoritmo dei Toptweet per contrastare i nostri coccolosi sabotaggi dovevano alterare le stesse regole, che avevano fissato…

Dopotutto un Algoritmo non è che una serie di operazioni, che si attivano al verificarsi di una serie di eventi predeterminati…

Per gli amanti del Totalitarismo Digitale il fatto che sia un Algoritmo a stabilire la rilevanza di qualcosa è garanzia di “assoluta e scientifica imparzialità di selezione”… Ma un Algoritmo non è che il frutto di una programmazione umana… Un Algoritmo può essere sessista, razzista, fondamentalista, totalitario… il risultato che restituisce un Algoritmo dipende quali sono i parametri con cui è stato programmato da menti umane.

Il fatto ad esempio che l’Algoritmo di Google reputi il mio nonPOST sul Caso Pepe uno dei più rilevanti prodotti su questo brand, significa una cosa sola: che le Macchine non sanno leggere.

Come amiamo dire noi SAP user: MERD-IN / MERD-OUT“.

Gli Algoritmi e l'analfabetismo di ritorno

Insomma nella mia foga umanista volevo smontare l’assunto secondo cui: “se il risultato proviene da un algoritmo, allora è affidabile.” I coccolosi Sabotaggi avevano un solo scopo: palesare la mano dietro gli algoritmi.

Scelsi quello dei Toptweet solo perché era quello più elementare da monitorare e da eludere…

Insomma, dopo il sabotaggio de La__Splendida del 25 agosto 2011, decisi di avviare l’Add-on Apokalypse Now: una serie massiva di Sabotaggi volta a spingere i gestori dell’Algoritmo a un clamoroso intervento, o alla completa e imparziale apertura del sistema.

Così la mattina iniziai a seminare tra i Sabotatori la necessità di mandare in top un messaggio pro Sakineh (l’iraniana condannata alla lapidazione per il reato di “adulterio”). L’invito venne accolto da Marco Busatto e divenne un TopTweet nell’arco di pochi minuti:

mrcbstt: “Mandare in top un messaggio contro la lapidazione di #SAKINEH in Iran #Gilda35 (via @Jovanz74)” (28 Retweet)
Dopo questo messaggio la giornata proseguì in modo letteralmente surreale, in questo screen shot potete ammirare i TopTweet che vennero sfornati quel giorno:
I toptweets del 26 agosto 2010

Riassumo brevemente cosa avvenne il giorno 26 agosto 2010, perché fu davvero una  meravigliosa esperienza all’insegna del surrealismo più sfrenato:

  • Marco Busatto divenne un toptweeter col messaggio antilapidazione.
  • Un istante dopo venne pubblicato un toptweet della Enaudi Editore, la cosa generò quasi esultanza tra i Sabotatori. Leggere un po’ di letteratura vera, dopo mesi di boiate sui Jonas Brothers scatenò quasi una Sindrome di Stendhal.
  • I puristi del Sabotaggio senza se e senza ma, decisero però di continuare la crociata contro i Jonas Brothers.
  • Effettuammo svariati tentativi di sabotaggio, tutti infruttuosi:

MandolinaPizzo“Non importa se sei leone, gazzella o pettirosso, l’importante è accorgersi che parole e idee possono cambiare il mondo.#smandolinate” (38 Retweet)

__J_A_C_K__: “Sto scoprendo che il mondo va sempre allo stesso modo anche se ci sono persone che cercano con tutte loro stesse di cambiarlo.” (23 Retweet)

  • Nel frattempo venimmo assaliti da orde di SocialBOT pro Jonas Brothers, che letteralmente ci sommersero di spam riguardante questa allegra boyband di fondamentalisti protestanti.
  • La cosa mi fece abbastanza inquietare. Così scrissi un delirante messaggio gettato tra le nuvole computazionali in ossequio al Panopticonmarketing più puro. Scrissi una cosa del tipo: “O la smettete con questo spam, o vi denuncio. Sono un avvocato“.
  • Evidentemente i BOT non solo capiscono l’italiano, ma hanno anche paura delle conseguenze penali dei propri atti. Così smisero immediatamente l’attacco.
  • Dopo di che l’home page, come avete potuto vedere nello screen shot, venne letteralmente inondata di toptweet di fan dei Jonas Brothers e di Miley Cirus (tutte star Disney).
  • La cosa mi fece inquietare e scrissi svariati messaggi all’account ufficiale di Toptweet Italia, chiedendo come mai in un paese di malati di calcio e di accaniti missionari dell’antiberlusconismo militante, non campeggiasse altro in homepage che messaggi pro Disney.
  • La risposta non tardò ad arrivare, 5 minuti dopo lessi lo splendido toptweet di Chiellini:
chiellini: “Qualificazione raggiunta,un primo passo è stato fatto!domenica si parte a Bari… P.S. Ma che goal ha fatto Alex?! Buonanotte tweet friends”
  • A quel punto mi venne praticamente un coccolone. All’epoca ancora non ero il maggior esperto mondiale di Panopticonmarketing e trovarmi di fronte all’effetto zoo fu alquanto sconcertante. Così diedi sfogo alla mia amarezza con una serie di tweet strappalacrime:

Jovanz74: “#Gilda35 non so quanto sia sensato procedere con i nostri esperimenti. Perché la tesi di partenza è provata.”

Jovanz74: “#Gilda35: Twitter è solo una macchina di marketing virale che attrae consumatori con la scusa del microblogging.”

Jovanz74: “#Gilda35: Twitter è già infestato di BOT che sparano messaggi in toptweet che vi followano solo per monitorare i vostri gusti e orientamenti”

Jovanz74: “#Gilda35 qui è tutta una frode colossale organizzata da una compagnia che ormai vale un miliardo di dollari e che si prepara alla quotazione”

Jovanz74: “#Gilda35 per quanto mi riguarda gli esperimenti sono ufficialmente conclusi. Posterò le conclusioni sul bloghttp://jovanz74.splinder.com/

Jovanz74: “Il tread #GIlda35 è a vostra disposizione ragazzi fatene buon uso.”

Riletti oggi, a distanza di otto mesi, quei tweet mi fanno un po’ sorridere, li trovo esagerati e anche un po’ ingiusti… ma ci tornerò più tardi…

Devo dire però che in quel momento ero deluso: mi aspettavo che Twitter “aprisse” l’accesso alla homepage agli utenti comuni… invece mi ero trovato a giocare al gatto e al topo con Algoritmi bizzarri e BOT bizzosi, in una sorta di mini Guerra alla Macchine Ribelli…

Il Twittino che imparò a volare

Parliamoci chiaro il 27/08/2010 ero intenzionato a scrivere un bel nonPOST di addio chiudere il vecchio nonBLOG, fare ciao ciao con la manina e cancellare il mio account di Twitter…

Già preparavo nella mia testa un messaggio di addio degno dei migliori Missionari della Verità 2.0: pieno di sdegno e di vibrate invettive contro il “Popolo Bue”…

Poi lessi lo storico post di Alessandra “Alebrandcare” Colucci, “Algoritmi, @Jovanz74 e #Gilda35 – ovvero – il twittino che imparò a volare“…

La cosa mi lasciò alquanto interdetto: Gilda35 era uno scherzone da vecchio Troll smanettone 1.0…

Magari uno scherzo dadaista, e pertanto spocchioso, intellettualoide, arrogante e un po’ sbruffone…

Però Gilda35 veniva trattato da una docente e consulente in materia di “brand management” come una cosa seria…

Ma la cosa che più mi sconvolse fu l’accostamento alla Hayworth…

Come ho già detto nella mia intervista ad Estrogeni fino ad allora da bravo Nerd avevo dato a Gilda35 questo significato:

  • “Gilda”, termine mutuato dal mondo dei Giochi di Ruolo dove indica un party (gruppo di giocatori) che deve risolvere una quest (missione);
  • e il numero 35 le persone necessarie ad eludere l’algoritmo dei toptweet.

L’accostamento di Alessandra Colucci del progetto al celebre film con Rita Hayworth ribaltò il significato in:

  • “Gilda” come il film di Rita Haywort, che fu il primo caso “analogico” di viral marketing. Il film sfruttò la pubblicità data dal fatto che nell’Operazione Crossroad una delle bombe degli esperimenti dell’atollo di Bikini era stata battezzata per l’appunto Gilda.
  • “35” nella smorfia napoletana significa “l’uccellino”, che è il simbolo di Twitter.

Riporto di seguito le considerazioni di Alessandra Colucci, che mi impressionarono molto profondamente:

A parte l’amarezza alla fine – non troppo segretamente speravo che @Jovanz74 e la sua equipe di ricercatori riuscissero a convincere Twitter a modificare l’algoritmo in maniera da considerare i contenuti dei twittini a cui far spiccare il volo – l’operazione è stata per me molto interessante oltre che ben congegnata ed ha comunque sottolineato ancora una volta che agire non è mai inutile.

Il prosumer non è sempre un Bimbominkia, spesso è un essere umano adulto, con dei pensieri che vuole condividere, disposto a mettersi in gioco, consapevole, critico nei confronti di ciò che gli viene mostrato e messo a disposizione: con questa tipologia di consumatori la pubblicità non funziona (la pubblicità funzionarà sempre meno in generale), è la comunicazione che conta.

Non bisogna spingere a comprare/utilizzare, ma comunicare: cosa si vende, com’è fatto, di che livello qualitativo è, in quale fascia di prezzo lo si è posizionato, che difetti ha oltre a quali pregi, che sensazioni può dare, quali esperienze può far vivere… è finita l’era in cui si promuoveva un prodotto o un servizio, occorre comunicarne il brand e ascoltare le critiche.

Mr. Twitter, ti prego, pensaci bene e cambia algoritmo, segui il consiglio di @Jovanz74 e del suo team!

Insomma scherzando e ridendo con voi Ricercatori e Sabotatori, avevamo fatto qualcosa di serio, che aveva lasciato il segno.

Le debite conclusioni e addio ai Toptweet

Come sapranno i Ricercatori di più lunga data i Sabotaggi proseguirono…alcuni furono profetici come quello di Luca “Ezekiel” Alagna sul Nobel a Liu Xiaobo… altri esaltanti come quello di Stefano “Stefa93” Mascolo simil “V for Vendetta“… altri paradossali come quello di Piero “Bauvalpi” Valletto e il suo povero twittino rapito

Col tempo Twitter iniziò a “blindare” i Toptweets che iniziarono sempre più a somigliare ad una “selezione” dei “migliori” Tweet per la maggior parte prodotti dagli Utenti Consigliati (le famose Twitstar)… uno su tutti Beppe “Predicozzo” Severgnini…

Qualitativamente i Toptweets migliorarono, ma al contempo divennero sempre più irrilevanti.

A questo punto tiriamo le nostre analogiche, bidimensionali e monocromatiche conclusioni… Faccio sta marzullata e mi faccio domande e mi do risposte:

  1. Come si generò il fenomeno dei Toptweet bimbominkia?  Secondo me non ci fu dolo. Più ci ragiono su, più mi appare come un’embrione di interazione Umano/Macchina alla Tecnonucleo maniera:
    •  Adolescenti col nickname dell’account che si rifaceva agli idoli Disney, postavano frasi su Jonas & co (ma anche boiate d’altro tipo, tanto il nick faceva comunque riferimento a Jonas & co.).
    • I loro amici (anch’essi con nickname che richiamava Jonas & co.) retwittavano il messaggio.
    • BOT scafati in Linguistica Computazionale, scagliati in rete da chissà quale scalcagnata Agenzia di Marketing o da qualche fanboy smanettone, retwittavano in automatico il testo contenente le parole sante (Miley, Jonas, ecc…), poco importa se presenti nel messaggio o nel nickname dell’autore.
    • In questo modo bastava che al pacchetto di “retweet automatici” garantiti dai BOT, si aggiungesse qualche retweet degli amichetti dei bimbiminkia per sparare il messaggio in homepage come Toptweet.
    • In pratica la Mente Alveare aveva generato involontariamente un perfetto meccanismo di marketing virale di alto livello.
  2. Secondo te Twitter ha agito bene? Twitter è stato cauto come nel caso Wikileaks.  Invece di abbandonare i Toptweets agli automatismi dell’Algoritmo, ha iniziato a moderarne i risultati. A mio avviso non è stata una pratica censurabile. Tuttavia ritengo che Twitter ha perso un’occasione importante per dare forza al proprio ruolo di “newsnetwork”. A titolo di esempio se non avesse “moderato” il Sabotaggio di Luca Alagna su Liu Xiaobo, mentre tutti in Italia si masturbavano con quella boiata pazzesca di Internet For Peace, avrebbe presentato in homepage un profetico e coraggioso messaggio in favore del futuro Nobel per la Pace. Aprire le porte ai “contenuti veri” dei comuni utenti è rischioso, ma da anche  l’opportunità di dare voce a quelle “Comunità Online” che sono le vere produttrici di Cultura Digitale.
  3. Perché a un certo punto hai smesso coi sabotaggi? Perché quando hai 100 followers e eludi l’Agoritmo è esaltante… mentre quando hai 2.500 followers e se scrivi un nonPOST contro le “Twitstar Divertenti”, ti svegli il giorno dopo che lo staff di Twitter ha cancellato la categoria dagli Utenti Consigliati (inguattando le povere Twitstar nel calderone Italy) e se non stai attento a scherzare, spezzi il cuore di qualcuno che si cancella da Twitter… beh sabotare da una “posizione di forza” è un po’ da stronzi, che cercano facile pubblicità… un po’ come quelle Twitstar che si inventano trendtopic contro Berlusconi solo per guadagnare un pugno di followers in più… l’ho dimostrato mille volte da “influencer” (che brutta parola mi ricorda gli untori manzoniani) creare un hashtag di successo è facile come bere un bicchier d’acqua… E se una cosa non è sfidante non è divertente.
  4. C’è un senso in tutta questa storia? Be alla fine della fiera mi trovo oggi con una situazione a parti invertite rispetto a quella del 26/08/2010. L’odiato/amato Algoritmo è morto, divenuto irrilevante, perso come lacrime nella pioggia… e la cara vecchia Gilda35 è viva, vegeta e gode di ottima salute… E l’unico senso che posso dare alla vicenda è questo: DADA!
Concludo con un caro e coccoloso: Hasta la Vida Loca Siempre!

Il Fight Club delle Twitstar!

Premessa

Premetto che, essendo per l’affermazione e per la contraddizione continua, adoro le Twitstar, anche se tendo a non seguirle e a bisticciarci involontariamente ogni tanto… A tutti, infatti, capita presto o tardi di incrociare le armi con una Twitstar. Vuoi perché la Twitstar non vi ritiene degni di una risposta dopo millemila volte che le scrivete. Vuoi perché la spocchia con cui pontificano avrebbe fatto diventare carnivoro Gandhi. Vuoi perché la Twitstar ostenta il suo rapporto 100 following/10.000 followers come a dire “io so io e voi non siete un cazzo“. Vuoi perché certe volte vi siete lasciati coinvolgere dalle sue lodevoli iniziative, per trovarvi come degli imbecilli a scoprire che avete fatto réclame a automobili, PC, siti a pagamento, libri, ecc… Insomma presto o tardi le Twitstar scatenano micro conflitti, che tendono a sfociare in versioni in scala della Guerra dei Cent’anni…

Il catalogo degli Eroi omerici

La colpa un po’ è di Twitter che ce le consiglia… Alla pagina dall’altisonante nome “Chi Seguire“, c’è la sezione “Sfoglia per Interessi“, che riporta una sorta di “Catalogo delle Twitstar Consigliate da Twitter in Persona“, degno degli elenchi di omerica memoria…

Esempi del Catalogo delle Twitstar

Noi ai primi passi su Twitter, da bravi niubbi ci caschiamo e iniziamo a seguire i più divertenti, i più giornalisti, i più tecnologi, i più letterari, i più politici, i più tutto… Poi gioco forza dopo un po’ ne restiamo delusi: i più divertenti postano bestemmie e pernacchiette a Berlusconi, i più giornalisti pensierini delle elementari, i più tecnologi non saprebbero effettuare un back-up, i più letterari reclamizzano libri, i più politici ti bloccano appena scrivi qualcosa che non va… E poi salgono in toptweet regolarmente solo le Twitstar, a loro basta un pugno di tweet (Elio oggi è salito in top con 33 micragnosi retweet, noi comuni mortali non ci riusciamo neanche con 70)…

Il “democraticissimo” Algoritmo dei Toptweet

Insomma presto o tardi le Twitstar ci deludono e in alcuni casi risvegliano quel piccolo malignetto troll che è in ognuno di noi… tanto non rispondono mai… e poi sono così antipatiche, vanesie e fanfarone… Oppure in altri casi risvegliano l’illuministico fanciullo dentro di noi che grida: “il Re è nudo!” Chissà perché risvegliano il bisogno di “aprire gli occhi al mondo“, quando il Mondo non ne sente minimamente bisogno… E poi non si è mai visto un Social Network con l’elenco dei Primi della Classe e la cosa è naturalmente suscettibile di fenomeni di regressione a dinamiche sociali degne delle Elementari.

Ma che cosìè una Twitstar?

Riporto di seguito le caratteristiche salienti a beneficio dei Ricercatori tutti:

  1. rapporto following/follower di 1/100 (di cui si vantano schernendosi con frasi come “Sarebbe impossibile per me seguirvi tutti!“);
  2. blog personale di caratura scadente, o inconsistente (però con tante accattivanti foto ritoccate in photoshop);
  3. essere consigliato da Twitter (spesso per motivi sottratti all’umana comprensione);
  4. non rispondere MAI ai comuni utenti osannanti (rispondono solo ad altre Twitstar);
  5. un agguerrito gruppo di 50 fanboy che retwittano qualunque minkiata proferiscano (possono essere massime tipo “la vita è come lo spritz” o un bestemmione, poco importa);
  6. spesso VIVONO della propria attività online (GUAI a denigrarla);
  7. carattere estremamente acidulo (incassano solo complimenti);
  8. sconnessi dalla realtà: quello che accade online  è IMPORTANTISSIMO (se spernacchiano Mr. B. si pavoneggiano come novelli Robespierre,  se qualche nerd sfigato gli fa donazioni con paypal per comprarsi scarpe tacco 12 hanno vinto al Superenalotto, se quattro minchioni per sentirsi “geek” scrivono “hey grazie a te ho skoperto l’importanza della banda larga e ho visto la Luce” gli insorge il “Complesso del Messiah“…);
  9. la vera Twitstar deve il suo successo a Twitter (se è famosa a prescindere non è una Twitstar DOC).

Purtroppo però le Twitstar hanno anche la cattiva abitudine di essere parecchio reattive e di scatenare con enorme facilità la “bassa forza” che le segue contro chi OSA criticarle (anche se la critica magari non è maligna). Le Twitstar infatti hanno la cattiva abitudine di utilizzare Friend Feed, Twitter, Facebook o i propri pompatissimi siti personali come una gogna 2.0, contro i profanatori del loro buon nome.

Regole di Ingaggio

Poiché di recente vedo un certo nervosismo nelle Twitstar, che hanno preso a piallare chiunque alzi solo un sopracciglio contro di loro, mi sembra  opportuno fornire qualche consiglio a quei Ricercatori che sentissero l’insano impulso di ingaggiare un Fight Club contro una Twitstar:

  • Prima di “ingaggiare” con una Twitstar pensateci 2 volte:
    • Se volete sfondare nel mondo del giornalismo, o “vivere di internet” non ingaggiare MAI uno scontro con una Twitstar. Vi state mettendo contro una Rete di Professionisti.
    • Miei beneamati, io opero nel web nell’ambito di una mia personale ricerca culturale completamente avulsa dalla mia attività professionale. Il fatto di non beccare un centesimo da internet mi conferisce notevole attività di manovra e il fatto di essere avvocato mi fa capire fin dove posso spingermi e dove fermarmi.
    • Voi probabilmente non siete nelle mie condizioni. Volente o nolente, quello che fate nel web potrebbe avere ripercussioni dirette sulla vostra attività professionale.
    • Quindi prima di ingaggiare un possibile scontro pensateci bene. E partite dal principio che se fate un appunto a una Twitstar lo scontro è dietro l’angolo.
  • Partite dal presupposto che le Twitstar di riffa o di raffa col web ci mangiano:
    • A voi non piacerebbe che qualcuno sminuisse il vostro lavoro, o riducesse la vostra capacità reddituale, perché a loro dovrebbe far piacere?
    • Qualsiasi appunto si fa ad una Twitstar su come opera su Twitter viene vissuto come un attacco alla loro professionalità.
    • Qualsiasi appunto viene vissuto da alcune Twitstar, come un atto ostile volto a “sminuirle” e in tal modo di drenare possibili entrate.
    • Dopotutto campare di internet è un’impresa quanto mai difficile, ho alcuni amici che lo fanno e francamente non li invidio neppure un po’. Essere i forzati del precariato da 4 post/articoli al giorno… dover animare avatar di riviste di cui non te ne frega una mazza… raccattare ogni genere di impiego mortificante la propria autorialità… insomma non è il massimo. E’ normale che difendano la propria agiatezza economica con le unghie e con i denti (infatti le uniche “Twitstar nonviolente” sono quelle ricche per motivi extra-internettari e che vivono Twitter come un mero veicolo pubblicitario).
  • Occhio all’effetto rinforzo:
    • Le Twitstar tendono a fare gruppo tra loro, specie quelle sponsorizzate da Twitter e inserite nel Catalogo degli “Utenti Consigliati“.
    • Pertanto preparativi psicologicamente a dover fronteggiare almeno 2 Twitstar e relativo seguito!
    • Non vi avventurate in questa avventura se non avete una Rete di amici e sostenitori di discrete dimensioni.
    • Come spiegano numerosi studi di psicologia comportamentale 1 interazione negativa “pesa” psicologicamente più di 10 interazioni positive. Purtroppo 100 buongiorno non valgono mai quanto 1 vaffanculo ben assestato (figuriamoci se iniziano ad arrivarvene a dozzine).
  • Occhio all’effetto leader/massa:
    • Molti twitteri sono affetti dalla “Sindrome del Viva il Capo“.
    • I fanboy delle Twitstar pensano che, difendendo il Capo anche molto al di là di quanto sarebbe ragionevole, in qualche modo guadagnino qualche benemerenza ai suoi occhi. Se poi il Capo promette l’accesso a carriere favolose (giornalista, musicista, ecc…) o ammicca all’accesso a certe misteriose alcove del libero amore, ecco che i fanboy diventano delle macchine per uccidere.
    • I fanboy (miniBlogger, twittatori della domenica, cialtroni di varia natura) sono particolarmente minacciosi e spesso dotati di un deteriore sense of humor, peggiore di quello delle suscettibili Twitstar (se tocchi il loro eroe minacciano perfino denunce, i pusillanimi).
    • Però sono tanti (ogni 10.000 persone 50 imbecilli ci sono sempre) e l’effetto può essere disturbante.
  • Occhio all’effetto ne resterà soltanto uno:
    • Se la battaglia si fa troppo aspra o voi o la Twitstar abbandonerete Twitter, o quanto meno getterete una luce fosca su successivi abbandoni.
    • Magari o voi o la Twitstar abbandonerete Twitter per motivi personali, ma la Comunità OnLine penserà sempre che l’uno ha piallato l’altro. Anche se non è andata affatto così.

Conclusioni Non posso che concludere così: o è per una grande battaglia ideale (tipo l’epico scontro suicida che ingaggiai con Internet for Peace, con relativi morti e feriti virtuali), oppure risparmiatevi di fare a botte con le Twitstar. O volete affermare una qualche ecologia della blogosfera e pertanto intendete contrastare le loro deteriore visione dei Social Network, o chi ve lo fa fare? Per quanto possibile cercate sempre di vivere in pace col prossimo. Oppure no.