Le risposte di Mario Monti al #MontiLive Show – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

via Le risposte di Mario Monti al #MontiLive Show – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet.

Oggi Mario Monti ha risposto alle domande degli utenti di Twitter sotto l’hashtag #montilive. La cosa ha scatenato un fiume di domande, cui (solo) quattordici hanno ottenuto risposta. Storia del Monti Live Show.

Le risposte di Mario Monti al #MontiLive Show
ONtro
Esimi Ricercatori la giornata di oggi 05 gennaio 2013 A.D. ha segnato una interessante pagina di cultura digitale. Infatti in data odierna il senatore Mario Monti ha aperto il microfono con la comunità italiana di Twitter sotto le insegne dell’hashtag #montilive.

Apparentemente l’evento è stato alquanto sgangherato ed ha fatto sorridere in parecchi per le emoticon utilizzate dal Primo Ministro, indignare altri per le scarse risposte, fatto esprimere un apprezzamento a taluni esperti di comunicazione perché anche se in modo goffo si era aperto comunque un canale.

Ma è andata veramente così?

#Montilive
Questa mattina a partire dalle undici il senatore Mario Monti si è dichiarato disponibile a rispondere alle domande dei comuni cittadini dai tipi del suo account twitter ufficiale @SenatoreMonti.

A me queste performance ricordano sempre i Re dell’Antichità che accolgono domande e suppliche del volgo, piuttosto che fenomeni di democrazia partecipativa. Pertanto ho osservato con divertita attenzione l’evento.

Ovviamente si è scatenata una sorta di isteria collettiva e l’hashtag ha dominato tutte le conversazioni digitali della mattinata, con una ipertrofica produzione di domande.

Tweet su “#montilive”
Le quattordici risposte di Monti
Ma a quali fondamentali domande ha risposto il nostro eroe, come ha gestito la giornata?

Dapprima lo staff di Mario Monti crea attesa sull’evento con un messaggio veramente splendido nella sua leggermente schizofrenica autoreferenzialità: della serie “SenatoreMonti ricorda che SenatoreMonti sarà qui per rispondere…” (Montiception?)

Vi ricordiamo che alle 11 @senatoremonti sarà qui per rispondere alle vostre domande. ST #MontiLive #AgendaMonti #SceltaCivica

— Mario Monti (@SenatoreMonti) Gennaio 5, 2013
Poi alle undici puntualissimo il Senatore entra in scena lasciandosi andare addirittura ad un punto esclamativo.

Sono qui, pronto a rispondere alle vostre domande! #MontiLive

— Mario Monti (@SenatoreMonti) Gennaio 5, 2013
La prima risposta viene data all’esperta in citizen journalism Claudia Vago (molto nota su Twitter col nick di Tigella), ma non per una domanda rivolta durante il #MontiLive, bensì per una domanda rivolta la sera precedente durante il programma #ottoemezzo… Insomma una risposta abbastanza studiata, ancorché evasiva… Da notare che nel rispondere il Senatore menziona sempre l’account della propria Lista @SceltaCivica.

@tigella In soli 13 mesi abbiamo dimostrato quanto si potrà fare nei prossimi 5 anni. #MontiLive @scelta_civica

— Mario Monti (@SenatoreMonti) Gennaio 5, 2013
La seconda risposta è stata rivolta a DAW, un blog politico di destra molto famoso… ma anche qui viene data una risposta molto generica… ad una domanda rivolta la sera prima durante Otto e Mezzo di La 7…

@daw_blog Molto. Ma sicuramente meno di quanto sarebbe costato salvare l’euro! #MontiLive @scelta_civica

— Mario Monti (@SenatoreMonti) Gennaio 5, 2013
Con la terza risposta si raggiunge il capolavoro. Tale @Pierust apre un account il giorno 4 gennaio, addirittura ha solo l’ovetto come avatar… Quale primo tweet emette una domanda al Senatore (ovviamente senza utilizzare l’hashtag #MontiLive), che più che una domanda è un assist… e (ma guarda che fortuna sfacciata!) il giorno successivo, mentre l’account @SenatoreMonti è tempestato di menzioni… Mario Monti risponde proprio a lui… A pensar male si potrebbe parlare di mezzucci…

@pierust Su Agenda-Monti.it proposte concrete: lavoro, lotta alla criminalità, ruolo delle donne. #MontiLive @scelta_civica

— Mario Monti (@SenatoreMonti) Gennaio 5, 2013
Con la quarta risposta, finalmente, Mario Monti inizia a rispondere a i cinguettanti che utilizzano l’hashtag #MontiLive… e guarda caso risponde a Paolo Iabichino, comunicatore molto famoso che lavora per Ogilvy (la mega multinazionale che si occupa di campagne di supermarketing tipo Internet For Peace). I due ci regalano un siparietto bellissimo con Iabichino che invita Monti a sorridere usando le emoticon. Ho ancora i brividi.

@iabicus 🙂 … 🙂 (basta così ?). Grazie! #MontiLive @scelta_civica

— Mario Monti (@SenatoreMonti) Gennaio 5, 2013
La quinta risposta è desitnata a tale Giuio Bevilacqua, attivista proprio della Lista Scelta Civica, il cui simbolo usa come avatar, che chiede come poter aiutare Mario Monti nella sua saita in politica.

@bevilacqua62 A brevissimo su Agenda-Monti.it troverete tutte le indicazioni per aiutarci. Ne avremo bisogno! #MontiLive @scelta_civica

— Mario Monti (@SenatoreMonti) Gennaio 5, 2013
La sesta risposta è dedicata a Marco Pierani, il Responsabile delle Relazioni Istituzionali per Altroconsumo…

@pierani Cominceremo a pensarlo e utilizzarlo come lo strumento principale per trasparenza ed efficienza della PA #MontiLive @scelta_civica

— Mario Monti (@SenatoreMonti) Gennaio 5, 2013
Poi con la settima risposta viene la volta del giornalista Maurizio Cescon.

@cescon_maurizio Una legge elettorale seria. Questa non è degna di un Paese come l’Italia. #MontiLive @scelta_civica

— Mario Monti (@SenatoreMonti) Gennaio 5, 2013
L’ottava risposta va quindi al condirettore del giornale online Diritto di Critica, il giornalista Paolo Ribichini.

@paoloribichini L’ho indicato nella Strategia Energetica Nazionale presentata dal governo il 16.10.12. #MontiLive @scelta_civica

— Mario Monti (@SenatoreMonti) Gennaio 5, 2013
La nona risposta è per Laura Preite, giornalista de La Stampa.

@laurapreite Voglio alleare la SOCIETA’ CIVILE e donne e uomini in politica scelti con rigore. #MontiLive @scelta_civica

— Mario Monti (@SenatoreMonti) Gennaio 5, 2013
Alla decima risposta è la volta del blog collettivo di politica Nomfup, stavolta insolitamente docile, che pone una domanda praticamente degna del salotto di Marzullo…

@nomfup Orgogliosamente italiano, decisamente europeo. #MontiLive @scelta_civica

— Mario Monti (@SenatoreMonti) Gennaio 5, 2013
Solo all’undicesima risposta arriva qualcuno che non è un giornalista, un comunicatore, un attivista montiano.

@giulianosal Lavorare sulla scuola affinchè un giorno dirigenti scolastici e docenti siano orgogliosi di esserlo. #MontiLive @scelta_civica

— Mario Monti (@SenatoreMonti) Gennaio 5, 2013
La dodicesima risposta è per l’associazione Progetto Rena, un progetto di giovani “che vogliono fare dell’Italia un paese aperto, responsabile, trasparente, equilibrato”…

@progettorena Lo dico con modestia, ma in questo momento mi sento io stesso un po’ un pioniere. Venite anche voi! #MontiLive @scelta_civica

— Mario Monti (@SenatoreMonti) Gennaio 5, 2013
La tredicesima risposta è per la redazione del TG1… risposta a dire il vero un po’ pasticciata: dapprima il senatore invia un tweet per sbaglio, conferendo tanta umanità e verità allo scambio.

@tg1online Dialogo sì, con tutti, anche se avessi la maggioranza. Sostegno a governi non riformisti: NO @pbersani @berlusconi2013 #MontiLive

— Mario Monti (@SenatoreMonti) Gennaio 5, 2013
La quattordicesima e ultima risposta consente a Mario Monti di dire qualcosa sul tema dei diritti civili nel senso della parità uomo/donna… anche se la maggior parte delle domande che circolavano in rete vertevano su matrimonio gay, coppie di fatto, diritti degli immigrati…

@ubumanuel In un tweet, solo la prima: valorizzare il ruolo delle donne.Senza questo, l’Italia non crescerà. #MontiLive @scelta_civica

— Mario Monti (@SenatoreMonti) Gennaio 5, 2013
Alla fine il senatore si congeda deliziandoci con faccine piangenti ed esclamazioni di gioia.

Twitter time over 😥 Non vorrei fermarmi più! Ma se continuo a twittare non preparo le liste per raccogliere le firme. Grazie! #MontiLive

— Mario Monti (@SenatoreMonti) Gennaio 5, 2013
Un attimo… 100.007 follower. WOW!! Benvenuti a voi e a quelli che verranno. #MontiLive @scelta_civica

— Mario Monti (@SenatoreMonti) Gennaio 5, 2013
Conclusioni
Insomma esimi Ricercatori, la politica digitale italiana inizia ad adeguarsi ai modelli statunitensi.

Il Simulacro Digitale viene messo nel cassetto, il mud wrestling politico (tipo il Rollerball Bersani-Renzi-Vendola) è accantonato.

Lo staff di Monti sta utilizzando Twitter come un ingranaggio, che si inserisce in una strategia di comunicazione più vasta. Non si può parlare di “strumentalizzazione” è come andrebbe usato in modo professionale: si usa il mezzo, conducendo un dialogo consapevole della ricaduta sui media mainstream (che infatti si sono scatenati), rispondendo solo là dove si è “ferrati” eludendo i temi scomodi, scegliendo solo interlocutori istituzionali (giornalisti e comunicatori come in una conferenza stampa in 140 caratteri), oppure amici, scrivendo in modo anche rozzo con trasmissione di una apparente sensazione di spontaneità, chiudendo con feedback positivo.

Non si dialoga con il fantomatico “Popolo di Twitter”, ma si genera un evento ad uso e consumo dei media tradizionali. Niente che in America non si veda da anni.

Dopotutto i politici stanno su Twitter per scrivere una importante pagina di cultura digitale, o per fare propaganda elettorale? Sarebbe come pretendere che un manifesto elettorale spieghi in modo approfondito un programma politico. La comunicazione politica dialogante e “orizzontale” in ambito digitale si fa in community strutturate (forum, gruppi… e spesso neanche lì), non verso una folla indistinta.

E’ come quando Obama parla su Reddit in modo “spontaneo” a centinaia di attivisti che lo aspettano. La comunicazione politica digitale è completamente pilotata. E’ come l’immagine di Obama che incontra le giovanili di scherma e casualmente usa una spada laser, che ammicca al pubblico geek.

Insomma siamo di fronte a delle simpatiche prove tecniche di Leviatano Digitale, in cui il digitale è parte di un ecosistema di comunicazione ben più vasto. Vedremo i successivi sviluppi…

La minchiata pentagonale più grande del mondo – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

L’Apocalisse Maya incombe, l’Apocalisse Finanziaria imperversa, l’Apocalisse Zombie è in onda a reti unificate. Ma possiamo fare 5 minuti di Apocalisse pure noi? La vera storia della minchiata pentagonale più grande del mondo!

Apocalissi Maya

Esimi Ricercatori, mentre colpito da vari acciacchi mi trascino da un esame medico all’altro, sentendo l’Apocalisse Maya incombere sul mio capo, sono stato raggiunto da un interessante appello del buon Riccardo Mares volto ad un’autogestione della nostra personale Apocalisse Digitale.

In effetti tutti i telegiornali stanno dando ampio risalto all’Apocalisse Maya, raccontandoci di lunghe code ai confessionali per morire con l’anima linda e pinta, lunghe code ai supermercati per comprare generi di prima necessità con cui affrontare la post-Apocalisse, lunghe code ai corsi di sopravvivenza all’Apocalisse, lunghe code da cartomanti, cabalisti e numerologi per farsi spiegare come PSY sia il profeta dell’Apocalisse Maya previsto da Nostradamus (v. la teoria dei nove cerchi allineati dei balletti di Psy, passata perfino al TG2 di ieri)…

Ebbene di fronte a tutto ciò il buon Riccardo si è accorto che oggi si sarebbe verificato l’allineamento numerologico fine di mondo: 12:12 del 12/12/12… producendo immediatamente il relativo pentagono magico di evocazione delle divinità rettiliane…

L’accorato appello alle nostre incoscienze

Così il buon Riccardo ha creato su Google Plus un evento apposito per celebrare (in)degnamente questa fantasmagorica data, presentandolo brillantemente in tal guisa:

Ragazzi un evento unico: anno, mese, giorno, ore e minuti allineati. Cinque numeri, un pentagono del destino. Non perdiamo questa occasione per sparare una minchiata più grossa di quelle che scriviamo solitamente.

Il TweetEvento più breve della storia di G+ e forse il più idiota: solo un minuto per scrivere e condividere una cavolata taggandola con #MinchiataPentagonale su G+ e soprattutto su Twitter: diventiamo il TT più veloce della storia!

Conto sulla tua presenza: uno come te non può mancare!

La minchiata pentagonale più grande del mondo
Problem?
Ovviamente giravo l’invito allo zoccolo duro dei Ricercatori, preparando il terreno con qualche sporadico tweet stabilizzatore in ossequio alla Teoria dei Delfini di Rosario Di Girolamo…

Alle 12.12 sferravamo massivi l’attacco al grido di #minchiatapentagonale stabilendo il nostro nuovo record di potenza di fuoco.

Infatti dopo soli cinque minuti di sfrenato cazzeggio ci giungeva questo messaggio cinguettane che sanciva la nostra vittoria.
Pochi minuti dopo arrivava la conferma dello stravolgimento dei temi di tendenza in una giornata come questa in cui: il Papa emette il suo primo tweet, Ravi Shankar è morto, c’è l’IMU da pagare, ci sono le epurazioni nel Movimento 5 Stelle, ricorre l’anniversario di Piazza Fontana e ci si prepara per San Remo…

Ecco questa è una di quelle giornate in cui penso che Twitter sia stato programmato da Thomas Pynchon.

La minchiata pentagonale più grande del mondo
Conclusioni
Che altro dire miei esimi Ricercatori che buon divertimento con questa mirabolante sequenza di corbellerie, che forse raccontano più verità di tanti editoriali della carta stampata….

Read more: http://gilda35.com/la-minchiata-pentagonale-piu-grande-del-mondo#ixzz3VlystpxN
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via La minchiata pentagonale più grande del mondo – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet.

#iPhone5 tra rivoluzione (mancata) e fede | Data Manager Online

Tim Cooks ha presentato la nuova meraviglia di Apple: l’iPhone 5. Eppure questa volta tra gli addetti ai lavori non si grida al miracolo, anzi si respira scetticismo e delusione. Invece tra l’utenza esplode l’entusiasmo per il nuovo feticcio digitale Illustri manager digitali, i Temi di Tendenza in queste settimane sono stati assolutamente dominati dal […]

Nasce Cinguettii la rubrica dei Temi di Tendenza

Esimi Ricercatori è con piacere che vi presento una mia nuova creatura: Cinguettii, una rubrica sui Temi di Tendenza di Twitter che curerò per Data Manager Online.

E’ un progetto che mi ronzava per la testa da tempo: una rubrica settimanale dedicata ai Temi di Tendenza che più mi colpiscono. Pertanto ho accolto con molto favore l’opportunità offertami da Loris Bellé e Antonio Savarese, a seguito della mia doppia intervista su Twitstar e Cyberdadaismo, di avviare questa nuova iniziativa.

Questo il lancio:

Data Manager Online lancia #Cinguettii

Il portale dell’ICT professionale lancia una nuova rubrica dedicata ai maggiori temi e trends che
monopolizzano la comunicazione “Social” con un occhio di riguardo a Twitter. Giovanni Scrofani,
fondatore del movimento dadaista Gilda35, sarà il mattatore di questa iniziativa

Milano, 3 Maggio 2012. Inaugurata oggi su Data Manager Online “Cinguettii” lo spazio settimanale
dedicato ai trend topics della Rete. Giovanni Scrofani, giurista d’impresa, appassionato di nuove
tecnologie e fondatore della Comunità Online di performers dadaisti “Gilda35”, scandaglierà i temi
caldi trattati dalle comunità online con il taglio ironico e dissacratorio tipico dei suoi interventi.

Di seguito un assaggio del primo contributo di “Cinguettii” alla comprensione delle cause che
stanno dietro fenomeni come il meme, le twitstar, i trend topics che invadono la Rete.

Il secondo articolo, pubblicato nei prossimi giorni, tratterà di come il 1° Maggio è stato vissuto
dalle comunità sociali su Internet.

Scrofani si presenta così al pubblico di Manager e IT Professionals di Data Manager Online, il
portale dell’ICT Professionale:

“In questo nuovo spazio, “Cinguettii”, mi dedicherò soprattutto ad una sorta di piccola rassegna
stampa dei temi di tendenza di Twitter che più mi colpiscono.

I Temi di Tendenza sono una interessante funzionalità di Twitter che nella sezione “#SCOPRI”
del proprio sito restituisce i termini maggiormente rilevanti per una data area geografica.
Sono pertanto un ottimo strumento per conoscere gli umori del momento e le Comunità
Online maggiomente attive. In sostanza costituiscono la parte di Twitter più orientata al news
networking, enfatizzando la possibilità per gli utenti di dare visibilità dal basso alle notizie (intese
nell’accezione più ampia possibile) di proprio interesse.

Con la mia comunità online d’elezione, Gilda35, ci abbiamo giocato parecchie volte scoprendone
con una serie di esperimenti di reverse engineering alcuni aspetti molto interessanti da tenere a
mente. L’algoritmo dei Temi di Tendenza (il programma che seleziona gli argomenti più rilevanti)
infatti è influenzato da una pluralità di fattori che concorrono tra loro, che spesso inducono in
errore anche gli osservatori più attenti: Fattore Linguistico, Fattore Temporale, Fattore Locale,
Fattore Gerarchico, Fattore Politico, Fattore Disturbo, Fattore Contestuale

Come avete potuto vedere da questo rapido escursus leggere le notizie attraverso i temi di tendenza
è un esercizio tutt’altro che semplice eppure utile se si vuole conoscere l’informazione non secondo
il classico modello delle Comunità Creative che la calano dall’altro, ma come il nuovo modello
partecipativo in cui la notizia sale dal basso attraverso l’interazione dei membri delle Comunità
Online. “

Non perdetevi il prossimo articolo: Lo sconcertone del #concertone su datamanager.it/cinguettii

Data Manager Online, www.datamanager.it nasce come estensione su Internet della storica testata
Data Manager, edita dal 1976.
Dal 1998 il portale informa manager, professionisti del mondo ICT ma anche appassionati di
informatica su quanto di importante accade nel cangiante panorama delle tecnologie

E’ già online il primo articolo di presentazione: Cinguettii e Temi di Tendenza.

Non resta che augurarvi buon divertimento.

La sezione Storie di Twitter: Esperimento #TwitterMonument


Le bugie sono come i bambini, impegnative, ma ne vale la pena: il futuro è nelle loro mani.

(Gregory House, La bugia è una cosa meravigliosa)

ONtro

Esimi Ricercatori, come ben saprete il giorno primo aprile ultimo scorso mi sono  abbondantemente speso sul caso del c.d. #TwitterMonument:

Il primo monumento al mondo dedicato a Twitter, raffigurante un uovo alto circa 4 metri e realizzato in pregiato marmo bianco di Carrara, è stato inaugurato oggi in un suggestivo angolo delle colline toscane, a non più di 20km dalla famosa Torre Pendente di Pisa… [omissis]

“L’uovo di Twitter”, opera dello scultore Filippo Mariano, ha trovato collocazione in località Scapigliato, nel comune di Rosignano Marittimo (LI)…

[Tratto dal Comunicato Stampa di Pisaconnection]

I più smaliziati tra di voi avranno pensato: “Ecco il solito elaborato Pesce d’Aprile di quel burlone di Jovanz…”

Vergogna, miei esimi Sobillatori, vi pare che il Sottoscritto può spendersi per un misero Pesce d’Aprile?

In realtà il Twitter Monument è stato un glorioso esperimento, condotto quasi in solitaria, per testare un aspetto interessante e poco noto degli algoritmi di Twitter: la capacità di misurazione del contesto in cui nasce la notizia.

Ricapitolando le puntate precedenti possiamo infatti asserire che sull’Algoritmo dei temi di tendenza influiscono più fattori:

  • Fattore Linguistico: quello prettamente attinente la Linguistica Computazionale, ossia la leggibilità e comprensibilità dei testi da parte degli Algoritmi.
  • Fattore Temporale: orario del giorno in cui vengono emessi i testi e andamento nel tempo della loro incidenza intesa come ampiezza e frequenza.
  • Fattore Locale: lingua e area geografica di riferimento.
  • Fattore Gerarchico: atto a misurare l’autorevolezza della fonte che ha emesso i testi, attraverso l’analisi del rapporto following/followers.
  • Fattore Politico: compatibilità dei testi con le Policy di Twitter in materia di rispetto della normativa locale in cui viene emesso.
  • Fattore Disturbo: capacità del tema di tendenza di svegliare gli SpamBOT e altri software, che per frequenza di ripetizione dei messagi possono incidere sull’andamento del tema di tendenza.

Tuttavia gli esperimenti di “reverse engineering” summenzionati non ci avevano aiutato a comprendere la neonata Sezione Storie di Twitter, che invece pare nutrirsi di un Fattore Contestuale, ossia l’ambiente in cui nasce la “notizia”…

Le solite mirabolanti coincidenze di Tecnonucleo, generate dalle Correnti del Caos di Gilda35, ci sono venute incontro fornendoci alcuni interessanti spunti.

Lo strano caso di #IDconf

Andamento #IDconf (fonte Topsy)

Qualche giorno addietro con alcuni di Voi ho partecipato all’evento “CIO vs Startupper” organizzato dagli Indigeni Digitali… come è possibile leggere nel lezioso Storify della vicenda da me prodotto, l’hashtag utilizzato per la “diretta twitter” dell’evento fu #IDconf.

L’hashtag sorprese me e gli altri Ricercatori presenti per la rapidità con cui salì tra i Temi di Tendenza di Twitter. Incredibilmente, dopo pochi tweet che non avevano visto né la presenza massiva di influencers, né una frequenza esageratamente insista o prolungata #IDconf balzò dritto in terza posizione.

La cosa sul momento ci stupì alquanto, così mentre producevo lo storify dell’evento, iniziai a concentrarmi più sugli elementi di contorno a #IDconf, che sui tweet, desumendo alcune peculiarità:

  • evento anticipato da Blog ben posizionati;
  • presenza di una pluralità di collegamenti multimediali a siti/servizi esterni (Instagram, Pinterest, streaming video, geolocalizzazione, ecc…);
  • copertura Twitter da parte di soggetti qualificati come Agenzie di Stampa.
Insomma #IDconf appariva in tutto e per tutto come una “notizia”, come la copertura mediatica di un evento strutturato e forse era questo che l’aveva lanciato così rapidamente nell’Olimpo dei Temi di Tendenza.

Interazione tra Algoritmi

Mi permetto a questo punto una piccola digressione tecnica…

Un Algoritmo è un sofisticato software che attraverso un procedimento complesso caratterizzato da atomicità, non ambiguità, finitezza, terminazione, effettività e determinismo risolve un dato problema (es. selezionare tra i miliardi di tweet in circolazione un toptweet, un tema di tendenza, una storia, ecc…).

Un aspetto verso il quale non c’è molta attenzione in Italia, è rappresentato dal risultato dell’interazione tra Algoritmi. Spesso tra gli addetti ai lavori si ripete a sproposito la roboante frase “Questo non è previsto dall’Algoritmo!

Cosa magari vera nella programmazione originaria del singolo algoritmo.

Il problema è che gli Algoritmi si sono fatti sempre più complessi e non operano in uno spazio ideale privo di influenze, ma interagiscono allegramente tra di loro, generando risultati imprevedibili.

Pertanto per comprendere appieno il funzionamento di un Algoritmo spesso gli esperimenti di Reverse Engineering, tipo i nostri coccolosi sabotaggi dadaisti, si rivelano particolarmente utili e illuminanti…

Per farvi un simpatico esempio vi riporto questo celebre video in cui l’immenso Kevin Slavin illustra come l’imprevista interazione tra gli Algoritmi di Wall Street abbia vaporizzato il 9% della ricchezza mondiale dando l’avvio all’attuale congiuntura economica…

La Burla degli Informatici Toscani

Avviene quindi che mentre la mia mente si arrovellava sui temi summenzionati mi arriva una mail di Antonio Ficai, Ricercatore Toscano particolarmente avvezzo ad ogni genere di performance dadaista…

L’amico Antonio mi invita a partecipare ad un gustoso ed ipertrofico Pesce d’Aprile organizzato da alcuni studenti ed esperti di digitale toscani sotto l’alto patrocinio dell’agenzia Pisa Connection.

I Toscani avevano organizzato le cose in grande stile:

  • Identificato un monumento nelle campagne attorno a Livorno fatto proprio a forma d’uovo.
  • Elaborato un credibilissimo comunicato stampa.
  • Creato una location su foursquare per la geolocalizzazione (sfruttando il noto bug del Komunistparty).
  • Realizzato una serie di fotografie da utilizzare durante la diretta dell’evento.
  • Preparato una serie di post di commento su svariati blog.
  • Suddivisione dei partecipanti per ruolo: reporter, partecipanti, commentatori favorevoli, detrattori (ovviamente io).

Insomma il Fattore Contestuale era attentamente preparato, così aderisco con entusiasmo all’iniziativa.

Tuttavia decido di non rendere nota l’iniziativa a voi Ricercatori, in quanto volevo concentrarmi proprio sulla rilevanza del Fattore Contestuale.

Ormai voi bricconi dadaisti siete diventati influencers e guerriglieri mediatici professionisti e neppure riesco più a tenere dietro alla quantità di burle che generate quotidianamente.

Fornisco un piccolo chiarimento agli Estimatori di questo prestigioso Progetto, che osservano dall’esterno le nostre mirabolanti avventure: se negli ultimi mesi assistete a temi di tendenza impazziti, resurrezioni improvvise di Twitstar, apparizioni, sparizioni… nel 90% dei casi c’è la solita banda della Cabina di Regia che inganna il tempo scompigliando le carte in tavola…

Così decido di agire segretamente, quasi in solitaria, per mantenere una sorta di purezza del risultato del sabotaggio…

Svolgimento

Andamento #TwitterMonument(fonte Topsy)

Arriviamo quindi al tanto agognato 01 Aprile 2012 A.D. secondo una scaletta cronologica assolutamente spassosa:

  • Comunicato Stampa: fondamentalmente si è proceduto a fare sharing sulle più varie piattaforme di una versione abbastanza credibile di un comunicato stampa, che spiegava le alte motivazioni artistiche dell’evento.
  • In viaggio via Twitter e Facebook: quindi i partecipanti alla burla hanno iniziato verso le 11.00 a fingere di muoversi verso la location designata.
  • Geolocalizzazione su Foursquare: alle 12.00 i partecipanti si sono geolocalizzati nell’apposita location “L’Uovo – Monumento a Twitter – LOC. Scapigliato (S.R. 206) – Giardino con sculture”.
  • Copertura via Twitter: si è quindi proceduto a pompare l’hashtag “#Twittermonument” su Twitter, ma in modo garbato e poco insistito (solo 1000 mentions nell’arco della giornata). Sia i finti detrattori (come il Sottoscritto) sia i finti sostenitori (come Antonio Ficai) procedevano a inserire parecchi collegamenti ipertestuali a foto, e siti esterni. Ovviamente arrivavano parecchi utenti che iniziavano ad urlare al “Pesce d’Aprile” e che per avvalorare la propria tesi riportavano ulteriori link rivelatori.
  • Copertura via Facebook: Pisa Connection in contemporanea pubblicava un post di lancio dell’iniziativa, “Inaugurato oggi in loclaità Scapigliato il Mounumento a Twitter. Il sogno di @PisaConnection e ResPublica Pisana è realtà” spiegando per filo e per segno l’iniziativa. Parallelamente Antonio Ficai procedeva a pubblicare su Facebook una bacheca fotografica riportante autorità, prelati, artisti e sostenitori “1 aprile 2012 . inaugurazione del #TwitterMonument“.
  • Copertura via Instagram e Pinterest: neppure il noto social network di foto vintage rimaneva indenne dall’epidemia di fonti sul Twittermonument e personalmente procedevo a creare un’apposita bacheca su Pinterest per raccogliere i vari materiali fotografici: “#TwitterMonument“.
  • #TwitterMonument Tema di Tendenza: nonostante avesse racimolato a quel punto poche centinaia di menzioni, senza la pesante partecipazione di Influencers, #TwitterMonument balza all’onore dei Temi di Tendenza, conferendo una certa attendibilità alle elucubrazioni sul Fattore Contestuale… ma il bello doveva ancora venire.
  • Copertura News: come riportato in questo piccolo Storify durante il divenire dell’evento una serie di testate online iniziano a dedicarsi alla “notizia” del Twitter Monument: Ninja Marketing, Il Tirreno, Fanpage e altri… Poco importa se alcuni articoli adombravano il Pesce d’Aprile, dopotutto per un Algoritmo, anche una burla è a tutti gli effetti una notizia seria…
  • Twittermonument esplode in Storie: A quel punto il contesto di sviluppo della notizia si è pienamente strutturato e… magia! Il #TwitterMonument in tutto il suo splendore ovoidale campeggia (per poco) nella sezione Storie dell’area #SCOPRI di Twitter.
 Un piccolo scherzo per l’Umanità, un grande passo nella lotta alle Macchine Ribelli.

Conclusioni

Esimi Ricercatori, come concludere?

Pare che con questo Sabotaggio ad orologeria, nascosto in un gioco di scatole cinesi all’interno di un Pesce d’Aprile siamo riusciti a scoprire un interessante fattore di selezione delle “notizie interessanti” utilizzato da Twitter…

In poche parole applicando un minimo di cura al contesto in cui si sviluppa un evento è possibile farlo salire rapidamente non solo tra i Temi di Tendenza ma addirittura nella sezione Storie…

E il lato più gustoso della vicenda è rappresentato dal fatto che se qualche testata online cerca di fare le pulci alla vostra “comunicazione”, contribuisce paradossalmente al vostro successo.

Meglio dell’Aikido.

Twitter Unfollow Bug

ONtro

Esimi Ricercatori, in questi giorni tra gli addetti ai lavori tiene banco la questione della psicosi da “Unfollow Bug”. Mi sono ritrovato a parlarne sia presso la Cabina di Regia, che presso i lidi amici degli Indigeni Digitali, ne ho letto diffusamente presso la mia timeline, presso i miei blog preferiti, presso le testate online di riferimento…

Perfino Twitter sotto forma di una delle proprie piattaforme biologiche ha dovuto ammettere dalle colonne dell’Huffington Post il Padre, lo Zio e il nonno di tutti i Bug…

Io stesso ho potuto assistere a questo misterioso fenomeno, chiedendomi perché il prode Giacobbo non proceda a dipanare la matassa…

Così mi permetto di mettere a fattor comune alcune riflessioni sviluppate con lo zoccolo duro di voi Ricercatori…

Fenomenologia dell’Unfollow Bug

Per i pochi di voi che siano immuni dall’Unfollow Bug spiego succintamente di cosa si tratta.

In sostanza in modo del tutto casuale ci si trova a non seguire più dei following (i profili di twitter di cui seguiamo l’aggiornamento).

Il fenomeno è chiaramente ciò che in gergo tecnico si definisce un “bug”, ossia un piccolo errore di programmazione di quelli che deliziano tutti gli appassionati di informatica e in particolare i videogiocatori.

Per noi ilari Sabotatori Dadaisti ovviamente un “bug” non è che una piccola epifania gnostica di Tecnonucleo… Un simpatico modo delle Macchine Ribelli di testare la tenuta della nostra programmazione psicologica….

Patologia dell’Unfollow Bug

Questo piccolo fenomeno ovviamente ha scatenato una sorta di simpatica psicosi collettiva…

Reiterate volte ho evidenziato come l’unfollow, ossia la pratica di smettere di seguire un profilo che non si trova più interessante, viene vissuta come una sorta di atto di inimicizia con conseguente scatenarsi di sindromi dell’abbandono…

Ricorderete quasi tutti il celebre motto: Ti unfollowo perché ti amo troppo

Immaginate pertanto cosa può aver smosso nelle coscienze dell’evolutissimo “Popolo di Internet”, questa piccola insurrezione delle Macchine Ribelli…

Ovviamente gli smanettoni più scafati (quelli con migliaia di following) utilizzano applicazioni di bonifica degli unfollowatori (es. Who Unfollowed Me, Manageflitter), che periodicamente vengono sanzionati con l’unfollow di ripicca…

Pertanto sono iniziati una serie di unfollow di ripicca a raffica in un meccanismo vittoriano stile azione/reazione splendido:

  • la macchina Twitter unfollowa in modo casuale l’account dell’uomo Tizio dal novero dei following dell’uomo Caio;
  • l’uomo Tizio interroga un’altra macchina Manageflitter con cadenza periodica per capire chi l’ha defollowato;
  • la macchina Manageflitter interroga la macchina Twitter e “scopre” l’unfollow da parte dell’incolpevole Caio;
  • la macchina Manageflitter restituisce a Tizio l’informazione;
  • L’uomo Tizio per ripicca affida alla Macchina Manageflitter il compito di smettere di seguire l’uomo Caio.
  • A sua volta l’uomo Caio interroga la Macchina Manageflitter in uno sconcertante Anello di Moebius…

La cosa interessante è che nel 90% dei casi tutto ciò avviene tramite la mediazione di Macchine senza il minimo tentativo di contatto tra i due smanettoni. Fosse stato per la parte più “evoluta” degli internauti non ci saremmo mai accorti del bug… tutto si sarebbe svolto in una serie di interazioni uomo/macchina.

Ringraziando il cielo il web è pieno anche di internauti sprovveduti (es bimbominkia e vecchiominkia) che in luogo degli automatismi steampunk, di cui sopra procedono ad effettuare una serie di inviperite richieste di chiarimento… Così sono iniziati gli accorati appelli tipo:

“Perkè mi hai defollowato?!”

“Io MAI!”

“NN è vero! Ho kontrollato nn mi segui +”

“Minkia è vero! Ma nn sono stato io!”

“Bugiardo”

E seguono ripicchette da Asilo Mariuccia fino a convincersi dell’assoluta buonafede dell’interlocutore… che tuttavia hanno creato abbastanza rumore da sguinzagliare orde di blogger e giornalisti alla ricerca di frammenti di informazione… Inutile fare gli snob senza di loro non ci saremmo accorti di nulla.

Ci sono poi le persone genuinamente empatiche che sono rimaste negativamente colpite dall’abbandono digitale dell’amico e hanno richiesto chiarimenti senza clamori…

Quindi è arrivato il turno di quello spirito paranoico/complottista mai sopito nell’animo del “Popolo di Internet”, di cui riassumo di seguito in ordine sparso alcune gustose conclusioni:

  • il fenomeno riguarda quelli con più di 2000 followers, perché Twitter vuole spingerci sotto questa soglia;
  • mi trovo a seguire “forzatamente” persone che non conosco e defollowo miei amici carissimi, è in corso un disegno per cui Twitter vuole indurmi a una svolta markettara;
  • i Rettiliani stanno provando a condizionare le nostre coscienze tramite Twitter;
  • è Anonymous che come al solito cerca di distruggere i Social Network e attraverso il defollow random vuole distruggere la struttura sociale alla base di Twitter…

Alcune testimonianze

Di seguito riporto alcune esplicative testimonianze fornite da alcuni amici Ricercatori ed Estimatori di questo prestigioso nonBLOG:

Non so se sia stato colpito ma da tempo ormai mi accorgo di non stare più seguendo utenti che nn mi sognerei mai di defolloware, così come ricevo nuovi follow da persone che erano certe che mi stessero seguendo.. cosa abbastanza noiosa. [Diego Orzalesi]

‎”mr Scrofani, guardi… non me ne parli ho ancora la testa fasciata… di due o tre persone che mi hanno picchiato perché pensavano li avessi defollowati… ma la cosa peggiore è stata l’umiliazione davanti a tutti spogliato di tutte le mie vesti nella piazza virtuale di Twitter han cominciato a ridermi dicendo Ah Ah ” che trauma !! [Gaetano Salvatore Puglisi]

Giovanni, il vero problema è che difficilmente se ne ha evidenza… e se poi aggiungi anche il bug @ mentions… siam fritti… [Luca Perugini]

Mi ha colpita eccome….la prima volta ci sono rimasta di merda perche’ uno dei tipi che mi ha unfollowata lo conosco di persona e mi e’ simpatico…! [Paola Rizzato]

io ho defollowato la mia ragazza lol [Aldo Pingia]

mi ha colpito con @catepol la quale offesa ha ricambiato.. pazienza…. P.S. io continuo a seguirla su tw e siamo amiche qui su facebook… social incongruenze… Vogliamo mettere nel non Post anche che ci sono le litigate in TL sul defollow avvenuto con riesumazione di vecchi scheletri nell’armadio [“tu una volta hai scritto questo e allora io ho capito che non potevo più seguirti ]..per far capire fino a che punto alcune persone NON hanno dignita’ di loro stesse.. #truestory [Alexia Sasson]

Io la trovo un ottima scusa per il defollow volontario dando la colpa al bug… Poi mi sono anche accorto che molti utenti utilizzano api che ricambiano in automatico l’unfollow ricevuto, ma a loro insaputa secondo questa dinamica:io defollowo te, tu utilizzi un api che ricambia la cortesia ma non ti avvisa della sua solerzia; quindi spulci fra i tuoi ennemila follow e scopri chenon ci sono più sinapsi fra te e quel tizio di cui non ti fregava nulla ed escalmi “Oddio, mi sono accorto di aver defollovato caio ma GIURO, non volevo!” [Michelangelo Vernice]

Twitter mi ha defalcato almeno 10 persone. Non ho ancora capito chi erano. Evidentemente twitter ci ha visto lungo ahah [@LisaMarieZombie]

Semplicemente (e fortunatamente) non ne ho avuto esperienza 🙂  204 erano e 204 sono, luckily. [@SBerlu]

io purtroppo mi sono accorto solo ora che Twitter mi ha unfollowato un sacco di VIP amici miei. Che mondo cattivo. #unfollowbug [Benny Evangelista]

bugs….Zzzz ….http….la … Ua…xmissione…web…. Arriva ….interfer… Nze [Osmin Lima]

oggi la mia amica @selene_luna3 si era ritrovata il mio unfollow e c’era rimasta male !!! altri casi non mi risultano 🙂 [Luigi Scerre]

E’ stato un brutto scherzo. L’algoritmo si è voluto ribellare ai nostri scherzi e ce l’ha fatta pagare, lo so… secondo me è proprio così: ha colpito chi ha giocato di più con gli hashtag, se ci fai caso. [Matteo Bianconi]

Io mi accorgo a volte di non seguire più amici e rimedio, oppure mi arriva notifica da una app che segnala gli unfollow [Caterina Policaro]

colpito da mesi dall’#unfollowbug. alcune volte non é un male, ma solo alcune [Simone Corami]

non so se abbia cancellato dei following, di sicuro dai follower di altri. Ho reagito con pazienza e rassegnazione ) #unfollowbug [Simona Forcella]

Col solito spirito irriverente che Vi contraddistingue si è arrivati a mio avviso vicini al bandolo della matassa…

Chiarimenti in ordine sparso

I metadati di un tweet aggiornati al mese di aprile 2010

In relazione a quanto sopra e a seguito di una serie di gustose chiacchierate con un po’ di Cowboy del Cyberspazio, mi sembra d’uopo fornire alcuni piccoli spunti di riflessione…

  • Non stiamo usando tutti il medesimo Twitter: questa affermazione vi sembrerà strana invece è particolarmente banale. Software come Twitter che devono interagire con milioni di utenti e che non si possono permettere di chiudere per tre giorni resettare il sistema e riaprirlo al pubblico hanno un particolare modo di procedere all’implementazione delle proprie applicazioni… In pratica organizzano gli utenti per gruppi/liste, testando sui power users le nuove funzionalità… Chi è “developper” di Facebook ha utilizzato la nuova timeline in anteprima, i Power Users di Twitter hanno sempre avuto accesso all’ultima versione del social network prima dei “lurker“… Inoltre profilare in  modo differente gli utenti consente anche di effettuare un minimo di “gerarchia delle fonti”, che per un news network non è fatto secondario. Facciamo qualche esempio su Twitter:
    • Avere più di 2000 follower fa la differenza: se si è sotto i 2000 follower non si possono avere più di 2000 following, oltre questa soglia invece si possono seguire quante persone si vogliono.
    • Utilizzo compulsivo di hashtag: chi utilizza in modo compulsivo hashtag riconducibili ai temi di tendenza del giorno viene inserito in una sorta di lista di proscrizione digitale e i suoi messaggi vengono filtrati.
    • Account anonimi: gli utenti che non utilizzano nomi “reali” vengono inseriti in un’apposita lista di confino digitale che non restituisce i loro messaggi in caso di ricerca su di un tema di tendenza (lo sa bene il povero Rudy Bandiera).
    • Utenti certificati/consigliati: gli utenti certificati (quelli ufficiali di un VIP dotati di apposito bollino azzurro) e quelli consigliati nel catalogo omerico delle Twitstar sono più uguali degli altri in termini di promozione dei temi di tendenza e risultati lato “chi seguire“.
    • Promoted Account: sono la versione esponenziale di quanto detto per gli utenti certificati…
  • I metadati di un piccolo tweet: come si può ammirare nella mappa (un po’ datata) sovrastante un piccolo tweet di 140 caratteri contiene una quantità gustosissima di informazioni sul rapporto following/follower del proprio autore, sulle “liste” di profilazione di appartenza, sulla località geografica in cui è stato emesso, se è un tweet unico, se è un retweet, se è una reply, quali mentions contiene, ecc… Fermo subito sul nascere i vostri singulti paranoici: i Social Network sono un Panopticon, prendere o lasciare.
  • Pane per gli algoritmi: Ovviamente la quantità di informazioni summenzionate sono fondamentali per la funzionalità della totalità delle applicazioni di Twitter: ricerche, temi di tendenza, toptweet, la neonata sezione “Storie”… Ogni messaggio viene analizzato, sminuzzato, soppesato, ponderato sulla base delle caratteristiche di chi l’ha emesso… sicché il tweet di un account anonimo di un utente con 200 followers e 1000 following, ha effetti in termini di temi di tendenza et similia assolutamente differenti da quelli di una twitstar con millemila followers e 10 following… Sono due messaggi che creano effetti assolutamente difformi. Non storcete il naso esimi Ricercatori, Twitter nasce come un news network… un qualche criterio di gerarchia delle fonti doveva pur darselo.
  • Gli Algoritmi in difficoltà barano: chiunque come il sottoscritto si sia ucciso di manageriali e/o strategici feroci (es. Civilization di Sid Meier) conosce una piccola regola… quando un algoritmo entra in difficoltà di fronte alle reazioni umane è programmato per barare… faccio un piccolo esempio: in Civilization se l’IA del gioco avesse giocato ad armi pari non avrebbe potuto contrastare un’astuta manovra diversiva… invece non solo la IA di Civilization era omniscente e al corrente di tutti gli spostamenti delle truppe del giocatore, ma in caso di difficoltà ricorreva ad una sorta di “teletrasporto” truppe e ad una repentina accelerazione delle produzioni… Lo scopo non era maligno: serviva a rendere l’esperienza di gioco divertente e impegnativa… Spesso un bug non è tale è un escamotage con cui la Macchina cerca di non “sbracare”.
  • Il following forzato: a mio avviso non esiste, si tratta solo di qualche espediente scamuffo tipo quelli a suo tempo analizzati con l’esperimento di TeamFollowBack

Conclusioni

Sulla base delle considerazioni sopra espresse miei esimi Ricercatori posso trarre solo qualche piccolissima conclusione provvisoria e inconcludente come al solito.

Il fenomeno dell’unfollow bug è esploso in coincidenza col lancio della sezione “Scopri” di Twitter in cui sono confluite funzionalità vecchie come Temi di Tendenza, Chi Seguire, Utenti Consigliati, e funzionalità nuove come “Storie”…

Tutte sezioni in cui la “profilazione” dell’utente e il rapporto following/follower pesano e parecchio.

Assai probabilmente alle nostre care Macchine Ribelli è stato richiesto uno sforzo un tantinello fuori portata… E le Macchine sono progettate per non fermarsi a costo del ricorso a qualche piccolo escamotage digitale…

Sappiate che i Vostri following assai probabilmente sono caduti per il perfezionamento degli Algoritmi della Scopri di Twitter, per fornirvi un servizio di news migliore e più performante…

Onorate la loro memoria.

DELL: il filo rosso tra mafia, informatica, sionismo e sesso

Image representing Dell as depicted in CrunchBase
Image via CrunchBase

ONtro

Esimi Ricercatori durante questo fine settimana ho avuto il piacere di intessere con alcuni amici di Indigeni Digitali una lunga conversazione su DELL, il tema di tendenza che ha tenuto banco per tutto il week end (per chi di voi fosse interessato questo è il tread del gruppo Facebook http://goo.gl/iEC8J).

Infatti, sabato la sempre attenta Emanuela Zatomas Zaccone ci scrive:

Che succede a Tiwtter? Vedo “Dell” tra i trending topic ma scopro che si tratta della preposizione articolata! Problemi con le stop words? Giovanni Scrofani any idea?

Si poteva restare insensibili a una richiesta di approfondimento così interessante?

Lo sconcerto iniziale

Lì per lì, andando su Twitter a sfrugugliare le carte, vengo colto dallo sconcerto…

Forse è un effetto collaterale degli antibiotici, che prendo per via di una brutta ricaduta influenzale…

Forse il tritacarne digitale è ormai parte della mia mente e tutto si confonde sulla tela digitale come macchie di colore alla Pollock…

Forse è l’ennesima crisi di nervi di Tecnonucleo

Sia quel che sia, aprendo il Tema di Tendenza Dell, vengo 0travolto da analisi prestazionali e offerte commerciali sui prodotti Dell, link e commenti alla sentenza Dell’Utri, riflessioni squisitamente personali, messaggi contro l’occupazione della Palestina da parte di Israele, e il solito spam pornografico che segue i trend topic come le remore seguono gli squali…

Riassumendo secondo la ricostruzione desumibile dai Temi di Tendenza di Twitter: la Dell che è una sorta di odierna versione della Spectra di James Bond, oltre a produrre tecnologia (per quali scopi?), è implicata in concorso esterno in associazione mafiosa, tratta delle bianche e crisi in Medio Oriente… Possibile?

OppureNO…

Breve analisi dei materiali

Innanzi tutto entrando nella sezione #Scopri di Twitter ci si imbatteva in questa curiosa schermata:

Una sentenza della Cassazione sulla DELL, che vanifica il lavoro di Falcone e Borsellino?

Così su due piedi, se uno scansiona le pagine come è abitudine degli internauti più scafati, c’è da prendersi un micro infarto… Ma, aprendo la ricerca sul Tema di Tendenza DELL, si veniva travolti da meravigliose affinità computazionali…

Da un lato il tutto era dominato da questo messaggio dei 99 Posse:

Messaggio in cui l’unico elemento di connessione a DELL era la preposizione articolata maschile seguita dall’apostrofo con spazio (ricordate W l’Italia il tweet impubblicabile?)… Il messaggio in parola in termini di temi di tendenza, secondo la dottrina dei “Cowboy del Cyberspazio era “pesante“: emesso dall’account ufficiale di una nota band musicale e con la bellezza di oltre 50 retweet racimolati in pochi minuti…

Poi seguiva la consueta fiumana di messaggi di spam pornografico tipo: “Dell [shortlink]” diffusi da account sintetici i cui avatar evocavano dolci fanciulle discinte…

Poi arrivava una fiumana di materiale sui prodotti Dell tipo questo:

https://twitter.com/#!/kuborie/status/178745421265514496
https://twitter.com/#!/Janinejyo/status/178745453934936065

Il che poteva far protendere per un promoted trend (i temi di tendenza a pagamento), sfuggito al controllo dei propri creatori… ma francamente tra pornografia, sentenze di mafia, questione Israelo-Palestinese, mancavano solo i Rettiliani e più che una forma furbetta di advertising sembrava una sorta di delirio complottista…

Dopodiché arrivavano numerosi messaggi in italiano contenenti la parola [dell’], tipo questo:

https://twitter.com/#!/wollenxdwxo2/status/178745327451521025

A questo punto miei esimi Ricercatori vi chiederete: ma che accidenti è successo?

Possibile soluzione all’enigma DELL

Innanzitutto vi invito, prima di procedere a farvi una rapida rinfrescata con “Una possibile spiegazione al caos dei temi di tendenza” e “W l’Italia il Tweet impubblicabile“…

Fatto?

Assai probabilmente è accaduta la seguente concatenazione di eventi mirabolanti… una di quelle Sincronie di Tecnonucleo, capaci di generare capolavori di dadaismo come DELL…

Nello stesso periodo da un lato su Twitter i Missionari della Verità berlusconiani e antiberlusconiani iniziano a diffondere, come un’orda di BOT, link alle testate online che trattano della sentenza della Corte di Cassazione sul caso Dell’Utri… Ma come sappiamo l’apostrofo per le macchine di linguistica computazionale è un delirio… per cui iniziano a leggere i messaggi come [Dell ‘spazio’ Utri]…

Ma dell’ in italiano è una preposizione molto utilizzata, quindi, analogamente a quanto accaduto durante l’ufficio digitale dei defunti di Dalla, nella propria scalata verso la vetta dei temi di tendenza trascina dietro di sé tutti i messaggi contenenti la preposizione… che l’aiutano rapidamente a superare la massa critica…

In contemporanea arriva il Top Tweet dei 99 Posse, che essendo “pesante” fornisce ulteriore energia cinetica al tema DELL…

Inoltre la Dell è un’affermata casa produttrice di hardware, pertanto il nome è costantemente presente su Twitter a livello internazionale… cosa che genera il classico “cortocircuito di linguistica computazionale #vascomerda“… aggiungendo una spaventosa energia cinetica alla scalata della vetta dei temi di tendenza…

Peraltro come sempre arrivano gli spamBOT dei temi di tendenza, che si attivano ed iniziano a spammare il trend coi propri link a base di porno e agenzie di credito… contribuendo anch’essi a rimpolpare la valanga di testi contenenti DELL…

La funzione “Storie” quindi  per non saper né leggere né scrivere, seleziona in modo statistico il link a testate online contenente maggiormente la parola Dell… un po’ a torto un po’ a ragione seleziona la sentenza della Cassazione…

Conclusioni

Esimi Ricercatori, come concludere?

I risultati del cortocircuito linguistico i cui sopra sono facilmente riassumibili:

La società Dell ha subito una sorta di versione allucinata di vero e proprio trolling computazionale, subendo una pubblicità non richiesta e grottesca…

Chi voleva usare Twitter per informarsi sulla sentenza Dell’Utri è rimasto deluso, in quanto ha dovuto setacciare i risultati di ricerca in mezzo a una quantità di “rumore bianco” pazzesca…

Coloro i quali volevano parlare di Palestina e Israele si sono trovati catapultati in un grandguignol di tweet, che fondamentalmente li ha completamente zittiti nella sezione #SCOPRI di Twitter…

Chi cercava pornografia e finanziarie di cravattari internazionali, ha trovato ciò per cui si era messo online…

Mi chiedo… possibile che Twitter non riesca a spendere due euro per eliminare il problema degli spamBOT? Possibile che non riesca a dedicare una persona o un replicante a gestire in modo ordinato la sezione Storie? Possibile che non riesca a risolvere una volta per tutte i propri psicodrammi con l’apostrofo?

Quel che dispiace è che bazzicando le Comunità di Power Users di Twitter, mi rendo conto che criticità come queste sono state segnalate invano più volte, nel pieno disinteresse da parte dello staff (per un Social Network non rispondere alle segnalazioni non è il massimo)… Sebbene la mancata soluzione di queste problematiche, quantomeno in Italia, sia suscettibile di azzoppare le potenzialità di Twitter come strumento di informazione…

E scusatemi se è poco…

A meno che non ci si contenti di Twitter come buco della serratura dei VIP

Il nuovo Twitter e il #foreveralone natalizio

ONtro

Esimi nonché egregi Ricercatori, come sapete Natale è uno di quei drammatici periodi dell’anno, in cui la solitudine si fa sentire più forte… Per molti è il giorno in cui si pensa agli amici lontani, agli amori perduti, alle persone care che ci hanno lasciato…

Non dovrebbe pertanto sorprenderci che in una giornata che molti vivono così mestamente un hashtag come #foerveralone (per sempre solo/a) sia diventato tema di tendenza mondiale e abbia campeggiato nella sezione storie della pagine “Scopri/Discover” del nuovo Twitter.

OppureNO.

Discover

Discover”  come ben raccontato da Wired è una nuova funzionalità di Twitter che in sintesi offre:

Uno sguardo sul mondo. Cliccando sull’icona del cancelletto è possibile accedere all’opzione “scopri” : una serie di informazioni raccolte da Twitter per “riflettere i nostri interessi, in base a dove ci troviamo, le persone che seguiamo e quello che sta succedendo nel mondo”. Ecco quindi i suggerimenti degli account da seguire raggruppati in categorie (musica, sport e intrattenimento) o le storie da “scoprire”. Nella sezione # è possibile sapere che cosa stanno facendo gli utenti, chi stanno seguendo e quali sono i loro tweet preferiti. Non molto diverso da quello che fa Facebook quando ci aggiorna sulle nuove amicizie dei nostri contatti e sui link condivisi.

[Tratto da “Il Nuovo Twitter” di Wired]

Finora nella sezione “Storie” erano sempre stati segnalati hashtag, che si sviluppavano attorno ad un link legato ad una testata online. Molti Ricercatori si chiedevano se fosse una sorta di embrione di funzionalità alla Google News, con selezione delle notizie da una determinata lista di siti di informazione.

Invece la “Storia” da cui si sviluppava l’hastag del #foreveralone non faceva riferimento ad alcuna testata online, o notizia…

Il Tweet da cui è partito tutto

Il tweet che ha scatenato i mesti messaggi di centinaia di uomini soli, di ragazze sedotte e abbandonate, di separati, divorziati, dimenticati, di innamorati non corrisposti… campeggiava fiero nella mattina di Natale sulla pagina Storie di Discover…

Devo dire che appena l’ho visto sono scoppiato in un ghigno da vecchio troll in prepensionamento, ma non roviniamo la sorpresa…

Questo era il messaggio da cui era scaturito il lacrimevole profluvio natalizio:

Con una tipica logica internettara vecchio stile venivano esaminate in modo naif alcune possibili combinazioni di relazioni umane, di cui 3 disfunzionali ed una funzionale (i nerd amano applicare l’ingegneria a qualunque cosa):

  • Rapporto Disfunzionale 1: “Ragazzo Gentile” innamorato non ricambiato di “Ragazza Dolce”, che è innamorata non ricambiata di uno “Stronzo”.
  • Rapporto Disfunzionale 2: “Ragazzo Gentile” innamorato non ricambiato di “Ragazza Dolce”, che è innamorata non ricambiata di uno “Stronzo”, che a sua volta è innamorato non ricambiato di una “Puttana”.
  •  Rapporto Disfunzionale 3: “Ragazzo Gentile” innamorato non ricambiato di “Ragazza Dolce”, che è innamorata non ricambiata di uno “Stronzo”, che a sua volta è innamorato non ricambiato di una “Puttana”, che pure lei è innamorata non ricambiata di un “Ricco”.
  • Rapporto Funzionale: “Ragazzo Gentile” con l’espressione da foreveralone (per sempre solo), “Ragazza Dolce” e “Stronzo” innamorati, “Puttana” e “Ricco” innamorati.

Le migliaia di persone che hanno utilizzato l’hashtag nella giornata, se avessero avuto qualche conoscenza di Cultura Digitale in più, si sarebbero rese conto di trovarsi di fronte a quel simpatico esperimento sociologico comunemente noto col nome di “trolling“.

Infatti il tweet in questione non era che un meme del foreveralone!

Il Meme Foreveralone

Foreveralone meme

Il Meme del Foreveralone è uno dei grandi classici delle  Comunità Online dedite alle tecniche di trolling più eleganti e divertenti.

E’ un grazioso esempio contemporaneo di quello che chiamiamo cyber dadaismo.

La storia di questo meme (fonte l’autorevole Know Your Meme) è alquanto incerta. Si sa solo che nacque nell’aprile 2010 praticamente in simultanea in molti centri di produzione di meme (4chan, Tumblr, ecc…).

E’ un classico “rage comic“, ossia un fumetto estremamente stilizzato e naif che ritrae un’espressione di rabbia, nel caso di specie il disappunto per essere soli al mondo, senza nessuno che ricambi il proprio amore.

Forse molti di voi non lo sanno, ma in un’occasione il Foreveralone meme causò un gigantesco flashmob involontario ai danni di centinaia di poveri uomini soli alla ricerca disperata di un’anima gemella, che li alleviasse dalle proprie sofferenze amorose…

La locandina del flashmob Foreveralone

Il 13 maggio 2011 alcune Community di troll idearono un articolato scherzone utilizzando fake di bellissime ragazze e invitando centinaia di ragazzi soli lo stesso giorno alla stessa ora a Times Square (New York)… Peraltro poiché i membri della Community volevano godersi lo scherzone via telecamere di pubblica sicurezza, il sito della Earthcam  andò giù… Il numero di richieste di accesso era così elevato che fu paragonabile ad un attacco DDos…

Panopticon Twitter

Così di ritorno da una sana pedalata natalizia per smaltire gli eccessi del Cenone della Vigilia leggo il tweet in questione e sghignazzando lo metto a beneficio della nostra Comunità con questo piccolo e innocente messaggio:

Ovviamente le Macchine di Twitter non dormono mai, oppure c’è qualche stagista sfigato costretto a monitorarmi h24 pure il giorno di Natale, o forse è la solita incredibile ed incoerente “coincidenza di Tecnonucleo” prodotta dall’interazione Uomo/Macchina…

Ma una mezz’ora dopo aver postato il mio messaggio, in modo assolutamente incoerente il messaggio di riferimento della “storia” del foreveralone cambia e fa riferimento a questo tweet completamente normalizzato…

La cosa è assolutamente divertente nella sua sconcertante falsità: il tweet da super troll di Don Muffin con oltre 50 retweet e preferiti era chiaramente quello da cui si era propagato il tema di tendenza del foreveralone…. quello di LOVELiiCIOUSx, che già dal nome pare un embrione da vasca di riproduzione di Teamfollowback, coi suoi 4 retweet stenterelli evidenzia da solo il provvidenziale intervento “a manetta“… La foto poi è così furbetta e geek da far sorgere più di un sospetto…

Conclusioni

Esimi Ricercatori che dire?

Innanzitutto ci complimentiamo con Don Muffin per essere riuscito a sabotare la sezione Storie di Discover Twitter, con un elegantissimo atto di trolling DOC.

In secondo luogo assistiamo all’evoluzione delle dinamiche difensive di Twitter, che invece di bloccare i messaggi sgraditi come con i Toptweet e i Temi di Tendenza, adotta una policy molto più sofisticata: la mistificazione. L’origine dell’hashtag #foreveralone viene abilmente occultata e tramutata da atto di trolling, in romantica malinconia… Immaginate l’applicazione di una simile prassi con una notizia vera o con un’informazione politica.

In terzo luogo sono molto dispiaciuto per quegli utenti che hanno postato in tutto il mondo messaggi di solitudine natalizia solo per il sollazzo di Comunità di Troll… Penso che lo scherzo ci insegni una cosa importante: senza neppure aver capito il senso del meme che avevano di fronte, migliaia di persone hanno esibito al mondo pensieri intimi e sofferti, Twitter ha ritenuto la “Storia” di tendenza, dandole visibilità e generando ancor di più un mood depressivo… I Nuovi Media rischiano di diventare strumenti di espressione inconsapevole di emozioni forti… oggi il manipolatore è un Troll, domani?

Torno a ripetermi: la gente risparmiasse le emozioni più profonde per i rapporti umani dal vivo e la smettesse con questo stupido esibizionismo digitale.

P.S. Buone Feste 😀

Ilona Staller il Tema di Tendenza più hot di sempre

Esimi Ricercatori non faccio in tempo a riprendermi dalle fatiche del post “Palazzochigi: fake, furto di identità o impersonificazione?“, che vengo nuovamente  travolto dal folle connubio tra Macchine e Politica, che continua a tenere banco su Twitter.

Oggi tra i Temi di Tendenza spiccava infatti il nome di una ex Parlamentare della Prima Repubblica, che tanto fece parlare di sé negli anni ottanta: l’on. Ilona Staller.

Appena leggo che l’Onorevole è Tema di Tendenza mi chiedo se si è appena iscritta a Twitter, se è un nuovo scherzo di Dietnam (quello di JerrycaLOL rimarrà negli annali di Twitter per la sua genialità), se per caso è morta (oh capita), se è finita a letto con Justin Bieber o Lady Gaga…

Clicco sul nome dell’ex parlamentare e meraviglia:

Esistono solo quattro tweet riferiti a Ilona Staller tutti provenienti da un BOT che spamma link a un sito pornografico, che non menziono perché siamo in tempi di austerità e il pudore deve regnare sovrano.

Peraltro se cliccate, come d’uso, sul tema di tendenza “Ilona Staller” non saranno restituiti i risultati di ricerca ad esso connessi ma solo i 4 Tweet della Porno Apocalisse…

Insomma esimi Ricercatori che dire, se non che ci troviamo di fronte a un nuovo assalto delle Macchine Ribelli? Forse lo strategismo sentimentale ha colpito i loro codici e iniziano ad attirarci come le Sirene di Ulisse sui frangenti del loro malware…

Ma mi chiedo perché scegliere una pornostar così vintage?

Esiste un disegno politico per una transizione dell’Italia sotto il “Partito dell’Ammore”?

E’ il ritorno di “Forza Gnocca“?

Esimi Ricercatori sono completamente smarrito e basito… le Macchine Ribelli urlano il loro “Ilona Staller” e posso solo rispondere così:

°L°

#NoFreeJobs anche gli Stagisti nel loro piccolo si incazzano

  1. ONtro

  2. Esimi nonché egregi Ricercatori, oggi sono stato contattato dal nostro Luigi Ferrara per una doverosa azione di sensibilizzazione via Twitter in favore di un nuovo hastag fresco fresco: #nofreejobs.
  3. @MatteoBianx @Jovanz74 @bruniverso e tutti gli altri SocialEroi, ci date una mano a diffondere #nofreejobs? #SE
    November 9, 2011 9:09:20 AM EST
  4. Il post da cui è partito tutto…

  5. Immediatamente mi getto in una ricerca in Rete per comprendere meglio il fenomeno e mi imbatto nel post di Wikiculture da cui è nato tutto. In sostanza #NoFreeJobs nasce da una meravigliosa “offerta di lavoro” rivolta ai blogger professionisti (o aspiranti tali): un misterioso benefattore, infatti offre all’iperbolica cifra di € 20,00 (euro venti/00) al mese per 40 (quaranta) post…  In pratica € 0,50 (cinquanta centesimi) al pezzo…

    Ovviamente partono alcune sconsolate riflessioni dell’autore su come raggranellare in modo più semplice questa mitica cifra…
  6. Nascita di un hashtag di successo…

  7. E’ quindi la volta del nostro Paolo Ratto, che sulla propria Pagina Facebook (e successivamente sul proprio blog) commenta la notizia al grido di un quanto mai condivisibile “Gratis non si lavora. Si ozia”…
  8. …che viene brillantemente ripreso da Cristina Simone, la quale inventa l’hastag e inizia a fare un po’ di sano sharing verso gli Influencers giusti:
  9. Gratis non si lavora. Si ozia. [cit. @jul_x ] #nofreejobs
    November 9, 2011 6:27:20 AM EST
  10. @silvia_carbone @Marygrace83 @Ggferrara @SimoneCinelli @nadiaplasti twittiamo le proposte imbarazzanti per lavorare gratis #nofreejobs
    November 9, 2011 6:39:21 AM EST
  11. Ovviamente a questo punto si scatena il noto meccanismo di “spam strutturato della Comunità Online a rinforzo orizzontale” e l’hashtag inizia a dilagare in Rete, suscitando alcune interessanti riflessioni sul “praticantato”: la forma più deteriore di precariato non retribuito.
  12. #nofreejobs piuttosto vado a far rimbalzare i sassi a pelo d’acqua. Che fa figo.
    November 9, 2011 1:07:59 PM EST
  13. 20 euro al mese per 40 pezzi | WikiCulture t.co/pfi06aJE si aspettate che ve li invio datemi un secondo eh… #sarcasmo #nofreejobs
    November 9, 2011 10:42:05 AM EST
  14. Aboliti in Inghilterra stage e tirocini non retribuiti t.co/Osb6JTZU giusto in tempo per il #nofreejobs
    November 9, 2011 4:49:11 PM EST
  15. #nofreejobs ho fatto pratica in uno studio legale lavorando piu’ del titolare senza neancheun rimborso spese fino all’abilitazione.
    November 9, 2011 2:36:40 PM EST
  16. #nofreejobs Disamorati del familismo, della raccomandazione, della formazione zero, della poca istruzione, delle strutture inefficienti!
    November 9, 2011 6:05:16 PM EST
  17. Cominciamo a dire NO al lavoro gratis, che lavorino GRATIS solo i ricchi (peggio per loro) #nofreejobs
    November 9, 2011 1:16:57 PM EST
  18. un tempo eravamo generazione 1000 euro, adesso come adesso siamo quasi generazione gratis…. #nofreejobs
    November 9, 2011 5:49:53 PM EST
  19. Italia: un Paese in cui nel 2011 non si riesce ancora a uscire dalla logica medioevale del praticantato gratuito #nofreejobs
    November 9, 2011 1:29:31 PM EST
  20. Come spesso accade, non appena nasce l’hashtag, germina anche la relativa Pagina Facebook (penso che un giorno faranno un cimitero di pagine Facebook nate e morte nell’arco di un giorno):
  21. Si tirano le somme…

  22. Arriva infine Anna Simone de Linkiesta a riassumere le posizioni più autorevoli sull’intera vicenda, raccontando per filo e per segno l’intero svolgersi degli eventi:
  23. Ma se ne accorgono anche siti più mainstream, tipo Tgcom, segno che l’argomento è di particolare attualità e interesse…
  24. La mia personale esperienza

  25. Alla fine anche io, mentre sono in viaggio sull’autobus del ritorno a casa, colgo l’occasione per fornire la mia personale esperienza, ovviamente assolutamente contraria a queste forme medioevaleggianti di apprendistato…

    Sarà che sono fatto male ma non sono mai riuscito a fare volontariato in favore di chi sta economicamente meglio di me…
  26. Conclusioni

  27. Concludendo miei esimi Ricercatori non posso che condividere la totalità di tutto quanto ho letto in queste ore sotto l’etichetta #nofreejobs.

    In particolare trovo assolutamente da stigmatizzare queste applicazioni in epoca moderna delle logiche di apprendistato medioevale, in cui l’Apprendista/Praticante stava a bottega gratis sperando un giorno di fregare qualche cliente al proprio Padrone. Mi sembra spaventoso e a tratti inquietante che in una Società avanzata, come dovrebbe essere quella italiana, alla maggior parte delle Professioni Intellettuali si acceda trascorrendo anni senza essere pagati, venendo sfruttati, masticando amaro…

    Mi chiedo che genere di professionisti formiamo con queste pratiche…
  28. Rino Gaetano – Mio Fratello è Figlio Unico.wmv
    August 6, 2010 4:38:50 PM EDT